In breve
- Per una persona fisica residente che riceve dividendi fuori dall'attività d'impresa, la società applica normalmente una ritenuta del 26%.
- Per una società soggetta a IRES, gli utili distribuiti da una partecipata residente concorrono in via generale al reddito imponibile per il 5%: l'effetto teorico, con IRES al 24%, è 1,2% sul dividendo ricevuto.
- Prima di distribuire, la SRL deve verificare utili e riserve effettivamente distribuibili, perdite da coprire, bilancio approvato e delibera dei soci.
Che cosa sono i dividendi
I dividendi sono la quota di utile o di riserve di utili che i soci decidono di distribuire. Non sono un prelievo automatico: richiedono una situazione patrimoniale che lo consenta e una decisione societaria correttamente documentata.
La sequenza ordinaria è
- chiusura dell'esercizio e redazione del bilancio;
- verifica di utile, perdite pregresse e riserve;
- approvazione del bilancio e decisione dei soci sulla destinazione dell'utile;
- pagamento e adempimenti fiscali della società in qualità di sostituto d'imposta, quando applicabili.
La distribuzione può riguardare l'utile dell'esercizio oppure riserve disponibili. Non tutte le poste del patrimonio netto sono distribuibili: riserva legale, riserve statutarie e perdite pregresse vanno valutate prima della delibera.
Tassazione dei dividendi per le persone fisiche
Per le persone fisiche residenti che detengono la partecipazione al di fuori del reddito d'impresa, i dividendi ordinari sono in via generale soggetti a ritenuta del 26%. La SRL che distribuisce opera come sostituto d'imposta secondo le regole applicabili al pagamento.
Esempio semplificato: su un dividendo lordo di 10.000 euro, la ritenuta del 26% è 2.600 euro e il socio riceve 7.400 euro. Il caso concreto può cambiare per residenza fiscale del socio, partecipazione detenuta nell'impresa, soggetti esteri, enti o regimi speciali.
Non è prudente confrontare il 26% isolatamente con l'imposta della SRL: l'utile è stato prima determinato e tassato in capo alla società. La scelta fra compenso dell'amministratore, accantonamento e dividendo richiede una valutazione integrata di IRES, IRAP, IRPEF, contributi e fabbisogno finanziario.
Dividendi ricevuti da holding e altri soci IRES
Quando il socio è una società o un ente soggetto a IRES, l'art. 89 del TUIR prevede in via generale l'esclusione dal reddito imponibile del 95% degli utili distribuiti da società residenti. Con IRES al 24%, il 5% imponibile produce un effetto teorico di 1,2% sul dividendo ricevuto.
Questa regola viene spesso chiamata impropriamente “PEX sui dividendi”. La participation exemption in senso tecnico disciplina le plusvalenze su partecipazioni; per i dividendi il riferimento è l'art. 89 TUIR. Le soglie del 5% di partecipazione o dei 500.000 euro di valore fiscale introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sono state abrogate con effetto dal 1° gennaio 2026 dall'art. 11 del D.L. 38/2026 (conv. L. 88/2026): l'esclusione del 95% non richiede alcun requisito dimensionale. Per il dettaglio vedi la guida alla tassazione dei dividendi in holding nel 2026.
Una holding non rende automaticamente conveniente distribuire utili. Può servire a reinvestire risorse in altre società, ma introduce costi societari, governance e verifiche fiscali proprie. La struttura va progettata prima della distribuzione, non dopo.
Compenso amministratore o dividendi
Il compenso dell'amministratore e il dividendo hanno presupposti diversi
| Aspetto | Compenso amministratore | Dividendo |
|---|---|---|
| Presupposto | Incarico e delibera/contratto | Utile o riserva distribuibile e decisione dei soci |
| Effetto per la società | Da verificare secondo le regole di deducibilità applicabili | Non è un costo deducibile che riduce l'utile |
| Effetto per il percettore | Regime del compenso e contributi da verificare | Regime dei dividendi secondo il tipo di socio |
| Finalità | Remunerare l'attività svolta | Remunerare il capitale investito |
Un amministratore che lavora nella società non dovrebbe sostituire meccanicamente ogni compenso con dividendi. Occorre verificare il ruolo, la gestione previdenziale applicabile, la sostenibilità finanziaria e la corretta formalizzazione delle delibere.
Riserve, perdite e distribuzione
La distribuzione di utili presuppone che le perdite siano coperte e che il patrimonio netto rispetti i vincoli di legge e statuto. La riserva legale non può essere distribuita finché non raggiunge il limite previsto; per le SRL con capitale inferiore a 10.000 euro si applica la disciplina speciale dell'art. 2463 c.c.
Prima della delibera, verifica
- bilancio approvato e utile distribuibile;
- perdite pregresse e necessità di ricostituzione delle riserve;
- clausole statutarie che limitano la distribuzione;
- composizione dei soci e relativo trattamento fiscale;
- verbale della decisione e documentazione del pagamento.
Per redigere la delibera, consulta la guida al verbale di distribuzione degli utili di SRL.
Errori da evitare
- distribuire utili senza verificare perdite o riserve indisponibili;
- chiamare “PEX” un regime senza applicare la norma corretta;
- usare percentuali fiscali senza distinguere persona fisica, società IRES, ente o non residente;
- trattare i dividendi come un'alternativa automatica al compenso amministratore;
- decidere una holding solo dopo che gli utili sono già maturati, senza un piano societario e finanziario.
Domande frequenti
I dividendi sono sempre tassati al 26%?
No. Il 26% è la regola generale per la persona fisica residente che detiene la partecipazione fuori dall'impresa. Il trattamento cambia, fra l'altro, per soci IRES, partecipazioni d'impresa, enti e soggetti non residenti.
La holding paga sempre l'1,2%?
L'1,2% è l'effetto teorico dell'IRES al 24% applicata al 5% imponibile previsto, in via generale, dall'art. 89 TUIR. Va verificato che il percettore e l'operazione rientrino nella disciplina applicabile.
Posso distribuire dividendi prima del bilancio?
La distribuzione ordinaria presuppone il bilancio e la decisione dei soci. Operazioni infrannuali o straordinarie richiedono verifiche specifiche: non usare la procedura ordinaria senza il parere del professionista incaricato.






