
Gli indici FOI misurano il potere d'acquisto: lo stesso importo, portato da un mese all'altro con il coefficiente di rivalutazione, dice quanto serve oggi per comprare quello che si comprava allora. Inserisci importo e mesi: ottieni coefficiente, variazione e importo rivalutato, con gli indici usati in chiaro.
Importo rivalutato a agosto 2026
12.630,94 €
Da 10.000,00 € di gennaio 2015: differenza 2630,94 €.
10.000,00 € × 1,2631 = 12.630,94 €
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Rivalutare un importo significa aggiornarne il valore per tenere conto della variazione del potere d'acquisto della moneta. Se i prezzi aumentano, la stessa somma consente di acquistare meno beni e servizi; il coefficiente di rivalutazione stima quindi quale importo, alla data finale, abbia un potere d'acquisto comparabile a quello della somma alla data iniziale.
La rivalutazione monetaria non è un interesse. L'interesse remunera la disponibilità del capitale per il trascorrere del tempo; la rivalutazione misura invece la variazione dei prezzi. In un credito possono essere dovuti entrambi, ma restano voci diverse e vanno applicati secondo il titolo del credito e le regole del caso concreto.
Non va confusa neppure con l'adeguamento contrattuale. La rivalutazione descrive un aggiornamento monetario; l'adeguamento nasce da una clausola o da una norma che stabilisce se e come modificare un canone, un assegno o un'altra prestazione. Il calcolo può essere utile per crediti, TFR, depositi, assegni, risarcimenti e canoni, ma il risultato deve essere collegato alla disciplina applicabile.
Il riferimento ordinario per le rivalutazioni monetarie è l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, senza tabacchi, normalmente indicato come FOI. È l'indice richiamato dalle leggi quando occorre aggiornare un importo in base alla variazione del costo della vita.
Il FOI non coincide con il NIC, che misura l'indice generale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, e non coincide con l'IPCA, costruito con il metodo armonizzato dell'Unione europea. La scelta dell'indice dipende dalla norma o dal contratto: per una rivalutazione monetaria non si sostituisce il FOI con un indice diverso solo perché è disponibile.
La serie usata dal calcolatore è espressa in base 2025=100. Quando cambia la base statistica, gli indici delle basi precedenti devono essere raccordati: il coefficiente base 2015 verso base 2025 è 1,214, mentre il raccordo base 2010 verso base 2015 è 1,071. Il raccordo rende confrontabili le osservazioni, senza trasformare il FOI in un tasso di interesse.
Nell'osservazione di agosto 2026 l'indice FOI è 103,7, con variazione annua +3,4%, variazione mensile +0,6% e variazione biennale +4,8%. Sono indicatori distinti: il calcolatore usa gli indici dei due mesi selezionati.
Il calcolo segue questa formula:
importo rivalutato = importo × (indice finale / indice iniziale)
Nell'esempio della serie, 1.000 euro da gennaio 2015 ad agosto 2026 passano dall'indice 82,1 all'indice 103,7. Il coefficiente è 1,2631 e l'importo rivalutato è 1.263,09 euro. Il risultato rappresenta l'equivalente monetario secondo la variazione FOI fra i due mesi, non una somma automaticamente comprensiva di interessi o altri accessori.
Gli indici diffusi da ISTAT sono pubblicati con una cifra decimale. I coefficienti possono essere calcolati con valori più precisi prima dell'arrotondamento e possono quindi differire di pochi centesimi rispetto a un rapporto ricostruito usando soltanto i valori esposti. Nei conteggi destinati a un atto o a una liquidazione occorre conservare la fonte, la data e il criterio di arrotondamento adottato.
Questa pagina copre il periodo da gennaio 2015 ad agosto 2026 con indici mensili FOI in base 2025=100. La scelta del mese iniziale e del mese finale consente di seguire la variazione effettiva nell'intervallo selezionato, invece di sostituirla con una media annuale.
Per periodi più lunghi, e in particolare per gli anni precedenti alla serie mensile disponibile, ISTAT pubblica coefficienti annuali nella tavola storica che copre 1861-2025. È inoltre disponibile il servizio ufficiale Rivaluta, utile per impostare il confronto secondo la serie e il periodo richiesti.
Il coefficiente annuale confronta valori medi riferiti ad anni interi; il coefficiente mensile confronta invece due specifiche osservazioni mensili. Non sono intercambiabili quando una norma, un contratto o una decisione richiedono il mese preciso di decorrenza e quello di aggiornamento.
Un credito rivalutato non include gli interessi. Se il titolo prevede interessi moratori o legali, questi devono essere verificati e calcolati separatamente: puoi usare il calcolo degli interessi di mora come supporto operativo.
Nei contratti prevale la clausola pattuita, nei limiti consentiti dalla legge. Nei debiti di valore e nei debiti di valuta si applicano criteri diversi: la qualificazione del rapporto, la data rilevante e il danno effettivamente dimostrato possono cambiare il conteggio. La rivalutazione non prova da sola l'esistenza o l'ammontare del danno.
Per i canoni di locazione la variazione FOI può essere utilizzata per l'adeguamento previsto dal contratto e dalla legge, applicando il 75% della variazione quando questa è la quota dovuta. Per questo caso specifico consulta la pagina dedicata all'adeguamento del canone ISTAT. La rivalutazione del denaro resta distinta dalla rivalutazione di quote e terreni, che segue presupposti fiscali e documentali diversi.
L'importo rivalutato è la somma ottenuta applicando il coefficiente all'importo iniziale. La variazione percentuale esprime invece quanto è cambiato l'indice fra il mese iniziale e quello finale. Sono due modi di leggere lo stesso aggiornamento, ma non sono lo stesso dato da inserire in un conteggio.
Il coefficiente è il numero da usare nei conteggi: si moltiplica l'importo di partenza per quel fattore. La variazione percentuale è utile per comprendere l'incremento, mentre l'importo rivalutato rende immediatamente leggibile il valore monetario risultante.
Il risultato è una stima matematica basata sugli indici selezionati. Non è una certificazione contabile o legale e non decide quale decorrenza, quale base imponibile o quale voce accessoria debba essere applicata nel rapporto concreto.
Si sceglie l'indice FOI del mese iniziale e quello del mese finale, poi si moltiplica l'importo per il rapporto fra indice finale e indice iniziale. Il risultato è una stima dell'importo equivalente in termini di potere d'acquisto nel periodo scelto.
Il TFR segue una disciplina propria: la rivalutazione prevista dalla legge combina una quota fissa e la variazione dell'indice FOI. Per questo il coefficiente FOI calcolato da questa pagina non sostituisce il calcolo specifico del TFR.
La rivalutazione aggiorna un importo in base alla variazione dei prezzi e del potere d'acquisto. Gli interessi legali remunerano invece il tempo di disponibilità del denaro secondo un tasso previsto dalla legge. Sono componenti diverse e possono dover essere calcolate separatamente. Per un conteggio degli interessi di mora puoi consultare il relativo strumento.
Il coefficiente è un fattore moltiplicativo: un valore superiore all'unità aumenta l'importo, mentre un valore inferiore lo riduce. La variazione percentuale esprime lo stesso cambiamento in forma percentuale, ma nei conteggi si usa il coefficiente insieme all'importo di partenza.
Sì, ma non con la sola serie mensile utilizzata da questa pagina. Per un periodo precedente occorre usare le tavole dei coefficienti annuali pubblicate da ISTAT oppure il servizio ufficiale Rivaluta, verificando se serve un dato annuale o mensile.
Per rispondere occorre impostare l'anno iniziale nella tavola annuale ISTAT o nel servizio Rivaluta. La serie mensile di questa pagina parte da gennaio 2015, quindi non produce da sola quel confronto storico.
Può essere utilizzata per l'adeguamento del canone quando il contratto e la legge lo consentono. In quel caso si applica la quota prevista, normalmente il 75% della variazione FOI, non l'intera variazione. Per il calcolo dedicato puoi usare lo strumento per l'adeguamento del canone ISTAT.
Gli indici FOI sono pubblicati da ISTAT con frequenza mensile. La pagina usa la serie mensile ufficiale e indica, per ogni osservazione, la fonte SDMX da cui proviene il dato.
Fonti ufficiali: la pagina ISTAT delle rivalutazioni monetarie; la nota metodologica ISTAT sui coefficienti di raccordo; la serie ISTAT dei coefficienti annuali; il servizio ufficiale Rivaluta. La serie mensile del calcolatore conserva inoltre, per ogni riga, il collegamento alla fonte ISTAT SDMX.
Il calcolo non sostituisce una perizia, una consulenza fiscale o una CTU. Prima di usare il risultato in una richiesta, in un contratto, in una scrittura contabile o in un procedimento occorre verificare titolo, decorrenza, indice richiesto, interessi, arrotondamenti e documentazione con il professionista competente.
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