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Lavoro e HR
29/11/2022
7 min
Giovanni EmmiGiovanni Emmi

Spese di Trasferta Dipendenti SRL 2026: Rimborso, Indennità e Tassazione

Come rimborsare le spese di trasferta ai dipendenti di una SRL nel 2026: rimborso forfettario, analitico (a piè di lista) e misto, soglie esenti IRPEF e INPS, nota spese e indennità chilometrica.

Spese di Trasferta Dipendenti SRL 2026: Rimborso, Indennità e Tassazione
Lavoro e HR
29/11/2022
7 min
Giovanni EmmiGiovanni Emmi

In breve:

  • La trasferta è lo spostamento temporaneo e occasionale del dipendente fuori dalla sede abituale di lavoro. Le regole fiscali cambiano se avviene dentro o fuori il comune della sede.
  • Il datore può scegliere tre sistemi di rimborso: forfettario (indennità fissa giornaliera), analitico (a piè di lista con nota spese) o misto. Ognuno ha soglie di esenzione IRPEF e INPS diverse (art. 51, comma 5, TUIR).
  • Le spese di viaggio e trasporto documentate non concorrono mai al reddito del dipendente, indipendentemente dal sistema scelto.
  • Senza una nota spese corretta e conservata, l'Agenzia delle Entrate o l'Ispettorato del Lavoro possono riqualificare i rimborsi come reddito imponibile con recupero contributivo e fiscale.

Prima di valutare l'effetto dei rimborsi sul cedolino, puoi stimare lo stipendio netto con il calcolatore busta paga 2026 o verificare il costo aziendale complessivo con il calcolatore costo assunzione.

Cos'è la trasferta e quando scattano i rimborsi

La trasferta è lo spostamento provvisorio del lavoratore dalla sede abituale di lavoro a un luogo diverso, per esigenze contingenti dell'azienda. Ha due caratteristiche vincolanti:

  • Temporaneità: ha un inizio e una fine definiti. Se lo spostamento diventa stabile, si configura un trasferimento o un distacco, con regole diverse.
  • Occasionalità: risponde a una necessità specifica (un incontro con un cliente, un intervento tecnico, una fiera). Non è la normale sede di lavoro.

Il diritto al rimborso delle spese di trasferta per i dipendenti nasce quando l'attività viene svolta al di fuori dei locali aziendali. La disciplina fiscale di riferimento è l'art. 51, comma 5, del TUIR, che distingue tra trasferte nel comune della sede e trasferte fuori comune.

Trasferta nel comune vs fuori comune: cosa cambia

Il confine fiscale è il comune in cui è situata la sede di lavoro indicata nel contratto o nella lettera di assunzione:

  • Trasferta entro il comune della sede: qualsiasi somma percepita dal dipendente a titolo di rimborso o indennità è interamente imponibile ai fini IRPEF e INPS. Non esistono franchigie.
  • Trasferta fuori dal comune della sede: si applicano le esenzioni previste dall'art. 51, comma 5, TUIR, che variano in base al sistema di rimborso adottato (forfettario, analitico o misto).

Questa distinzione è il primo punto da verificare nella nota spese: un errore sul comune di destinazione comporta un trattamento fiscale errato su tutto il rimborso.

I tre sistemi di rimborso spese trasferta

L'azienda sceglie il metodo di rimborso — e lo applica in modo coerente. I tre sistemi previsti dal TUIR sono

Rimborso forfettario (indennità di trasferta)

Il datore riconosce un'indennità giornaliera fissa, senza obbligo per il dipendente di giustificare le singole spese con ricevute. L'indennità è esente da IRPEF e contributi INPS entro queste soglie:

Destinazione Soglia esente giornaliera
Trasferta in Italia (fuori comune) 46,48 euro
Trasferta all'estero 77,47 euro

L'eccedenza rispetto a queste soglie concorre interamente a formare il reddito imponibile del dipendente. Il vantaggio per l'azienda è la semplicità amministrativa; il rischio è riconoscere un'indennità superiore alla soglia senza trattenerne le imposte.

Rimborso analitico (a piè di lista)

Il dipendente documenta ogni spesa sostenuta tramite la nota spese, allegando fatture, ricevute o scontrini parlanti. Le voci tipiche sono:

  • vitto e alloggio;
  • viaggio e trasporto (biglietti treno, aereo, carburante, pedaggi);
  • altre spese (lavanderia, telefonate di servizio, parcheggi).

Con il rimborso analitico, le spese documentate sono interamente esenti da IRPEF e INPS. In aggiunta, è possibile rimborsare fino a 15,49 euro al giorno (25,82 euro per l'estero) per "altre spese" anche non documentate singolarmente, purché attestate dal dipendente nella nota spese.

Il rimborso a piè di lista richiede una gestione rigorosa dei giustificativi: senza documentazione, l'esenzione decade.

Rimborso misto

Combina elementi dei due sistemi precedenti. Tipicamente l'azienda rimborsa analiticamente vitto e/o alloggio e riconosce un'indennità forfettaria ridotta per le altre spese. Quando si adotta il sistema misto, le soglie dell'indennità forfettaria si riducono:

Cosa viene rimborsato analiticamente Riduzione della soglia forfettaria Nuova soglia Italia Nuova soglia estero
Solo alloggio oppure solo vitto (o forniti gratuitamente) -1/3 30,99 euro 51,65 euro
Sia alloggio sia vitto (o entrambi forniti gratuitamente) -2/3 15,49 euro 25,82 euro

Spese di viaggio e indennità chilometrica

Indipendentemente dal sistema di rimborso scelto, le spese di viaggio e trasporto documentate (biglietti, ricevute autostradali, carburante) non concorrono mai al reddito del dipendente e sono esenti da IRPEF e INPS.

Quando il dipendente usa la propria auto per la trasferta, l'azienda può riconoscere un'indennità chilometrica calcolata sulle tabelle ACI in base al modello del veicolo e ai chilometri percorsi. L'indennità chilometrica per trasferte fuori comune è esente da imposizione se correttamente documentata e calcolata.

La nota spese: cosa deve contenere

La nota spese è il documento che giustifica fiscalmente il rimborso. Per essere valida in caso di verifica deve contenere

  • dati del dipendente e periodo della trasferta;
  • luogo di destinazione e motivo dello spostamento;
  • dettaglio delle spese (data, importo, natura, fornitore);
  • giustificativi originali allegati (fatture elettroniche, ricevute, biglietti);
  • firma del dipendente e approvazione del responsabile.

Un aspetto fondamentale è la conservazione: la nota spese e i relativi allegati vanno conservati insieme alla documentazione contabile della società per i termini previsti dalla legge. La gestione non corretta espone l'azienda al recupero da parte dell'Agenzia delle Entrate o dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Deducibilità per la SRL

I costi di trasferta rimborsati ai dipendenti sono deducibili per la SRL ai fini IRES e IRAP, nei limiti dell'inerenza e della corretta documentazione. Le indennità forfettarie entro le soglie TUIR sono deducibili come costo del personale; quelle eccedenti restano deducibili ma generano reddito imponibile per il dipendente.

Per stimare l'impatto complessivo sul budget aziendale, il calcolatore costo assunzione 2026 include le voci accessorie oltre la RAL.

Domande frequenti

I rimborsi spese trasferta dipendenti sono tassati?

Dipende dal luogo e dal sistema. Nella stessa sede comunale sono sempre imponibili. Fuori comune, l'indennità forfettaria è esente fino a 46,48 euro al giorno (Italia) o 77,47 euro (estero); il rimborso analitico documentato è interamente esente; il misto ha soglie ridotte.

Cos'è il rimborso a piè di lista?

È il sistema analitico: il dipendente anticipa le spese e presenta una nota spese con tutti i giustificativi (scontrini, fatture, biglietti). L'azienda rimborsa esattamente quanto speso, e l'importo è esente da IRPEF e INPS se documentato.

Quali spese rientrano nella trasferta?

Vitto, alloggio, viaggio e trasporto (inclusa l'indennità chilometrica su tabelle ACI), e piccole spese accessorie (parcheggi, lavanderia, comunicazioni di servizio) fino a 15,49 euro giornalieri senza giustificativo nel sistema analitico.

La trasferta nel comune della sede è rimborsabile esente?

No. Qualsiasi somma erogata per spostamenti all'interno del comune dove ha sede il luogo di lavoro è interamente imponibile ai fini IRPEF e INPS, senza eccezioni.

Quanto dura al massimo una trasferta?

La legge non fissa un limite di giorni, ma la trasferta deve restare temporanea e occasionale. Se lo spostamento si prolunga o diventa abituale, si configura un trasferimento di sede o un distacco, con conseguenze contrattuali e fiscali diverse.

Serve un accordo scritto per le trasferte?

Non è obbligatorio per singola trasferta, ma è fortemente consigliato avere una policy aziendale o una clausola contrattuale che definisca il sistema di rimborso adottato (forfettario, analitico o misto), le procedure per la nota spese e le soglie interne.

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Giovanni Emmi

Giovanni Emmi

Autore

Dottore Commercialista e Revisore Legale dal 1999, Presidente e Amministratore Delegato di Proclama SPA tra professionisti (Catania). Componente della commissione Intelligenza Artificiale e Bilanci del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e Presidente della commissione Modelli Organizzativi e Compliance dell'Ordine dei Commercialisti di Catania. Si occupa di bilancio e revisione legale, fiscalità d'impresa, finanza agevolata e prevenzione della crisi d'impresa, oltre che di digitalizzazione dei processi e intelligenza artificiale applicata agli studi professionali e alle PMI. Autore di “Commercialista 5.0” e “Dalla società tra commercialisti alla rete professionale”, co-founder di PartitaIVA.it.

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