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Il Decreto Transizione 5.0: una svolta per l’innovazione e la sostenibilità delle srl italiane

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Il Decreto Transizione 5.0: una svolta per l’innovazione e la sostenibilità delle srl italiane

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emanato un importante decreto che istituisce il Piano Transizione 5.0. Questo piano rappresenta un significativo passo avanti nella politica industriale italiana, mirando a sostenere le imprese nella loro transizione verso modelli di produzione più efficienti dal punto di vista energetico, sostenibili e basati sulle fonti rinnovabili.

Cosa cambia rispetto a transizione 4.0

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta un’evoluzione rispetto al precedente Piano Transizione 4.0, introducendo diverse novità e ampliando le possibilità di agevolazione per le imprese italiane. Le principali differenze rispetto al Transizione 4.0 sono:

  1. Focus sulla Sostenibilità Ambientale:
    • Transizione 5.0 mette una maggiore enfasi sulla sostenibilità ambientale, richiedendo che gli investimenti portino a una riduzione significativa dei consumi energetici. L’obiettivo minimo è una riduzione del 3% per l’intera struttura produttiva o del 5% per i processi interessati dall’investimento.
    • Inoltre, vengono incentivati gli investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, esclusa l’energia da biomasse, con agevolazioni per impianti solari, eolici, idroelettrici, e altre fonti rinnovabili.
  2. Credito d’Imposta:
    • Mentre il Piano Transizione 4.0 prevedeva incentivi sotto forma di credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali, il Piano Transizione 5.0 introduce aliquote diversificate in base alla riduzione dei consumi energetici ottenuta. Le aliquote vanno dal 35% al 45% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, dal 15% al 25% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro, e dal 5% al 15% per investimenti oltre i 10 milioni di euro, con un limite massimo di 50 milioni di euro.
  3. Formazione e Competenze:
    • Transizione 5.0 include specifiche agevolazioni per la formazione del personale finalizzata all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi. Questo aspetto non era così dettagliato e incentivato nel piano precedente.
  4. Non Cumulabilità con ZES Unica Sud:
    • Una differenza importante è che i benefici del Piano Transizione 5.0 non sono cumulabili con quelli previsti dalla Zona Economica Speciale (ZES) Unica Sud. Questo significa che le imprese che beneficiano delle agevolazioni previste dalla ZES Unica Sud non possono accedere contemporaneamente ai crediti d’imposta del Piano Transizione 5.0.

Beneficiari e Requisiti (Articolo 3)

Il piano è aperto a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato e alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale. Sono escluse le imprese in stato di liquidazione, fallimento o sottoposte a procedure concorsuali, quelle destinatarie di sanzioni interdittive e quelle che non rispettano le normative sulla sicurezza del lavoro o sono inadempienti rispetto agli obblighi contributivi.

Progetti di Innovazione Ammissibili (Articoli 4, 6, 7, 8, 10)

I progetti di innovazione ammissibili devono essere avviati dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025. Questi progetti devono includere investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, elencati negli allegati A e B della legge 11 dicembre 2016, n. 232. L’elemento chiave è che questi investimenti devono portare a una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 3% o, in alternativa, a una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5%.

Oltre agli investimenti in beni strumentali, il decreto prevede anche la possibilità di includere nel progetto di innovazione:

  • Investimenti in beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, escluse le biomasse.
  • Spese per attività di formazione volte all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi.

Misura del Beneficio (Articolo 10)

Il decreto introduce un sistema di credito d’imposta calibrato sulla base dell’entità degli investimenti e della riduzione dei consumi energetici conseguita. Le aliquote del credito d’imposta variano:

  • Dal 35% al 45% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
  • Dal 15% al 25% per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro.
  • Dal 5% al 15% per la quota oltre i 10 milioni di euro, fino a un limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro.

La percentuale più alta del credito d’imposta (45%, 25%, 15%) si applica nel caso di una riduzione dei consumi energetici superiore al 10% per l’intera struttura produttiva o superiore al 15% per i processi interessati dall’investimento.

Procedura per la Fruizione del Credito d’Imposta (Articolo 12)

Il decreto stabilisce una procedura dettagliata per l’accesso al beneficio:

  1. Comunicazione preventiva al GSE: L’impresa deve trasmettere una comunicazione preventiva al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) prima del completamento del progetto di innovazione.
  2. Prenotazione del credito d’imposta: Il GSE, dopo aver verificato la completezza della documentazione, comunica all’impresa l’importo del credito d’imposta prenotato.
  3. Comunicazioni periodiche: L’impresa deve poi trasmettere comunicazioni periodiche per confermare l’avanzamento del progetto.
  4. Comunicazione di completamento: Al completamento del progetto, e comunque entro il 28 febbraio 2026, l’impresa deve trasmettere una comunicazione di completamento.
  5. Conferma finale del GSE: Il GSE, dopo le verifiche finali, comunica all’impresa l’importo del credito d’imposta utilizzabile in compensazione.

Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione a partire da dieci giorni dopo la comunicazione del GSE e fino al 31 dicembre 2025. L’eventuale ammontare non utilizzato entro tale data può essere ripartito in cinque quote annuali di pari importo.

Certificazioni e Perizie (Articoli 14, 15, 16)

Un aspetto importante del decreto è la richiesta di certificazioni tecniche e perizie asseverate per attestare la riduzione dei consumi energetici e le caratteristiche tecniche dei beni acquistati. Queste certificazioni devono essere rilasciate da soggetti qualificati e indipendenti, come Esperti in Gestione dell’Energia (EGE), Energy Service Company (ESCo), o ingegneri iscritti all’albo con specifiche competenze.

Inoltre, è richiesta una certificazione contabile per attestare l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili, rilasciata da soggetti incaricati della revisione legale dei conti.

Obblighi PNRR e Rispetto del Principio DNSH (Articolo 17)

In linea con le disposizioni del PNRR, le imprese beneficiarie sono tenute a rispettare una serie di obblighi, tra cui:

  • La comunicazione dei dati relativi al titolare effettivo del destinatario dei fondi.
  • Il rispetto del principio “Do No Significant Harm” (DNSH), ovvero non arrecare un danno significativo all’ambiente.
  • L’assenza di doppio finanziamento.
  • Il rispetto degli obblighi in materia di comunicazione e informazione previsti dal regolamento UE.

Per garantire il rispetto del principio DNSH, il decreto include specifiche schede tecniche relative a vari ambiti, come l’acquisto di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i servizi informatici di hosting e cloud, la produzione di elettricità da pannelli solari, energia eolica e idroelettrica.

Controlli e Sanzioni (Articoli 19, 20, 21)

Il decreto prevede un sistema di controlli da parte del GSE, che effettuerà verifiche documentali e controlli in loco per accertare la sussistenza dei requisiti e la conformità degli interventi realizzati. In caso di irregolarità o mancato rispetto delle condizioni previste, sono previste sanzioni che possono arrivare fino alla decadenza totale dal diritto al credito d’imposta e al recupero delle somme indebitamente fruite.

Impatto e Prospettive

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta un’importante opportunità per le imprese italiane di modernizzare i propri processi produttivi, migliorando l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale. Con una dotazione finanziaria di 6,3 miliardi di euro, questo piano ha il potenziale di stimolare significativamente gli investimenti nel settore industriale, promuovendo l’innovazione e la competitività delle imprese italiane nel contesto europeo e globale.

L’approccio integrato del piano, che combina incentivi per l’acquisto di beni strumentali, investimenti in energie rinnovabili e formazione del personale, mira a creare un ecosistema industriale più resiliente e sostenibile. Inoltre, l’enfasi posta sulla riduzione dei consumi energetici si allinea con gli obiettivi climatici dell’Unione Europea e contribuisce alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Tuttavia, la complessità delle procedure e dei requisiti richiesti potrebbe rappresentare una sfida per alcune imprese, specialmente quelle di dimensioni più piccole. Sarà cruciale fornire un adeguato supporto e assistenza tecnica per garantire che tutte le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni, possano beneficiare di questa opportunità.

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