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Bandi e incentivi
11/09/2026
13 min
Giovanni EmmiGiovanni Emmi

Fondo deindustrializzazione 2026: fino a 300.000 € al 100%

Fondo deindustrializzazione 2026: 120 milioni alle imprese manifatturiere di Lazio e Marche, fino al 100% delle spese e 300.000 €. Domande dal 28 settembre.

Fondo deindustrializzazione 2026: fino a 300.000 € al 100%
Bandi e incentivi
11/09/2026
13 min
Giovanni EmmiGiovanni Emmi

Aggiornato all'11 settembre 2026 · Fonti: DPCM 19 maggio 2025 (GU n. 219 del 20 settembre 2025), decreto del Capo del Dipartimento per le politiche di coesione n. 21 del 23 gennaio 2026 (Avviso pubblico), decreti n. 262 e n. 382 del 2026, pagine ufficiali Invitalia.

Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 stanzia 120 milioni di euro per le imprese manifatturiere che investono nei consorzi industriali di Lazio e Marche. Il contributo a fondo perduto copre fino al 100% delle spese ammesse e fino a 300.000 euro per impresa. Le domande si presentano dal 28 settembre al 28 novembre 2026.

In breve

  • Dotazione: 120 milioni di euro, di cui 100 milioni al Consorzio industriale del Lazio (20 per ciascuno dei cinque ex consorzi) e 20 al Piceno Consind.
  • Beneficiari: imprese manifatturiere della sezione C ATECO 2025, con unità produttiva esistente o da insediare nei Comuni dei consorzi ammessi.
  • Agevolazione: contributo in conto impianti fino al 100% delle spese e fino a 300.000 euro per impresa, nei limiti del de minimis.
  • Spese ammissibili: quelle sostenute dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028.
  • Date: registrazione in area riservata dalle 12:00 del 31 luglio 2026; domande dalle 12:00 del 28 settembre alle 12:00 del 28 novembre 2026; una sola domanda per impresa.

Cos'è e chi lo gestisce

Il Fondo sostiene gli investimenti delle imprese manifatturiere nei territori dei consorzi industriali di Lazio e Marche, aree interessate da impoverimento del tessuto produttivo: finanzia la riqualificazione degli insediamenti esistenti e l'avvio di nuove unità produttive.

La misura nasce dall'articolo 1, comma 200, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. Questa edizione è alimentata dall'articolo 13, comma 4, del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60, convertito dalla legge 95/2024: 20 milioni di euro per il 2024 e 50 milioni per ciascuno degli anni 2025 e 2026, per un totale di 120 milioni.

Il titolare del programma è il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri; il soggetto gestore è Invitalia, individuata dal decreto n. 262 del 18 giugno 2026. Il riparto tra i consorzi è fissato dal DPCM 19 maggio 2025 (GU n. 219 del 20 settembre 2025); le regole operative dall'Avviso approvato con decreto n. 21 del 23 gennaio 2026.

Chi può partecipare: territori e requisiti

Possono accedere le imprese manifatturiere, cioè gli operatori che svolgono almeno un'attività della macrovoce C-Attività manifatturiere della classificazione ATECO 2025. Il codice può essere primario o secondario; per le nuove unità produttive la sezione C è accertata in sede di erogazione.

Il criterio territoriale riguarda l'unità produttiva, non la sede legale: l'impresa deve avere un'unità produttiva nei Comuni dei consorzi, oppure insediarvi una nuova unità manifatturiera.

Consorzio Territorio Dotazione
Consorzio industriale del Lazio Comuni degli ex consorzi Lazio Meridionale, Sud Pontino, Roma-Latina, Frosinone e Provincia di Rieti 100 milioni di euro
Piceno Consind Comuni delle Valli del Tronto, dell'Aso e del Tesino, in provincia di Ascoli Piceno 20 milioni di euro

La dotazione del Consorzio industriale del Lazio è divisa in cinque sub-stanziamenti da 20 milioni. Gli elenchi pubblicati da Invitalia contano 123 Comuni nel Lazio e 30 nel Piceno: nel Lazio rientrano Roma Capitale, Latina, Aprilia, Pomezia, Frosinone, Cassino, Rieti e Viterbo; nel Piceno Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e Spinetoli.

Alla data della domanda l'impresa deve inoltre: essere iscritta nel registro delle imprese; non essere in stato di liquidazione o fallimento né soggetta a procedure concorsuali; non trovarsi in condizioni ostative previste dalla legge; essere in regola con gli adempimenti contributivi e fiscali; non avere cause ostative antimafia né sanzioni interdittive ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 231/2001; rispettare gli obblighi di assicurazione dei rischi catastrofali della legge 213/2023. L'unità produttiva deve avere destinazione d'uso urbanistica coerente con l'attività manifatturiera, come la categoria C/3 o le categorie del gruppo D.

Cosa finanzia e cosa resta fuori

Il piano deve riguardare almeno uno di cinque ambiti: ristrutturazione o realizzazione dell'immobile dove si svolge l'attività manifatturiera; ammodernamento e ampliamento per innovazione di prodotto e di processo, incluse digitalizzazione e innovazioni tecnologiche; investimenti immateriali; conversione di attività a significativo impatto ambientale verso modelli di maggiore sostenibilità; avvio di nuove unità produttive.

Sono ammissibili le spese per opere murarie, impiantistiche strumentali e assimilate; l'acquisto di macchinari, impianti, arredi e attrezzature nuovi di fabbrica, con le relative installazioni; le immobilizzazioni immateriali. I beni devono essere nuovi, acquistati a normali condizioni di mercato da fornitori non collegati nei 24 mesi precedenti, utilizzati esclusivamente nell'unità produttiva oggetto del piano e iscritti in contabilità come immobilizzazioni.

L'articolo 7, comma 4, dell'Avviso esclude in ogni caso: consulenze specialistiche; locazione finanziaria; commesse interne; macchinari, impianti e attrezzature usati; acquisto o locazione di terreni e fabbricati; costi di funzionamento, comprese le scorte; formazione del personale; spese di trasporto; imposte e tasse, con l'IVA ammissibile solo se non recuperabile; intermediazione commerciale; ogni altra spesa non connessa alle finalità del programma. Sono escluse anche le spese già agevolate con il precedente intervento, disciplinato dal DPCM 30 novembre 2021 e dal decreto direttoriale n. 344 del 19 ottobre 2022.

Quanto vale il contributo

L'Avviso parla di contributo in conto impianti, la scheda Invitalia di contributo in conto capitale: è un contributo a fondo perduto concesso come sovvenzione in regime de minimis, la tipologia di aiuto descritta nella pagina su come funziona la finanza agevolata.

Voce Regola
Forma Contributo a fondo perduto, in conto impianti
Intensità massima 100% delle spese ammesse
Massimale per impresa 300.000 euro
Regime di aiuto De minimis, regolamento (UE) 2023/2831
Plafond de minimis 300.000 euro in tre anni per impresa unica
Finestra delle spese Dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028
Cumulo Con altri aiuti di Stato nei limiti della disciplina europea; con incentivi non qualificabili come aiuti di Stato se il cumulo non supera il costo ammissibile

Il vincolo più stringente è il tetto de minimis: il regolamento (UE) 2023/2831 stabilisce che gli aiuti de minimis a un'impresa unica non possono superare 300.000 euro in tre anni. Poiché il massimale del Fondo coincide con quello europeo, chi ha già ricevuto aiuti nel triennio mobile ottiene un contributo ridotto: il calcolatore de minimis ricostruisce la capienza residua.

La compatibilità con il plafond è accertata in istruttoria, avviata dopo la chiusura dello sportello a partire dal 29 novembre 2026. Se il plafond è incapiente, l'agevolazione è rideterminata in diminuzione fino al valore massimo concedibile; solo se non risulta alcuna capienza residua la domanda riceve i motivi ostativi all'accoglimento ai sensi dell'articolo 10-bis della legge 241/1990.

Come e quando presentare la domanda

Le domande si presentano solo per via elettronica, dall'area personale di Invitalia, dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026 alle ore 12:00 del 28 novembre 2026. Il periodo originario, tra il 31 agosto e il 30 ottobre 2026, è stato differito con il decreto n. 382 del 2026 per ampliare la partecipazione e consentire il recupero della capienza de minimis.

  1. Registrazione. L'iscrizione nella sezione Anagrafica e deleghe è possibile dalle ore 12:00 del 31 luglio 2026. Non dà accesso alla precompilazione e non attribuisce priorità nell'assegnazione del protocollo.
  2. Documenti. La domanda va corredata di tutti gli allegati del pacchetto Invitalia aggiornato al 3 settembre 2026; i fac-simile non devono essere usati per la presentazione.
  3. Accesso e firma. Servono un'identità digitale (SPID, Carta nazionale dei servizi o CIE), un indirizzo PEC e la firma digitale del legale rappresentante.
  4. Invio. Al termine della procedura viene assegnato un protocollo elettronico e rilasciato il codice unico di progetto (CUP), da riportare su ogni giustificativo di spesa.
  5. Istruttoria. Dal 29 novembre 2026, con esame in ordine cronologico di presentazione.
  6. Concessione ed erogazione. Dopo la concessione si può chiedere l'anticipazione del 50% con fideiussione bancaria o polizza assicurativa, entro 60 giorni dalla restituzione del provvedimento controfirmato; il saldo arriva dopo il completamento e l'integrale pagamento degli investimenti.
Fase Termine
Registrazione in area riservata Dalle 12:00 del 31 luglio 2026
Apertura dello sportello Ore 12:00 del 28 settembre 2026
Chiusura dello sportello Ore 12:00 del 28 novembre 2026
Avvio dell'istruttoria Dal 29 novembre 2026
Ultima data per le spese 31 dicembre 2028
Richiesta di erogazione Entro il 30 giugno 2029

Ogni impresa può presentare una sola domanda. Le agevolazioni sono concesse a sportello fino a esaurimento della dotazione: non c'è graduatoria, conta la posizione cronologica. Le domande prive di copertura finanziaria sono sospese e, se la copertura non si realizza, decadono.

Documenti e valutazione

Il pacchetto aggiornato al 3 settembre 2026 comprende il modulo di domanda e le dichiarazioni sostitutive: possesso dei requisiti, antiriciclaggio sul titolare effettivo, casellario e procedure concorsuali, impresa unica, DURC, polizza catastrofale, pantouflage, modelli antimafia A e C e questionario ESG. L'iscrizione in white list sostituisce le dichiarazioni antimafia; lo stesso delegato può presentare domande per più imprese, se autorizzato da ciascuna.

La valutazione non è comparativa: le domande sono esaminate in ordine cronologico e il contributo è concesso sulla base della positiva valutazione del soggetto gestore, con registrazione degli aiuti sul Registro nazionale degli aiuti di Stato.

Il gestore può svolgere controlli e ispezioni, anche a campione. I beni devono essere installati nell'unità produttiva e iscritti in contabilità entro tre anni dall'erogazione; l'operazione deve mantenere destinazione, funzionalità e localizzazione per tre anni dal saldo finale, a pena di revoca.

Esempio numerico

Una SRL manifatturiera del comprensorio di Frosinone programma 400.000 euro di investimenti: 260.000 di macchinari nuovi di fabbrica, 90.000 di opere murarie e impiantistiche, 50.000 di immobilizzazioni immateriali, tutti sostenuti dopo l'8 maggio 2024.

Senza altri aiuti de minimis nel triennio, il contributo teorico del 100% sarebbe di 400.000 euro, ma operano il massimale di 300.000 euro per impresa e il tetto de minimis: il contributo è di 300.000 euro, pari al 75% delle spese. Con l'anticipazione l'impresa incassa subito 150.000 euro presentando la fideiussione e riceve il resto a saldo.

Con 100.000 euro di de minimis già concessi nel triennio, la capienza residua scende a 200.000 euro: il contributo è rideterminato a 200.000 euro, cioè al 50% delle spese. Se invece le spese ammesse fossero 250.000 euro e non ci fossero aiuti pregressi, il contributo sarebbe di 250.000 euro, pari al 100%.

Errori da evitare

  • Confondere questa edizione con la precedente: le spese già agevolate con il DPCM 30 novembre 2021 e il decreto n. 344 del 2022 non sono ammissibili.
  • Inserire spese escluse: consulenze, leasing, beni usati, acquisto di terreni e fabbricati, formazione e trasporto.
  • Ignorare il plafond de minimis dell'impresa unica: il tetto dei 300.000 euro si calcola sul gruppo, non sulla singola società.
  • Rimandare l'invio: l'istruttoria segue l'ordine cronologico e la dotazione è a esaurimento.
  • Contare sulla registrazione: non dà priorità né accesso alla precompilazione.
  • Trascurare i vincoli di mantenimento: beni non installati o delocalizzati prima di tre anni comportano la revoca.

SRLOnline consiglia

Il Fondo copre fino al 100% delle spese ammesse, ma il tetto de minimis rende decisiva la verifica preventiva della capienza residua dell'impresa unica. Il tool Trova Bandi incrocia il profilo aziendale con le misure compatibili. Il team di SRLOnline verifica requisiti, spese ammissibili e documentazione e assiste nella compilazione della domanda: puoi richiedere un preventivo.

FAQ

Quanto si ottiene con il Fondo?

Il contributo è concesso in conto impianti per un importo non superiore al 100% delle spese ammesse e non superiore a 300.000 euro per impresa. Poiché l'aiuto rientra nel regime de minimis, resta fermo il tetto europeo di 300.000 euro in tre anni per impresa unica.

Chi può presentare domanda e in quali Comuni?

Le imprese manifatturiere della sezione C ATECO 2025 con unità produttiva nei Comuni ammessi. Gli elenchi ufficiali indicano 123 Comuni nel Lazio, degli ex consorzi Lazio Meridionale, Sud Pontino, Roma-Latina, Frosinone e Provincia di Rieti, e 30 Comuni del Piceno Consind.

Quando apre lo sportello e serve registrarsi prima?

Le domande si presentano tramite la piattaforma di Invitalia dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026 alle ore 12:00 del 28 novembre 2026; il termine originario, tra il 31 agosto e il 30 ottobre 2026, è stato differito con il decreto n. 382 del 2026. La registrazione in area riservata, sezione Anagrafica e deleghe, è possibile dalle ore 12:00 del 31 luglio 2026: non dà accesso alla precompilazione né priorità nell'assegnazione del protocollo.

Posso presentare più domande per la stessa impresa?

No. Ogni impresa può presentare una sola domanda di accesso al contributo. Lo stesso delegato, invece, può presentare domanda per conto di più imprese, purché autorizzato da ciascuna con la procedura prevista nella sezione Anagrafica e deleghe.

Le spese già sostenute sono ammissibili?

Sì, se sostenute dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028. Le FAQ ufficiali precisano che possono essere agevolati anche programmi di investimento già conclusi alla data della domanda, purché conformi a tutti i requisiti e alle condizioni previste dalla normativa.

Il contributo si cumula con altri aiuti?

Sì, con altri aiuti di Stato, anche de minimis, nei limiti della disciplina europea. È cumulabile anche con incentivi non qualificabili come aiuti di Stato, purché il cumulo non superi l'intero costo ammissibile. Resta fermo il tetto de minimis di 300.000 euro in tre anni.

Quando viene erogato il contributo?

Dopo la concessione si può chiedere l'anticipazione del 50% presentando una fideiussione bancaria o una polizza assicurativa, entro 60 giorni dalla restituzione del provvedimento controfirmato. Il saldo è erogato dopo il completamento degli investimenti; la richiesta va inviata entro il 30 giugno 2029.

Si può acquistare il capannone con il contributo?

No. L'acquisto o la locazione di terreni e fabbricati è tra le spese non ammissibili in nessun caso. Sono invece ammissibili le opere murarie, impiantistiche, strumentali e assimilate realizzate sull'immobile in cui si svolge l'attività manifatturiera.

Fonti e riferimenti

  • Invitalia, scheda di sintesi, Cos'è, A chi si rivolge, Agevolazioni, Presenta la domanda, Normativa — invitalia.it
  • Invitalia, FAQ aggiornate al 4 settembre 2026 — invitalia.it
  • DPCM 19 maggio 2025, GU n. 219 del 20 settembre 2025 — invitalia.it
  • Decreto n. 21 del 23 gennaio 2026, Avviso pubblico — invitalia.it
  • Decreto n. 262 del 18 giugno 2026 — invitalia.it
  • Decreto n. 382 del 2026, differimento dell'apertura — invitalia.it
  • Regolamento (UE) 2023/2831 sugli aiuti de minimis — eur-lex.europa.eu

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Giovanni Emmi

Giovanni Emmi

Autore

Dottore Commercialista e Revisore Legale dal 1999, Presidente e Amministratore Delegato di Proclama SPA tra professionisti (Catania). Componente della commissione Intelligenza Artificiale e Bilanci del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Presidente della commissione Modelli Organizzativi e Compliance dell'Ordine dei Commercialisti di Catania. Si occupa di bilancio e revisione legale, fiscalità d'impresa, finanza agevolata e prevenzione della crisi d'impresa, oltre che di digitalizzazione dei processi e intelligenza artificiale applicata agli studi professionali e alle PMI. Autore di “Commercialista 5.0” e “Dalla società tra commercialisti alla rete professionale”, co-founder di PartitaIVA.it.

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