La distinzione linguistica resta utile, ma lo status di startup innovativa segue il sistema vigente di proroghe condizionate, con tetto assoluto di 60 mesi dalla costituzione; scalabilità, replicabilità ed exit non sono requisiti legali generali.
Può un semplice simbolo creare così tanta differenza di significato tra due parole? La risposta è si, se stiamo parlando di Startup e Start-Up, stesse parole ma definizioni differenti che, siamo sicuri, molti non avranno mai considerato in quanto credono siano modi alternativi di scrivere la stessa parola.
Ma non è così e ve lo spieghiamo andando a mostrarvi le differenze tra l’una e l’altra parola, analizzandone le caratteristiche principali.
Aggiornato al 21 settembre 2026 · Fonte: MIMIT, D.L. 179/2012 come modificato dalla L. 193/2024
In Breve
- Start-up (con trattino) indica comunemente la fase di avvio di un'attività imprenditoriale, anche tradizionale: è un uso linguistico, non una categoria giuridica;
- Startup (senza trattino) è un termine economico-divulgativo spesso riferito a un'impresa orientata alla crescita e potenzialmente scalabile o replicabile; non è, da solo, una categoria giuridica;
- in Italia, dal 2012, esiste la categoria giuridica della startup innovativa (D.L. 179/2012, art. 25), iscritta in una sezione speciale del Registro delle Imprese, con requisiti aggiornati dalla Legge 193/2024 (PMI, non quotata, senza attività prevalente di agenzia/consulenza; durata ordinaria di 3 anni, con proroghe condizionate secondo lo schema 3+2+2+2 e tetto assoluto di 60 mesi dalla costituzione);
- scalabilità, replicabilità ed eventuale orientamento all'exit sono caratteristiche descritte nella letteratura imprenditoriale, non requisiti legali generali della startup innovativa.
Definizione di Start-up
Partiamo dall’origine del nome in inglese, "to start-up a company", significa letteralmente "avviare un’impresa", ed è la frase a cui ci riferiamo per indicare il termine nella sua forma completa, quindi "start-up", con il trattino in mezzo, significa appunto, "avviare".
Nella lingua italiana, in una frase scritta, deve essere affiancata al termine a cui si riferisce il verbo. Bisogna quindi scrivere, “sono in start-up (d’impresa)”, cioè “sono in avvio d’impresa”, intendendo così la fase di avviamento di un’attività imprenditoriale.
In economia quindi lo "start-up" di un’attività si riferisce a una situazione temporale, ovvero all’avvio dell’attività, non ad una particolare categoria di impresa. Può riferirsi anche all’avvio di un’attività tradizionale, come un bar o un ristorante. Lifestyle business è un’espressione usata nella letteratura imprenditoriale per descrivere alcune attività orientate alla sostenibilità dello stile di vita del titolare, non una classificazione giuridica né una regola valida per tutte le attività tradizionali negli Stati Uniti.
Definizione di Startup
Il termine “startup” è usato nella letteratura imprenditoriale per descrivere un'organizzazione temporanea alla ricerca di un business model scalabile e replicabile, orientata alla crescita. Questa è una definizione divulgativa, non una categoria giuridica universale e non sostituisce i requisiti della startup innovativa italiana.
Un'entità che ricerca un business model scalabile e ripetibile può puntare alla rapida crescita del proprio mercato, ma si tratta di una caratteristica tipica della narrativa startup, non di un requisito legale generale.
La grande differenza quindi tra le definizioni sta proprio nei due termini che abbiamo appositamente evidenziati in grassetto:
SCALABILITA’:
aggettivo con cui si intende un business che può aumentare le sue dimensioni e quindi i suoi clienti e il suo volume d’affari , in modo anche esponenziale senza un impiego di risorse proporzionali.
REPLICABILE:
ovvero un business model che può essere ripetuto in diversi luoghi e in diversi periodi senza essere rivoluzionato e solo apportando piccole modifiche.
Un esempio spesso citato è quello di WhatsApp, descritta nella divulgazione imprenditoriale come una piattaforma cresciuta da pochi utenti a milioni in tutto il mondo. È un esempio aneddotico, non una fonte normativa né un criterio per qualificare una startup.

La fase di EXIT
Infine, è utile distinguere il concetto di exit dall'identità di una startup. Molte startup orientate al venture capital perseguono crescita rapida e possibili exit, ma né l'exit né la crescita globale sono requisiti legali generali e un'attività non diventa startup soltanto perché adotta questa strategia.
L’exit
, come la cessione di una partecipazione o la quotazione, è una forma comune di ritorno per alcuni investimenti in capitale di rischio, ma non è l’unica forma universalmente riconosciuta: possono esistere anche vendite secondarie, dividendi o altri meccanismi secondo la struttura dell'investimento.
Vista l’alta percentuale di fallimento che contraddistingue molte startup (e che qualsiasi founder o investitore dev’essere disposto a considerare), gli investitori possono intervenire con modalità diverse e in fasi differenti della crescita.
Incubatori e acceleratori, business angel, venture capital e private equity sono categorie di operatori/investitori; non costituiscono però un ordine obbligatorio e non ogni startup passa da tutte queste fasi.
Domande Frequenti (FAQ)
Qual è la differenza tra startup e start-up?
"Start-up" (con trattino) indica comunemente la fase di avvio di un'attività imprenditoriale, anche tradizionale come un bar o un ristorante: è un uso linguistico, non una categoria di impresa. "Startup" (senza trattino) è un termine economico-divulgativo spesso riferito a un'impresa con un business model scalabile e replicabile, orientata alla crescita; non è, da solo, una categoria giuridica. In Italia il termine "startup innovativa" identifica invece lo status previsto dall'art. 25 del D.L. 179/2012.
Cosa significa che un business model è scalabile e replicabile?
Un business model scalabile può aumentare dimensioni, clienti e volume d'affari anche in modo esponenziale senza un impiego proporzionale di risorse. Un modello replicabile può essere ripetuto in luoghi e periodi diversi senza essere rivoluzionato, apportando solo piccole modifiche. L'esempio classico di WhatsApp è spesso citato nella divulgazione, ma resta un esempio aneddotico e non una definizione normativa.
Cos'è una startup innovativa in Italia nel 2026?
È una società di capitali, anche cooperativa, non quotata e qualificabile come PMI, iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese ai sensi dell'art. 25 del D.L. 179/2012, come modificato dalla Legge 193/2024. Dal secondo anno il valore della produzione annua non deve superare 5 milioni di euro; la società non distribuisce utili, non svolge attività prevalente di agenzia o consulenza e possiede almeno uno dei tre requisiti di innovatività (spese R&S pari ad almeno il 15% del maggiore tra costo e valore della produzione; personale qualificato secondo le soglie di legge; oppure titolarità di brevetto o software registrato). Lo status ordinario dura 3 anni e può avere proroghe condizionate secondo lo schema 3+2+2+2, non automatiche, nei limiti del tetto assoluto di 60 mesi dalla costituzione.
Quanto dura lo status di startup innovativa?
La permanenza ordinaria nella sezione speciale è di 3 anni. Sono possibili proroghe condizionate e non automatiche secondo lo schema 3+2+2+2, al ricorrere dei requisiti selettivi previsti dalla legge (tra cui R&S al 25%, contratto di sperimentazione con una PA, incremento di ricavi o occupazione, riserva patrimoniale con R&S al 20%, brevetto; e, per le estensioni scale-up, investimento da OICR superiore a 1 milione di euro o incremento annuo dei ricavi superiore al 100%). In ogni caso opera il tetto assoluto di 60 mesi dalla costituzione.
Perché l'exit è importante per una startup?
L'exit — la cessione della partecipazione a un acquirente o la quotazione — è una forma comune di ritorno per alcuni investimenti in capitale di rischio, ma non è l'unica né un esito necessario. Vista l'alta percentuale di fallimento di molte startup, gli investitori valutano ritorni e strumenti diversi, entrando eventualmente in fasi differenti della crescita.
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