Socio diretto
662.590,99 €

Dividendi diretti o reinvestiti nella holding
Confronta il patrimonio netto finale del socio persona fisica nei due scenari, anno per anno. Il calcolo espone imposte, costi della holding e l'effetto della politica di distribuzione scelta.
Gli importi sono annui e riferiti all'intera società operativa. La quota del socio viene applicata dal simulatore.
Differenza finale: 26.917,43 € a favore dell'incasso diretto
Nell'orizzonte selezionato la holding non raggiunge il patrimonio dello scenario diretto.
Socio diretto
662.590,99 €
Holding SRL
635.673,56 €
Se la holding distribuisce subito tutto, aggiunge l'IRES effettiva dell'1,2% sui dividendi e i propri costi senza creare un vantaggio di reinvestimento. Il risultato può cambiare soltanto quando una parte significativa del capitale resta investita per un tempo sufficiente.
| Anno | Dividendo lordo | Imposte diretto | Patrimonio diretto | Imposte holding | In holding | Netto socio holding | Differenza |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 76.000,00 € | 44.344,90 € | 57.904,70 € | 25.608,84 € | 74.794,68 € | 55.348,06 € | -2556,64 € |
| 2 | 76.000,00 € | 89.292,01 € | 117.523,38 € | 51.935,71 € | 151.863,12 € | 112.378,71 € | -5144,67 € |
| 3 | 76.000,00 € | 134.859,15 € | 178.906,78 € | 79.002,44 € | 231.274,43 € | 171.143,08 € | -7763,70 € |
| 4 | 76.000,00 € | 181.064,68 € | 242.107,12 € | 106.831,52 € | 313.099,85 € | 231.693,89 € | -10.413,23 € |
| 5 | 76.000,00 € | 227.927,49 € | 307.178,19 € | 135.446,12 € | 397.412,76 € | 294.085,44 € | -13.092,75 € |
| 6 | 76.000,00 € | 275.467,04 € | 374.175,37 € | 164.870,13 € | 484.288,78 € | 358.373,70 € | -15.801,67 € |
| 7 | 76.000,00 € | 323.703,36 € | 443.155,66 € | 195.128,15 € | 573.805,83 € | 424.616,31 € | -18.539,35 € |
| 8 | 76.000,00 € | 372.657,08 € | 514.177,77 € | 226.245,53 € | 666.044,20 € | 492.872,71 € | -21.305,06 € |
| 9 | 76.000,00 € | 422.349,42 € | 587.302,14 € | 258.248,40 € | 761.086,62 € | 563.204,10 € | -24.098,04 € |
| 10 | 76.000,00 € | 472.802,26 € | 662.590,99 € | 514.508,44 € | 0,00 € | 635.673,56 € | -26.917,43 € |
Utile distribuibile, costi effettivi e obiettivi personali determinano se la struttura ha senso.
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Scopri il servizioIl simulatore confronta due percorsi dello stesso utile prodotto ogni anno da una società operativa. Nel primo percorso il socio persona fisica incassa direttamente il dividendo, subisce la ritenuta del 26% e può reinvestire il netto. Nel secondo percorso il dividendo arriva a una holding SRL, viene tassato sull'imponibile ridotto previsto per i soggetti IRES, sostiene i costi annuali indicati dall'utente e viene reinvestito. La holding può trattenere tutto fino alla fine dell'orizzonte oppure distribuire ogni anno una percentuale del patrimonio disponibile.
Il confronto non si ferma al denaro presente nella holding. Per ogni anno calcola anche quanto resterebbe al socio dopo la ritenuta dovuta all'uscita. Questa scelta evita un errore frequente: mettere a confronto un importo societario ancora lordo dell'imposta personale con un importo già netto sul conto del socio. Il risultato principale è quindi il patrimonio netto finale della persona fisica nei due scenari, non la sola liquidità della società capogruppo.
Il motore è deterministico. Con gli stessi input restituisce gli stessi valori, arrotonda ogni passaggio al centesimo e mostra le righe annuali che compongono il totale. Non sceglie la struttura migliore al posto del socio e non presume che un rendimento futuro si realizzi. Serve a isolare la relazione tra capitale reinvestito, imposte, costi e tempo.
La società operativa che parte da un utile ante imposte paga nel modello l'IRES ordinaria del 24%, prevista dall'art. 77 del TUIR. Il simulatore sottrae questa imposta prima di determinare il dividendo lordo e applica poi la percentuale di partecipazione del socio. Se l'utente conosce già il dividendo lordo disponibile dopo l'IRES della società operativa, può selezionare l'input alternativo: in quel caso il primo livello di IRES non viene calcolato una seconda volta.
Quando il dividendo è percepito da una holding SRL, l'art. 89, comma 2, del TUIR esclude il 95% dalla formazione del reddito imponibile. Resta imponibile il 5%. Applicando l'IRES del 24% a quella quota, il prelievo effettivo è pari all'1,2% del dividendo lordo: 5% moltiplicato per 24%. Il simulatore espone questo importo nella colonna dedicata, senza confonderlo con la ritenuta che sarà applicata in seguito quando il denaro arriverà alla persona fisica.
Nel 2026 questa esclusione non dipende da una partecipazione minima. Le soglie introdotte dalla L. 199/2025 sono state abrogate dall'art. 11 del D.L. 38/2026, convertito dalla L. 88/2026, con effetto dal 1° gennaio 2026. Per questo la quota inserita nel form serve soltanto a determinare quale parte dell'utile o del dividendo spetta alla catena considerata. Non cambia la percentuale esclusa e non attiva aliquote diverse.
Quando il dividendo è corrisposto a una persona fisica, direttamente dall'operativa oppure dalla holding, il modello applica la ritenuta a titolo d'imposta del 26% prevista dall'art. 27, comma 1, del D.P.R. 600/1973. Il passaggio dalla società operativa alla holding e quello dalla holding al socio sono quindi due momenti distinti. Il primo lascia quasi tutto il capitale nel perimetro societario; il secondo trasforma quel capitale in patrimonio personale e applica la ritenuta.
Dire che una holding “paga l'1,2% sui dividendi” descrive correttamente il prelievo IRES sul dividendo ricevuto dalla società, ma non descrive quanto resta alla persona fisica dopo una distribuzione completa. Se il denaro esce subito, la holding prima sostiene l'IRES sul 5% imponibile e poi applica la ritenuta del 26% sulla somma distribuita. A questi importi si aggiungono i costi annuali della struttura. L'1,2% è quindi un livello intermedio, non un sostituto della tassazione personale.
Il caso base rende visibile il meccanismo. Con 100.000 euro di utile ante imposte e una quota del 100%, l'IRES dell'operativa è 24.000 euro e il dividendo disponibile è 76.000 euro. Il socio diretto subisce una ritenuta di 19.760 euro e riceve 56.240 euro netti. La holding paga 912 euro di IRES sul dividendo, trattiene 75.088 euro e, se li distribuisce subito, applica una ritenuta di 19.522,88 euro. Al socio restano 55.565,12 euro. Senza rendimento e senza costi, la holding lascia quindi 674,88 euro in meno.
Questa differenza non è un difetto del calcolo. È la conseguenza della sovrapposizione dei due livelli fiscali quando il capitale non resta nella holding. Il vantaggio potenziale non nasce dal cancellare il 26%, ma dal rinviare la distribuzione personale e investire nel frattempo una base più ampia. Quanto questo rinvio possa compensare il prelievo aggiuntivo dipende dal rendimento, dalla durata, dalla continuità dei dividendi e dai costi effettivi.
Ogni anno il percorso diretto somma al patrimonio personale il dividendo già ridotto della ritenuta. Se la relativa opzione è attiva, il capitale produce il rendimento percentuale indicato. Per non attribuire al percorso personale un rendimento lordo e alla holding un rendimento netto, il simulatore applica il 26% anche ai frutti del patrimonio personale. Si tratta di un'assunzione uniforme del modello, dichiarata nell'interfaccia, non della ricostruzione di uno specifico prodotto finanziario.
Nel percorso holding il dividendo entra dopo l'IRES calcolata sul 5%, vengono sottratti i costi annuali e il saldo positivo produce il rendimento scelto. Sui frutti maturati nella società viene applicata l'IRES del 24%. Il rendimento netto resta nella holding insieme al capitale non distribuito. Se i costi sono superiori alle risorse disponibili, il saldo negativo riduce il valore dello scenario e non genera rendimenti.
Attivare il reinvestimento anche per il socio diretto è importante per un confronto a parità di condizioni. Se questa opzione viene disattivata, il modello confronta una holding che investe con una persona che accumula liquidità senza rendimento. Tale scenario può essere utile per misurare il costo dell'inazione, ma non dimostra da solo che la forma societaria sia più efficiente. Una decisione corretta deve distinguere il vantaggio prodotto dall'investimento da quello prodotto dalla struttura fiscale.
Con la politica “reinveste tutto e distribuisce alla fine”, ogni dividendo annuale resta nella holding fino all'ultimo anno. Il simulatore calcola il rendimento e la relativa IRES periodo per periodo; alla fine distribuisce l'intero saldo positivo e applica la ritenuta del 26%. È il percorso che massimizza il capitale lasciato a lavorare nella società, ma richiede che il socio non abbia bisogno di prelevare quelle somme durante l'orizzonte selezionato.
Con la politica annuale, dopo imposte, costi e rendimento viene distribuita la percentuale scelta. La quota residua continua a essere reinvestita. Ogni distribuzione genera la ritenuta del 26% e il netto si aggiunge al patrimonio personale già incassato. Nell'ultimo anno il modello distribuisce anche il residuo, qualunque sia la percentuale annuale, perché l'obiettivo è confrontare due patrimoni personali conclusivi e non lasciare una delle due grandezze ancora lorda.
Una percentuale elevata riduce il capitale disponibile per gli anni successivi e avvicina il risultato alla distribuzione immediata. Una percentuale più bassa conserva maggiormente l'effetto del rinvio. Non esiste però una percentuale universalmente corretta: la politica deve riflettere i fabbisogni del socio, la liquidità necessaria alla holding e la sostenibilità dei costi. Il simulatore permette di modificare il dato proprio per evitare una conclusione fondata su un unico comportamento.
La holding può superare l'incasso diretto quando il capitale resta investito abbastanza a lungo e i costi non assorbono il margine creato dal reinvestimento. L'orizzonte temporale conta perché il patrimonio trattenuto produce nuovi frutti anno dopo anno. Anche la regolarità dei dividendi conta: il modello assume lo stesso importo annuale, mentre nella realtà la società operativa può distribuire somme diverse oppure non distribuire in alcuni esercizi.
Il risultato deve essere letto insieme all'anno di pareggio. Questa voce indica il primo anno in cui il valore netto attribuibile al socio nello scenario holding raggiunge o supera quello diretto. Per calcolarlo in modo coerente, il residuo ancora dentro la holding viene valorizzato al netto della ritenuta del 26% che si applicherebbe se fosse distribuito. Se il pareggio non compare entro 25 anni, il simulatore non estende arbitrariamente la previsione: segnala che nell'orizzonte consentito il recupero non avviene.
La convenienza economica mostrata dal modello non coincide con una raccomandazione a costituire una holding. La struttura può rispondere anche a esigenze organizzative, ma queste non hanno un valore numerico automatico nel simulatore. Allo stesso modo, un piccolo vantaggio finale può non giustificare la maggiore complessità. Per approfondire il quadro fiscale è utile leggere la guida sulla tassazione dei dividendi in holding nel 2026 e la guida dedicata a quando una holding SRL può avere senso.
Il primo caso è la distribuzione immediata integrale. Se ogni euro ricevuto dall'operativa viene trasferito subito alla persona fisica, la holding non conserva capitale da reinvestire. Rimangono invece l'IRES effettiva dell'1,2% sul dividendo e i costi annuali. Il simulatore rende questo effetto evidente impostando una distribuzione annuale del 100% e un rendimento pari a zero.
Il secondo caso è quello dei dividendi modesti rispetto ai costi fissi. I costi non sono un'aliquota: pesano in modo proporzionalmente maggiore quando la somma ricevuta è ridotta. Per questo il campo è modificabile e non viene sostituito da una percentuale standard. Inserire zero consente di isolare il solo effetto fiscale; inserire il costo stimato dal proprio professionista consente invece di osservare una situazione più vicina al caso reale.
Il terzo caso è un orizzonte troppo breve per compensare il livello fiscale aggiuntivo. Un rendimento positivo non garantisce che il pareggio arrivi subito. Se anche il socio diretto reinveste, entrambi i patrimoni crescono e la differenza va calcolata sul netto. Un confronto che attribuisce rendimento soltanto alla holding può essere utile come scenario comportamentale, ma non va presentato come prova di un risparmio fiscale.
La prima colonna economica mostra il dividendo lordo annuo riferibile alla quota inserita. Le imposte dello scenario diretto comprendono l'IRES dell'operativa quando il punto di partenza è l'utile ante imposte, la ritenuta sul dividendo e l'imposta applicata ai frutti del reinvestimento personale. Il patrimonio diretto è già un valore nella disponibilità della persona fisica.
Le imposte dello scenario holding comprendono la stessa IRES dell'operativa, l'IRES sul 5% del dividendo, l'IRES sui rendimenti e le ritenute sulle somme distribuite al socio. I costi della holding sono mostrati separatamente perché non sono imposte. La colonna “in holding” indica il saldo non ancora distribuito, mentre il “netto socio holding” somma quanto già ricevuto e il valore netto del residuo.
La differenza è positiva quando il percorso holding lascia più patrimonio netto e negativa quando prevale l'incasso diretto. Osservare la sequenza, non solo l'ultima riga, aiuta a capire se un vantaggio è stabile oppure compare soltanto alla fine. Permette inoltre di vedere quanto incidono le distribuzioni parziali e in quale anno i costi smettono, eventualmente, di assorbire il margine.
Un saldo nella holding non equivale a denaro già disponibile alla persona fisica. Finché resta nella società non ha ancora subito la ritenuta della distribuzione. Il simulatore corregge questa asimmetria valorizzando il residuo al netto del 26%, ma chi esporta i numeri in un proprio foglio di calcolo deve mantenere la stessa logica.
Se la holding viene ipotizzata al 4% e il socio diretto allo 0%, la differenza misura insieme fiscalità e comportamento di investimento. Non è sbagliato esplorare questa situazione, purché venga letta per ciò che rappresenta. Per un confronto fiscale più pulito, lascia attiva l'opzione che reinveste il netto personale allo stesso rendimento.
Un costo annuale si ripete per tutto l'orizzonte e riduce anche la base che avrebbe prodotto rendimento. Inserirlo soltanto nell'ultimo anno sottostima quindi il suo effetto. Il motore lo sottrae in ogni periodo prima di applicare il rendimento, esattamente nel punto in cui il costo riduce il capitale disponibile.
La percentuale inserita è un'ipotesi costante usata per rendere confrontabili gli anni. Non descrive volatilità, perdite, tempi di investimento o caratteristiche di strumenti specifici. È opportuno provare più valori, incluso lo zero, e osservare quanto la conclusione dipenda dall'assunzione finanziaria.
L'IRAP è volutamente esclusa. Il modello non inserisce aliquote INPS e non calcola l'IRPEF su altri redditi del socio. Non include i costi di costituzione della holding e non simula la fiscalità delle cessioni di partecipazioni o il regime PEX. Queste esclusioni sono visibili anche accanto ai risultati, perché un calcolo circoscritto è utile soltanto se dichiara con precisione il proprio perimetro.
Prima di assumere una decisione, i valori vanno completati con i dati effettivi della società operativa, della holding e della persona. Il simulatore offre una base per formulare domande corrette: quanto capitale resterà davvero investito, quali costi ricorreranno ogni anno, quanta liquidità personale servirà e quanto cambia il risultato se il rendimento è inferiore. La risposta professionale parte da questi numeri, ma comprende anche aspetti che una formula deterministica non può rappresentare.
Il 95% del dividendo percepito dalla holding è escluso dal reddito imponibile. Il restante 5% è assoggettato all'IRES del 24%: il prelievo effettivo sul dividendo è quindi pari all'1,2%. Il simulatore applica questa sequenza a ogni flusso annuo.
No. Le soglie introdotte dalla L. 199/2025 sono state abrogate dall'art. 11 del D.L. 38/2026, convertito dalla L. 88/2026, con effetto dal 1° gennaio 2026. Nel simulatore la quota determina il dividendo spettante, ma non modifica il regime del 95%.
Il modello applica una ritenuta a titolo d'imposta del 26% al dividendo corrisposto alla persona fisica, sia quando arriva direttamente dalla società operativa sia quando viene distribuito dalla holding. Il riferimento è l'art. 27, comma 1, del D.P.R. 600/1973.
La distribuzione immediata aggiunge al 26% dovuto dal socio anche l'IRES effettiva dell'1,2% sul dividendo ricevuto dalla holding, oltre ai costi annuali della struttura. Senza un periodo di reinvestimento, il maggior capitale temporaneamente disponibile nella holding non ha il tempo di produrre un beneficio.
Per mantenere il confronto prudente e leggibile, il simulatore applica il 26% ai frutti maturati nel patrimonio personale e l'IRES del 24% ai frutti maturati nella holding. Le imposte sono calcolate e arrotondate al centesimo in ciascun anno.
La percentuale scelta viene applicata ogni anno al patrimonio positivo disponibile nella holding dopo imposte, costi e rendimento. La parte restante continua a essere reinvestita. Nell'ultimo anno il residuo viene distribuito integralmente, così il risultato rappresenta il patrimonio netto finale del socio.
Non necessariamente. L'opzione è attiva per impostazione predefinita perché confronta i due percorsi a parità di rendimento. Disattivandola, il patrimonio diretto accumula i dividendi netti senza rendimento: questa variante misura il vantaggio del reinvestimento societario rispetto al mancato investimento personale.
No. L'IRAP è volutamente esclusa, così come INPS, IRPEF su altri redditi, costi di costituzione e fiscalità delle cessioni. Questi elementi dipendono dalla situazione concreta e devono essere aggiunti in una valutazione professionale prima di decidere.
È il primo anno nel quale il valore netto attribuibile al socio nello scenario holding raggiunge o supera il patrimonio dello scenario diretto. Per rendere omogeneo il confronto, il residuo ancora nella holding viene valorizzato al netto della ritenuta del 26% che si applicherebbe alla distribuzione.