Calcolo immediato
Confronto Voucher vs Programma
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Aggiornato con Regolamento Invitalia 2026

Calcolatore Contributo Resto al Sud 2.0

Scopri subito quanto contributo puoi ottenere confrontando Voucher di Avvio e Programma Investimento. Calcolo immediato basato sulle regole ufficiali Invitalia 2026.

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Solo 4 campi per un calcolo preciso

Min: €10.000 - Max: €200.000 (consigliato: €40.000-120.000)

Software, hardware, digitale, green o Industria 4.0

💡 Se selezionato, Voucher sale da €40.000 a €50.000

Ristrutturazioni, lavori edilizi (max 50% del programma)

Non influenza il calcolo, utili per informazioni future

Quanto puoi davvero ottenere?

Il contributo è una stima: un consulente esperto verifica la tua eleggibilità, prepara il programma di investimento e massimizza il contributo concesso.

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Come funziona il calcolo

  • • Voucher di Avvio: €40.000 base o €50.000 con beni innovativi/tecnologici/digitali/green + €5.000 tutoring
  • • Programma Investimento: 75% fino a €120.000, 70% fino a €200.000 + €5.000 tutoring
  • • Opere murarie: massime 50% del programma di investimento
  • • Non cumulabili: devi scegliere tra le due opzioni

Disclaimer legale

Questo calcolatore fornisce risultati indicativi basati sulle regole ufficiali del bando Resto al Sud 2.0 pubblicate su Invitalia.it. I risultati non sostituiscono la valutazione ufficiale di Invitalia né la consulenza di un commercialista specializzato. Per conferme ufficiali, consulta il bando ufficiale o un professionista abilitato.

Cos'è Resto al Sud 2.0 e chi può accedervi

Resto al Sud 2.0 è una misura per sostenere iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali promosse da giovani. Gli articoli di riferimento descrivono una procedura valutativa a sportello: le domande sono esaminate in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. Lo sportello è indicato come aperto dal 15 ottobre 2025 e con una dotazione di 356,4 milioni di euro.

Il target indicato nelle fonti è composto da persone tra 18 anni compiuti e 35 anni non ancora compiuti, inoccupate, inattive o disoccupate, iscritte al Programma GOL oppure working poor. Il progetto deve avere sede operativa in una delle otto regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Prima del calcolo economico bisogna verificare la situazione concreta. Gli articoli richiamano, tra gli altri, il divieto di aver svolto la stessa attività con partita IVA nei sei mesi precedenti, il controllo dell'attività di una società già costituita nei dodici mesi precedenti e la composizione della compagine. In una società, l'articolo sugli errori segnala inoltre che almeno il 51% delle quote deve essere in mano a soggetti in possesso dei requisiti; un socio finanziatore non qualificato non dovrebbe superare il 49%.

Per un quadro più ampio sulle due misure gemelle, leggi la guida a Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord. Il calcolatore seguente non sostituisce la verifica dei requisiti.

Come si compone l'agevolazione: voucher e programma

Il form chiede l'importo totale dell'investimento, la presenza di beni innovativi, tecnologici, digitali o green, l'eventuale presenza di opere murarie e il tipo di attività. Il tipo di attività, tra micro-impresa e piccola impresa, è oggi informativo e non modifica il calcolo. L'investimento inserito deve essere almeno di 10.000 euro e il form considera 200.000 euro come limite massimo consigliato.

OpzioneRegola usata dal toolQuota propria
Voucher di Avvio40.000 euro al 100%; 50.000 euro se selezioni beni innovativi, tecnologici, digitali o green.0 euro nel risultato del tool.
Programma Investimento75% fino a 120.000 euro; 70% sulla quota oltre 120.000 euro e fino a 200.000 euro.Il tool calcola la parte non coperta, pari al 25% nella prima fascia e al 30% sulla fascia successiva.

Per il Programma Investimento il componente applica un calcolo progressivo: sui primi 120.000 euro usa il 75%, poi usa il 70% soltanto sulla parte eccedente. Non applica quindi il 70% all'intero investimento. Oltre 200.000 euro il calcolo si ferma al massimale considerato dal componente e segnala che il massimale è stato superato. Questa è una simulazione matematica del tool, non una concessione.

In entrambe le schede il risultato comprende anche un tutoring fisso di 5.000 euro. Il tutoring viene sommato alla voce totale visualizzata, mentre la percentuale di copertura e la quota propria descrivono il calcolo del contributo sulle spese. Le fonti parlano di contributo a fondo perduto e di quota di cofinanziamento, ma non forniscono un piano standard di rateizzazione.

Come leggere i risultati del calcolatore

Dopo l'invio, il tool mostra una raccomandazione tra Voucher di Avvio, Programma Investimento e analisi caso per caso. La raccomandazione è una regola orientativa incorporata nel componente: per importi fino a 45.000 euro segnala il voucher; da 80.000 euro in su può indicare il programma quando il contributo calcolato è maggiore; negli importi intermedi invita a valutare la quota propria e la complessità gestionale.

Nella scheda Voucher trovi contributo, tutoring, totale, quota propria e copertura. La scheda Programma mostra gli stessi elementi, più l'avviso se l'investimento supera 200.000 euro. La voce totale non è un rimborso aggiuntivo da sommare senza controllo: è la somma che il componente espone tra contributo e tutoring.

Il grafico confronta i due totali con barre normalizzate e indica la differenza tra le alternative. Leggi quindi il numero insieme alla tabella: una barra più lunga non significa che il progetto sia ammissibile, che tutte le spese siano riconosciute o che la domanda venga approvata.

Attenzione al piano di ammortamento: questo calcolatore non simula rate, interessi, durata o restituzione di un prestito. Non trasforma la quota propria in un finanziamento e non produce un piano di ammortamento. Se devi finanziare la parte a tuo carico, il relativo piano va costruito separatamente con dati bancari e condizioni effettive.

Il rapporto con le altre agevolazioni

Le fonti di questa pagina non autorizzano a considerare Resto al Sud 2.0 automaticamente cumulabile con qualsiasi altro incentivo. L'articolo sugli errori ricorda di controllare il regime de minimis, con il limite di 300.000 euro nell'arco di tre esercizi finanziari, e tutte le agevolazioni già ricevute per la stessa attività negli ultimi tre anni.

Nel controllo devono rientrare anche agevolazioni automatizzate, come alcuni crediti d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno o incentivi per l'assunzione di disoccupati, quando rientrano nel regime de minimis. Il fatto che un aiuto non arrivi come bonifico non lo rende irrilevante. Prima di presentare la domanda, confronta le misure, le spese e il periodo di riferimento nel Registro Nazionale degli Aiuti.

Per una verifica preliminare puoi usare il verificatore dei requisiti. Per cercare altre opportunità compatibili con regione, ATECO e investimento, consulta anche Trova bandi e incentivi. Nessuno dei due strumenti sostituisce il controllo della disciplina di cumulo della singola misura.

Spese ammissibili, documenti e limiti del calcolo

Gli articoli indicano come spese finanziabili macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, software, programmi informatici e servizi ICT. Sono richiamate anche immobilizzazioni immateriali, come ideazione di marchi, brand naming e portali web promozionali. Le consulenze tecnico-specialistiche riguardano progettazione di soluzioni innovative, prototipazione e certificazioni ambientali o energetiche; l'articolo le indica come ammissibili fino al 30% del contributo totale.

Sono indicate anche opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, entro il limite del 50% del programma di investimento. Il form del calcolatore presenta infatti l'opzione opere murarie e richiama il limite del 50%, ma il componente di calcolo non modifica il contributo in base alla spunta: il limite deve essere verificato nella pianificazione delle spese, non dato per rispettato automaticamente.

Per la domanda prepara carta d'identità e codice fiscale dei soci e dei legali rappresentanti, visura camerale se la società è costituita, atto costitutivo e statuto, curriculum dei soci e amministratori, business plan, preventivi dettagliati e dichiarazione sostitutiva. La guida procedurale richiama anche bilancio o piano finanziario preventivo e documenti in PDF. Le fonti riportano termini diversi per la validità della visura, quindi va usata la checklist vigente sulla piattaforma Invitalia.

Il business plan deve essere specifico, realistico e coerente con spese, mercato e competenze del team. La guida procedurale indica un limite di 20 pagine con font 12pt. I preventivi devono essere dettagliati, firmati e intestati correttamente; i documenti devono essere leggibili. La guida alla domanda, ai documenti e alle scadenze raccoglie la procedura operativa.

Fonti e limiti del calcolo

Le percentuali e i massimali della simulazione derivano dalle costanti del componente: voucher 40.000 o 50.000 euro, tutoring 5.000 euro, soglia Programma 120.000 euro, massimale 200.000 euro, aliquote 75% e 70%, opere murarie al 50% e consulenze al 30% secondo gli articoli indicati. Per la disciplina aggiornata consulta la pagina ufficiale Invitalia, Resto al Sud.

Il risultato è una stima basata sull'importo e sulle opzioni inserite. Non verifica età, stato occupazionale, ATECO, de minimis, cumulo, documenti, qualità del business plan, disponibilità residua delle risorse o ammissibilità di ogni singola spesa. Non è una concessione, una perizia, una consulenza finanziaria o un piano di ammortamento.

I dieci errori che possono far rigettare la domanda

L'articolo dedicato agli errori descrive rigetti formali e sostanziali che spesso si possono prevenire con una revisione ordinata. Questa sintesi segue i dieci problemi ricorrenti indicati nelle fonti:

  1. 1. Non verificare i requisiti prima della domanda. Controlla età, condizione occupazionale, sede, composizione societaria e stato dell'attività prima di iniziare la compilazione.
  2. 2. Avere una partita IVA per la stessa attività nei sei mesi precedenti. L'articolo segnala il rischio anche quando la partita IVA è inattiva o ha un codice ATECO affine. La verifica deve riguardare il settore effettivo del nuovo progetto.
  3. 3. Ignorare de minimis e altre agevolazioni. Consulta la posizione nel Registro Nazionale degli Aiuti e considera anche le agevolazioni fiscali o automatizzate, non soltanto i contributi ricevuti come bonifico.
  4. 4. Caricare una documentazione incompleta. Carta d'identità, codice fiscale, visura se la società è costituita, atto costitutivo e statuto, CV, business plan, preventivi e dichiarazione sostitutiva devono essere preparati secondo la checklist applicabile.
  5. 5. Usare firme o formati non conformi. Una firma grafica scansionata non equivale sempre alla firma digitale richiesta. Verifica anche eventuali codici identificativi, timbri e il formato PDF dei documenti.
  6. 6. Presentare preventivi generici o vecchi. Ogni voce deve essere descritta, intestata al richiedente o alla società, datata e firmata. Un totale generico per arredamento o marketing non dimostra quali beni o servizi saranno acquistati.
  7. 7. Copiare un business plan senza renderlo credibile. Descrizione, mercato, team, ricavi, costi e break-even devono essere coerenti con il progetto. Numeri irrealistici o prospetti senza giustificazione possono compromettere la valutazione.
  8. 8. Inserire spese incoerenti con l'attività. Ogni bene deve essere spiegato nel business plan. Un mezzo, un macchinario o una consulenza non necessari per l'attività descritta possono generare contestazioni.
  9. 9. Sostenere spese prima della domanda. Non anticipare acquisti, ordini vincolanti, acconti, ristrutturazioni o altri lavori prima della presentazione, se vuoi considerarli nel progetto agevolato.
  10. 10. Inviare tardi o rispondere solo in parte ai motivi ostativi. La procedura è a sportello e segue l'ordine cronologico. Dopo la domanda, monitora email e area Invitalia e rispondi a tutti i rilievi entro il termine comunicato.

In particolare, la domanda non è completa quando il file esiste ma è scaduto, illeggibile, non firmato o non coerente con il progetto. Inoltre, la procedura a sportello rende rischioso attendere l'ultimo momento. Per approfondire i controlli sui requisiti e sugli errori, consulta la guida ai dieci errori nella domanda Resto al Sud.

Domande frequenti

Chi può chiedere Resto al Sud 2.0?

La misura è rivolta a giovani tra 18 anni compiuti e 35 anni non ancora compiuti, in condizioni come inoccupazione, inattività o disoccupazione, iscrizione al Programma GOL o working poor. Il progetto deve avere sede operativa in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. Prima della domanda vanno verificati anche l'eventuale possesso di una partita IVA per la stessa attività e la posizione dell'impresa, se già costituita.

Qual è la differenza tra Voucher di Avvio e Programma Investimento?

Il Voucher di Avvio è calcolato dal tool come contributo al 100% delle spese, pari a 40.000 euro o a 50.000 euro se sono inclusi beni innovativi, tecnologici, digitali o green. Il Programma Investimento usa invece il 75% fino a 120.000 euro e il 70% sulla fascia successiva fino a 200.000 euro, lasciando una quota propria da sostenere.

Il tutoring fa parte del contributo?

Il calcolatore mostra un tutoring fisso di 5.000 euro in entrambe le simulazioni e lo somma al contributo nella voce totale. Il risultato serve a leggere le componenti esposte dal tool: non sostituisce il provvedimento di concessione né stabilisce da solo le modalità di erogazione.

Il Programma Investimento prevede un finanziamento con rate e piano di ammortamento?

Il tool non calcola un finanziamento rateale e non produce un piano di ammortamento. Per il Programma Investimento espone il contributo a fondo perduto, la quota propria e il tutoring. La quota propria non viene trasformata automaticamente in un prestito: per un eventuale finanziamento bancario servirebbe una valutazione separata.

Posso sommare Resto al Sud 2.0 ad altre agevolazioni?

Le fonti utilizzate per questa guida non consentono di affermare una cumulabilità automatica. Gli articoli richiamano il controllo degli aiuti de minimis, delle agevolazioni già percepite negli ultimi tre anni e delle agevolazioni automatizzate, come alcuni crediti d'imposta o incentivi alle assunzioni. Occorre verificare ogni misura e l'eventuale sovrapposizione sulle stesse spese.

Quali spese posso inserire nel progetto?

Gli articoli indicano macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, software e servizi ICT, immobilizzazioni immateriali come marchi, brand naming e portali web promozionali, consulenze tecnico-specialistiche e opere edili nei limiti previsti. Le consulenze sono indicate fino al 30% del contributo totale e le opere murarie fino al 50% del programma di investimento.

Le spese sostenute prima della domanda sono rimborsabili?

La guida sugli errori indica che le spese sostenute prima della presentazione non sono ammesse: non anticipare acquisti, acconti o lavori prima della domanda. Anche una fattura di acconto precedente può diventare una spesa non finanziabile. La documentazione ufficiale della misura va comunque verificata prima di assumere impegni con i fornitori.

Quanto tempo ho per rispondere ai motivi ostativi?

L'articolo dedicato agli errori indica un termine di 10 giorni per rispondere ai motivi ostativi e raccomanda di rispondere a ogni punto con chiarimenti e documenti. Poiché la fonte usa formulazioni diverse sul conteggio del termine, fa fede la comunicazione ricevuta da Invitalia e la relativa scadenza indicata nell'area riservata.