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Bando Attivo 2024-2029

Sviluppo Competenze PMI 2026: Fondo Perduto dal 10 Settembre

Bando Sviluppo Competenze PMI: domande dal 10 settembre al 21 dicembre 2026. Fino a 30.000 € a fondo perduto per formare i dipendenti nel Mezzogiorno.

Sviluppo Competenze PMI 2026: Fondo Perduto dal 10 Settembre
Bandi e incentivi31/08/202621 minGiovanni Emmi
Bandi e incentivi
31/08/2026
21 min
Giovanni EmmiGiovanni Emmi

Dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026 alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026 riapre lo sportello del bando MIMIT "Sviluppo competenze specialistiche delle PMI": 12.449.676 euro a fondo perduto per formare i dipendenti delle PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Contributo del 50% su costi tra 10.000 e 60.000 euro.

In breve

  • Chi: micro, piccole e medie imprese con almeno un'unità locale in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, con almeno un bilancio approvato e depositato.
  • Quanto: contributo a fondo perduto del 50% dei costi ammissibili (max 30.000 €), che sale al 70% per micro e piccole imprese e al 60% per le medie nei progetti integrati sovraregionali (max 42.000 e 36.000 €).
  • Quando: dalle 12:00 del 10 settembre 2026 alle 12:00 del 21 dicembre 2026, su piattaforma Invitalia. Non è un click day: la selezione è a graduatoria di merito.
  • Attenzione: escluse le imprese che hanno già presentato domanda sul primo sportello (21 aprile – 23 giugno 2026), anche per un percorso formativo diverso.
  • Vincolo chiave per le SRL: possono partecipare alla formazione solo i lavoratori dipendenti. Soci e amministratori non dipendenti, e i lavoratori somministrati, sono esclusi.

Cos'è il bando Sviluppo Competenze e perché riguarda la tua SRL

Il regime di aiuto è stato istituito dal decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy 4 settembre 2025 (comunicato in Gazzetta Ufficiale n. 250 del 27 ottobre 2025) e attuato dal decreto direttoriale 26 gennaio 2026, n. 177. Soggetto gestore: Invitalia. Dotazione complessiva: 50 milioni di euro a valere sull'Azione 1.4.1 del Programma Nazionale "Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027" (PN RIC).

Il primo sportello, aperto dal 21 aprile al 23 giugno 2026, ha raccolto domande per un fabbisogno di 37.550.324 euro. Restano quindi 12.449.676 euro, che il decreto direttoriale 13 luglio 2026, n. 2095 ha destinato a un secondo sportello. La cifra può crescere in corso d'opera se dalle istruttorie di Invitalia emergono economie o rinunce.

Questo bando finanzia una voce che quasi nessun altro incentivo copre: il costo della formazione tecnica dei dipendenti già in forza. Non macchinari, non software, non consulenza generica sull'organizzazione. Formazione specialistica su intelligenza artificiale, digitalizzazione dei processi, efficienza energetica, economia circolare, cybersecurity, robotica, tecnologie pulite.

Per una SRL del Mezzogiorno che ha appena acquistato un macchinario interconnesso o un ERP e si è accorta che nessuno in azienda sa sfruttarlo davvero, è lo strumento naturale. E arriva in un anno in cui il vecchio credito d'imposta Formazione 4.0 non esiste più: non è stato prorogato oltre il 2022, come spieghiamo nella guida storica al credito formazione 4.0.

A chi si rivolge: i requisiti che la tua SRL deve avere il 10 settembre

Alla data di presentazione della domanda la PMI deve

  • essere regolarmente costituita, iscritta e "attiva" nel Registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposta a procedure concorsuali;
  • disporre di almeno un bilancio approvato e depositato presso il Registro delle imprese (per imprese individuali e società di persone: almeno una dichiarazione dei redditi presentata);
  • rispettare i requisiti dimensionali di PMI ai sensi della Raccomandazione UE 2003/361;
  • avere almeno un'unità locale in una delle sette regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia;
  • essere in regola con DURC, con l'obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali e con eventuali restituzioni di aiuti dichiarati illegittimi dalla Commissione europea;
  • disporre di plafond de minimis residuo sufficiente (massimale 300.000 € per impresa unica su tre esercizi finanziari, Reg. UE 2023/2831).

Le imprese con sede legale all'estero possono partecipare se dimostrano, entro la data della prima richiesta di erogazione, di disporre di una sede secondaria in una delle sette regioni.

I tre scogli che fermano più spesso una SRL

1. Il bilancio depositato.

Se la tua SRL è stata costituita nel 2026 e non ha ancora approvato e depositato un bilancio, non è ammissibile. Non ci sono deroghe.

2. Solo dipendenti in aula.

Possono partecipare ai percorsi esclusivamente i lavoratori dipendenti impiegati nelle unità locali situate nelle sette regioni. Sono esclusi soci e amministratori non dipendenti e i lavoratori somministrati. Sono ammessi i lavoratori in CIGO, limitatamente alle ore non sospese; sono esclusi quelli in CIGS. Nelle SRL a base familiare del Sud, dove i soci sono spesso le figure più operative, questo è il primo controllo da fare: se in azienda ci sono due soci amministratori e un solo dipendente, il progetto ha una platea di un discente. Sul confine tra socio, amministratore e dipendente vale la pena rileggere il quadro dei contributi previdenziali del socio di SRL.

3. La polizza catastrofale.

L'obbligo assicurativo contro eventi catastrofali per le imprese iscritte al Registro delle imprese è un requisito di ammissibilità della misura, e in domanda va prodotta una dichiarazione sostitutiva specifica. Non è un adempimento formale rinviabile.

Quanto vale il contributo: 50%, 60% o 70%

Il contributo è concesso in regime de minimis come contributo diretto alla spesa.

Situazione Intensità Costi ammissibili Contributo massimo
PMI singola (micro, piccola o media) 50% 10.000 – 60.000 € 30.000 €
Micro o piccola impresa in progetto integrato sovraregionale 70% 10.000 – 60.000 € 42.000 €
Media impresa in progetto integrato sovraregionale 60% 10.000 – 60.000 € 36.000 €

I limiti di 10.000 e 60.000 euro si riferiscono al singolo beneficiario, anche nei progetti integrati. Il progetto integrato sovraregionale può includere fino a 10 imprese di regioni diverse, presenta domanda tramite una capofila e non richiede la costituzione di ATI o ATS: la maggiorazione si applica impresa per impresa in base alla sua dimensione (+20 punti percentuali per micro e piccole, +10 per le medie).

Il restante 50% (o 30-40%) è a carico dell'impresa e può essere coperto indifferentemente con mezzi propri o con altre fonti, pubbliche o private, purché non si finanzino due volte le stesse voci di costo.

Come si calcola il costo rendicontabile: le tariffe orarie regionali

Qui sta la vera particolarità della misura. Non si rendicontano fatture: si applica un'opzione semplificata di costo (OSC) basata su tariffe orarie regionali (Allegato 3 del DD 26 gennaio 2026, in coerenza con il Regolamento delegato UE 2023/1676). La formula è:

Costo rendicontabile = tariffa oraria regionale × numero di ore di formazione × numero di partecipanti

La tariffa è onnicomprensiva: copre compenso dei formatori, costi di esercizio (viaggi, alloggio, materiali, ammortamento attrezzature dedicate), servizi di consulenza connessi e la retribuzione dei dipendenti per le ore in formazione.

Regione Tariffa oraria Ore × discenti (min) Ore × discenti (max)
Basilicata 47,22 € 212 1.270
Sicilia 47,22 € 212 1.270
Campania 46,13 € 217 1.300
Sardegna 46,13 € 217 1.300
Molise 45,03 € 223 1.332
Puglia 45,03 € 223 1.332
Calabria 41,19 € 243 1.456

Le colonne "ore × discenti" indicano il prodotto tra ore di corso e numero di partecipanti necessario per raggiungere la soglia minima di 10.000 euro (min) e per restare sotto il tetto di 60.000 euro (max). Tradotto: in Puglia servono almeno 223 ore-partecipante. Con 10 dipendenti in aula bastano 23 ore di corso; con un solo dipendente servono 223 ore. Il numero di discenti è la leva più efficace per raggiungere la soglia, non la durata del corso.

Esempio numerico: SRL manifatturiera in Puglia, 12 dipendenti

Una SRL metalmeccanica con sede operativa in provincia di Bari, 12 dipendenti, vuole formare 10 addetti su intelligenza artificiale applicata al controllo qualità e digitalizzazione dei processi produttivi. Percorso da 60 ore in presenza, fornitore esterno indipendente con preventivo di 12.000 euro.

Voce Calcolo Importo
Tariffa oraria Puglia 45,03 €
Costo rendicontabile OSC 45,03 × 60 ore × 10 partecipanti 27.018 €
Contributo come PMI singola 50% 13.509 €
Contributo in progetto sovraregionale (piccola impresa) 70% 18.912,60 €

Il dato interessante: il contributo da PMI singola (13.509 €) copre per intero la fattura del formatore (12.000 €). Il resto del costo rendicontabile è costituito dalla retribuzione dei dipendenti per le ore in aula, un costo che l'azienda sostiene comunque. È la logica dell'OSC: si rendiconta un costo standard, non l'esborso effettivo. Sul valore reale di un'ora di lavoro in azienda, il nostro calcolo del costo di un dipendente in SRL aiuta a quantificare la quota "interna" del piano.

Attenzione al rovescio: se in rendicontazione il costo rendicontabile derivante dalla formula scende sotto 10.000 euro, le agevolazioni sono revocate. Un piano dimensionato al minimo con 5 discenti e poi realizzato con 3 partecipanti effettivi è a rischio.

Vuoi sapere se la tua SRL è ammissibile e quanto può ottenere?

Il check-up preliminare (dimensione aziendale, plafond de minimis residuo, platea di dipendenti eleggibili, punteggio stimato in graduatoria) richiede 15 minuti. Scrivici dal form di contatto o scopri il servizio di finanza agevolata. Se prima vuoi verificare il plafond, usa il calcolatore de minimis.

Cosa puoi far formare: gli ambiti ammissibili

I percorsi devono avere per oggetto le traiettorie tecnologiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, le tecnologie individuate dal regolamento STEP (Reg. UE 2024/795) o più in generale i processi di transizione verde e digitale, all'interno di nove macro-ambiti:

  1. Aerospazio e difesa
  2. Salute, alimentazione, qualità della vita
  3. Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente
  4. Turismo, patrimonio culturale e industria della creatività
  5. Agenda digitale, smart communities, sistemi di mobilità intelligente
  6. Tecnologie digitali (intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, robotica e sistemi autonomi, connettività avanzata, semiconduttori)
  7. Tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse (solare, eolico, batterie e stoccaggio, idrogeno, cattura del carbonio)
  8. Biotecnologie (DNA/RNA, ingegneria cellulare e tissutale, bioinformatica)
  9. Processi di transizione verde e digitale non ricompresi negli altri ambiti (efficienza energetica, digitalizzazione dei processi produttivi, economia circolare)

I titoli delle azioni formative non devono coincidere letteralmente con quelli dell'Allegato 1 del DD 26 gennaio 2026: è sufficiente che il contenuto rientri in uno o più ambiti elencati.

I vincoli operativi da non sbagliare

  • Formazione solo in presenza. La circolare direttoriale n. 716 del 20 marzo 2026 esclude la modalità a distanza (sincrona e asincrona), quella mista e il training on the job. Le sedi ammesse sono quelle dell'impresa, dell'ente formatore o altra sede idonea.
  • Fornitore indipendente e terzo. Nessun rapporto di controllo o collegamento societario con l'impresa, esperienza comprovata negli ambiti dell'Allegato 1 documentata dai progetti degli ultimi 3 anni. Non sono ammessi formatori interni. Non serve accreditamento né certificazione; sono ammesse le università e i fornitori esteri.
  • Contratto firmato dopo la domanda. Il contratto con il fornitore deve essere sottoscritto successivamente alla presentazione della domanda. Firmarlo prima costa l'inammissibilità.
  • Nessun limite di ore, minimo o massimo: contano solo le soglie economiche di 10.000 e 60.000 euro.

Come funziona la graduatoria: cinque criteri e due premialità

La procedura è valutativa a graduatoria, non a sportello cronologico. Presentare domanda il 10 settembre alle 12:01 non dà nessun vantaggio di posizione. I criteri sono quelli dell'Allegato 2 del DD 26 gennaio 2026:

Criterio Cosa misura Punteggio
A – Base organica dell'impresa Personale impiegato nelle unità locali oggetto del programma alla data della domanda da 2 a 15 (interpolazione lineare)
B – Coinvolgimento del personale Rapporto tra discenti coinvolti e organico da 2 a 15 (interpolazione lineare)
C – Valorizzazione degli ambiti formativi Numero di ambiti formativi (a due cifre) selezionati dall'Allegato 1 da 2 a 10 (interpolazione lineare)
D – Valorizzazione della filiera Appartenenza a un contratto di rete per lo sviluppo della filiera 3 punti
E – Attività manifatturiera Attività economica primaria in sezione C della classificazione ATECO 2025 5 punti
Premialità Rating di legalità AGCM +5% del punteggio
Premialità Certificazione della parità di genere +5% del punteggio

Le premialità agiscono sul punteggio, non sull'incentivo, e sono cumulabili (+10% complessivo). Nei progetti sovraregionali servono almeno metà delle PMI partecipanti in possesso delle certificazioni.

Tre letture operative per una SRL piccola

  • Sul criterio A una SRL con 8 dipendenti parte svantaggiata rispetto a una con 90. Non c'è modo di correggerlo.
  • Sul criterio B invece la piccola dimensione è un vantaggio: portare 8 dipendenti su 8 in formazione massimizza il rapporto discenti/organico. B è anche il primo criterio di spareggio in caso di parità di punteggio (poi C, poi l'ordine cronologico di presentazione, secondo il decreto direttoriale 28 luglio 2026).
  • Su E serve una verifica del codice ATECO 2025 dichiarato in Camera di commercio: la sezione C (attività manifatturiere) vale 5 punti secchi.

Una quota del 40% delle risorse è riservata alle imprese della filiera automotive e della filiera moda, tessile e arredamento. Le graduatorie sono pubblicate entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello: per il secondo sportello, entro circa il 20 gennaio 2027.

Erogazione, tempi e rendicontazione

  • Il percorso va avviato entro 6 mesi dalla concessione e concluso entro 12 mesi, con eventuale proroga di ulteriori 6.
  • Le agevolazioni sono erogate in massimo due SAL: il primo dopo il completamento di almeno il 50% delle ore previste, il secondo a conclusione. Il SAL a saldo va trasmesso entro 30 giorni dalla fine del percorso.
  • È possibile richiedere un'anticipazione del 50% del contributo concesso previa fideiussione. Il costo della garanzia non è rendicontabile.
  • In rendicontazione non servono fatture né prove di pagamento: serve la documentazione che attesti lo svolgimento delle attività (registri, timesheet con CUP, contratti con i formatori, materiale didattico, prove fotografiche). I giustificativi vanno però registrati in contabilità e restare tracciabili per eventuali controlli.
  • I nominativi dei discenti si indicano già in domanda nella scheda descrittiva; ogni variazione va comunicata tempestivamente a Invitalia.

Il contributo in bilancio: quanto ne resta davvero

Questo è il passaggio che molti dimenticano quando calcolano il beneficio. Il contributo per spese di formazione è un contributo in conto esercizio: va iscritto tra gli Altri ricavi e proventi (voce A5) del conto economico e concorre alla formazione del reddito per competenza, con rilevanza sia IRES sia IRAP. All'erogazione si applica di norma la ritenuta d'acconto del 4% prevista dall'art. 28, comma 2, del DPR 600/1973 per i contributi corrisposti alle imprese (esclusi quelli per l'acquisto di beni strumentali).

Riprendendo l'esempio pugliese, con contributo di 13.509 euro

Voce Importo
Contributo concesso 13.509,00 €
IRES 24% −3.242,16 €
IRAP 3,9% (aliquota base) −526,85 €
Beneficio netto ≈ 9.740 €
Ritenuta d'acconto 4% all'erogazione (acconto, non costo) 540,36 €

Il beneficio netto resta significativo, ma va calcolato al netto delle imposte, non al lordo: nel piano finanziario del progetto la differenza è di quasi 3.800 euro. Tutti i costi del percorso formativo restano naturalmente deducibili come costi d'esercizio. Per il quadro completo dei principi, vedi la guida alla tassazione dei contributi pubblici per le SRL.

Sette errori che fanno perdere il contributo

  1. Aver già presentato domanda sul primo sportello. L'esclusione è assoluta e vale anche per un percorso formativo completamente diverso.
  2. Firmare il contratto con il formatore prima della domanda. Requisito di ammissibilità del DM 4 settembre 2025, art. 4, comma 2, lett. d).
  3. Inserire soci o amministratori non dipendenti tra i discenti. Vale anche per i lavoratori somministrati e per i dipendenti in CIGS.
  4. Progettare la formazione in modalità e-learning o mista. Ammessa solo la presenza.
  5. Usare un formatore collegato societariamente all'impresa o interno all'organico.
  6. Dimensionare il piano al minimo e poi realizzarne una parte: sotto 10.000 euro di costo rendicontabile scatta la revoca.
  7. Non verificare il plafond de minimis: 300.000 euro su tre esercizi comprendono tutti gli aiuti de minimis dell'impresa unica, come spiega la nostra guida al regime de minimis 2026.

Cosa preparare adesso, prima del 10 settembre

La pre-registrazione in piattaforma Invitalia (sezione Anagrafica e Deleghe dell'area riservata) va fatta prima della domanda, con SPID, CNS o CIE del legale rappresentante o di un delegato. La domanda va firmata digitalmente dal legale rappresentante.

Documentazione richiesta per l'impresa singola

  • DSAN possesso requisiti, impresa unica, polizza catastrofale, titolare effettivo antiriciclaggio, casellario e procedure concorsuali/liquidatorie, pantouflage
  • Scheda descrittiva del percorso di formazione (contenuti, finalità, ore, calendario) ed elenco discenti nominativo
  • Offerta economica del fornitore dei servizi di formazione e consulenza, con l'elenco dei progetti realizzati negli ultimi 3 anni
  • Eventuale certificazione di parità di genere e contratto di rete, se pertinenti

Il vantaggio competitivo, in una selezione a graduatoria, non lo dà la velocità: lo danno una scheda formativa coerente con l'attività reale dell'impresa, un rapporto discenti/organico alto e la verifica preventiva di ATECO, rete di filiera e certificazioni. Sono tutte cose che si costruiscono nelle settimane precedenti, non il giorno dell'apertura.

Domande frequenti sul bando Sviluppo Competenze PMI 2026

La mia SRL ha presentato domanda al primo sportello ed è stata esclusa dalla graduatoria: posso riprovare?

No. Il decreto direttoriale 13 luglio 2026 esclude dal secondo sportello tutti i soggetti che hanno presentato domanda a valere sul primo sportello, disciplinato dal DD 26 gennaio 2026 come modificato dal DD 10 febbraio 2026. L'esclusione si applica anche se la nuova domanda riguarda un percorso di formazione differente.

Conviene presentare la domanda il primo giorno di apertura?

No, non per la posizione in graduatoria. La procedura è valutativa a graduatoria: conta il punteggio sui criteri A-E e le premialità. L'ordine cronologico rileva solo come terzo criterio di spareggio, dopo il coinvolgimento del personale e la valorizzazione degli ambiti formativi.

Una SRL con un solo dipendente può partecipare?

Sì, se rispetta tutti i requisiti soggettivi. Deve però raggiungere almeno 10.000 euro di costo rendicontabile con un solo discente: in Puglia servirebbero 223 ore di formazione per quella singola persona, in Calabria 243. È fattibile ma organizzativamente pesante, e il punteggio sul criterio A (base organica) sarà basso.

Il contributo è cumulabile con il Fondo Nuove Competenze?

Le agevolazioni sono cumulabili con altri aiuti di Stato nei limiti della disciplina europea, ma non si possono finanziare due volte le stesse voci di costo. Poiché la tariffa OSC di questa misura include già la retribuzione dei dipendenti per le ore in formazione — esattamente ciò che il Fondo Nuove Competenze rimborsa — il rischio di doppio finanziamento sullo stesso percorso è concreto. Vanno tenuti distinti i piani formativi.

La formazione può essere svolta online?

No. La circolare direttoriale n. 716 del 20 marzo 2026 impone la modalità esclusivamente in presenza: sono escluse la formazione a distanza sincrona e asincrona, la modalità mista e il training on the job.

Posso usare come formatore un consulente che collabora già con l’azienda?

Solo se è indipendente sul piano societario (nessun rapporto di controllo o collegamento con l'impresa proponente), non fa parte dell'organico e può documentare esperienza nelle materie dell'Allegato 1 attraverso i progetti realizzati negli ultimi 3 anni. I formatori interni non sono mai ammessi.

Quanto tempo ho per realizzare il percorso formativo?

Il percorso deve essere avviato entro 6 mesi dalla data di concessione dell'agevolazione e concluso entro 12 mesi dalla medesima data, con possibilità di proroga di ulteriori 6 mesi. La richiesta di saldo va trasmessa entro 30 giorni dalla data di ultimazione.

Devo conservare le fatture del corso anche se non le presento?

Sì. In rendicontazione non sono richiesti i giustificativi di spesa, perché l'importo è determinato con l'opzione di costo semplificato. I documenti di spesa e pagamento devono però essere regolarmente registrati nella contabilità aziendale e tracciabili, perché possono essere oggetto di verifiche successive.

Il contributo va dichiarato nel bilancio della SRL?

Sì. Si tratta di un contributo in conto esercizio: va iscritto tra gli Altri ricavi e proventi (voce A5) per competenza e concorre alla base imponibile IRES e IRAP. All'erogazione si applica di norma la ritenuta d'acconto del 4% ex art. 28, comma 2, DPR 600/1973.

La mia SRL è in Lombardia ma ha un’unità locale in Campania: può partecipare?

Sì. Il requisito è disporre di almeno un'unità locale nelle sette regioni meno sviluppate, e la formazione deve riguardare i dipendenti impiegati in quelle unità locali. La sede legale può essere altrove, anche all'estero (in questo caso serve dimostrare la sede secondaria entro la prima erogazione).


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Il secondo sportello ha una dotazione ridotta — 12,4 milioni contro i 50 iniziali — e la platea è la stessa: tutte le PMI delle sette regioni che non hanno partecipato al primo giro. La competizione in graduatoria sarà più selettiva di aprile. Chi arriva a settembre con la scheda formativa già scritta, il fornitore individuato (contratto da firmare dopo!), il plafond de minimis verificato e l'ATECO controllato ha un vantaggio reale.

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Riferimenti normativi e fonti citate

  • Decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy 4 settembre 2025 — Istituzione del regime di aiuto a sostegno dello sviluppo di competenze specialistiche delle PMI (comunicato in Gazzetta Ufficiale n. 250 del 27 ottobre 2025)
  • Decreto direttoriale 26 gennaio 2026, n. 177 — Termini e modalità di presentazione delle domande; Allegato 1 (ambiti formativi), Allegato 2 (criteri di valutazione), Allegato 3 (tariffe orarie regionali)
  • Decreto direttoriale 10 febbraio 2026, n. 334 — Modifica dei termini del primo sportello
  • Circolare direttoriale n. 646 dell'11 marzo 2026 e circolare direttoriale n. 716 del 20 marzo 2026 — Specificazioni per la corretta attuazione dell'intervento agevolativo (formazione in presenza)
  • Decreto direttoriale 13 luglio 2026, n. 2095 — Apertura del secondo sportello, dotazione 12.449.676 €, esclusione dei soggetti già istanti
  • Decreto direttoriale 28 luglio 2026 — Criteri di spareggio in caso di parità di punteggio
  • Graduatoria primo sportello, 23 luglio 2026 — MIMIT
  • Regolamento (UE) 2023/2831De minimis, massimale 300.000 € per impresa unica su tre esercizi finanziari
  • Regolamento delegato (UE) 2023/1676 — Costi unitari per le operazioni di formazione (base delle tariffe orarie regionali)
  • Regolamento (UE) 2024/795 — Piattaforma STEP per le tecnologie strategiche europee
  • Raccomandazione UE 2003/361 — Definizione di micro, piccola e media impresa
  • Art. 28, comma 2, DPR 600/1973 — Ritenuta del 4% sui contributi corrisposti alle imprese
  • Art. 109 TUIR (DPR 917/1986) — Principio di competenza nell'imputazione dei contributi
  • Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027, Azione 1.4.1 — Fonte di finanziamento della misura
  • Pagine ufficiali: MIMIT – Sviluppo competenze, Invitalia – Sviluppo competenze specialistiche delle Pmi, FAQ MIMIT

Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2026. Dati verificati sulle pagine ufficiali MIMIT e Invitalia e sui decreti direttoriali 13 e 28 luglio 2026. L'articolo sarà aggiornato in caso di ulteriori provvedimenti o incrementi della dotazione.

Articolo a cura di Giovanni Emmi, Dottore Commercialista iscritto all'Ordine di Catania, CEO Proclama SPA. Pubblicato su srlonline.com — il blog della tua impresa, in parole semplici.

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Giovanni Emmi

Giovanni Emmi

Autore

Dottore Commercialista, CEO & founder di Proclama SpA tra professionisti

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