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La funzione delle riserve di utili e di capitali nelle srl

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Nel bilancio di una società a responsabilità limitata le riserve assolvono un ruolo fondamentale nella vita della società e nella sua crescita o crisi.

PERCHE’ SI DEVONO ACCANTONARE DELLE SOMME A RISERVA?

La casistica è molto articolata, tuttavia per semplificare la trattazione si farà una analisi che parte dalla distinzione tra riserve di capitali e riserve di utili.
Le riserve sono una parte del patrimonio netto della società a responsabilità limitata, come il capitale sociale ma si distinguono per il momento della loro creazione e del loro accantonamento.
Anche se sono due poste di bilancio distinte, il capitale sociale può trasformarsi in riserva e la riserva in capitale sociale.

COSA SONO LE RISERVE DI UTILI IN UNA SOCIETA’

Le riserve di utili sono riserve formate con gli utili che la società realizza nel corso degli anni. Quando si formano le riserve di utili?
La loro formazione risale al momento dell’assemblea dei soci che delibera l’accantonamento, invece di una destinazione ad esempio ai soci.
Di solito alla approvazione annuale del bilancio della srl, i soci con la delibera assembleare destinano gli utili alla riserva o, meglio dire, alle riserve.
La prima parte di accantonamento delle riserve di utili in una srl riguarda la riserva legale che è obbligatoria ed è stabilita dalla legge anche nella quantità.
La riserva legale è pari al cinque per cento degli utili annuali fino al raggiungimento di un quinto del capitale sociale. In caso di società con capitale inferiore a 10.000 euro l’accantonamento è pari al venti per cento, fino a raggiungere il minimo legale di diecimila euro.
Quale è la funzione della riserva legale? Sostanzialmente quella di creare una garanzia aggiuntiva a favore dei creditori sociali in aggiunta al capitale sociale.
Oltre alla riserva legale esistono altre riserve di utili che possono essere stabilite dallo statuto e si chiamano statutarie, in questo caso, oppure semplicemente la riserva straordinaria.
La riserva straordinaria è un accantonamento di somme straordinario deciso dai soci che non intendono distribuire gli utili ai soci.
Nel corso della deliberazione si sceglie di incrementare il patrimonio netto e capitalizzare l’azienda, per investimenti o crescita futura.
Un altro vantaggio dell’accantonamento alla riserva straordinaria è quello di rendere la società più bancabile e favorire l’accesso al credito per eventuali mutui o finanziamenti chirografari.

SE LA SOCIETA’ HA UNA PERDITA DI ESERCIZIO NON SI ACCANTONANO SOMME A RISERVA

Nel caso una società faccia registrare una perdita non è possibile accantonare delle somme a riserva, né legale, né statutaria, né straordinaria.
In questo caso, invece, le riserve volontarie potranno essere utilizzate per coprire la perdita maturata con il bilancio dell’esercizio approvato.
Questo principio non vale per la riserva legale che deve raggiungere sempre il valore minimo, insieme al capitale sociale, di almeno dodicimila euro.
Se una società a responsabilità limitata ha una riserva straordinaria di 3.000 euro e una perdita di 1.000 euro, sarà possibile utilizzare parte della riserva straordinaria per coprire la perdita.
In questo caso la riserva straordinaria da riportare sarà pari a 2.000 euro.

LE RISERVE DI CAPITALI DI SOLITO PROVENGONO DA VERSAMENTI DEI SOCI

Le riserve di capitali sono costituite attraverso dei versamenti dei soci o per espressa disposizione di legge, attraverso tecniche contabili.
Esistono numerosi tipi di riserva di capitali, in questa trattazione ci soffermeremo solamente su due tipi di riserva: Riserva sovrapprezzo azioni e Riserva da rivalutazione.
La riserva sovrapprezzo azioni (o quote di società a responsabilità limitata) è formata con un versamento da parte dei soci che, in sede di costituzione della società o, soprattutto, in caso di aumento di capitale, subiscono una valutazione della azienda più alta rispetto al valore delle quote sottoscritte.
Società Alfa con capitale sociale di 20.000 euro e valutazione di 120.000 euro.
I soci decidono di aumentare il capitale sociale da Euro 20.000 a Euro 30.000. I soci che effettuano il versamento di 10.000 di capitale sociale dovranno versare 30.000 euro di sovrapprezzo per compensare la maggiore valutazione della società, rispetto al dato patrimoniale.
Il socio dovrà effettuare un versamento di 40.000 euro di cui 10.000 euro per capitale sociale e 30.000 euro per sovrapprezzo.
Alla fine dell’operazione il patrimonio netto sarà così suddiviso:
Capitale sociale Euro 30.000
Riserva sovrapprezzo Euro 30.000
La riserva sovrapprezzo potrà essere utilizzata per la copertura di perdite e per la distribuzione successiva di utili.
In una operazione di aumento di capitale legata al crowdfunding, di solito, la riserva sovrapprezzo finanzia l’investimento in ricerca e sviluppo da parte della società, che spesso è una startup innovativa.

LA RISERVA DA RIVALUTAZIONE DI IMMOBILIZZAZIONI AUMENTA IL PATRIMONIO NETTO

A differenza della riserva da sovrapprezzo azioni la riserva da rivalutazione è una semplice posta contabile che non è generata da alcun versamento, solo da un adeguamento del valore contabile al valore corrente, di una immobilizzazione.
E’ molto difficile che ad essere rivalutati siano dei macchinari, impianti o attrezzature, che subiscono un processo naturale di obsolescenza.
I casi più probabili di rivalutazione riguardano i beni immobili, marchi e brevetti. Questi beni sono tendenzialmente portati ad accrescere il loro valore nel tempo, quindi una rivalutazione per allinearne il valore è una attività che può dare un impulso significativo al patrimonio netto aziendale.
Con la rivalutazione il valore della immobilizzazione iscritta in bilancio viene contabilmente aumentato nell’attivo. Contestualmente tra le voci di patrimonio netto viene costituita una riserva di rivalutazione.
L’aumento del patrimonio netto migliora la presentazione della società dal punto di vista della sua capitalizzazione rispetto a banche e stakeholders.

DISTRIBUIRE L’UTILE IN UNA SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA E’ UN VANTAGGIO PER I SOCI MENO PER LA SRL

Se l’accrescimento del patrimonio netto per accantonamento utili, versamento dei soci e operazioni contabili e finanziarie, migliora il rating bancario, allo stesso modo la sua riduzione riduce la bancabilità.
Il patrimonio netto diminuisce per perdite, che non dipendono dalla volontà dei soci. Può diminuire anche per una scelta dei soci che deliberano la distribuzione di utili.
La distribuzione di utili, in questo caso, può ridurre il rating bancario per l’accesso al credito, negli anni futuri.
Giovanni Emmi
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