Aggiornato al 12 ottobre 2026 · Fonte: Invitalia: Resto al Sud 2.0 (spese ammissibili) e Decreto Ministeriale 11/07/2025 (GU n. 193 del 21/08/2025)
In Breve
- Resto al Sud 2.0 offre due strumenti alternativi: voucher a fondo perduto fino a 40.000€ (50.000€ con maggiorazione per beni/servizi innovativi o ecosostenibili) oppure contributo al 75% (programmi fino a 120.000€) o al 70% dell'intero programma (oltre 120.000€ e fino a 200.000€, contributo massimo 140.000€) per programmi di investimento
- le spese ammesse includono: macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, programmi informatici e servizi ICT (incluse licenze, sviluppo software e app), immobilizzazioni immateriali (marchi, portali web, brand), consulenze tecnico-specialistiche da ETS (max 30%), opere edili (solo con contributo, max 50%)
- sono esplicitamente escluse: acquisto di terreni e immobili, locazioni, leasing, materie prime e semilavorati, personale, utenze, consulenze legali/fiscali/tributarie e per la predisposizione della domanda
- la rendicontazione richiede fatture con data posteriore alla presentazione della domanda, pagamenti tracciabili e documentazione probante: ogni errore formale può portare alla revoca del contributo.
Hai ricevuto l'approvazione per Resto al Sud 2.0? Congratulazioni! Ora inizia la parte più importante: realizzare il tuo progetto aziendale e sostenere le spese che verranno effettivamente rimborsate da Invitalia. Ma attenzione: non tutte le spese sono ammesse, e l'errore più comune che porta alla revoca del finanziamento è proprio sostenere costi che non rientrano nella platea delle spese agevolabili.
In questa guida analizziamo in dettaglio tutte le spese ammesse da Resto al Sud 2.0, divise per categoria, con esempi concreti e soglie limite. Vedremo cosa puoi finanziare davvero, cosa è esplicitamente escluso dal bando, come distinguere tra spese ammissibili e non ammissibili, e come preparare la documentazione per la rendicontazione senza errori. Ti forniremo inoltre una checklist pratica per verificare che ogni spesa sia recuperabile prima di sostenerla.
Calcola il tuo contributo
: usa il calcolatore Resto al Sud 2.0 per simulare voucher e contributo a fondo perduto in base al tuo progetto.
Struttura del finanziamento: come funziona l'agevolazione
Prima di analizzare le singole voci di spesa, è chiave comprendere come si articola il finanziamento Resto al Sud 2.0. Il bando prevede due diverse forme di agevolazione tra cui scegliere: un voucher a fondo perduto oppure un contributo percentuale per programmi di investimento. È importante evidenziare che i due strumenti sono alternativi e non cumulabili: devi scegliere uno dei due al momento della domanda, non puoi richiedere entrambi.
Il voucher a fondo perduto è una quota fissa che copre il 100% delle spese ammissibili fino a un massimale di 40.000€. Questo importo base può essere elevato a 50.000€ se il tuo progetto prevede l'acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici, digitali o orientati alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico. Il voucher è particolarmente indicato per progetti con investimenti contenuti che richiedono un avvio rapido: le spese devono essere sostenute entro 9 mesi dalla concessione (prorogabili una sola volta a 12) e non è richiesto alcun cofinanziamento da parte tua.
Il contributo percentuale per programmi di investimento copre una percentuale delle spese ammissibili effettivamente sostenute e rendicontate. Per programmi di investimento fino a 120.000€, il contributo è pari al 75% delle spese; per investimenti superiori a 120.000€ e fino al massimale di 200.000€, la percentuale scende al 70%. Questo significa che se sostieni una spesa ammissibile di 10.000€ per un macchinario, Invitalia ti rimborsa 7.500€ (o 7.000€ se il tuo progetto supera i 120.000€). La quota restante (25% o 30%) deve essere coperta con capitali propri o altre fonti di finanziamento non agevolate: Resto al Sud 2.0 non è cumulabile con crediti d'imposta o altre agevolazioni nazionali, regionali o europee, salvo la garanzia del Fondo di garanzia PMI. I tempi di realizzazione sono più estesi: 16 mesi dalla concessione, prorogabili una sola volta a 20.
La scelta tra i due strumenti dipende dalle caratteristiche del tuo progetto. Scegli il voucher se hai investimenti contenuti (sotto i 40-50.000€), vuoi partire velocemente e non disponi di capitale proprio per il cofinanziamento. Opta per il contributo percentuale se hai un progetto più strutturato che prevede opere edili, macchinari importanti e puoi mettere una quota propria (25-30% dell'investimento totale).
Spese per immobili, locali e sedi operative
Una delle voci più importanti dell'investimento iniziale riguarda i locali dove svolgere l'attività. Resto al Sud 2.0 ammette diverse tipologie di spese immobiliari, ma con distinzioni precise che è essenziale conoscere per evitare errori.
Murature e opere edili
Sono ammesse le spese per murature e opere edili strettamente necessarie all'attività imprenditoriale, ma con una limitazione importante: questa voce è ammessa solo per il contributo per programmi di investimento, non per il voucher. All'interno del programma di investimento, le opere edili sono inoltre limitate a un massimo del 50% del totale delle spese ammesse. Questa voce include: ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, adeguamento normativo (impianti, accessibilità, sicurezza), opere di completamento finiture interne. Ad esempio, se apri un laboratorio di produzione artigianale, puoi sostenere spese per la realizzazione di tramezzi, pavimentazioni, impianti elettrici e idraulici, sistemi di ventilazione, controsoffitti.
Attenzione però: le opere di manutenzione ordinaria non sono ammesse. Non puoi quindi finanziare la semplice tinteggiatura, la sostituzione di infissi senza alcun miglioramento prestazionale, o piccoli interventi di riparazione che non modificano la struttura o la funzionalità dell'immobile. La distinzione tra manutenzione ordinaria e straordinaria è definita dal Testo Unico Edilizia (DPR 380/2001): la manutenzione ordinaria riguarda gli interventi che non alterano la struttura edilizia e non modificano la destinazione d'uso, mentre la straordinaria comprende le opere che modificano la struttura o la destinazione d'uso.
Canoni di locazione e affitto
Attenzione: secondo la documentazione ufficiale del bando, le spese di locazione degli immobili (canoni di affitto) sono esplicitamente escluse dalle agevolazioni. Questo è un aspetto importante da considerare nella pianificazione finanziaria: non puoi includere nel piano finanziario i canoni di affitto, nemmeno per i primi mesi di attività.
Questo significa che se non sei già proprietario di un immobile dove svolgere l'attività, dovrai
- Utilizzare un immobile già di tua proprietà (anche solo come parte di un'abitazione, se le normative locali lo consentono)
- Accedere ad altri finanziamenti per coprire i costi di locazione
- Valutare forme contrattuali alternative (es. comodato d'uso gratuito da parenti)
L'unica voce immobiliare ammessa riguarda le spese per opere edili, murature e ristrutturazioni (solo per il contributo programmi di investimento e nel limite del 50%), ma non i canoni di locazione periodici.
Acquisto immobili: cosa è escluso
Una delle limitazioni più importanti di Resto al Sud 2.0 riguarda l'acquisto di immobili. Il bando prevede esplicitamente che non sono ammesse le spese per l'acquisto di terreni e fabbricati, neppure se destinati interamente all'attività imprenditoriale. Questa è una differenza da tenere presente rispetto ad altri bandi di finanza agevolata.
L'esclusione vale sia per l'acquisto diretto di immobili sia per il leasing, che non è ammesso in nessuna forma. Se invece disponi già di un immobile per l'attività, con il contributo per programmi di investimento puoi finanziare le opere di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, nel limite del 50% delle spese ammesse.
Macchinari, attrezzature e impianti produttivi
Il cuore dell'investimento per la maggior parte delle imprese riguarda i beni materiali produttivi: macchinari, attrezzature, impianti, strumenti di lavoro. Questa voce rappresenta spesso la quota più significativa del piano finanziario e Resto al Sud 2.0 la ammette senza particolari limitazioni, purché i beni siano nuovi, funzionali all'attività e coerenti con il progetto.
Macchinari e attrezzature
Sono ammessi tutti i macchinari e le attrezzature necessarie allo svolgimento dell'attività produttiva. Questa categoria è molto ampia e include: linee di produzione, macchine utensili, attrezzature per la trasformazione, impianti di assemblaggio, strumenti di misura e controllo, apparecchiature per la vendita (espositori, banchi refrigerati), arredi specifici (sedute professionali, letti per centri estetici, attrezzature per ristorazione). L'importante è che ogni bene sia motivato nel business plan e coerente con l'attività dichiarata.
Per essere ammissibile, il macchinario deve essere nuovo. Non puoi acquistare beni usati o rigenerati e includerli nel finanziamento. Il requisito della novità vale anche per le parti di ricambio e gli accessori: se acquisti un macchinario nuovo ma includi componenti usate o rigenerate, solo la parte nuova è ammissibile. Questa è una distinzione importante perché molti fornitori propongono macchinari "rigenerati come nuovi" che non rientrano nel bando.
Le attrezzature informatiche (computer, server, stampanti, scanner) sono ammesse ma con un limiti intrinseci: devono essere strettamente necessarie all'attività e proporzionate alle esigenze operative. Non puoi finanziare una postazione informatica di ultima generazione con costi esosi per un'attività che non richiede particolari prestazioni tecniche. Il principio di ragionevolezza e proporzionalità deve guidare ogni scelta di investimento.
Impianti tecnologici
Sono ammessi gli impianti tecnologici necessari all'attività, anche se non direttamente produttivi. Questo include: impianti elettrici, idraulici, termici, di condizionamento, antincendio, di sorveglianza e sicurezza, impianti specifici di settore (es. impianti di aspirazione per falegnamerie, impianti di refrigerazione per alimentari). Tutti questi impianti sono interamente finanziabili, a condizione che siano installati nei locali utilizzati per l'attività e documentati da fattura intestata al beneficiario.
Un aspetto spesso trascurato riguarda gli impianti di produzione energia da fonti rinnovabili. Se prevedi di installare pannelli fotovoltaici, impianti geotermici o altri sistemi di generazione energia pulita, queste spese sono ammesse nella misura in cui servono a coprire i fabbisogni energetici dell'attività. Tuttavia, non puoi includere la parte di impianto che produce energia in eccesso rispetto ai consumi aziendali: il finanziamento copre solo l'impianto dimensionato sulle necessità operative, non eventuali surplus che cedi alla rete.
Veicoli e automezzi
Le pagine ufficiali Invitalia sulle spese ammissibili di Resto al Sud 2.0 non dedicano una voce specifica ai veicoli. Secondo le indicazioni più diffuse, l'acquisto di automezzi è possibile soltanto se strettamente necessario alla produzione di beni o all'erogazione dei servizi indicati nel progetto (ad esempio imprese edili, di pulizia, ristorazione ambulante), mentre non è ammesso per attività consulenziali e libero-professionali.
Ad esempio, non puoi finanziare un'utilitaria per recarti dai clienti se la tua è un'attività di consulenza. Prima di includere un veicolo nel piano di spesa, verifica sempre con Invitalia che sia ammissibile per il tuo progetto.
Beni immateriali e proprietà industriale
Oltre ai beni materiali, Resto al Sud 2.0 ammette anche alcune categorie di beni immateriali: software, brevetti, licenze, marchi. Queste spese sono spesso sottovalutate ma possono rappresentare una quota significativa dell'investimento iniziale, soprattutto per le imprese tecnologiche e le startup digitali.
Software e sistemi IT
Sono ammesse le spese per l'acquisto di software e licenze strettamente necessarie all'attività. Questa categoria include:
- Software gestionale (ERP, CRM, contabilità)
- Software specifico di settore (CAD per progettisti, POS per commercianti)
- Licenze per l'utilizzo di piattaforme e servizi cloud
- Sistemi di sicurezza informatica (antivirus, firewall)
- Siti web e e-commerce, nella misura in cui rappresentano canali di vendita o promozione dell'attività
Il software deve essere acquistato o sviluppato da terzi: il bando ammette esplicitamente la progettazione e lo sviluppo di software applicativi, di piattaforme digitali e di app (voce "programmi informatici e servizi per le tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni"). Non puoi invece rendicontare il lavoro di sviluppo svolto internamente dall'impresa stessa, che non genera un titolo di spesa verso terzi. Questa è una distinzione importante per le startup tecnologiche: i costi di sviluppo affidati a fornitori esterni sono ammissibili, mentre il lavoro interno non produce fatture rendicontabili.
Le spese per dominio, hosting e manutenzione sito web sono ammesse nella misura in cui rientrano nei programmi informatici e servizi ICT previsti dal bando. Puoi includere nel piano finanziario i costi di registrazione del dominio, hosting server, SSL, manutenzione e aggiornamenti, purché strettamente funzionali all'attività e documentati da fattura. La durata massima ammissibile di queste voci ricorrenti non è specificata nel bando: verifica in sede di tutoraggio la coerenza con il programma di spesa approvato.
Brevetti, marchi e proprietà industriale
Sono ammesse le spese per l'acquisto di brevetti, licenze, marchi e altri diritti di proprietà industriale necessari all'attività, nonché per l'ideazione e realizzazione di marchi e denominazioni (brand naming). Questo include:
- Brevetti per invenzioni industriali
- Modelli di utilità
- Marchi d'impresa (ideazione e realizzazione)
- Licenze d'uso di brevetti altrui
- Know-how e know-what formalmente trasferito
Attenzione però: secondo le FAQ ufficiali Invitalia, non sono ammissibili le spese di deposito del marchio (tasse e imposte non sono ammissibili), mentre sono ammissibili le spese per l'ideazione e la realizzazione del marchio. Analogamente, non puoi rendicontare il lavoro interno di sviluppo di nuove proprietà intellettuali, ma solo spese verso terzi documentate da fattura.
Le spese per consulenze e studi di fattibilità legati alla proprietà industriale (es. ricerca anteriorità, valutazioni di brevettabilità) non sono ammesse. Come per lo sviluppo software, questi costi rientrano nelle spese di gestione (vedi oltre) ma non nella voce beni immateriali.
Spese per la gestione d'impresa
Una voce spesso fraintesa riguarda le spese per la gestione d'impresa. Resto al Sud 2.0 finanzia alcune voci immateriali e di servizio legate all'avvio, ma non i costi di gestione corrente: è essenziale conoscere il confine.
Spese ammesse
Il bando include esplicitamente tra le spese ammissibili
- Consulenze tecnico-specialistiche prestate da ETS iscritti al RUNTS (nel limite del 30% delle spese ammesse), finalizzate a progettazione e sviluppo di soluzioni innovative, prototipi/modelli/stampi/matrici, certificazioni ambientali o energetiche
- Programmi informatici e servizi ICT, incluse licenze d'uso software, progettazione e sviluppo di software applicativi, piattaforme digitali e app
- Immobilizzazioni immateriali: acquisizione di competenze per prodotti/servizi/processi ad alto contenuto tecnologico, progettazione e sviluppo di portali web a scopo promozionale, visual o digital brand, ideazione e realizzazione di marchi e denominazioni
- Opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria (solo con contributo, max 50%)
Tutte queste spese sono ammesse nella misura in cui sono strettamente necessarie all'avvio dell'attività e documentate da regolare fattura intestata al beneficiario. Le consulenze tecnico-specialistiche sono ammesse nel limite del 30% dell'importo complessivo del voucher o del programma di investimento.
Spese non ammesse
Al contrario, non sono ammesse le spese di funzionamento ordinario dell'impresa. Questo include:
- Stipendi e salari del personale dipendente
- Contributi previdenziali e assistenziali
- Uscite per materie prime, semilavorati e materiali di consumo
- Spese per utenze (luce, gas, acqua, telefono, internet)
- Locazioni (canoni di affitto)
- Leasing
- Consulenze legali, fiscali e tributarie
- Consulenze per la predisposizione della domanda di agevolazione
- Acquisto di terreni e immobili
- Interessi passivi e imposte
La distinzione tra spese ammesse e non ammesse non è sempre intuitiva. Ad esempio, le spese per la costituzione della SRL (onorari notaio, tasse, imposte di registro) non rientrano tra le voci ammissibili elencate dal bando, così come le spese per la tenuta della contabilità. Le spese per lo sviluppo del sito web sono ammesse se realizzate da un'agenzia esterna, ma le spese per l'aggiornamento continuativo del sito non lo sono.
Per orientarsi, una regola generale è: sono ammesse le spese di investimento una tantum necessarie per avviare l'attività; non sono ammesse le spese di funzionamento ricorrente necessarie per mantenerla in operatività.
Tabella riepilogativa spese ammesse/escluse
La tabella seguente offre una panoramica sintetica delle principali categorie di spese con indicazione della ammissibilità:
| Categoria di spesa | Ammissibilità | Limitazioni/Note |
|---|---|---|
| Murature e opere edili | ✅ Ammessa | Solo contributo programmi investimento, max 50% delle spese |
| Canoni di locazione | ❌ Esclusa | Locazioni e affitti non ammessi in nessun caso |
| Acquisto immobili | ❌ Esclusa | Comprende leasing finanziario su immobili |
| Macchinari nuovi | ✅ Ammessa | Devono essere nuovi e funzionali all'attività |
| Attrezzature usate | ❌ Esclusa | Valgono anche beni rigenerati |
| Impianti tecnologici | ✅ Ammessa | Elettrici, idraulici, termici, antincendio, ecc. |
| Autoveicoli | Da verificare | Nessuna voce specifica nelle pagine Invitalia; in genere solo se strettamente necessari a produrre beni/servizi del progetto, non per consulenze e libere professioni |
| Software licenze | ✅ Ammessa | Incluse licenze, sviluppo software/app da terzi |
| Sviluppo software da terzi | ✅ Ammessa | Progettazione e sviluppo di software, piattaforme, app |
| Brevetti/marchi acquistati | ✅ Ammessa | Inclusa ideazione e realizzazione marchi (no tasse di deposito) |
| Deposito marchio/brevetto | ❌ Esclusa | Tasse e imposte non ammissibili |
| Consulenze tecnico-specialistiche ETS | ✅ Ammessa | Max 30% delle spese ammesse |
| Stipendi dipendenti | ❌ Esclusa | Costi del personale in generale |
| Materie prime/semilavorati | ❌ Esclusa | Spese di funzionamento ordinario |
| Utenze (luce, gas, telefono) | ❌ Esclusa | Spese di funzionamento ricorrente |
| Marketing e pubblicità | Non prevista | Ammessi solo portali web promozionali e visual/digital brand; le campagne pubblicitarie non sono tra le spese ammissibili |
Il piano economico che accompagna la domanda.
Prima di elencare le spese, la banca o l'istruttoria guardano se i numeri stanno in piedi: il prospetto a tre anni calcola ricavi, margine operativo, cassa e copertura del debito con le tue ipotesi, e si porta in PDF accanto alla documentazione.
Rendicontazione delle spese: come documentare correttamente
Una volta sostenute le spese ammesse, il passo successivo è la rendicontazione a Invitalia per guadagnare il rimborso effettivo. Questa fase è critica: errori formali nella documentazione sono la causa più frequente di revoca parziale o totale del contributo. Vediamo quindi come preparare una rendicontazione corretta.
Documentazione necessaria
Per ogni spesa ammessa devi produrre
- Fattura elettronica intestata al beneficiario con data posteriore alla presentazione della domanda
- Quietanza di pagamento (ricevuta bonifico, estratto conto bancario) che dimostri l'avvenuto pagamento tracciabile
- Documentazione probante aggiuntiva eventualmente richiesta da Invitalia per specifiche voci di spesa (ricorda che affitti e spese notarili non sono spese ammesse e quindi non si rendicontano)
Tutti i documenti devono essere in formato elettronico (PDF) e caricati sulla piattaforma Invitalia entro i termini previsti. Il mancato inserimento anche di un solo documento comporta la non ammissibilità della relativa spesa, con conseguente riduzione del contributo.
Tempi e modalità di rendicontazione
La rendicontazione avviene in due fasi:
- Stato di avanzamento lavori (SAL): si può richiedere dopo almeno 3 mesi dalla concessione
- Saldo: va richiesto entro 3 mesi dalla conclusione del programma e comunque entro il 30 giugno 2028 (termine perentorio)
Per il SAL devi presentare titoli di spesa compresi tra il 30% e il 70% delle spese ammesse (in Resto al Sud 2.0 anche non ancora quietanzati). Invitalia eroga la quota corrispondente entro 60 giorni. Questa opzione è utile per migliorare la liquidità durante la fase di realizzazione del progetto.
La richiesta di saldo deve includere tutte le spese sostenute, compresa la quota già rendicontata con il SAL. A questo punto Invitalia effettua un controllo formale e sostanziale: verifica che ogni spesa sia ammissibile, coerente con il progetto approvato e documentata correttamente, prima di erogare il saldo.
Errori comuni da evitare
Gli errori più frequenti che portano all'esclusione delle spese sono
- Fatture non intestate al beneficiario: ricevere fattura intestata al socio o al fornitore invece che alla società beneficiaria
- Fatture con data antecedente alla domanda: sostenere spese prima di aver presentato la domanda a Invitalia
- Pagamenti tracciati non coerenti: pagare con contante, assegno o bonifico non tracciabile
- Mancanza di quietanze di pagamento: caricare la fattura ma non dimostrare l'avvenuto pagamento
- Spese extracampo: includere voci non previste nel progetto approvato senza autorizzazione
- Doppia rendicontazione: includere la stessa spesa in rendicontazioni diverse
Per evitare questi errori, è importante pianificare con attenzione i tempi delle spese e delle fatturazioni. Ogni acquisto deve essere concordato con il fornitore in modo da ricevere la fattura dopo la presentazione della domanda. Ogni pagamento deve essere tracciabile e riportare in causale il CUP del progetto e i riferimenti della fattura.
Checklist pratica: come verificare l'ammissibilità di una spesa
Prima di sostenere qualsiasi spesa, usa questa checklist per verificare che sia effettivamente ammissibile
1. Coerenza con il progetto
- La spesa è prevista nel business plan approvato da Invitalia?
- È necessaria per realizzare l'attività descritta nel progetto?
- L'importo è coerente con quanto dichiarato nel preventivo?
2. Requisiti formali
- Posso avere una fattura elettronica intestata alla società beneficiaria?
- Il bene/servizio è nuovo (non usato o rigenerato)?
3. Tempistica
- La fattura può essere emessa dopo la data di presentazione della domanda?
- Il pagamento può essere tracciato e documentato con quietanza?
- La spesa rientra nei termini di realizzazione del programma (9-12 mesi voucher, 16-20 mesi contributo)?
4. Esclusioni esplicite
- Se è un veicolo, hai verificato con Invitalia che sia strettamente necessario all'attività?
- Non è un acquisto di terreno o fabbricato esistente?
- Non è una spesa di funzionamento ordinario (utenze, stipendi, affitti, materie prime)?
- Non è un leasing (escluso in ogni caso)?
- Non è una spesa di formazione, non prevista tra le voci ammissibili?
Se hai risposto negativamente a uno qualsiasi dei punti precedenti, la spesa potrebbe non essere ammissibile. In caso di dubbio, consultare un commercialista specializzato in finanza agevolata prima di procedere con l'acquisto.
Conclusioni: pianifica con attenzione, rendiconta senza errori
Le spese ammesse da Resto al Sud 2.0 coprono una gamma molto ampia di investimenti, dalle opere edili ai macchinari, dal software ai beni immateriali. La chiave per massimizzare il contributo è pianificare con attenzione ogni spesa, verificando preventivamente l'ammissibilità e assicurandosi di poter documentare correttamente ogni costo.
L'errore più comune è sostenere spese senza verificare se rientrano nel bando, scoprendo troppo tardi che non sono rimborsabili. Al contrario, un'approccio metodico basato su preventivi dettagliati, fatture tempestive e documentazione impeccabile ti permette di recuperare l'intera quota agevolabile e massimizzare il valore del finanziamento.
Ricorda che Resto al Sud 2.0 è un'opportunità unica per avviare un'attività nel Mezzogiorno con costi notevolmente ridotti. Approfittarne appieno significa non solo ricevere l'approvazione iniziale, ma anche gestire con competenza la fase di rendicontazione per trasformare il potenziale del progetto in risorse reali per la tua impresa.
Hai ricevuto l'approvazione per Resto al Sud 2.0 e vuoi massimizzare il contributo?
I nostri commercialisti specializzati in finanza agevolata ti assistono nella pianificazione delle spese ammissibili, nella preparazione della rendicontazione e nella gestione di ogni aspetto burocratico del finanziamento. Contattaci per una consulenza personalizzata.
📝 Hai trovato utile questa guida? Condividila con altri imprenditori che stanno accedendo a Resto al Sud 2.0 e potrebbero beneficiare di un chiarimento sulle spese ammesse.
Domande Frequenti (FAQ)
Posso finanziare l'acquisto di un'auto con Resto al Sud 2.0?
Dipende dall'attività. Le pagine ufficiali Invitalia sulle spese ammissibili non prevedono una voce specifica per i veicoli: secondo le indicazioni più diffuse, l'acquisto di automezzi è possibile solo se strettamente necessario alla produzione di beni o all'erogazione dei servizi del progetto (es. imprese edili, di pulizia, ristorazione ambulante) e non per attività consulenziali o libero-professionali. Prima dell'acquisto verifica sempre l'ammissibilità con Invitalia.
Le spese per il notaio e la costituzione della SRL sono ammesse?
No. Le spese ammissibili elencate dal bando (opere edili, macchinari e attrezzature nuovi, programmi informatici e servizi ICT, immobilizzazioni immateriali, consulenze tecnico-specialistiche da ETS) non includono gli onorari notarili, le tasse di costituzione o le consulenze legali, fiscali e tributarie, che sono esplicitamente escluse. Queste spese restano a tuo carico.
Posso rendicontare spese sostenute prima della presentazione della domanda?
No. Sono ammissibili solo le spese documentate da titoli con data posteriore alla presentazione della domanda. Le spese anticipate prima della domanda non sono mai ammesse, nemmeno a posteriori: se hai già sostenuto costi, resteranno a tuo carico e non potranno essere rimborsate.
Quanto tempo ho per sostenere le spese ammesse?
Se scegli il voucher, le spese devono essere sostenute entro 9 mesi dal provvedimento di concessione, prorogabili una sola volta fino a 12 mesi. Se scegli il contributo per programmi di investimento, hai 16 mesi, prorogabili una sola volta fino a 20 mesi. Il mancato rispetto dei termini è causa di revoca dell'agevolazione.
Posso acquistare beni usati?
No. Tutti i beni (macchinari, impianti, attrezzature, arredi) devono essere nuovi di fabbrica. I beni usati o rigenerati non sono ammissibili, e il requisito della novità vale anche per le parti di ricambio e gli accessori.
Fonti e riferimenti
- Invitalia — Resto al Sud 2.0 (scheda di sintesi)
- Invitalia — Resto al Sud 2.0: spese ammissibili
- Invitalia — Resto al Sud 2.0: FAQ istruttoria
- Decreto Ministeriale 11/07/2025 (GU n. 193 del 21/08/2025) — Criteri e modalità attuative Resto al Sud 2.0
- Decreto Direttoriale 08/10/2025 — Ulteriori disposizioni operative PIA
- Decreto-Legge 7 maggio 2024, n. 60 (DL Coesione), convertito con modificazioni dalla Legge 4 luglio 2024, n. 95







