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Fiscalità e adempimenti
14/09/2026
16 min
Rosario EmmiRosario Emmi

Bilancio di sostenibilità 2026: chi è obbligato in Italia

Bilancio di sostenibilità: chi è obbligato in Italia nel 2026, soglie ed esercizi, cosa cambia con la direttiva Omnibus (UE) 2026/470 e quali standard usare.

Bilancio di sostenibilità 2026: chi è obbligato in Italia
Fiscalità e adempimenti
14/09/2026
16 min
Rosario EmmiRosario Emmi

Aggiornato al 14 settembre 2026 · Fonti: direttive (UE) 2022/2464, 2025/794 e 2026/470; D.Lgs. 125/2024; L. 118/2025; raccomandazione (UE) 2025/1710

In Italia il bilancio di sostenibilità è obbligatorio dall'esercizio 2024 per le grandi imprese che sono enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti. Per le altre grandi imprese l'obbligo decorre dall'esercizio 2027, per le PMI quotate dall'esercizio 2028. La direttiva Omnibus (UE) 2026/470 riduce il perimetro futuro a chi supera 1.000 dipendenti e 450 milioni di ricavi netti.

In breve

  • Perimetro vigente: la CSRD (direttiva UE 2022/2464) è recepita dal D.Lgs. 125/2024, in vigore dal 25 settembre 2024, che ha abrogato la dichiarazione non finanziaria del D.Lgs. 254/2016.
  • Prima ondata: dall'esercizio 2024 rendicontano le grandi imprese-enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti medi e i grandi gruppi con gli stessi requisiti su base consolidata.
  • Rinvio di due anni: la direttiva "Stop the Clock" (UE) 2025/794, recepita con la L. 118/2025, sposta la seconda ondata al 2027 e le PMI quotate al 2028.
  • Omnibus I: la direttiva (UE) 2026/470, in vigore dal 18 marzo 2026, restringe il perimetro a chi supera 1.000 dipendenti e 450 milioni di ricavi netti; recepimento entro il 19 marzo 2027.
  • SRL e PMI non quotate: nessun obbligo diretto, ma restano le richieste ESG di clienti e banche, con il limite del "value chain cap" e lo standard volontario VSME.

Chi è obbligato oggi in Italia

Il recepimento italiano della CSRD è il D.Lgs. 6 settembre 2024, n. 125, in vigore dal 25 settembre 2024. Le informazioni di sostenibilità formano un'apposita sezione della relazione sulla gestione (art. 3): non un documento separato, ma una parte del bilancio, pubblicata con le stesse modalità (art. 6) e attestata dal revisore della sostenibilità. Le soglie riprendono la direttiva contabile: è impresa di grandi dimensioni quella che supera due dei limiti di 25 milioni di euro di attivo, 50 milioni di ricavi netti e 250 dipendenti medi; sono PMI quotate quelle comprese tra 450.000 e 25 milioni di attivo, tra 900.000 e 50 milioni di ricavi e tra 11 e 250 dipendenti.

Le ondate di applicazione

Il calendario è nell'art. 17 del decreto. Il rinvio biennale della direttiva (UE) 2025/794 è arrivato in Italia con l'art. 10, comma 1-bis, della legge 8 agosto 2025, n. 118, di conversione del D.L. 95/2025.

Esercizio (pubblicazione) Chi è obbligato in Italia Riferimento
2024 (2025) Grandi imprese-enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti medi; enti di interesse pubblico capogruppo di grandi gruppi con più di 500 dipendenti su base consolidata D.Lgs. 125/2024, art. 17, comma 1, lett. a)
2025 (2026) Le stesse imprese: il rinvio non ha riguardato questa fascia ibidem
2026 (2027) Le stesse imprese. L'Omnibus consente agli Stati di esentare chi resta sotto le nuove soglie per il 2025 e il 2026: opzione non esercitata dall'Italia alla data di pubblicazione art. 17, comma 1, lett. a); direttiva (UE) 2026/470, art. 3
2027 (2028) Le altre grandi imprese e le altre società madri, con le soglie di 250 dipendenti, 50 milioni di ricavi e 25 milioni di attivo. Con il recepimento dell'Omnibus il perimetro diventa quello di oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di ricavi netti art. 17, comma 1, lett. b), modificato dalla L. 118/2025
2028 (2029) PMI quotate escluse le microimprese, enti piccoli e non complessi, imprese captive di assicurazione e riassicurazione; imprese di paesi terzi art. 17, commi 1, lett. c) e 2

Nella tabella convivono due piani: per il 2027 la norma italiana richiama le soglie classiche delle grandi imprese, mentre la direttiva Omnibus impone il perimetro più alto. Il chiarimento arriverà con il decreto di recepimento, atteso entro il 19 marzo 2027.

La direttiva Omnibus (UE) 2026/470

L'iter va letto distinguendo la proposta dall'atto adottato: proposta della Commissione del 26 febbraio 2025, posizione del Parlamento europeo del 16 dicembre 2025, decisione del Consiglio del 24 febbraio 2026, pubblicazione in Gazzetta ufficiale UE del 26 febbraio 2026.

Passaggio Data Atto
Proposta della Commissione 26 febbraio 2025 Modifica di CSRD e direttiva sulla due diligence
Posizione del Parlamento europeo 16 dicembre 2025 Testo approvato in prima lettura
Decisione del Consiglio 24 febbraio 2026 Adozione della direttiva (UE) 2026/470
Pubblicazione in GUUE 26 febbraio 2026 Serie L 2026/470
Entrata in vigore 18 marzo 2026 Ventesimo giorno dopo la pubblicazione
Recepimento degli artt. 1, 2 e 3 entro il 19 marzo 2027 Modifiche a CSRD e direttiva contabile
Recepimento dell'art. 4 entro il 26 luglio 2028 Modifiche alla direttiva (UE) 2024/1760

Le novità che contano sono tre. Primo, il perimetro: le nuove soglie degli artt. 19-bis e 29-bis includono solo le imprese con ricavi netti superiori a 450 milioni di euro e più di 1.000 dipendenti medi, con le stesse soglie per i gruppi consolidati e per gli emittenti; le PMI quotate escono dall'obbligo. Secondo, la rendicontazione resta possibile su base volontaria, con principi dedicati adottati dalla Commissione. Terzo, arriva la tutela della filiera, il "value chain cap".

L'Omnibus interviene anche sulla due diligence (direttiva UE 2024/1760): il campo di applicazione sale a 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di fatturato mondiale, l'applicazione è rinviata al 26 luglio 2029 e il piano di transizione climatica è abrogato. In Italia il recepimento non è ancora avvenuto: il disegno di legge di delegazione europea 2026, approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, deve ancora completare l'iter parlamentare.

Che cosa cambia per una SRL non obbligata

Una SRL con 40 dipendenti e 8 milioni di ricavi non è obbligata e non lo sarà nemmeno dopo il recepimento dell'Omnibus: le nuove soglie sono molto più alte di quelle originarie. Restare fuori dall'obbligo, però, non significa restare fuori dal sistema informativo ESG.

Value chain cap e richieste della filiera

La direttiva introduce la figura dell'impresa protetta: chi non supera i 1.000 dipendenti medi nell'esercizio precedente e si trova nella catena del valore di un'impresa che comunica informazioni. Le imprese protette possono rifiutarsi di fornire informazioni che vadano oltre i principi volontari, e le clausole contrattuali contrarie a questa soglia non sono vincolanti. Se l'impresa obbligata chiede dati ulteriori, deve informare il fornitore di quali informazioni extra richiede e del suo diritto di rifiutare. Il limite non riguarda le richieste fatte per finalità diverse dalla rendicontazione di sostenibilità e non obbliga nessuno a rispondere.

Banche e merito creditizio

La pressione informativa bancaria nasce dalle regole prudenziali, non dalla CSRD. Le linee guida dell'Autorità bancaria europea sui rischi ESG (EBA/GL/2025/01), pubblicate il 9 gennaio 2025 e basate sull'art. 87-bis della direttiva sui requisiti patrimoniali, si applicano dall'11 gennaio 2026 e, per gli enti piccoli e non complessi, al più tardi dall'11 gennaio 2027. In Italia il Tavolo per la finanza sostenibile del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato nel dicembre 2024 il "Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche", che propone un elenco standard di informazioni su due livelli di priorità: consumi energetici, emissioni di ambito 1 e 2, acqua, rifiuti, forza lavoro, governance.

Bandi e appalti pubblici

Nei contratti pubblici i criteri ambientali minimi sono obbligatori nella documentazione di gara: l'art. 57, comma 2, del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) impone alle stazioni appaltanti di inserire specifiche tecniche e clausole contrattuali CAM, che l'art. 108 consente di valorizzare nell'offerta economicamente più vantaggiosa. Sul fronte degli incentivi, il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 18 giugno 2026 ha approvato il bando-tipo del Codice degli incentivi (Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2026), un modello unico in cui le amministrazioni possono riconoscere premialità, per esempio a chi ha il rating di legalità o la certificazione della parità di genere. Il rating ESG in senso stretto non è ancora un criterio standard dei bandi nazionali: le premialità collegate a rating e certificazioni di sostenibilità vanno verificate bando per bando.

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Lo standard VSME per le imprese non obbligate

Il riferimento europeo per chi non è obbligato è il principio volontario elaborato dall'EFRAG, adottato dalla Commissione con la raccomandazione (UE) 2025/1710 del 30 luglio 2025 (Gazzetta ufficiale UE del 5 agosto 2025), che invita anche banche, investitori e grandi imprese a limitare le loro richieste a quanto vi è previsto. Il principio è modulare: il modulo base è il requisito minimo per le piccole e medie imprese che lo applicano ed è l'approccio ottimale per le microimprese, mentre il modulo omnicomprensivo è facoltativo e aggiunge le informazioni più richieste da banche e clienti. Per le imprese non quotate è sufficiente un'autodichiarazione.

Modulo base Contenuto Modulo omnicomprensivo Contenuto
B1-B2 Criteri di redazione; pratiche e politiche per la transizione C1-C2 Modello aziendale e strategia; politiche e iniziative future
B3-B7 Energia ed emissioni di gas serra; inquinamento; biodiversità; acque; risorse, economia circolare e rifiuti C3-C4 Obiettivi di riduzione delle emissioni; rischi climatici
B8-B10 Forza lavoro: caratteristiche, salute e sicurezza, retribuzione, contrattazione collettiva, formazione C5-C7 Altre caratteristiche della forza lavoro; diritti umani; incidenti gravi
B11 Condanne e ammende per corruzione attiva e passiva C8-C9 Ricavi da determinate attività ed esclusione dagli indici UE; diversità di genere negli organi

Il 3 luglio 2026 la Commissione ha adottato il regolamento delegato che istituisce il principio volontario basato sulla raccomandazione, trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio per lo scrutinio. Quando entrerà in vigore diventerà il parametro legale del value chain cap; fino a quel momento il riferimento resta la raccomandazione.

ESRS, attestazione e sanzioni

I principi europei di rendicontazione di sostenibilità (ESRS) sono stati adottati con il regolamento delegato (UE) 2023/2772. L'Omnibus ha chiesto alla Commissione di rivederli entro sei mesi dall'entrata in vigore, eliminando gli elementi meno rilevanti, privilegiando i dati quantitativi e chiarendo il principio di rilevanza. L'atto di revisione, preparato sul parere tecnico trasmesso dall'EFRAG nel dicembre 2025, è stato adottato il 3 luglio 2026 e si applica agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027, con adozione anticipata possibile per il 2026 una volta entrato in vigore. La stessa direttiva ha soppresso il potere di adottare principi settoriali e ha subordinato la marcatura digitale della rendicontazione all'adozione delle norme tecniche. Resta l'attestazione di sicurezza limitata; i principi europei di attestazione sono stati rinviati al 1° luglio 2027 e l'obbligo di prevedere principi di sicurezza ragionevole è stato soppresso.

Le sanzioni sono quelle dell'art. 10 del D.Lgs. 125/2024, che richiama l'art. 193 del Testo unico della finanza: da 5.000 euro a 10 milioni, ovvero fino al 5% del fatturato quando superiore a 10 milioni. La responsabilità di garantire la conformità delle informazioni è degli amministratori, mentre l'organo di controllo vigila e riferisce all'assemblea. Per i due anni successivi al 25 settembre 2024 i massimi sono ridotti: 150.000 euro per le violazioni riferibili alle persone fisiche con funzioni di amministrazione, direzione o controllo, 2,5 milioni per quelle riferite alla società, 125.000 euro per le società di revisione e 50.000 euro per i revisori della sostenibilità.

Come prepararsi in cinque passi

  1. Verifica la posizione. Calcola dipendenti medi, ricavi netti e totale attivo degli ultimi due esercizi: sono gli stessi numeri delle soglie di legge e delle banche. Verifica poi se sei nella catena del valore di un'impresa obbligata: se sì, sei un'impresa protetta.
  2. Definisci il perimetro. Parti dal modulo base VSME e aggiungi il modulo omnicomprensivo solo se un cliente o la banca chiede quelle informazioni.
  3. Raccogli i dati una volta sola, con fonti interne e formule di calcolo fisse, così i numeri restano confrontabili nel tempo.
Area Dati da raccogliere Fonti interne
Energia e clima Consumi energetici per fonte; emissioni di gas serra di ambito 1 e 2; obiettivi di riduzione Bollette, contatori, carburanti
Ambiente Prelievi e consumi idrici; rifiuti per tipologia e destinazione Fornitori idrici, formulari rifiuti, MUD
Personale Organico per genere e contratto; infortuni; formazione; CCNL applicato Libro unico, registro infortuni, piani di formazione
Governance Assetti e deleghe; condanne o ammende per corruzione; procedure adottate Verbali, visure, contenzioso
  1. Scrivi e pubblica il documento: con il modulo base basta un testo breve con criteri di redazione, attività, dati e omissioni dichiarate. Per le imprese non quotate è sufficiente un'autodichiarazione, e pubblicarla sul sito semplifica le richieste di clienti e banche.
  2. Usalo e aggiornalo: consegnalo alla banca al rinnovo delle linee di credito, allegalo alle domande di bando e alle gare, aggiorna i dati ogni anno.

Sui costi non esistono tariffe ufficiali: il conto dipende da numero di sedi, disponibilità dei dati in formato digitale, settore e quantità di richieste da soddisfare. La prima applicazione del modulo base richiede alcune giornate di lavoro interno per raccolta e consolidamento, più l'eventuale supporto esterno: è un dato di mercato, non una fonte ufficiale, e va verificato con un preventivo dopo aver definito il perimetro.

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Il bilancio di sostenibilità non si improvvisa a fine anno: richiede numeri che oggi non stanno in nessun registro, dai consumi energetici per sede alle emissioni, dai rifiuti ai dati di organico. Chi li organizza prima risponde alle richieste di banche e clienti in giorni invece che in settimane, partendo dalle stesse fonti della contabilità. Per capire come lavoriamo su bilancio e adempimenti fiscali, consulta il servizio di contabilità e fiscale.

FAQ

Chi è obbligato a redigere il bilancio di sostenibilità in Italia?

Dall'esercizio 2024 le grandi imprese che sono enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti medi e le capogruppo di grandi gruppi con gli stessi requisiti su base consolidata (D.Lgs. 125/2024, art. 17, comma 1, lett. a). Dall'esercizio 2027 si aggiungono le altre grandi imprese, dall'esercizio 2028 le PMI quotate.

Da quando è obbligatorio per le grandi imprese diverse dagli enti di interesse pubblico?

Dall'esercizio 2027, con pubblicazione nel 2028. La direttiva "Stop the Clock" (UE) 2025/794 ha rinviato di due anni la scadenza originaria del 2025: il recepimento italiano è arrivato con la L. 118/2025, che ha modificato l'art. 17, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 125/2024.

Una SRL con 40 dipendenti è obbligata?

No. Le soglie vigenti richiedono due limiti superati tra 250 dipendenti, 50 milioni di ricavi e 25 milioni di attivo, e le soglie della direttiva Omnibus sono più alte: 1.000 dipendenti e 450 milioni di ricavi netti. Una SRL di piccole dimensioni resta fuori dal perimetro, ma può ricevere richieste ESG da clienti e banche.

Che cosa posso rispondere se un cliente grande chiede dati ESG?

Se non superi i 1.000 dipendenti sei un'impresa protetta: puoi rifiutare le informazioni che vanno oltre i principi volontari e le clausole contrattuali contrarie non sono vincolanti. Il cliente deve però indicarti quali dati extra chiede e il tuo diritto di rifiuto. Fornire spontaneamente più dati resta possibile.

Le banche chiedono dati ESG anche alle PMI?

Sì. Le linee guida EBA sui rischi ESG (EBA/GL/2025/01) si applicano dall'11 gennaio 2026 e spingono le banche a considerare i fattori ESG nella valutazione del merito creditizio. In Italia il "Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche" del Tavolo MEF propone un elenco standard di informazioni per ridurre la moltiplicazione dei questionari.

Quali standard uso se non sono obbligato?

Il principio volontario per le PMI elaborato dall'EFRAG, raccomandato dalla Commissione con la raccomandazione (UE) 2025/1710: modulo base (B1-B11) come requisito minimo, modulo omnicomprensivo (C1-C9) facoltativo, autodichiarazione sufficiente. Chi vuole un riferimento più ampio può usare gli standard GRI.

Quali sanzioni rischiano le imprese obbligate?

L'art. 10 del D.Lgs. 125/2024 richiama le sanzioni dell'art. 193 TUF: da 5.000 euro a 10 milioni, o fino al 5% del fatturato se superiore a 10 milioni. Per i due anni successivi al 25 settembre 2024 i massimi sono ridotti a 150.000 euro per le persone fisiche e 2,5 milioni per la società.

Le PMI quotate sono ancora obbligate?

L'art. 17 del D.Lgs. 125/2024 colloca le PMI quotate, escluse le microimprese, tra i soggetti obbligati dall'esercizio 2028. La direttiva (UE) 2026/470 ha però eliminato questa categoria dal perimetro: con il recepimento, atteso entro il 19 marzo 2027, la loro rendicontazione dovrebbe restare volontaria.

Fonti ufficiali

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Rosario Emmi

Rosario Emmi

Autore

Dottore Commercialista dal 2012, Socio Senior e co-founder di Proclama SPA tra professionisti (Catania). Tra i primi in Italia a specializzarsi su startup innovative fin dalla nascita della relativa normativa: ha collaborato come esperto con il Ministero dello Sviluppo Economico e costituito, a inizio 2013, una delle prime startup innovative iscritte in provincia di Catania. Nel 2016 ha seguito la prima costituzione di startup innovativa in Italia interamente online, senza notaio, tramite procedura telematica. Si occupa di finanza agevolata, equity crowdfunding, operazioni straordinarie e due diligence, e-commerce e digitalizzazione dei processi aziendali; ha lavorato come Temporary Export Manager presso il Ministero dello Sviluppo Economico su progetti di internazionalizzazione. Autore per PartitaIVA.it su startup, PMI innovative e intelligenza artificiale applicata alla professione contabile.

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