Aggiornato all'8 ottobre 2026 · Normativa di riferimento: art. 2430 c.c. e art. 2463, commi 4 e 5, c.c.
In breve
Sì: i soci possono accantonare l'utile a riserva quando approvano il bilancio, anziché distribuirlo. Di regola la riserva legale richiede almeno il 5% dell'utile fino a un quinto del capitale sociale; per una SRL con capitale sotto 10.000 euro l'accantonamento minimo è il 20% finché capitale e riserva legale non raggiungono insieme 10.000 euro.
Si accantonano come riserva gli utili? Regole, limiti ed esempio
L'accantonamento avviene con la delibera che approva il bilancio: prima si verifica l'utile distribuibile e poi i soci ne stabiliscono la destinazione. Se la SRL chiude in perdita non può formare nuove riserve con l'utile; può invece usare le riserve disponibili per coprire la perdita.
| Riserva | Quando si forma | Regola essenziale |
|---|---|---|
| Legale | Con l'utile di esercizio | 5% dell'utile fino a 1/5 del capitale; 20% per SRL sotto 10.000 euro finché capitale e riserva raggiungono 10.000 euro |
| Statutaria | Se prevista dallo statuto | Percentuale e vincolo stabiliti dallo statuto |
| Straordinaria | Con delibera dei soci | Utile non distribuito, destinato a rafforzare il patrimonio |
| Di capitale | Versamenti o operazioni sul capitale | Non deriva dall'utile dell'esercizio |
Esempio:
con utile di 20.000 euro e capitale sociale di 10.000 euro, la SRL accantona almeno 1.000 euro a riserva legale finché quest'ultima non raggiunge 2.000 euro. Il residuo può essere distribuito, accantonato a riserva straordinaria o destinato secondo lo statuto e la delibera. Per simulare il prelievo degli utili e il netto effettivo in tasca ai soci puoi usare il confronto tra le quattro vie di uscita degli utili.
Perché si accantonano somme a riserva
Nel bilancio di una società a responsabilità limitata le riserve assolvono un ruolo fondamentale nella vita della società e nella sua crescita o crisi. La casistica è molto articolata, ma l'analisi può partire da una distinzione semplice: riserve di capitali e riserve di utili.
Le riserve sono una parte del patrimonio netto della società, come il capitale sociale, ma si distinguono per il momento della loro creazione e del loro accantonamento. Anche se sono due poste di bilancio distinte, il capitale sociale può trasformarsi in riserva e la riserva in capitale sociale.
Cosa sono le riserve di utili in una SRL
Le riserve di utili sono formate con gli utili che la società realizza nel corso degli anni. La loro formazione risale al momento dell'assemblea dei soci che delibera l'accantonamento, invece di una destinazione ai soci. Di solito avviene con l'approvazione annuale del bilancio, quando i soci destinano gli utili alla riserva o, meglio, alle riserve.
La prima parte di accantonamento delle riserve di utili riguarda la riserva legale, che è obbligatoria ed è stabilita dalla legge anche nella quantità: è pari al 5% degli utili annuali fino al raggiungimento di un quinto del capitale sociale. In caso di società con capitale inferiore a 10.000 euro l'accantonamento è pari al 20%, fino a raggiungere il minimo legale di 10.000 euro.
La funzione della riserva legale è quella di creare una garanzia aggiuntiva a favore dei creditori sociali, in aggiunta al capitale sociale. Oltre alla riserva legale esistono altre riserve di utili che possono essere stabilite dallo statuto (in questo caso si chiamano statutarie) oppure la riserva straordinaria, un accantonamento di somme deciso dai soci che non intendono distribuire gli utili.
Nel corso della deliberazione si sceglie di incrementare il patrimonio netto e capitalizzare l'azienda, per investimenti o crescita futura. Un altro vantaggio dell'accantonamento alla riserva straordinaria è quello di rendere la società più bancabile e favorire l'accesso al credito per eventuali mutui o finanziamenti chirografari. Chi vuole capire i costi fissi che gravano comunque sulla SRL può confrontarli nella guida ai costi di gestione.
Se la società ha una perdita di esercizio non si accantonano somme a riserva
Nel caso in cui una società registri una perdita non è possibile accantonare somme a riserva, né legale, né statutaria, né straordinaria. In questo caso, invece, le riserve volontarie potranno essere utilizzate per coprire la perdita maturata con il bilancio dell'esercizio approvato.
La riserva legale può essere utilizzata per coprire le perdite (dopo le altre riserve disponibili), ma deve poi essere reintegrata negli esercizi successivi; per le SRL con capitale ridotto, capitale e riserva legale devono raggiungere insieme almeno diecimila euro (art. 2463, comma 5, c.c.).
Se una SRL ha una riserva straordinaria di 3.000 euro e una perdita di 1.000 euro, sarà possibile utilizzare parte della riserva straordinaria per coprire la perdita: la riserva straordinaria da riportare sarà pari a 2.000 euro. Per gli adempimenti relativi a perdite superiori a un terzo del capitale il riferimento è la guida sulla copertura delle perdite.
Le riserve di capitali provengono da versamenti dei soci
Le riserve di capitali sono costituite attraverso versamenti dei soci o per espressa disposizione di legge, tramite tecniche contabili. Esistono numerosi tipi di riserve di capitali; qui ci soffermiamo su due: la riserva sovrapprezzo e la riserva da rivalutazione.
La riserva sovrapprezzo (azioni o quote di SRL) è formata con un versamento dei soci che, in sede di costituzione o soprattutto di aumento di capitale, versano più del valore nominale delle quote sottoscritte, per allinearsi a una valutazione della società superiore al dato patrimoniale. Esempio: capitale sociale di 20.000 euro con valutazione della società di 120.000 euro; i soci aumentano il capitale da 20.000 a 30.000 euro e chi sottoscrive 10.000 euro di capitale versa anche 50.000 euro di sovrapprezzo (rapporto 6:1). Alla fine dell'operazione il patrimonio netto risulta così suddiviso: capitale sociale 30.000 euro, riserva sovrapprezzo 50.000 euro. La riserva sovrapprezzo potrà essere utilizzata per la copertura di perdite e per la distribuzione successiva di utili. In un'operazione legata al crowdfunding, di solito la riserva sovrapprezzo finanzia l'investimento in ricerca e sviluppo, spesso in una startup innovativa.
La riserva da rivalutazione aumenta il patrimonio netto
A differenza della riserva da sovrapprezzo, la riserva da rivalutazione è una semplice posta contabile che non è generata da alcun versamento, ma solo da un adeguamento del valore contabile al valore corrente di una immobilizzazione. Le leggi di rivalutazione hanno consentito la rivalutazione anche di macchinari, impianti e attrezzature, oltre che di immobili, marchi e brevetti; la rivalutazione è ammessa solo nei casi previsti dalla legge.
Con la rivalutazione il valore dell'immobilizzazione iscritta in bilancio viene contabilmente aumentato nell'attivo e, contestualmente, tra le voci di patrimonio netto viene costituita una riserva di rivalutazione. L'aumento del patrimonio netto migliora la presentazione della società dal punto di vista della capitalizzazione rispetto a banche e stakeholder. Le operazioni di rivalutazione disponibili per il 2026 sono riepilogate nel calcolatore di rivalutazione ISTAT.
Distribuire l'utile è un vantaggio per i soci, meno per la SRL
Se l'accrescimento del patrimonio netto per accantonamento utili, versamento dei soci e operazioni contabili e finanziarie migliora il rating bancario, allo stesso modo la sua riduzione riduce la bancabilità.
Il patrimonio netto diminuisce per perdite, che non dipendono dalla volontà dei soci. Può diminuire anche per una scelta dei soci che deliberano la distribuzione di utili. La distribuzione, in questo caso, può ridurre il rating bancario per l'accesso al credito negli anni futuri. Chi sta valutando se prelevare o meno può confrontare il netto effettivo delle diverse strade con il simulatore compenso amministratore o dividendi, e generare la delibera con il generatore di verbali per la distribuzione degli utili.
Come SRLOnline può aiutarti
La destinazione dell'utile è una decisione che ricade sul bilancio, sul rating bancario e sulla posizione fiscale dei soci nello stesso momento: conviene prenderla con i numeri davanti. Nella pagina dei servizi trovi il supporto per la redazione e l'approvazione del bilancio, le delibere di destinazione dell'utile e la verifica delle riserve disponibili prima di qualsiasi distribuzione.
Se vuoi impostare il caso con i documenti alla mano, puoi richiedere un primo colloquio di orientamento: l'analisi della posizione e gli adempimenti successivi si definiscono nell'incarico scritto.
Domande Frequenti (FAQ)
Si accantonano come riserva gli utili in una SRL?
Sì, quando l'assemblea che approva il bilancio destina l'utile a riserva invece di distribuirlo. Una parte è obbligatoria: la riserva legale, pari al 5% dell'utile fino a un quinto del capitale sociale (o al 20% per le SRL con capitale sotto 10.000 euro, finché capitale e riserva non raggiungono 10.000 euro). Il resto può andare a riserva statutaria, a riserva straordinaria o ai soci, secondo lo statuto e la delibera.
Perché si accantonano gli utili come riserva invece di distribuirli?
L'accantonamento rafforza il patrimonio netto e rende la società più capitalizzata e bancabile, favorendo l'accesso al credito per mutui o finanziamenti. È una scelta tipica quando i soci vogliono finanziare investimenti o crescita futura senza indebitarsi. La distribuzione, per contro, riduce il patrimonio netto e può peggiorare il rating bancario negli anni successivi.
Cosa succede alle riserve se la SRL chiude in perdita?
Con una perdita di esercizio non si possono accantonare nuove somme a riserva — né legale, né statutaria, né straordinaria. Le riserve disponibili (in primis la straordinaria) possono essere utilizzate per coprire la perdita; la riserva legale può essere usata solo dopo le altre riserve disponibili e deve poi essere reintegrata negli esercizi successivi.
Qual è la differenza tra riserve di utili e riserve di capitali?
Le riserve di utili nascono dagli utili realizzati e accantonati con la delibera dei soci (legale, statutaria, straordinaria). Le riserve di capitali derivano invece da versamenti dei soci o da operazioni sul capitale: la riserva sovrapprezzo nasce quando i soci versano più del valore nominale delle quote, la riserva da rivalutazione da un adeguamento del valore contabile di un'immobilizzazione nei casi previsti dalla legge. Il capitale sociale può trasformarsi in riserva e viceversa.
La riserva straordinaria si può distribuire ai soci?
Sì, la riserva straordinaria è una riserva disponibile: se non ci sono perdite da coprire e lo statuto non pone vincoli particolari, i soci possono deliberarne la distribuzione. La decisione va presa con la delibera assembleare e va verificata prima la sostenibilità patrimoniale: distribuire una riserva disponibile riduce il patrimonio netto e la bancabilità della società.
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