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Le tasse sono una fonte di sviluppo o un fattore di rischio per le imprese?

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Sul tema delle imposte e delle tasse si è fatto un gran discutere negli ultimi dieci anni.
Chi le vuole federali, chi le vuole forfettarie, chi le abbasserebbe tout court, chi le ritiene ingiuste, chi le vorrebbe fisse, chi proporzionali.
A prescindere dalla scelta politica di ridurre le tasse in diversi modi, la leva fiscale è uno strumento sul quale si fonda la comunicazione di molti professionisti e società di consulenza del settore, per promuovere attività di pianificazione fiscale, più o meno efficace.
La pianificazione fiscale è una attività che non ha niente a che vedere con il risparmio fiscale a tutti i costi, piuttosto una progettazione del carico fiscale determinato da una ristrutturazione societaria o da una riorganizzazione patrimoniale personale, familiare o di gruppo.
La pianificazione fiscale, in questa accezione, è una valutazione del contesto in cui si sviluppa un progetto economico che può avere diversi obiettivi da raggiungere, anche non necessariamente economici, che incidono sulla imposizione.
Pianificare il pagamento della tasse e imposte o scegliere tra i diversi modelli progettuali, quelli più convenienti per vantaggio finanziario, è un esercizio senz’altro utile, ma non rappresenta una fonte di sviluppo per le imprese.
E’ opinione comune che il fisco sia un fattore di rischio per le imprese. Lo credono le imprese estere che investono in Italia, lo pensano i grossi gruppi, ne è certo il titolare di partita iva, lavoratore autonomo, artigiano e commerciante che ha sempre la percezione di avere un nemico pronto ad aggredirlo.
Se pago le tasse non avrò problemi con il fisco!
Una affermazione che molti imprenditori pongono al commercialista e si pongono sotto forma di domanda, alla quale risulta difficile dare una risposta.
Il sistema fiscale italiano è poco chiaro e abbastanza ingiusto. La visione dell’imprenditore è sempre molto negativa, un evasore, un detrattore di risorse allo Stato.
Nonostante questa versione agguerrita dei rapporti fisco-imprese che, potrà essere un tantino nefasta, lo Stato italiano resta uno Stato di diritto in cui, fatto salvo l’errore statistico, la giustizia tributaria finisce sempre per trionfare.
Ci metterà parecchi anni e tre gradi giudizio, ma alla fine trionfa. E se non trionfa ci sarà un condono.
Con tutti i metodi e gli strumenti di controllo digitale e automatizzato sui conti correnti, fatture elettroniche, sistemi di pagamento, pos e bancomat, l’evasione fiscale sarà maggiormente sotto controllo.
Il conseguente rischio di avere un fisco particolarmente aggressivo che, non sapendo che pesci pigliare, vessa i contribuenti che gli capitano a tiro, si riduce in modo esponenziale e lascia spazio a interventi chirurgici sui contribuenti che meritano la verifica fiscale.
La crescita culturale della popolazione e l’evoluzione tecnologica muove la società in direzione di un maggiore rispetto delle norme fiscali e, nel prossimo futuro, sarà difficile sempre più complicato trovare evasori seriali e convinti.

Le tasse e le imposte possono essere un fattore di sviluppo?

Certamente non possono esserlo. Il discorso cambia se parliamo di crediti di imposta.
I crediti di imposta sono un aiuto concreto agli investimenti delle imprese. Il credito di imposta 4.0, bonus sud, credito di imposta formazione, credito di imposta ricerca e sviluppo e altre misure di vantaggio fiscale rappresentano il volano di una potenziale crescita delle società a responsabilità limitata e di tutte le imprese italiane.
La scelta mirata di agevolare alcuni investimenti delle aziende con queste misure, rappresenta un modo semplice e immediato per intervenire in economia, al netto di tutte le difficoltà legate alle superficiali interpretazioni degli uffici finanziari in sede di verifica delle misure, che alimentano un contenzioso esagerato.

Le tasse e le imposte sono un fattore di rischio per le imprese?

Certamente possono esserlo. Ma è un elemento che non deve frenare lo spirito imprenditoriale.
La certezza per un imprenditore non esiste, per definizione l’attività di impresa è aleatoria. Fra questi elementi di alea, la fiscalità rappresenta una variabile che deve essere tenuta sotto controllo attraverso valutazioni preventive e una attività di consulenza e assistenza completa e specialistica.
Dalla costituzione di una società fino alla sua chiusura ogni passaggio deve essere bene ponderato, analizzato, discusso e programmato con una attività di consulenza multidisciplinare che può dare solo un team di professionisti che includa diverse competenze in materia, legale, contabile, tributaria, amministrativa e del lavoro.
E’ importante pianificare al meglio queste attività per ridurre al massimo il fattore del rischio fiscale di ogni attività ordinaria e straordinaria di impresa.
E lo sviluppo dell’impresa?
Quello può avvenire solo con l’innovazione.
Giovanni Emmi
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