
Il piano economico che banche e investitori leggono per primo: ricavi previsti, margine operativo, utile, cassa e capacità di rimborsare il debito. Inserisci le tue ipotesi: ottieni il prospetto a tre anni, il punto di pareggio e un report da stampare o allegare.
Sostenibilità delle ipotesi
La cassa resta positiva e il margine copre il servizio del debito
Utile netto cumulato dei tre anni: 325.261,13 €. Ricavi di pareggio dell'anno 1: 250.000,00 € (margine di contribuzione 60,00%).
Generato con le ipotesi indicate nel tool Business plan di SRLOnline. Carico fiscale applicato alle proiezioni: 27,90% (IRES più IRAP sul risultato ante imposte).
| Voce | Anno 1 | Anno 2 | Anno 3 |
|---|---|---|---|
| Ricavi | 500.000,00 € | 550.000,00 € | 605.000,00 € |
| Costi variabili | -200.000,00 € | -220.000,00 € | -242.000,00 € |
| Costi fissi | -150.000,00 € | -157.500,00 € | -165.375,00 € |
| Margine operativo lordo | 150.000,00 € | 172.500,00 € | 197.625,00 € |
| Ammortamenti | -20.000,00 € | -20.000,00 € | -20.000,00 € |
| Oneri finanziari | -4000,00 € | -3000,00 € | -2000,00 € |
| Utile ante imposte | 126.000,00 € | 149.500,00 € | 175.625,00 € |
| Imposte | -35.154,00 € | -41.710,50 € | -48.999,38 € |
| Utile netto | 90.846,00 € | 107.789,50 € | 126.625,63 € |
| Flusso di cassa | 90.846,00 € | 107.789,50 € | 126.625,63 € |
| Cassa cumulata | 100.846,00 € | 208.635,50 € | 335.261,13 € |
| Debito residuo | 60.000,00 € | 40.000,00 € | 20.000,00 € |
| Copertura del servizio del debito | 6,25× | 7,50× | 8,98× |
Proiezioni lineari basate sulle ipotesi dell'utente: non sono una stima di mercato e non sostituiscono un piano validato con il professionista. Il prospetto non calcola il capitale circolante (crediti, magazzino, debiti verso fornitori), gli investimenti successivi al primo anno e le imposte con le basi proprie di IRES e IRAP. Ipotesi usate: ricavi anno 1 500.000,00 € con crescita 10,00%, costi variabili 40,00% dei ricavi, costi fissi 150.000,00 € con crescita 5,00%, investimenti 100.000,00 € ammortizzati in 5 anni, finanziamento 80.000,00 € al 5,00% in 4 anni, capitale proprio 30.000,00 €.
Il prospetto è la parte numerica: banche e investitori leggono anche il resto. Questa è la struttura che il piano deve avere.
Un piano che regge si costruisce sulle ipotesi documentate: mercato, contratti, preventivi di fornitori. Lo studio lo rivede, verifica la sostenibilità del debito e lo presenta con te.
Lo studio verifica le ipotesi, costruisce il prospetto completo e ti accompagna nella presentazione alla banca o al fondo.
“Salve, ho appena usato business plan con prospetto a tre ann...”
Risposta rapida • Senza impegno
Il business plan è un documento di previsione che collega progetto, mercato, strategia e numeri. Serve a decidere come allocare le risorse e a spiegare il progetto a chi deve valutarlo. La sua utilità non dipende solo dalla forma: ogni ipotesi deve poter essere ricondotta a dati, fonti o ragionamenti verificabili.
Lo leggono la banca che valuta un finanziamento, un fondo o un altro investitore, il socio che sta entrando nella società e l'ente che esamina una domanda di agevolazione. Il livello di dettaglio cambia in base al destinatario, ma la domanda centrale resta la stessa: l'attività genera risorse sufficienti per sostenere il progetto e restituire il debito?
Chi valuta guarda soprattutto la sostenibilità del debito, la coerenza tra ricavi attesi e capacità produttiva, la qualità del mercato e la solidità delle ipotesi. Per il metodo di lavoro e per la descrizione di progetto, mercato e strategia puoi consultare laguida su come redigere un business plan.
Un piano completo tiene insieme la parte descrittiva e quella economico-finanziaria. Le dieci sezioni che seguono possono essere adattate alla finalità del documento, senza perdere il collegamento tra obiettivi, attività e risorse.
Si parte dai ricavi del primo anno e dalla crescita annua ipotizzata. I costi variabili seguono la percentuale dei ricavi, mentre i costi fissi crescono secondo l'ipotesi inserita. La differenza tra ricavi, costi variabili e costi fissi è il margine operativo lordo, o MOL.
Dal MOL si sottraggono gli ammortamenti sugli investimenti iniziali e gli oneri finanziari calcolati sul debito residuo. Sul risultato ante imposte il prospetto applica, in modo semplificato, IRES al 24% più IRAP al 3,9%. Si ottiene così l'utile netto previsto.
Il MOL interessa alla banca perché misura la capacità dell'attività caratteristica di generare risorse prima di ammortamenti, interessi e imposte. Non coincide con la cassa, ma è il punto di partenza per valutare se il debito è sostenibile.
Nel calcolo, il flusso di cassa dell'anno è dato da utile netto più ammortamenti meno quota capitale rimborsata. Gli ammortamenti riducono l'utile ma non sono un'uscita monetaria dell'anno; la quota capitale, invece, riduce direttamente la liquidità.
La cassa cumulata parte dal capitale proprio più il finanziamento meno l'investimento iniziale e somma i flussi dei tre anni. Un piano può quindi mostrare un utile e avere comunque una cassa insufficiente: basta che gli incassi arrivino dopo i pagamenti, che il capitale sia assorbito dagli investimenti o che il rimborso del debito sia concentrato.
Il capitale circolante, cioè crediti verso clienti, magazzino e debiti verso fornitori, può spostare molto il momento degli incassi e dei pagamenti. Il tool non lo calcola: per un piano destinato a una banca va stimato separatamente e collegato ai tempi di incasso e pagamento reali.
Per una lettura più ampia dei dati economico-finanziari puoi affiancare il prospetto allostrumento di analisi del bilancio XBRL.
Il margine di contribuzione è la parte dei ricavi che resta dopo i costi variabili. In percentuale si calcola come 1 meno l'incidenza dei costi variabili. Il punto di pareggio in ricavi si ottiene con la formula:
Ricavi di pareggio = costi fissi / margine di contribuzione
Nel caso di controllo, i ricavi del primo anno sono 500.000, i costi variabili sono il 40% dei ricavi e i costi fissi sono 150.000. Il margine di contribuzione è quindi il 60%: 150.000 diviso 60% produce ricavi di pareggio pari a 250.000. Sotto quel livello, con le stesse ipotesi, il margine non copre tutti i costi fissi; sopra quel livello l'attività inizia a generare MOL positivo.
La copertura del servizio del debito, spesso indicata come DSCR, è calcolata dividendo il MOL per oneri finanziari più quota capitale dell'anno:
Copertura del debito = MOL / (oneri finanziari + quota capitale)
Se il rapporto è superiore a 1, il MOL copre il servizio previsto in quell'anno secondo le ipotesi del prospetto. La banca lo guarda perché mette in relazione la gestione caratteristica con il pagamento effettivo del finanziamento. Va letto insieme a liquidità, garanzie, capitale proprio, durata e rischi del progetto.
Non esiste una soglia di legge valida per ogni impresa. Il valore va confrontato con il caso concreto, con il settore, con la struttura del finanziamento e con i criteri dell'intermediario. Il rapporto del tool è una verifica orientativa, non una decisione automatica di affidamento.
Il caso di controllo usa ricavi del primo anno pari a 500.000, crescita dei ricavi del 10%, costi variabili al 40%, costi fissi iniziali pari a 150.000 con crescita del 5%, investimento iniziale di 100.000 ammortizzato in 5 anni, finanziamento di 80.000 al 5% rimborsato in 4 anni e capitale proprio di 30.000. Il carico fiscale complessivo applicato dal motore è il 27,9%.
| Voce | Anno 1 | Anno 2 | Anno 3 |
|---|---|---|---|
| Ricavi | 500.000 | 550.000 | 605.000 |
| Costi variabili | 200.000 | 220.000 | 242.000 |
| Costi fissi | 150.000 | 157.500 | 165.375 |
| MOL | 150.000 | 172.500 | 197.625 |
| Ammortamenti | 20.000 | 20.000 | 20.000 |
| Oneri finanziari | 4.000 | 3.000 | 2.000 |
| Utile ante imposte | 126.000 | 149.500 | 175.625 |
| Imposte | 35.154 | 41.710,50 | 48.999,38 |
| Utile netto | 90.846 | 107.789,50 | 126.625,63 |
| Cassa cumulata | 100.846 | 208.635,50 | 335.261,13 |
| Copertura del debito | 6,25× | 7,50× | 8,98× |
Nel primo anno il MOL è 150.000, l'utile netto è 90.846, la cassa cumulata è 100.846 e la copertura è 6,25×. Nel secondo anno i ricavi arrivano a 550.000 e il MOL a 172.500; il debito residuo dopo la quota capitale è 40.000 e gli oneri scendono a 3.000. Nel terzo anno i ricavi arrivano a 605.000, la quota capitale è 20.000, il debito residuo è 20.000 e gli oneri sono 2.000. La crescita del MOL e la riduzione degli oneri migliorano la copertura, ma il risultato resta valido solo se le ipotesi operative si verificano.
Non esiste una lunghezza valida per ogni impresa. Il documento deve essere abbastanza sintetico da poter essere letto e abbastanza documentato da rendere verificabili mercato, strategia, fabbisogno e numeri. Una sintesi iniziale aiuta chi legge a orientarsi, mentre gli allegati raccolgono le prove e i dettagli.
No, la prima stesura può essere preparata dall'imprenditore, che conosce attività, clienti e obiettivi. Per la versione da presentare a banca, investitori o bando è però utile far verificare ipotesi, trattamento fiscale, fonti di finanziamento e coerenza con la contabilità.
Il piano a tre anni è una base utile per mostrare l'avvio e l'evoluzione dell'attività. Può non bastare quando il progetto richiede investimenti con ritorni più lunghi, autorizzazioni complesse o un periodo di rimborso più esteso. In quei casi vanno aggiunte proiezioni coerenti con il caso concreto.
Di solito verifica se le ipotesi sono credibili, se il margine operativo lordo genera risorse e se il flusso di cassa consente di pagare oneri e quota capitale. Controlla anche il capitale proprio, le garanzie, il mercato e la storia dell'impresa o del team.
Puoi usare il prospetto come base di lavoro, ma devi confrontarlo con il formulario e con i criteri del bando. Le spese ammissibili, le aliquote di contributo, il cronoprogramma e i documenti richiesti possono essere diversi. Per cercare opportunità puoi consultare il trova bandi e incentivi.
Una startup ha meno dati storici e deve quindi documentare meglio problema, clienti target, validazione, modello di ricavi, capacità del team e tappe operative. Le ipotesi devono essere collegate a indicatori osservabili, non solo a una crescita desiderata.
Il costo dipende dalla complessità dell'attività, dalla qualità dei dati disponibili, dal numero di scenari e dall'eventuale assistenza per banca o bando. Prima di affidare l'incarico è opportuno chiarire perimetro, fonti, revisioni e formato della consegna.
Sì. Va aggiornato quando cambiano ricavi, prezzi, costi, investimenti, finanziamenti, tempi di incasso o obiettivi. Il confronto tra previsioni e consuntivi rende il piano uno strumento di gestione, non un documento preparato una sola volta.
Il motore usa le costanti del sito per IRES al 24% e IRAP al 3,9%. Le spiegazioni sulla struttura del piano, sul progetto, sul mercato e sulle previsioni finanziarie sono approfondite nella guida editoriale sul business plan. Per valutare i costi iniziali puoi anche usare il configuratore dei costi di costituzione SRL.
Le proiezioni sono lineari e basate sulle ipotesi inserite dall'utente: non sono stime di mercato. Il carico fiscale è semplificato: IRES e IRAP hanno basi proprie e l'IRAP varia per regione. Il prospetto non calcola il capitale circolante né gli investimenti successivi al primo anno. Il risultato è orientativo e non è un piano certificato, una perizia o una garanzia di finanziamento; prima di presentarlo va verificato sul caso concreto con i dati e i documenti disponibili.