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Costituzione SRL
03/11/2026
16 min
Rosario EmmiRosario Emmi

SRL per software SaaS: IVA, ATECO e contratti nel 2026

Come aprire una SRL per vendere software in abbonamento: ATECO 2025, IVA e territorialità, OSS, fatturazione elettronica, proprietà del codice e GDPR.

SRL per software SaaS: IVA, ATECO e contratti nel 2026
Costituzione SRL
03/11/2026
16 min
Rosario EmmiRosario Emmi

Aprire una SRL per vendere software in abbonamento richiede due decisioni separate: la forma societaria e il trattamento IVA di ogni abbonamento. La società si costituisce con atto pubblico e un capitale che, a condizioni definite, può partire da un euro; l'imposta dipende invece dal cliente, dal suo Paese e dal fatto che il servizio sia prestato per via elettronica.

In breve

  • La SRL separa in via generale il patrimonio sociale da quello dei soci, ma non annulla fideiussioni, garanzie personali e responsabilità degli amministratori.
  • Un SaaS automatizzato è di norma un servizio elettronico: l'IVA segue il Paese del cliente tra imprese e, per i consumatori di altri Stati membri oltre la soglia Ue di 10.000 euro, segue il Paese di consumo.
  • Proprietà del codice, licenze open source, contratti con gli sviluppatori e ruoli privacy vanno definiti prima del lancio.

Una SRL per il software: quando conviene davvero

Un prodotto SaaS cresce per abbonamenti ricorrenti e porta con sé contratti con clienti aziendali, sviluppo lungo, costi di infrastruttura anticipati e soci con ruoli diversi. La SRL offre un patrimonio separato e regole di governance scritte nell'atto costitutivo, ma la separazione non è una polizza contro ogni rischio. Per il quadro societario di base si può partire dalla guida su come aprire una SRL nel 2026; chi valuta invece di restare freelance può confrontare i due percorsi in SRL o libero professionista digitale.

L'articolo 2462 del codice civile prevede che per le obbligazioni sociali risponda soltanto la società con il suo patrimonio, ma aggiunge che il socio unico risponde illimitatamente in caso di insolvenza se i conferimenti non sono stati eseguiti correttamente o se manca la pubblicità prevista. Banche e fornitori possono chiedere garanzie personali, e gli amministratori rispondono per violazioni dei propri obblighi.

La SRL ordinaria ammette soci anche persone giuridiche e un capitale da 10.000 euro, oppure inferiore ma almeno pari a un euro con conferimenti in denaro versati per intero e l'accantonamento di utili previsto dall'articolo 2463.

Forma Responsabilità Capitale Vincoli
SRL ordinaria In generale risponde la società, con eccezioni di legge e garanzie dei terzi. 10.000 euro oppure almeno 1 euro alle condizioni dell'art. 2463. Atto pubblico, organi sociali, bilancio.
SRL semplificata Come la SRL, con il modello tipizzato. Da 1 euro e inferiore a 10.000 euro. Solo soci persone fisiche.
Impresa individuale Il titolare risponde anche con il patrimonio personale. Nessun minimo. Contabilità secondo il regime applicato.

Dove si paga l'IVA: conta il cliente, non il server

Il regolamento di esecuzione (UE) 282/2011 definisce servizio prestato per via elettronica quello fornito attraverso Internet o una rete elettronica, essenzialmente automatizzato, con intervento umano minimo e impossibile da garantire senza tecnologia. L'articolo 7 include espressamente software, modifiche e aggiornamenti: una consulenza via email o un help desk telefonico non sono servizi elettronici solo perché usano un computer.

Tra soggetti passivi vale in generale il luogo del committente: il cliente aziendale italiano riceve una fattura con IVA al 22%, mentre per il cliente aziendale dell'Unione la fattura è senza IVA italiana ai sensi dell'articolo 7-ter del DPR 633/1972 e l'imposta è assolta nel suo Stato con l'inversione contabile. Per il cliente extra Ue l'operazione resta fuori dal campo italiano, ma le regole locali sull'imposta e sugli adempimenti vanno verificate caso per caso. Per i consumatori il criterio generale è il Paese del prestatore, ma per i servizi elettronici l'articolo 7-octies del DPR 633/1972 prevede la tassazione in Italia solo alle condizioni della soglia Ue, altrimenti rileva il Paese del consumatore.

Cliente Dove è tassato il servizio Fattura italiana Adempimenti
Impresa italiana Italia IVA 22%; fattura elettronica tra soggetti Iva stabiliti in Italia. Dati del cliente e registrazione.
Impresa Ue con partita IVA Paese del cliente Senza IVA italiana; inversione contabile nel Paese del cliente. Verifica VIES, dati transfrontalieri, modelli Intra.
Impresa extra Ue Paese del cliente, secondo le regole locali Senza IVA italiana, operazione non soggetta all'art. 7-ter. Prova dello status di impresa; obblighi locali da verificare.
Consumatore italiano Italia IVA 22%; corrispettivo documentato, fattura se dovuta o richiesta. Regole su corrispettivi e fatturazione.
Consumatore Ue Paese del consumatore oltre soglia; Italia sotto soglia IVA italiana o estera secondo le condizioni della soglia. OSS facoltativo e prova della residenza.
Consumatore extra Ue Fuori dal campo IVA italiano Senza IVA italiana. Verificare le regole locali.

Soglia di 10.000 euro e OSS: quando serve davvero

L'Agenzia delle Entrate spiega che la soglia di 10.000 euro si calcola su base annua, al netto dell'IVA, e comprende le prestazioni di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici rese a consumatori di altri Stati membri e le vendite a distanza intracomunitarie rilevanti. Non concorrono le vendite a consumatori italiani né le operazioni tra imprese, e la soglia è unica per l'insieme degli altri Stati membri, non per ciascun Paese. Opera a condizioni cumulate: il prestatore deve essere stabilito in un solo Stato membro e il limite non deve essere superato né nell'anno solare precedente né in quello in corso.

Superata la soglia, l'imposta è dovuta nello Stato di consumo. Il regime OSS è sempre facoltativo: è una semplificazione che consente di dichiarare e versare in un unico Stato membro l'IVA dovuta negli altri, con dichiarazione trimestrale, e copre tutte le operazioni rientranti nel regime, senza selezionare singoli Stati. Chi non aderisce deve comunque applicare l'imposta di destinazione e gestire gli adempimenti nello Stato competente secondo le regole applicabili. L'opzione per l'imposta di destinazione sotto soglia è comunicata nella dichiarazione e ha effetto fino alla revoca, comunque per almeno due anni. Per le vendite tra imprese l'OSS non serve.

Fattura elettronica, dati transfrontalieri e prove

Le fatture tra soggetti stabiliti in Italia sono elettroniche e transitano dal Sistema di interscambio. Anche verso l'estero si può trasmettere via SdI un file con codice destinatario "XXXXXXX" e codice Paese del cliente: la circolare 26/E del 2022 chiarisce che questo assolve la comunicazione dei dati transfrontalieri, ma SdI non recapita il file al cliente estero. La fattura va quindi consegnata al cliente con un canale separato e il documento originale va conservato; restano distinti gli eventuali modelli Intra.

La fattura non basta a dimostrare che il cliente è un'impresa o che si trova in un certo Paese. Per i clienti Ue è prudente verificare il numero IVA nel VIES e conservare l'esito; per i clienti extra Ue servono elementi che attestino l'attività economica. Il regolamento 282/2011 elenca, tra gli indizi per localizzare un consumatore, indirizzo di fatturazione, indirizzo IP, coordinate bancarie e altri dati coerenti.

Per le vendite ai consumatori la fattura non è sempre un adempimento automatico: l'articolo 22 del DPR 633/1972, nel testo vigente al 3 novembre 2026, prevede al comma 1, n. 6-ter, i servizi elettronici resi a chi non agisce come impresa o professionista e stabilisce che la fattura va emessa se richiesta dal cliente entro il momento di effettuazione dell'operazione. Quando viene emessa verso un consumatore italiano, passa da SdI con codice destinatario "0000000" e i dati fiscali del cliente; la registrazione dei corrispettivi resta un adempimento distinto.

Piattaforme estere: chi vende e chi fattura

Vendere tramite una piattaforma estera non elimina il problema: lo sposta. I merchant of record, come Paddle, si presentano come rivenditori: incassano dal cliente, versano l'imposta e emettono la fattura. In questo modello la società italiana fattura alla piattaforma un servizio tra imprese, spesso in inversione contabile. Se lo strumento è usato come mero processore, come avviene con Stripe Payments, la società resta il venditore e gestisce IVA e fatture; Stripe Managed Payments è invece presentato come soluzione merchant of record per prodotti digitali, con un assetto contrattuale diverso. Va verificato il servizio effettivamente attivato e l'ambito delle transazioni coperte.

Gli store delle app seguono logiche proprie. Apple distingue le vendite in cui è venditore dalle transazioni con sistemi di pagamento alternativi, per le quali lo sviluppatore resta responsabile degli adempimenti fiscali; Google Play applica l'IVA quando Google è il venditore. Prima di scegliere il canale conviene confrontare chi emette la fattura e chi versa l'imposta.

Codice, marchio e licenze: chi possiede cosa

Il software è protetto dalla legge sul diritto d'autore quando è originale. La legge 633/1941 riconosce al titolare i diritti esclusivi di riproduzione, modifica e distribuzione. Se il codice è scritto da un dipendente nell'esecuzione delle sue mansioni, l'articolo 12-bis attribuisce al datore di lavoro, salvo patto contrario, il diritto esclusivo di utilizzazione economica.

La situazione più delicata riguarda il codice scritto prima della costituzione. Chi ha sviluppato il prototipo è titolare dei diritti solo se questi non sono già passati al datore di lavoro o al committente e se non ci sono coautori: la titolarità va accertata, non presunta. Il passaggio alla SRL richiede un accordo scritto che individui diritti trasferiti o licenziati, territorio, durata e corrispettivo. Lo stesso vale per collaboratori e agenzie; le componenti open source aggiungono obblighi da verificare.

La registrazione presso il Pubblico Registro Software della SIAE è facoltativa, riguarda i programmi già pubblicati, ha funzione di prova e costa 126,62 euro per programma. Il marchio si registra separatamente e non coincide con il nome della società.

GDPR: due ruoli, un contratto e prove tecniche

Un fornitore SaaS può trattare dati personali in due posizioni. Per i dati che i clienti caricano sulla piattaforma è di norma responsabile del trattamento, mentre il cliente resta titolare; per i dati dei contraenti, del marketing e dei dipendenti è titolare. La qualificazione dipende dalle finalità e dai mezzi effettivamente determinati, non dal semplice fatto che i dati siano ospitati sul servizio.

Il regolamento (UE) 2016/679 impone, come responsabile, un contratto che indichi oggetto, durata, natura e finalità, tipi di dati, istruzioni, riservatezza, misure di sicurezza, sub-responsabili, assistenza al titolare, cancellazione o restituzione dei dati e poteri di verifica. I sub-responsabili vanno autorizzati e vincolati con obblighi equivalenti.

Il registro delle attività è richiesto anche al responsabile: il Garante cita espressamente le società di software house e precisa che il registro va organizzato per ciascun titolare. Servono misure adeguate al rischio, gestione degli accessi, cifratura dove appropriata, backup e ripristino. Il responsabile comunica la violazione al titolare senza ingiustificato ritardo; le 72 ore per la notifica all'autorità decorrono da quando il titolare ne viene a conoscenza.

Codice ATECO 2025 per il software

Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025, adottata operativamente dall'1 aprile 2025. L'aggiornamento 2026 non ha modificato struttura e descrizioni, ma solo le tavole di corrispondenza. L'Istat precisa che il codice non ha valore legale, ma viene usato per la registrazione presso il Registro delle Imprese e l'Anagrafe tributaria.

Le note esplicative Istat distinguono le voci e ne indicano le esclusioni: il 62.10.00 copre lo sviluppo di software non connesso all'edizione, il 58.29.00 l'edizione di altri software, il 63.10.10 infrastrutture, hosting di applicazioni e cloud esclusa la pubblicazione di software. Chi sviluppa e commercializza soltanto il proprio prodotto cloud non sceglie quindi 62.10.00 per il solo fatto di programmare, né aggiunge 63.10.10 solo perché ospita il servizio: i codici secondari corrispondono ad attività ulteriori realmente svolte, comunicate con la Comunicazione Unica.

Codice Voce Quando è coerente
62.10.00 Programmazione informatica Sviluppo non connesso all'edizione, personalizzazione, test e manutenzione.
58.29.00 Edizione di altri software Pubblicazione e commercializzazione del software proprio, esclusi sviluppo e hosting.
63.10.10 Hosting e infrastrutture Hosting di applicazioni, cloud e piattaforme, esclusa la pubblicazione di software.
62.20.10 Consulenza informatica Consulenza e progettazione, distinte dal prodotto e dall'edizione.

Costituire la società: passaggi e voci di costo

Il percorso parte dalle persone e dalle quote. Prima dell'atto costitutivo conviene decidere chi conferisce denaro, chi lavora nel prodotto, come si prendono le decisioni e che cosa succede se un socio esce. Il notaio redige l'atto pubblico e verifica i conferimenti; poi si ottengono PEC e firma digitale, si invia la Comunicazione Unica e si aprono le posizioni necessarie.

Da preparare prima dell'appuntamento

  • dati dei soci, quote, conferimenti e versamento sul conto dedicato;
  • oggetto sociale, sede, amministratori e poteri di firma;
  • codice ATECO prevalente e secondari coerenti con l'attività;
  • PEC, firma digitale e documenti dei titolari effettivi;
  • preventivi scritti di notaio, consulenza contabile e servizi ricorrenti.

I costi non sono un prezzo di listino unico. L'onorario notarile dipende da atto, capitale e numero di soci; l'imposta di registro è dovuta in misura fissa; bolli, diritti di segreteria e diritto annuale variano per Camera di Commercio. A questi si aggiungono PEC, firma digitale, consulenza contabile, eventuale registrazione SIAE e deposito del marchio. Per confrontare i modelli di assistenza si può leggere il confronto tra commercialista online e tradizionale.

Voce di costo Come si determina
Notaio e imposta di registro Onorario su preventivo; registro in misura fissa.
Bolli, diritti e diritto annuale Variabili per atti e Camera di Commercio.
PEC, firma digitale, contabilità Canoni e preventivi dei fornitori scelti.
Registro SIAE e marchio Facoltativi, con costi propri.

Per la costituzione e le variazioni societarie puoi vedere come funziona il servizio SRLOnline oppure contattare SRLOnline.

Esempio di budget mensile

Ipotizziamo un SaaS B2B con 60 clienti aziendali italiani a 79 euro al mese più IVA e costi mensili ipotetici. I valori non sono medie di mercato: mostrano solo come si legge un conto economico semplice.

Voce mensile ipotetica Importo
Ricavi: 60 clienti per 79 euro 4.740 €
Cloud e infrastruttura −420 €
Strumenti interni −260 €
Marketing −900 €
Contabilità e adempimenti −320 €
Compenso amministratore −2.200 €
Altre spese −250 €
Margine prima di imposte e ammortamenti 390 €

Il calcolo è coerente: 60 per 79 fa 4.740; i costi sommano 4.350; il margine è 390 euro al mese, pari a 4.680 euro l'anno su 56.880 euro di ricavi. Con tutte le vendite verso imprese italiane, l'IVA al 22% porterebbe l'incasso a 5.782,80 euro al mese, ma quella somma non è ricavo: va versata all'Erario al netto dell'IVA detraibile.

Il margine non è utile netto né reddito imponibile: mancano ammortamenti, interessi, imposte e contributi. Un abbonamento annuale incassato in anticipo, inoltre, non diventa ricavo tutto nell'esercizio dell'incasso: la quota di competenza degli anni successivi va rinviata secondo il principio di competenza.

Errori da evitare

L'errore più costoso è trattare il Paese del server o la valuta della carta come prova del luogo del cliente. Il secondo è fatturare a un'impresa estera senza verificare il numero IVA e conservare la prova. Sul piano societario, il rischio è scoprire davanti a un investitore che il codice scritto prima della costituzione è rimasto di proprietà personale.

Alcuni segnali utili per capire che il modello va sistemato prima di crescere

  • il checkout non raccoglie Paese e natura del cliente e le fatture vengono corrette a mano;
  • il contratto non dice chi è titolare del codice e delle componenti open source;
  • non esiste un elenco aggiornato di sub-responsabili e trasferimenti;
  • gli abbonamenti annuali vengono registrati come ricavi del mese dell'incasso.

Domande frequenti

Serve una SRL per vendere software in abbonamento?

No. È una scelta utile quando servono separazione patrimoniale, più soci o contratti con clienti aziendali, ma non è obbligatoria. La forma individuale resta possibile, con responsabilità personale del titolare.

Devo applicare l'IVA italiana a un cliente aziendale francese?

In generale no. Il servizio tra soggetti passivi è tassato nel Paese del committente, quindi la fattura italiana è senza IVA e il cliente applica l'inversione contabile. Occorre verificare il numero IVA nel VIES e conservare la prova.

Quando devo iscrivermi all'OSS?

L'OSS non è obbligatorio: è un regime facoltativo. Se vendi servizi elettronici a consumatori dell'Ue e superi la soglia di 10.000 euro alle condizioni previste, l'IVA è dovuta nel Paese di consumo; puoi assolverla tramite OSS UE oppure con gli adempimenti nello Stato competente. Puoi aderire all'OSS anche sotto soglia, se scegli di applicare l'imposta di destinazione.

Chi è titolare del codice scritto prima di costituire la SRL?

Non automaticamente chi lo ha scritto. La titolarità dipende dal rapporto in cui il codice è stato creato: se il lavoro rientrava nelle mansioni di un dipendente, i diritti di utilizzazione economica possono essere già del datore; se c'erano più autori o un committente, vanno verificati accordi e contributi. Il passaggio alla SRL richiede un atto scritto che individui i diritti trasferiti o licenziati.

Un contratto sul trattamento dei dati basta per essere conformi al GDPR?

No. Il contratto è necessario quando si agisce come responsabile, ma non dimostra le misure di sicurezza, il registro, la gestione dei sub-responsabili e delle violazioni. La conformità si valuta sul funzionamento effettivo del servizio.

Quale codice ATECO indicare per un SaaS?

Dipende dall'attività prevalente e dalle esclusioni delle note Istat: lo sviluppo non connesso all'edizione è 62.10.00, l'edizione di software proprio 58.29.00, l'hosting di applicazioni e il cloud 63.10.10, esclusa la pubblicazione di software. Chi vende soltanto il proprio prodotto cloud non somma automaticamente i tre codici: eventuali codici secondari servono per attività ulteriori effettivamente svolte.

Fonti e aggiornamento

Quadro consultato il 3 novembre 2026 con le fonti istituzionali collegate nei paragrafi: Istat per ATECO 2025, regolamento (UE) 282/2011, Agenzia delle Entrate per OSS e dati transfrontalieri, Commissione europea, codice civile, articoli 7-octies e 22 del DPR 633/1972 nel testo vigente a quella data, legge 633/1941 e SIAE, regolamento (UE) 2016/679 e Garante privacy, Registro Imprese, documentazione di Paddle, Apple e Google Play.

I riferimenti ad articoli e codici valgono per il 2026. Dal 1° gennaio 2027 è prevista l'entrata in vigore del nuovo testo unico in materia di IVA (D.Lgs. 10/2026, art. 1, comma 2), con nuove numerazioni: la guida andrà ri-coordinata su quel testo, senza presumere che ogni disposizione richiamata sia abrogata.

La guida è informativa e non sostituisce la consulenza fiscale, legale o privacy sul caso concreto.

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Rosario Emmi

Rosario Emmi

Autore

Dottore Commercialista dal 2012, Socio Senior e co-founder di Proclama SPA tra professionisti (Catania). Tra i primi in Italia a specializzarsi su startup innovative fin dalla nascita della relativa normativa: ha collaborato come esperto con il Ministero dello Sviluppo Economico e costituito, a inizio 2013, una delle prime startup innovative iscritte in provincia di Catania. Nel 2016 ha seguito la prima costituzione di startup innovativa in Italia interamente online, senza notaio, tramite procedura telematica. Si occupa di finanza agevolata, equity crowdfunding, operazioni straordinarie e due diligence, e-commerce e digitalizzazione dei processi aziendali; ha lavorato come Temporary Export Manager presso il Ministero dello Sviluppo Economico su progetti di internazionalizzazione. Autore per PartitaIVA.it su startup, PMI innovative e intelligenza artificiale applicata alla professione contabile.

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