La startup innovativa resta soggetta ai requisiti dell'art. 25 D.L. 179/2012 e al tetto di 60 mesi dalla costituzione; le estensioni sono condizionate. Nel 2026 la detrazione de minimis del 65% è attiva solo per investitori persone fisiche che rispettano i requisiti MIMIT, mentre il regime ordinario del 30% non è operativo.
In breve:
- SRL innovativa è un'espressione colloquiale per una SRL iscritta come startup innovativa; lo status può riguardare anche altre società di capitali, comprese cooperative, ai sensi dell'art. 25 del D.L. 179/2012;
- La PMI innovativa è uno status diverso, disciplinato dall'art. 4 del D.L. 3/2015: non richiede un limite temporale speciale, ma richiede il rispetto della definizione di PMI, bilancio certificato, non quotazione e almeno due indicatori previsti dalla norma;
- Nel 2026 i requisiti oggettivi per la startup innovativa comprendono costituzione da non più di sessanta mesi, valore della produzione annua non superiore a cinque milioni dal secondo anno, e almeno uno dei tre indicatori di innovatività;
- I costi, i tempi e le modalità operative della costituzione dipendono dalla pratica e dalla Camera di commercio: non sono qui presentati importi o durate medie non supportati da un dataset ufficiale;
- La detrazione de minimis del 65% è attiva per persone fisiche che investono in startup innovative solo alle condizioni MIMIT (primi tre anni di iscrizione, massimo 100.000 euro per periodo, mantenimento triennale, istanza preventiva e plafond de minimis); la detrazione ordinaria del 30% non è operativa dal 1° gennaio 2026.
Prima di iscriversi occorre verificare requisiti, documentazione e agevolazioni effettivamente applicabili. L'iscrizione non garantisce l'accesso a ogni incentivo.
L'iscrizione nella sezione speciale della startup beneficia delle esenzioni previste dall'art. 26 del D.L. 179/2012 per gli adempimenti indicati dalla norma. Per la PMI innovativa il perimetro delle esenzioni è diverso: non va esteso automaticamente quello della startup.
Cosa si intende davvero per "SRL innovativa" (e perché non è sinonimo di "startup innovativa")
Nel linguaggio comune i termini "SRL innovativa" e "startup innovativa" si usano talvolta come sinonimi. Tecnicamente, una startup innovativa è uno status disciplinato dall'art. 25 del D.L. 179/2012, che può riguardare una società di capitali non quotata, anche cooperativa. Quando la società ha forma di SRL, si parla colloquialmente di "SRL innovativa".
La differenza concettuale che invece conta, e che spesso genera confusione, è tra startup innovativa e PMI innovativa. Sono due status distinti, disciplinati da due norme diverse:
- La startup innovativa è riservata a società da non più di sessanta mesi dalla costituzione e con valore della produzione annua non superiore a cinque milioni di euro dal secondo anno; il tetto dei 60 mesi resta ancorato alla costituzione e le estensioni sono condizionate e operano solo nei limiti vigenti (art. 25 D.L. 179/2012, riformato dalla L. 193/2024). La PMI innovativa è una società di capitali non quotata che soddisfa la definizione di PMI della Raccomandazione UE 2003/361/CE, ha un bilancio certificato e possiede almeno due degli indicatori previsti dall'art. 4 del D.L. 3/2015. Non esiste per questo status un limite temporale speciale analogo a quello della startup.
Una società che non soddisfa più i requisiti della startup può chiedere l'iscrizione come PMI innovativa solo se li soddisfa autonomamente; il passaggio non è automatico e non garantisce la continuità di ogni beneficio.
Startup innovativa: i requisiti oggettivi 2026
L'art. 25 del D.L. 179/2012, come riscritto dalla L. 193/2024 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 dicembre 2024), definisce i requisiti che una società di capitali deve soddisfare cumulativamente per ottenere e mantenere lo status di startup innovativa. Li riassumo in forma narrativa per evitare l'effetto elenco che renderebbe il confronto meno leggibile.
I requisiti soggettivi e oggettivi
La startup innovativa deve essere costituita in forma di società di capitali, anche cooperativa, e le sue azioni o quote non possono essere quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione. La società non può essere costituita da fusione, scissione o cessione di azienda: deve essere un'iniziativa imprenditoriale genuinamente nuova. Deve essere residente in Italia, oppure in un altro Stato SEE purché abbia una sede produttiva o una filiale nel territorio italiano, e deve essere qualificabile come micro, piccola o media impresa secondo la Raccomandazione UE 2003/361/CE (introdotto dalla L. 193/2024 come requisito esplicito).
La permanenza nella sezione speciale segue le condizioni e le estensioni previste dall'art. 25, commi 2-bis e 2-ter, del D.L. 179/2012. Le estensioni non sono automatiche: vanno verificate in relazione ai requisiti aggiuntivi previsti dalla norma e alla posizione concreta della società.
I tre requisiti di innovatività (almeno uno)
Il cuore della definizione è il requisito di innovatività. La startup deve soddisfare almeno uno dei seguenti tre indicatori.
Il primo indicatore
riguarda le spese in ricerca e sviluppo. La soglia prevista dall'art. 25 è pari ad almeno il 15% del maggiore tra costo e valore della produzione annuo. Per una società di capitali neo-costituita, il primo bilancio può essere sostituito dalla dichiarazione del legale rappresentante nei casi previsti dalla norma; non è corretto generalizzare la decorrenza “dal secondo anno” a tutti gli indicatori.
Il secondo indicatore
riguarda il personale qualificato. La startup deve avere almeno un quinto del personale complessivo composto da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, secondo la formulazione vigente dell'art. 25. Il calcolo si effettua sul totale dei dipendenti e dei collaboratori a qualsiasi titolo.
Il terzo indicatore
riguarda la proprietà intellettuale. La startup deve essere titolare di almeno una privativa industriale (brevetto depositato o concesso) oppure di un software registrato presso la SIAE, secondo la specifica titolarità o licenza ammessa dalla norma; il requisito non va inteso come una licenza valida in ogni caso.
L'oggetto sociale
L'oggetto sociale, in via esclusiva o prevalente, deve riguardare lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico. Sono escluse le società che svolgono in via prevalente attività di consulenza o di agenzia, anche se i loro servizi hanno contenuto tecnologico.
Attenzione:
la verifica del possesso dei requisiti è un'autocertificazione resa dal legale rappresentante al momento dell'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, e va confermata ogni anno con dichiarazione di mantenimento. La mancata conferma nei termini (entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio, comunque entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio) comporta la cancellazione d'ufficio dalla sezione speciale entro sessanta giorni. La società non si estingue, ma perde lo status speciale e le relative agevolazioni.
PMI innovativa: una seconda chance dopo i cinque anni
L'art. 4 del D.L. 3/2015 ha esteso il modello startup innovativa alle piccole e medie imprese già mature. La PMI innovativa è una società di capitali non quotata, residente in Italia o in un altro Stato SEE con sede produttiva o filiale in Italia, che soddisfa i requisiti dimensionali della Raccomandazione UE 2003/361/CE e almeno due dei tre indicatori di innovatività previsti per la startup innovativa, con soglie proporzionalmente ridotte.
In particolare, la soglia R&S per la PMI innovativa è fissata al 3% del maggiore tra costo e valore della produzione (anziché 15% della startup), il personale qualificato deve essere un quinto dottori di ricerca o un terzo laureati magistrali, e vale la stessa regola su brevetti e software. La PMI innovativa non ha limiti temporali di status, ma la conferma annuale dei requisiti è obbligatoria (art. 4, commi 4 e 6-bis del D.L. 3/2015).
In concreto, una startup innovativa che al sesto anno di attività mantiene i requisiti di PMI innovativa può transitare da una sezione all'altra del Registro delle Imprese con una semplice domanda di iscrizione nella sezione PMI innovative, mantenendo continuità nei benefici fiscali compatibili.
Tabella confronto: SRL innovativa vs Startup innovativa vs SRL ordinaria
Il confronto tra le tre forme è il punto centrale per il founder che deve scegliere. Riassumo nella tabella le differenze essenziali su dieci dimensioni operative.
| Dimensione | SRL ordinaria | Startup innovativa | PMI innovativa |
|---|---|---|---|
| Definizione | Società a responsabilità limitata "classica" | SRL iscritta alla sezione speciale del RI ex art. 25 D.L. 179/2012 | SRL iscritta alla sezione speciale PMI innovative ex art. 4 D.L. 3/2015 |
| Costituzione | Atto pubblico notarile | Atto pubblico notarile (procedura online disponibile) | Atto pubblico notarile |
| Limite di età | Nessuno | 3 + 2 + 2 + 2 con estensioni condizionate, entro il tetto di 60 mesi dalla costituzione | Nessuno |
| Limite di valore della produzione | Nessuno (vincoli societari) | Valore della produzione ≤ €5M dal 2° anno | < €50M (o totale bilancio < €43M) e < 250 dipendenti |
| Requisiti di innovatività | Nessuno | Almeno 1 su 3 (R&S 15%, personale qualificato, brevetti) | Almeno 2 su 3 (soglie ridotte: R&S 3%) |
| Distribuzione utili | Libera (salvo statuto) | Vietata durante lo status speciale | Libera |
| Equity e work for equity | Regime ordinario TUIR: l’art. 51, c. 2, lett. g), riguarda solo azioni offerte alla generalità dei dipendenti (fino a 4 milioni di lire, circa €2.065,83) e mantenute per almeno 3 anni; non è un’esenzione generale per tutte le stock option | Art. 27 D.L. 179/2012, alle condizioni previste per strumenti e beneficiari | Rinvio all’art. 27 tramite art. 4, c. 9, D.L. 3/2015, con le condizioni della norma |
| Bollo e diritti camerali | Dovuti | Esenti per gli adempimenti coperti dall'art. 26 D.L. 179/2012 | Perimetro e diritti da verificare secondo l'art. 4 D.L. 3/2015; non si estende automaticamente quello startup |
| Costo di costituzione | Variabile e da preventivare | Variabile e da preventivare | Variabile e da preventivare |
| Agevolazioni attive 2026 | Regime ordinario | Verificare misure e autorizzazioni vigenti; Smart&Start e altre misure solo alle condizioni dei rispettivi atti | Misure e condizioni da verificare secondo la disciplina vigente |
Costi di costituzione nel 2026: cosa paghi davvero
Il tema dei costi di costituzione è spesso fonte di equivoci. La forma dell'atto, il notaio, lo statuto, il capitale, la sede e gli adempimenti incidono sul preventivo. L'esenzione prevista dall'art. 26 del D.L. 179/2012 riguarda gli adempimenti della startup nella sezione speciale e non consente di trasformare un range commerciale in un costo generale. Le modalità ammesse, inclusa l'eventuale procedura informatica con notaio, vanno verificate secondo la disciplina vigente.
Pro Tip:
se stai valutando se costituire una startup innovativa, il primo check da fare è sulla presenza dei requisiti di innovatività. Una SRL che non ha personale qualificato, non spende in R&S e non ha brevetti non potrà ottenere lo status. In quel caso, è più efficiente impostare fin da subito una struttura di governance e stock option compatibile con una futura iscrizione, anche se l'iscrizione arriva solo dopo il primo anno di attività, quando i requisiti di spesa in R&S saranno maturati.
Agevolazioni fiscali e finanziarie: il vero vantaggio competitivo
Il quadro delle agevolazioni per le startup innovative è stato significativamente rivisto nel biennio 2024-2025 e le modifiche vanno comprese a fondo prima di presentare il quadro al founder.
Le agevolazioni ancora attive nel 2026
La detrazione IRPEF ordinaria del 30% sugli investimenti non è operativa dal 1° gennaio 2026 per la scadenza dell'autorizzazione UE. È invece attiva la detrazione de minimis del 65% per persone fisiche che investono in startup innovative, solo nei primi tre anni di iscrizione, fino a 100.000 euro per periodo d'imposta, con mantenimento triennale, istanza preventiva e plafond de minimis. Nessuna delle due misure è un beneficio automatico della SRL.
Smart&Start Italia
(Invitalia) è uno sportello aperto: piani da 100.000 a 1.500.000 euro, finanziamento a tasso zero fino all'80% (90% nei casi previsti), rimborso in 10 anni e quota a fondo perduto nel Mezzogiorno/cratere sismico secondo la scheda vigente alla domanda.
Fondo Nazionale Innovazione:
disponibilità, strumenti e programmi vanno verificati sulle pagine ufficiali di CDP Venture Capital e sugli atti vigenti; non si presenta qui un elenco operativo non documentato.
Fondo di Garanzia per le PMI
(Mediocredito Centrale) non garantisce automaticamente una percentuale fissa per ogni finanziamento: l'accesso, la misura della garanzia e le condizioni dipendono dall'operazione, dalla disciplina vigente e dalla circolare MCC applicabile.
Italia Startup Visa
e Italia Startup Hub offrono visti dedicati a imprenditori extra-UE e agevolazioni burocratiche.
Credito d'imposta R&S:
la misura, l'aliquota, le spese ammissibili e il periodo di sostenimento devono essere verificati sulla disciplina 2026 applicabile; non si riporta qui il precedente riferimento a una percentuale e a una soglia generalizzate.
Esenzione bollo e diritti camerali
per tutta la durata dello status.
Patent Box:
il regime vigente è la maggiorazione della deducibilità dei costi di ricerca e sviluppo relativi a beni immateriali agevolabili secondo la disciplina applicabile; non va descritto come una nuova opzione quinquennale generalizzata. Brevetti, disegni e modelli e software protetto possono rientrare nei limiti della norma; marchi e know-how non vanno inclusi automaticamente.
Stock options e work for equity:
l'art. 27 del D.L. 179/2012 prevede un trattamento specifico per gli strumenti assegnati ai soggetti indicati dalla norma, se ricorrono tutti i presupposti; il regime non va confuso con l'art. 51 TUIR delle società ordinarie.
L. 162/2024:
le eventuali misure relative a eccedenze di detrazione maturate negli anni precedenti sono temporalmente delimitate e vanno verificate sull'atto e sulle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate; non costituiscono un incentivo generale 2026.
Giovanni Emmi, Dottore Commercialista:
"Prima di sommare misure diverse occorre verificare requisiti, spese ammissibili, periodo, cumulo e autorizzazioni. L'accesso a una startup innovativa non garantisce l'ottenimento di ogni incentivo."
La cumulabilità con altri bandi
La cumulabilità non è automatica: ogni incentivo, bando o misura va verificato sulla propria fonte vigente, sulle spese ammissibili, sul periodo di sostenimento e sui limiti di cumulo. In assenza dell'atto applicabile non si riportano percentuali o massimali generalizzati.
Quando scegliere l'una e quando l'altra: scenari concreti per founder tech
Le tre forme di SRL (ordinaria, startup innovativa, PMI innovativa) rispondono a esigenze diverse del ciclo di vita. Più che un'etichetta è una scelta di percorso.
Se stai costituendo oggi una SRL tech e prevedi attività di R&S, personale qualificato o sviluppo di brevetti/software nei prossimi tre anni
, puoi valutare l'iscrizione come startup innovativa solo dopo aver verificato tutti i requisiti. Le esenzioni e gli strumenti di incentivazione dipendono dalla norma e dagli atti vigenti; l'iscrizione non garantisce l'accesso a ogni misura.
Se la tua SRL tech ha superato i cinque anni o non rientra più nei requisiti startup
, l'iscrizione come PMI innovativa può essere valutata solo dopo una verifica autonoma dei requisiti dell'art. 4 D.L. 3/2015. Il passaggio non è naturale né automatico.
Se la tua SRL ha meno di cinque anni ma non ha ancora i requisiti di innovatività
, puoi organizzare documentazione e attività compatibili con una futura domanda. L'iscrizione non diventa automatica quando i requisiti saranno maturi.
Se la tua SRL non ha un profilo tecnologico
(ad esempio è una SRL manifatturiera o commerciale tradizionale), l'iscrizione non è percorribile. Resta valido il regime ordinario, eventualmente con strumenti come il Patent Box se hai brevetti industriali, o il Credito R&S se svolgi attività di ricerca e sviluppo.
Mantenimento e perdita dei requisiti: le trappole da evitare
Ottenere l'iscrizione è il primo passo. Mantenerla richiede disciplina amministrativa che molti founder tech sottovalutano, e le conseguenze di un errore sono immediate.
La dichiarazione annuale di mantenimento dei requisiti va presentata entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio di esercizio, comunque entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio (e quindi entro il 30 giugno per gli esercizi coincidenti con l'anno solare). La dichiarazione si effettua tramite il portale startup.registroimprese.it e ha un costo zero per la startup innovativa, in regime di esenzione di bollo e diritti di segreteria.
La cancellazione d'ufficio dalla sezione speciale può seguire la perdita dei requisiti o il mancato deposito della dichiarazione annuale nei casi previsti dall'art. 25, comma 16, D.L. 179/2012. La società non si estingue: perde lo status speciale e le relative agevolazioni.
Attenzione:
non si deve affermare in assoluto che la cancellazione renda sempre impossibile una nuova iscrizione. Un'eventuale nuova domanda va verificata con la Camera di commercio e non è automatica; il passaggio a PMI innovativa richiede requisiti propri.
Il passaggio da startup innovativa a PMI innovativa non è automatico: la società deve presentare domanda e dimostrare autonomamente i requisiti dell'art. 4 D.L. 3/2015, inclusi quelli dimensionali, il bilancio certificato e almeno due indicatori.
Domande frequenti
Meglio costituire una startup innovativa o una PMI innovativa?
La scelta dipende dalla fase di vita e dai requisiti effettivamente posseduti. La startup innovativa è soggetta al limite temporale e alle condizioni dell'art. 25; la PMI innovativa richiede un'autonoma verifica dell'art. 4 del D.L. 3/2015. Nessun passaggio è automatico.
Quanto costa costituire una startup innovativa nel 2026?
Non esiste un importo generale verificato in questa guida. Occorre chiedere un preventivo che specifichi atto, statuto, capitale, sede e adempimenti; l'esenzione di alcuni diritti per la sezione speciale non equivale a costituzione gratuita.
Quali sono i tempi reali di iscrizione alla sezione speciale?
Non esiste qui una media ufficiale riportata. I tempi dipendono dalla pratica e dalla Camera di commercio: vanno verificati senza usare stime commerciali come termini garantiti.
Una startup innovativa può distribuire utili?
No, durante lo status speciale la distribuzione di utili è vietata dall'art. 25, comma 2, lettera e) del D.L. 179/2012. Gli utili conseguiti devono essere reinvestiti nell'attività. Questo è uno dei vincoli operativi più stringenti e va comunicato con chiarezza ai soci fin dal momento della costituzione.
Cosa succede se supero i cinque milioni di valore della produzione o i sessanta mesi di attività?
La società deve verificare la perdita dei requisiti startup e, se intende iscriversi come PMI innovativa, presentare una domanda dimostrando i requisiti propri di quello status.
Le stock options delle startup innovative sono sempre esenti?
No: l’art. 27 del D.L. 179/2012 esclude dal reddito gli strumenti assegnati soltanto quando ricorrono i requisiti relativi a società, strumento, beneficiario e attribuzione. Il limite dell’art. 51, c. 2, lett. g), riguarda invece le azioni offerte alla generalità dei dipendenti, con il vincolo triennale; non è la regola generale per le opzioni.
Una SRLS può diventare startup innovativa?
Sì, formalmente l'iscrizione è possibile perché la SRL semplificata è una società di capitali, ma è fortemente sconsigliata per le limitazioni dello statuto standardizzato, che non permette clausole per stock option, categorie di quote speciali, diritti particolari dei soci. Meglio costituire una SRL ordinaria con statuto flessibile e poi iscriversi come startup innovativa.
Posso perdere lo status per un ritardo nella dichiarazione annuale?
Il mancato deposito può attivare la procedura prevista dall'art. 25, comma 16, D.L. 179/2012. La scadenza concreta e gli eventuali termini applicabili vanno verificati con la Camera di commercio competente; non si presenta qui una sanatoria o una sanzione automatica non documentata.
Hai bisogno di assistenza per costituire la tua startup innovativa?
L'assistenza alla costituzione e alla gestione dello status richiede coordinamento tra requisiti societari, statuto e agevolazioni applicabili. Per una verifica preliminare, contatta Proclama o consulta il servizio di costituzione SRL.
Riferimenti normativi verificati al 16 giugno 2026:
- D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 ("Decreto Crescita 2.0"), artt. 25-32, convertito con L. 17 dicembre 2012, n. 221
- L. 16 dicembre 2024, n. 193 ("Scale-up Act"), in G.U. 16/12/2024
- L. 7 novembre 2024, n. 162 ("Legge Startup"), in G.U. 7/11/2024
- D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 ("Investment Compact"), art. 4, convertito con L. 24 marzo 2015, n. 33
- Raccomandazione UE 2003/361/CE (definizione MPMI)
- Reg. UE 2023/2831 (de minimis)
- D.Lgs. 21 novembre 1997, n. 461 (riordino tassazione redditi finanziari)
- D.M. 17 febbraio 2016 (attuazione costituzione startup innovative con atto pubblico informatico)
- L. 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026)







