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Fiscalità e adempimenti
25/02/2026
11 min
Giovanni EmmiGiovanni Emmi

Regime Forfettario 2026: Guida Completa al Calcolo di Tasse e INPS

Guida operativa al regime forfettario 2026: soglia di ricavi, coefficienti ATECO, imposta sostitutiva 15%/5%, contributi INPS, Quadro LM e adempimenti. Con calcolatore gratuito.

Regime Forfettario 2026: Guida Completa al Calcolo di Tasse e INPS
Fiscalità e adempimenti
25/02/2026
11 min
Giovanni EmmiGiovanni Emmi

Stato al 18 settembre 2026.

Il regime forfettario resta applicabile se ricorrono le condizioni della L. 190/2014 e delle norme 2026. Le soglie non sostituiscono la verifica del codice ATECO, dei redditi da lavoro dipendente e delle cause di esclusione. Fonti: L. 190/2014, istruzioni Redditi PF 2026 e INPS.

Il regime forfettario è un regime fiscale naturale per piccoli imprenditori, artigiani e professionisti. Il reddito imponibile deriva dai ricavi o compensi moltiplicati per il coefficiente di redditività, meno i contributi previdenziali effettivamente versati e deducibili entro capienza. L'imposta sostitutiva è ordinariamente del 15% e può essere del 5% se ricorrono tutte le condizioni per le nuove attività.

In breve

  • la soglia ordinaria di ricavi o compensi è 85.000 euro;
  • oltre 85.000 e fino a 100.000 euro, in via generale, l'uscita opera dall'anno successivo; oltre 100.000 euro opera la cessazione immediata secondo la disciplina vigente;
  • l'imposta sostitutiva è 15%, oppure 5% per i primi cinque periodi d'imposta se sono rispettati i requisiti dell'art. 1, comma 65, L. 190/2014;
  • i coefficienti dipendono dal codice ATECO e non sono una scelta discrezionale;
  • INPS e imposta vanno calcolati separatamente, usando aliquote, minimale, fasce e massimali della gestione applicabile;
  • non esiste un limite generale del 50% per il cliente unico.

Calcola la tua posizione:

Calcolatore Regime Forfettario 2026. Il risultato è una simulazione e va verificato con le istruzioni del modello e con la posizione previdenziale reale.


Cos'è il regime forfettario 2026 e a chi conviene

Il regime sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP sui redditi che rientrano nel regime, ma non le imposte su altri redditi e gli altri tributi dovuti. Non è una categoria contabile unica: restano fatturazione elettronica, conservazione e gli adempimenti per reverse charge e operazioni internazionali.

Può convenire con costi reali contenuti e coefficiente favorevole. Può essere meno adatto se i costi effettivi sono elevati, se si sostengono investimenti con IVA significativa o se si hanno dipendenti e spese che il regime non consente di dedurre analiticamente.


Requisiti di accesso al regime forfettario 2026

Requisito Regola 2026
Ricavi o compensi dell'anno precedente Non oltre 85.000 euro, secondo la disciplina applicabile
Superamento tra 85.000 e 100.000 euro Uscita, in via generale, dall'anno successivo
Superamento di 100.000 euro Cessazione immediata nei casi previsti dalla norma
Redditi da lavoro dipendente o pensione 35.000 euro per il limite temporaneo previsto nel 2026, da verificare sull'anno precedente
Spese per lavoro e collaboratori 20.000 euro complessivi nei limiti della norma

Non c'è un limite generale ai ricavi provenienti da un singolo cliente. Va invece verificata la causa di esclusione relativa alla prevalenza di ricavi o compensi verso il datore di lavoro attuale, l'ex datore e soggetti direttamente o indirettamente riconducibili, nei periodi indicati dalla legge.

Cause di esclusione dal regime forfettario

Vanno verificate, tra le altre

  • partecipazione a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari quando ricorrono i presupposti della norma;
  • controllo diretto o indiretto di una SRL con attività riconducibile a quella individuale, insieme all'effettiva riconducibilità dell'attività;
  • esercizio di attività soggette a regimi speciali IVA o a regimi forfetari particolari;
  • residenza fiscale estera, salvo l'eccezione per Stati SEE quando sono rispettate anche le condizioni sul reddito prodotto in Italia;
  • prevalenza verso il datore o ex datore nei casi previsti.

La riapertura della stessa attività non richiede in generale uno stop automatico di tre anni. Il requisito dei tre anni riguarda soprattutto l'aliquota startup del 5% e va coordinato con le eccezioni di legge.


Coefficienti di redditività ATECO 2026

Il coefficiente è collegato al codice ATECO effettivamente esercitato e prevalente. In forma sintetica, le classi possono avere coefficienti dal 40% all'86%, ma il codice concreto deve essere verificato nelle tabelle e nelle istruzioni vigenti.

Coefficiente indicativo Attività e codici da verificare
40% Alcune attività di commercio, ristorazione e alloggio
54% Alcune attività di commercio ambulante
62% Alcune attività di intermediazione
67% Diverse attività artigiane, servizi e trasporti
78% Attività professionali, tecniche e sanitarie, secondo codice
86% Alcune attività di costruzione e immobiliari

Per una consulenza marketing indicata come ATECO 70.2 non basta il nome commerciale: va verificato il codice ATECO concreto e prevalente. Con ricavi di 50.000 euro e coefficiente 78%, il reddito forfettario teorico è 39.000 euro prima della deduzione dei contributi.


Imposta sostitutiva: 15% standard, 5% per nuove attività

L'aliquota ordinaria è 15%. L'aliquota del 5% può valere per i primi cinque periodi d'imposta se il contribuente rispetta tutti i requisiti dell'art. 1, comma 65, L. 190/2014. Non esiste una data fissa generale, come l'inizio dopo il 1 gennaio 2024, che sostituisca la verifica dei requisiti.

Occorre verificare che nei tre anni precedenti non sia stata esercitata attività d'impresa o di lavoro autonomo, salvo le eccezioni previste, che l'attività non sia mera prosecuzione di una precedente attività e che non si tratti di un subentro in condizioni escluse dalla norma. Un precedente lavoro dipendente non è automaticamente causa di esclusione: conta l'attività rilevante e il coordinamento con le eccezioni.

Voce Calcolo su ricavi 50.000 e coefficiente 78%
Reddito forfettario prima dei contributi 39.000 euro
Imposta al 15%, senza contributi deducibili 5.850 euro
Imposta al 5%, senza contributi deducibili 1.950 euro

Dopo il quinquennio, in via ordinaria, l'aliquota torna al 15%.


Contributi INPS: tre gestioni a confronto

Gestione Separata INPS, 26,07%

Per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria l'aliquota 2026 indicata dalla Gestione Separata è il 26,07%, senza quota fissa. L'aliquota può cambiare in presenza di altra copertura o pensione. Il massimale 2026 indicato dal report INPS è 122.295 euro. Le scadenze seguono il calendario dei versamenti delle persone fisiche, con saldo e acconti e possibili proroghe.

Artigiani e commercianti INPS

Voce Artigiani Commercianti
Aliquota prima fascia 2026 24% circa, secondo circolare INPS 24,48% circa, secondo circolare INPS
Aliquota eccedenza Aliquota maggiorata sulla fascia superiore Aliquota maggiorata sulla fascia superiore
Quota fissa Dipende dal minimale annuale Dipende dal minimale annuale
Versamento Rate fisse e contribuzione eccedente Rate fisse e contribuzione eccedente

Non è corretto applicare una quota fissa non documentata o una percentuale unica a tutto il reddito. La riduzione INPS del 35% è opzionale e ha requisiti e disciplina propri: non è automatica per i primi tre anni, non si applica a ogni nuovo iscritto e non si calcola senza verificare la posizione. La cumulabilità con il 5% startup va valutata separatamente.


Calcolo del regime forfettario: formula completa

Reddito forfettario = ricavi o compensi x coefficiente ATECO
Reddito netto = reddito forfettario - contributi previdenziali effettivamente versati e deducibili entro capienza
Imposta sostitutiva = reddito netto x 15% oppure 5% se spettante
Contributi INPS = calcolo della gestione applicabile, con minimale, fasce e massimale
Netto indicativo = ricavi - costi effettivi - imposta sostitutiva - contributi

Esempio completo: consulente marketing, 50.000 euro, startup 5%

Se i contributi Gestione Separata di 10.167 euro fossero effettivamente versati e interamente deducibili, la base sostitutiva sarebbe 28.833 euro e l'imposta al 5% circa 1.441,65 euro. Il risultato non considera i costi reali, eventuali altre deduzioni e l'esatta aliquota previdenziale della posizione.

Esempio completo: commerciante 80.000 euro

Con ricavi di 80.000 euro e coefficiente 40%, il reddito forfettario teorico è 32.000 euro. Non è possibile validare un totale INPS di 5.097 euro applicando automaticamente una riduzione del 35%: occorrono adesione valida, minimale e dati della circolare INPS. Anche l'imposta al 15% va calcolata dopo la deduzione dei contributi effettivamente versati.

Vuoi un calcolo personalizzato?

Usa il Calcolatore Regime Forfettario 2026 e fai verificare il risultato.


Quadro LM del modello Redditi PF: come funziona

Il Quadro LM riepiloga ogni anno ricavi, coefficienti, contributi deducibili e imposta. I righi e le colonne vanno confrontati con la versione del modello dell'anno dichiarativo.

Area Contenuto sintetico
LM21 Accesso al regime ed eventuale aliquota startup
LM22-LM27 Codice ATECO, coefficiente e componenti delle attività
LM34 Reddito lordo delle attività
LM35 Contributi previdenziali versati e deducibili entro capienza
LM36-LM38 Reddito dopo contributi e perdite, secondo modello
LM39 Imposta sostitutiva

Sono deducibili i contributi previdenziali effettivamente versati entro la capienza prevista. L'eccedenza non deve essere descritta come credito automaticamente riportabile nel Quadro LM dell'anno successivo: occorre applicare la disciplina specifica e non promettere il riporto.


Acconti e scadenze 2026

Saldo e acconti seguono il calendario dei versamenti delle persone fisiche e le eventuali proroghe. Il metodo storico o previsionale va scelto sui dati dell'anno e sulla situazione concreta, non come calendario invariabile. Per la Gestione Separata le scadenze sono coordinate con imposta e dichiarazione; per Artigiani e Commercianti esistono rate fisse del minimale e versamenti sulla parte eccedente, con date da verificare nella circolare INPS 2026.


Quando conviene il forfettario e quando no

Conviene se

  • i ricavi sono entro le soglie e i costi reali sono contenuti;
  • il coefficiente ATECO è coerente con il margine dell'attività;
  • non sono necessari investimenti con IVA detraibile significativa;
  • la posizione previdenziale è stata calcolata correttamente;
  • spettano davvero i requisiti dell'aliquota startup del 5%.

Non conviene se

  • i costi reali sono molto elevati rispetto al coefficiente;
  • si sostengono spese per personale, beni e investimenti che non possono essere dedotte analiticamente;
  • si supera la soglia e si deve passare all'ordinario;
  • esiste una causa di esclusione, come controllo di SRL con attività riconducibile;
  • si confonde un cliente estero prevalente con una perdita automatica della residenza fiscale.

Fatturazione elettronica e adempimenti

L'obbligo di fatturazione elettronica è generalizzato salvo specifiche esclusioni soggettive non riconducibili alla soglia di 25.000 euro. Restano obblighi di conservazione, registrazione e documentazione. Il termine di conservazione decennale deriva dalla disciplina civilistica e fiscale applicabile ai documenti, non da una regola esclusiva del forfettario.

Per i servizi UE non vale genericamente MOSS o OSS. Questi regimi riguardano categorie specifiche, soprattutto servizi elettronici B2C e vendite a distanza. Per un servizio professionale occorre qualificare l'operazione, verificare territorialità, reverse charge e adempimenti IVA. Avere clienti esteri non determina da solo perdita della residenza fiscale italiana né uscita dal forfettario.


Domande frequenti sul regime forfettario 2026

Un cliente può rappresentare più del 50% dei ricavi?

Sì, non esiste un limite generale del 50% per il cliente unico. Va verificata la causa riferita al datore o ex datore e ai soggetti riconducibili nei periodi previsti dalla legge.

Il 5% vale per chi apre la partita IVA dopo il 2024?

Non esiste quella data come requisito generale. Vanno verificati mancato esercizio di attività nei tre anni precedenti, non mera prosecuzione e le altre condizioni del comma 65.

La riduzione INPS del 35% vale automaticamente per tre anni?

No. È un'opzione con requisiti e disciplina propria per Artigiani e Commercianti. Non va confusa con il 5% startup e non si applica senza adesione valida.

Posso riportare i contributi eccedenti?

Non è corretto promettere un riporto automatico nel Quadro LM. La deduzione è entro capienza; per l'eventuale eccedenza occorre verificare la disciplina applicabile al contributo e agli altri redditi.

Quali codici F24 uso?

I codici vanno verificati nell'archivio dell'Agenzia delle Entrate per l'anno e il tributo. Per saldo e acconti dell'imposta sostitutiva forfetaria sono normalmente richiamati 1792, 1790 e 1791; 1795 e 1796 non sono la coppia corretta indicata nella versione precedente della guida.

Un cliente estero mi fa perdere la residenza o il forfettario?

No, non da solo. La residenza fiscale e le regole IVA si determinano con criteri propri. Va analizzata la natura del servizio, la territorialità e la situazione personale.


Conclusioni: il regime forfettario è la scelta giusta per te?

Il regime può essere semplice, ma non è un calcolo automatico del 15% sui ricavi. Soglie, coefficiente ATECO, contributi effettivamente versati, deduzione entro capienza e cause di esclusione determinano il risultato. Usa il Calcolatore Regime Forfettario 2026 e confronta l'esito con un professionista.

Per assistenza, contattaci indicando ricavi, codice ATECO, gestione previdenziale e situazione dei redditi.

Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2026.

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Giovanni Emmi

Giovanni Emmi

Autore

Dottore Commercialista e Revisore Legale dal 1999, Presidente e Amministratore Delegato di Proclama SPA tra professionisti (Catania). Componente della commissione Intelligenza Artificiale e Bilanci del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Presidente della commissione Modelli Organizzativi e Compliance dell'Ordine dei Commercialisti di Catania. Si occupa di bilancio e revisione legale, fiscalità d'impresa, finanza agevolata e prevenzione della crisi d'impresa, oltre che di digitalizzazione dei processi e intelligenza artificiale applicata agli studi professionali e alle PMI. Autore di “Commercialista 5.0” e “Dalla società tra commercialisti alla rete professionale”, co-founder di PartitaIVA.it.

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