L’oggetto sociale deve indicare in via esclusiva o prevalente sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico; l’iscrizione richiede anche tutti gli altri requisiti dell’art. 25 D.L. 179/2012, incluso almeno uno dei tre requisiti innovativi. Il 30% ordinario per gli investitori non è fruibile dal 1° gennaio 2026; resta il 65% de minimis solo alle condizioni di legge.
Quando si costituisce una start-up innovativa, l'attenzione di fondatori e consulenti si concentra quasi sempre su business plan, pitch deck e strategie di fundraising. L'oggetto sociale, invece, viene spesso trattato come una formalità notarile da sbrigare in fretta, magari copiando formule generiche da statuti trovati online. È un errore che può costare caro, soprattutto dopo le modifiche normative introdotte nel 2024.
In Breve
- Legge 193/2024: richiede che la società sia una PMI e vieta l'attività prevalente di agenzia o consulenza.
- Circolare MIMIT 29/07/2025: chiarisce attività prevalente, codici ATECO indicati e modalità di verifica dei requisiti.
- Requisiti innovativi: almeno uno tra R&S pari al 15% del maggiore tra costo e valore della produzione, personale qualificato nella misura vigente di un quinto, oppure privativa industriale/software registrato.
- A chi conviene: fondatori di startup, commercialisti e consulenti aziendali che assistono startup innovative.
Il requisito che tutti sottovalutano
La disciplina delle start-up innovative, contenuta nell'art. 25 del D.L. 179/2012, elenca una serie di requisiti che la società deve possedere per accedere alla sezione speciale del Registro delle Imprese e godere delle relative agevolazioni SRL startup innovative. Tra questi, il requisito relativo all'oggetto sociale è importante ma non sufficiente da solo.
La legge richiede che l'oggetto sociale sia esclusivo o prevalente e che riguardi "lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico". Deve emergere chiaramente che la società:
- Sviluppa qualcosa di proprio, non limitandosi a rivendere o intermediare.
- Lo produce, anche in senso immateriale, come nel caso del software.
- Lo commercializza.
- E questo prodotto deve essere innovativo e ad alto valore tecnologico, non un servizio tradizionale con una verniciatura digitale.
La Camera verifica i requisiti dichiarati e la coerenza dell'attività prevalente, del codice ATECO e dell'autocertificazione secondo la disciplina e le prassi applicabili. Un'incoerenza può incidere sull'accoglimento della richiesta o, se emerge una perdita dei requisiti e si applicano le procedure previste, sulla permanenza nella sezione speciale: non basta però una singola parola nello statuto a determinare automaticamente rifiuto o cancellazione.
Cosa cambia con la Legge 193/2024
La Legge 16 dicembre 2024, n. 193 ha introdotto modifiche significative alla disciplina delle start-up innovative. La novità più incisiva per l'oggetto sociale riguarda il divieto di svolgere attività prevalente di agenzia o consulenza.
La circolare direttoriale MIMIT del 29 luglio 2025 chiarisce che il divieto va valutato con riferimento all'attività dichiarata e prevalente e alla sostanza del caso, non con una semplice etichetta. Le attività accessorie e non prevalenti non sono automaticamente vietate.
La circolare indica, per l'attività prevalente, i codici ATECO 70.2 e 74.99 e alcuni sottocodici di consulenza come incompatibili; ciò non significa che ogni presenza secondaria di quei codici produca automaticamente cancellazione. Il riferimento va letto insieme all'attività effettiva e all'autocertificazione (PDF completo).
Il problema delle società di consulenza travestite da startup
Per capire la ratio di queste restrizioni, bisogna considerare cosa è successo negli anni precedenti. Il regime delle start-up innovative offre vantaggi significativi, tra cui:
- Esenzione da bolli e diritti camerali, secondo la disciplina applicabile
- Accesso privilegiato al Fondo di garanzia per le PMI
- Detrazione del 65% de minimis per persone fisiche che investono in startup innovative nei primi tre anni, con investimento massimo di 100.000 euro per periodo d'imposta, mantenimento triennale e istanza preventiva MIMIT; la detrazione ordinaria del 30% non è fruibile dal 1° gennaio 2026
- Possibilità di remunerare collaboratori con strumenti di equity in modo fiscalmente efficiente, alle condizioni dell'art. 27 D.L. 179/2012
Vantaggi pensati per sostenere imprese che sviluppano tecnologia proprietaria e che, per loro natura, affrontano rischi elevati e tempi lunghi prima di raggiungere la redditività.
Nel tempo, però, il registro si è popolato anche di società che di tecnologico avevano ben poco. Studi professionali riorganizzati in forma societaria, agenzie di marketing digitale, società di formazione, intermediari commerciali con una piattaforma web. L'oggetto sociale veniva formulato in modo sufficientemente vago da passare il filtro camerale, ma l'attività reale era tutt'altra. Le modifiche del 2024 e i chiarimenti del MIMIT mirano proprio a fare pulizia, distinguendo chi sviluppa davvero tecnologia da chi semplicemente la usa come strumento accessorio per un'attività tradizionale.
Tutti i requisiti restano necessari
Una formulazione coerente dell'oggetto sociale è solo uno dei requisiti. Per l'iscrizione occorre verificare anche, tra gli altri, qualifica di PMI secondo la Raccomandazione 2003/361/CE, società di capitali non quotata, sede o filiale produttiva in Italia, assenza di distribuzione di utili, costituzione nei limiti temporali di legge e almeno uno dei tre requisiti innovativi dell'art. 25: spese R&S almeno pari al 15% del maggiore tra costo e valore della produzione, personale qualificato nella misura vigente di un quinto, oppure titolarità di privativa industriale o software registrato. La formula statutaria non garantisce da sola l'iscrizione.
Due esempi per capire la differenza
Esempio 1: Software gestionale SaaS
Consideriamo una società che sviluppa software gestionale per le imprese, offerto in modalità cloud.
Oggetto sociale problematico
:
"La società ha per oggetto la consulenza informatica, lo sviluppo di software e la fornitura di servizi informatici alle imprese, nonché ogni attività connessa e accessoria."
Il problema è che la consulenza compare in prima posizione e non c'è alcun riferimento all'alto valore tecnologico né alla triade sviluppo-produzione-commercializzazione di prodotti propri. Un ufficio camerale attento potrebbe leggervi una società di servizi IT tradizionale, non una start-up innovativa.
Esempio di formulazione coerente (da sottoporre al notaio, non garanzia di iscrizione)
:
"La società ha per oggetto, in via esclusiva, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione, anche in modalità Software as a Service, di piattaforme software e soluzioni digitali innovative ad alto valore tecnologico per l'automazione dei processi aziendali, nonché le attività di ricerca e sviluppo connesse."
La formula è un esempio coerente con il requisito dell'oggetto sociale; non sostituisce la verifica di tutti i requisiti dell'art. 25, inclusi qualifica PMI, non quotazione, assenza di distribuzione di utili e almeno uno dei tre requisiti innovativi.
Esempio 2: Marketplace
Il secondo esempio riguarda i marketplace, dove il rischio "agenzia" è particolarmente elevato.
Formulazione problematica
:
"Gestione di piattaforme online per mettere in contatto utenti e fornitori di servizi, attività di intermediazione commerciale e procacciamento di affari."
Questa descrizione si riferisce essenzialmente a un'attività di intermediazione o agenzia, non allo sviluppo di un prodotto tecnologico. La piattaforma, in questa descrizione, è solo lo strumento attraverso cui si svolge l'intermediazione. Mettere in primo piano una tecnologia proprietaria può essere rilevante, ma non basta se l'attività prevalente resta l'intermediazione: occorre verificare attività effettiva, ATECO prevalente e requisiti innovativi.
Le conseguenze di un oggetto sociale sbagliato
Gli effetti di una formulazione inadeguata possono manifestarsi in momenti diversi
Scenario 1: Rifiuto dell'iscrizione
La società viene costituita regolarmente come Srl ordinaria, ma, se il quadro dei requisiti non è soddisfatto, la richiesta di iscrizione nella sezione speciale non può essere accolta e non si accede ai benefici riservati alle start-up innovative. Non è la singola formula statutaria a determinare automaticamente il rifiuto.
Scenario 2: Cancellazione successiva
La cancellazione può seguire la perdita o la mancata dichiarazione dei requisiti, se accertata secondo le procedure camerali applicabili. La sola ambiguità dell'oggetto sociale non equivale automaticamente a cancellazione: occorre valutare attività prevalente, codice ATECO, autocertificazione e requisiti sostanziali. In caso di benefici fruiti senza requisiti, possono emergere contestazioni o recuperi, ma non sono automatismi.
Scenario 3: Problemi in due diligence
C'è poi un terzo profilo, commerciale e di due diligence, meno immediato: un oggetto sociale ambiguo può sollevare dubbi sulla solidità dello status e sui benefici collegati. Eventuali richieste di garanzie o effetti sulla valutazione dipendono dalla singola operazione e non costituiscono una conseguenza giuridica automatica.
| Errore Comune | Approccio Corretto |
|---|---|
| Formulazione generica Consulenza, sviluppo software, servizi IT |
Specifico e tecnologico Sviluppo, produzione, commercializzazione software innovativo |
| Focus su servizi Attività di consulenza prevalente |
Focus su prodotto Servizi accessori e strumentali, non prevalenti |
| Senza riferimenti normativi Nessuna menzione alto valore tecnologico |
Linguaggio legislativo Usa termini D.L. 179/2012 esplicitamente |
| Ambiguo marketplace Gestione piattaforme per contatto utenti |
Tecnologia proprietaria Sviluppo piattaforma innovativa come prodotto |
Come impostare correttamente l'oggetto sociale
La redazione dell'oggetto sociale richiede un equilibrio tra precisione e flessibilità. Da un lato, deve essere sufficientemente specifico da risultare chiaramente riconducibile all'attività innovativa richiesta dalla legge. Dall'altro, deve lasciare spazio all'evoluzione del business senza costringere a modifiche statutarie ogni volta che si aggiunge una funzionalità al prodotto o si esplora un nuovo mercato.
Punti chiave per una formulazione corretta:
Utilizzare il linguaggio della legge
: Sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. L'assenza di queste parole può rendere tutto più difficile.
Descrivere l'attività specifica
: Accanto alla formula generale, descrivere se la società fa piattaforme software, sistemi di intelligenza artificiale, soluzioni IoT, dispositivi medicali innovativi, ecc.
Circoscrivere i servizi
: se il modello di business prevede componenti di servizio, queste vanno valutate come accessorie e strumentali all'attività principale. Formazione sull'utilizzo del prodotto, supporto tecnico e personalizzazione delle soluzioni sviluppate possono convivere con lo status se non diventano prevalenti; il criterio va verificato sul caso concreto.
Coerenza complessiva
: l'oggetto sociale va confrontato con codici ATECO prevalenti, attività dichiarata nel modello S5, autocertificazioni annuali e attività effettiva, secondo la disciplina e le prassi camerali applicabili.
Una questione di sostanza, non di forma
Le novità del 2024 hanno rafforzato l'importanza dell'oggetto sociale: non è un adempimento burocratico da liquidare con una formula standard. È uno degli elementi da valutare insieme ad attività prevalente e requisiti sostanziali per capire se la società sviluppa davvero tecnologia innovativa, senza trasformare questa valutazione in una garanzia automatica.
Per chi sta costituendo una nuova società, il momento di riflettere seriamente sull'oggetto sociale è prima di andare dal notaio. Per chi ha già una start-up innovativa iscritta con una formulazione approssimativa, è opportuno verificare con notaio o professionista se l'oggetto, l'attività prevalente e gli altri requisiti restano coerenti.
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FAQ: Oggetto Sociale Startup Innovative - Domande Frequenti
Q: Cosa succede se la mia startup già iscritta svolge attività di consulenza?
La previsione della circolare riguarda le imprese già iscritte alla data di entrata in vigore della L. 193/2024 e il relativo adeguamento tramite dichiarazione annuale; non è una sanatoria generale per nuove iscrizioni. Per ogni impresa occorre dimostrare che l'attività di consulenza non sia prevalente e che il nucleo resti lo sviluppo tecnologico, secondo la procedura applicabile.
Q: Devo modificare lo statuto se il mio business evolve e aggiungo nuovi servizi?
Non sempre. Se le nuove attività restano accessorie e strumentali rispetto allo sviluppo tecnologico, la modifica può non essere necessaria; se diventano prevalenti o cambiano la natura del business, occorre valutare con notaio o professionista l'eventuale modifica statutaria e la permanenza dei requisiti. Non è una conseguenza automatica della sola aggiunta di servizi.
Q: Come verifico che i miei codici ATECO siano compatibili con lo status di startup innovativa?
La circolare MIMIT indica, per l'attività prevalente, i codici ATECO 70.2 e 74.99 e alcuni sottocodici di consulenza; per l'agenzia non esiste un codice univoco e conta anche l'attività dichiarata. Va analizzata la coerenza tra oggetto sociale, ATECO prevalente, attività effettiva e autocertificazione, secondo la disciplina e le prassi camerali applicabili.
Articolo aggiornato al 21 settembre 2026 sulla base della Legge 193/2024, della Circolare MIMIT 29/07/2025 e della pagina MIMIT sui requisiti delle startup innovative. Per approfondimenti o consulenza personalizzata, contatta lo staff di SRLOnline.
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