La certificazione richiede requisiti strutturali e organizzativi, autocertificazione e mantenimento degli adempimenti nel Registro delle Imprese. Il credito d’imposta dell’8% per investimenti in startup innovative è attivo alle condizioni MIMIT e non è automatico per il solo status.
Introduzione agli incubatori certificati
Nell’autunno del 2012, il governo italiano ha introdotto una normativa per supportare la nascita e la crescita delle imprese innovative ad alto valore tecnologico, conosciute come startup innovative. Parallelamente, è stato introdotto il concetto di "incubatore certificato", mirato a riconoscere quelle società con un consolidato track record nel sostenere le startup innovative.
Gli incubatori certificati sono società di capitali, anche costituite in forma cooperativa, di diritto italiano, oppure Societas Europaea residente in Italia, che forniscono servizi per la nascita e lo sviluppo delle startup innovative. Queste società devono soddisfare specifici requisiti stabiliti dall’art. 25 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modifiche dalla Legge 221 del 17 dicembre 2012, e successivamente aggiornati.
Requisiti per la Certificazione
Un incubatore per essere certificato deve
Disporre di strutture adeguate
per accogliere startup innovative, inclusi spazi riservati per installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca.
Avere attrezzature adeguate
all’attività delle startup innovative, come sistemi di accesso in banda ultralarga, sale riunioni, e macchinari per test.
Essere diretto da persone competenti
in materia di impresa e innovazione, con una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente.
Collaborare con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari
su progetti collegati alle startup innovative.
Possedere un’esperienza comprovata
nell’attività di sostegno alle startup innovative.
Iscrizione e Mantenimento nel Registro delle Imprese
Gli incubatori certificati devono iscriversi in una sezione speciale del Registro delle Imprese per beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa. La procedura di iscrizione prevede la presentazione di un’autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti.
Le informazioni fornite in sede di iscrizione devono essere aggiornate con una cadenza non superiore a sei mesi; in assenza di modifiche occorre confermarle secondo le modalità previste. Inoltre, il rappresentante legale dell’incubatore deve depositare annualmente la dichiarazione di mantenimento entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio.
Agevolazioni per gli Incubatori Certificati
Gli incubatori certificati possono beneficiare di diverse agevolazioni
Esonero dal versamento dei diritti di bollo e di segreteria
per l’iscrizione al Registro delle Imprese e altri adempimenti.
Regime fiscale e contributivo di favore
per piani di incentivazione basati sull’assegnazione di azioni, quote o titoli similari.
Accesso al Fondo di Garanzia
: eventuali canali o condizioni agevolate dipendono dalla disciplina vigente del Fondo e dalla specifica operazione; non costituiscono un accesso semplificato generalizzato per ogni incubatore.
Ruolo nella procedura Italia Startup Visa
: l’incubatore può rilevare solo nei passaggi e nella documentazione previsti dalla procedura ufficiale aggiornata; non è verificata una priorità generale per l’incubatore certificato.
Queste misure di sostegno mirano a incentivare la crescita delle startup innovative attraverso un supporto continuo e strutturato da parte degli incubatori certificati.
Procedura di Iscrizione nel Registro delle Imprese
Per avere la certificazione e beneficiare delle agevolazioni previste, un incubatore deve seguire una specifica procedura di iscrizione nel Registro delle Imprese. La procedura è articolata in vari passaggi e richiede la presentazione di diversi documenti.
La domanda deve essere presentata in forma telematica, con firma digitale, tramite una Comunicazione Unica al Registro delle Imprese.
La domanda deve includere l’autocertificazione che attesta il possesso dei requisiti previsti per gli incubatori certificati.
- Dal momento dell’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, l’incubatore certificato può beneficiare delle esenzioni previste per gli adempimenti della disciplina speciale, inclusi i diritti di segreteria, l’imposta di bollo e, secondo le condizioni applicabili, il diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio. L’esonero opera finché l’impresa mantiene lo status e nei limiti previsti.
Una breve descrizione dell’attività svolta;
Le strutture e le attrezzature disponibili per lo svolgimento delle attività;
Le esperienze professionali del personale che amministra e dirige l’incubatore certificato;
I rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari;
L’esperienza acquisita nell’attività di sostegno alle startup innovative.
Le informazioni comunicate in fase di iscrizione devono essere aggiornate con una cadenza non superiore a sei mesi. Nel caso in cui non vi siano aggiornamenti, l’incubatore certificato deve confermare le informazioni già trasmesse.
Entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale dell’incubatore certificato deve attestare il mantenimento dei requisiti con un’apposita dichiarazione da depositare presso l’ufficio del Registro delle Imprese.
- L’incubatore deve presentare annualmente la dichiarazione che conferma il mantenimento dei requisiti previsti. La mancata presentazione comporta la cancellazione d’ufficio dalla sezione speciale del Registro delle Imprese.
Questa procedura garantisce che solo gli incubatori che mantengono costantemente i requisiti possano beneficiare delle agevolazioni previste, assicurando un alto livello di supporto alle startup innovative.
Agevolazioni per gli Incubatori Certificati
Gli incubatori certificati in Italia possono beneficiare di una serie di agevolazioni che mirano a aiutare il loro lavoro di supporto e sviluppo delle startup innovative. Ecco una panoramica delle principali agevolazioni disponibili:
- Esonero dai Diritti di Bollo e di Segreteria
Gli incubatori certificati possono beneficiare dell’esenzione dai diritti di bollo e di segreteria per gli atti e gli adempimenti previsti dalla disciplina della sezione speciale. L’eventuale esenzione dal diritto annuale camerale va riferita alle condizioni della normativa speciale e non a ogni possibile costo camerale.
- Remunerazione tramite Strumenti di Partecipazione al Capitale
Gli incubatori certificati possono beneficiare, nei casi e nei limiti previsti dall’art. 27 del D.L. 179/2012, di un regime fiscale e contributivo agevolato per piani basati sull’assegnazione di azioni, quote o strumenti finanziari a amministratori, dipendenti e collaboratori continuativi. Il work for equity riguarda separatamente gli apporti di opere e servizi in cambio di quote, secondo la norma e la documentazione del piano: non equivale a un’esenzione generale per tutti i fornitori.
- Accesso Semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI
Gli eventuali canali agevolati del Fondo di Garanzia per le PMI dipendono dalla disciplina vigente, dalla categoria del beneficiario e dalla specifica operazione. Non è corretto indicare come regola fissa né una copertura dell’80% né un massimale di 2,5 milioni di euro.
- Accesso Prioritario al Programma Italia Startup Visa
Gli incubatori certificati possono avere un ruolo documentato nella procedura Italia Startup Visa, secondo le lettere e le valutazioni previste dalle istruzioni ufficiali aggiornate. Non è verificata una generale priorità normativa per l’incubatore né un’automatica semplificazione del visto.
- Ulteriori Agevolazioni Fiscali e Contributive
Le agevolazioni ulteriori devono essere verificate per periodo, soggetto e misura applicabile; non derivano automaticamente dal solo uso dell’etichetta “incubatore certificato”.
Credito d’imposta per incubatori e acceleratori certificati
L’art. 32 della L. 193/2024 prevede un credito d’imposta pari all’8% per gli investimenti nel capitale di startup innovative effettuati da incubatori e acceleratori certificati attivi e iscritti. L’investimento agevolabile è massimo di 500.000 euro per periodo d’imposta e deve essere mantenuto per almeno tre anni; la misura opera in regime de minimis, con plafond di 300.000 euro in tre anni e risorse stanziate pari a 1,8 milioni di euro annui. Sono richiesti status regolare, condizioni soggettive e domanda via PEC secondo la procedura MIMIT: il credito non è automatico per il solo fatto di essere iscritti.
Queste misure possono sostenere lo sviluppo delle startup innovative quando ricorrono i requisiti previsti; la disponibilità e l’effetto concreto delle agevolazioni dipendono dalla disciplina applicabile e dalla posizione dell’incubatore.
Collaborazioni e Partnership degli Incubatori Certificati
Uno degli aspetti possibili dell’attività degli incubatori certificati è la costruzione di collaborazioni e partnership. La presenza, la qualità e gli effetti di questi rapporti dipendono dal singolo incubatore e non garantiscono risultati economici per ogni startup.
- Collaborazioni con Università e Centri di Ricerca
Gli incubatori possono avere rapporti con università e centri di ricerca; tali rapporti possono offrire accesso a risorse, competenze o programmi di formazione, secondo gli accordi concretamente esistenti.
- Partnership con Istituzioni Pubbliche
Le partnership con istituzioni pubbliche possono favorire il raccordo con programmi e misure di sostegno, ma non garantiscono l’accesso a fondi pubblici o agevolazioni.
- Collaborazioni con Investitori e Partner Finanziari
Alcuni incubatori collaborano con investitori, fondi di venture capital o altri soggetti finanziari. Questi rapporti possono facilitare il confronto su capitale e strategia, senza garantire round o finanziamenti.
- Partnership con Aziende e Multinazionali
Le partnership con aziende possono offrire, quando previste, opportunità di co-sviluppo, licenza, distribuzione o accesso a mercati; condizioni e risultati dipendono dagli accordi.
- Networking e Community Building
Eventi, workshop e community possono favorire lo scambio di idee e contatti. La loro utilità e l’eventuale crescita della startup non sono garantite.
Le collaborazioni possono quindi essere un elemento da valutare nella scelta, verificando accordi, servizi e risultati documentabili del singolo incubatore.
Come Diventare un Incubatore Certificato
Diventare un incubatore certificato in Italia richiede il rispetto di specifici requisiti e l’adempimento di procedure definite dalla normativa. Ecco una guida passo-passo su come ricevere questa certificazione:
- Valutazione dei Requisiti
Prima di tutto, è essenziale assicurarsi che l’organizzazione soddisfi tutti i requisiti previsti per gli incubatori certificati. Questi includono la disponibilità di strutture e attrezzature adeguate, competenze riconosciute nel campo dell’impresa e dell’innovazione, e collaborazioni attive con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari.
- Preparazione della Documentazione
La documentazione necessaria per la richiesta di certificazione include un’autocertificazione che attesta il possesso dei requisiti richiesti. Questo documento deve essere firmato digitalmente dal rappresentante legale dell’incubatore.
- Presentazione della Domanda
La domanda di iscrizione deve essere presentata in forma telematica tramite il portale del Registro delle Imprese. La procedura richiede la firma digitale del rappresentante legale e l’inclusione di tutti i documenti necessari, compresa l’autocertificazione.
- Iscrizione nella Sezione Speciale del Registro delle Imprese
Una volta presentata e accettata la domanda, l’incubatore può essere iscritto nella sezione speciale del Registro delle Imprese se ha dichiarato i requisiti previsti. L’iscrizione non sostituisce gli adempimenti periodici né rende immutabile lo status: occorre mantenere i requisiti e rispettare gli aggiornamenti richiesti.
- Mantenimento dei Requisiti
È importante mantenere costantemente i requisiti necessari per la certificazione. Questo include l’aggiornamento delle informazioni fornite in sede di iscrizione ogni sei mesi e la presentazione annuale di un’autocertificazione che conferma il mantenimento dei requisiti.
- Aggiornamento delle Informazioni
Le informazioni fornite al momento dell’iscrizione devono essere aggiornate regolarmente. Ogni sei mesi, l’incubatore deve confermare o aggiornare le informazioni relative alle strutture, attrezzature, esperienze professionali e collaborazioni.
- Monitoraggio e Verifica
Le autorità competenti possono effettuare controlli periodici per verificare la veridicità delle informazioni fornite e il mantenimento dei requisiti. È opportuno conservare gli atti e i documenti utili a dimostrare la conformità secondo i termini e gli obblighi applicabili; non è indicato qui un termine generalizzato di cinque anni.
Seguendo questi passaggi, un’organizzazione in possesso dei requisiti può presentare la domanda di iscrizione e svolgere le attività previste; il mantenimento dello status e gli eventuali benefici dipendono dagli adempimenti e dalle verifiche applicabili.
Scarica la guida: https://startup.registroimprese.it/isin/static/startup/document/Guida_Incubatore_Certificato.pdf







