Trasformazione in SRL: conviene per la tua attività?

Confronta il tuo netto annuo attuale (ditta individuale, SNC o SRLS) con quello della SRL: costi una tantum, anni di payback, punto di pareggio e via fiscale (conferimento ex art. 176 o trasformazione ex art. 170 TUIR).

1 · La tua forma attuale
2 · I numeri dell'attività

Ora (Ditta individuale (INPS Artigiani))

72.245,68 €

Imposta 40.816,56 € · Contributi 36.937,76 €

Dopo (SRL ordinaria)

82.540,27 €

Compenso 30.000,00 € + dividendi

Differenza annua

+10.294,59 €

Costi ripagati in 0,5 anni

La via fiscale

Conferimento dell'azienda in SRL

Art. 176, commi 1 e 2-bis, TUIR (neutralità del conferimento; per l'unica azienda dell'imprenditore individuale la successiva cessione delle quote è disciplinata dagli artt. 67 c. 1 lett. c) e 68). Dal 2027 l'art. 176 mantiene il numero nel nuovo TUIR.

Costi una tantum considerati: 5500,00 € — guadagno netto sull'orizzonte di 5 anni: +45.972,95 €

Punto di pareggio: a parità di condizioni, la SRL conviene da un reddito d'impresa di 0,00 € annui.

  • Costi una tantum inclusi come input (notaio, perizia, registro, segreteria): l'imposta di registro sul conferimento d'azienda è fissa, 200 € (art. 4, Tariffa Parte I, DPR 131/1986). L'operazione è neutrale: nessuna plusvalenza tassata al momento della trasformazione.
  • INPS dopo la trasformazione: la gestione Artigiani/Commercianti cessa con la chiusura della posizione individuale (ComUnica al Registro Imprese, entro 30 giorni). Il compenso da amministratore va in Gestione Separata al 35,03% (codice 1A, DIS-COLL compresa): 2/3 a carico della SRL, 1/3 a carico del socio.
  • Rischio congruità: non esiste un compenso minimo per legge, ma l'INPS può disconoscere compensi manifestamente insufficienti rideterminando la base contributiva Gestione Separata (con rettifica fino a cinque anni e sanzioni). Rapporto stipendio/dividendi indicativamente non oltre 1:2-1:3, con delibera antecedente al pagamento.
  • Opzione di riallineamento: la SRL conferitaria può pagare un'imposta sostitutiva del 18% + 3% IRAP sui maggiori valori iscritti in bilancio (art. 176, c. 2-ter, TUIR), anziché mantenere i valori fiscali. Realizzare i beni entro il terzo periodo successivo comporta la restituzione del beneficio.
  • Dal 1° gennaio 2027 si applica il nuovo TUIR (D.Lgs. 117/2026): gli artt. 170 e 176 (neutralità di trasformazione e conferimento) mantengono il numero.

Parla con un esperto

Hai usato simulatore trasformazione in SRL: se vuoi un controllo approfondito o una consulenza sulla tua situazione, parlane con un nostro esperto.

Consulenza gratuita
Un esperto verifica la tua posizione e risponde alle tue domande su simulatore trasformazione in SRL.
WhatsApp veloce
Risposta diretta su WhatsApp, senza compilare moduli.

Salve, ho appena usato simulatore trasformazione in SRL su S...

Risposta rapida • Senza impegno

Trasformazione in SRL: quando conviene

La domanda corretta non è «SRL o ditta individuale?» (per quello c’è il comparatore generico), ma «la mia attività già avviata conviene che si trasformi?». La risposta dipende dal bilancio tra tre elementi: il risparmio annuo (tasse e contributi), i costi una tantum dell’operazione e l’orizzonte temporale. Il simulatore calcola tutti e tre e ti dice in quanti anni si ripaga.

ElementoValori 2026
INPS Artigiani 2026Fisso 4.521,36 € · 24% fino a 56.224 € · 25% oltre — Circ. INPS 14/2026
INPS Commercianti 2026Fisso 4.611,64 € · 24,48% fino a 56.224 € · 25,48% oltre — Circ. INPS 14/2026
Gestione Separata (compenso amministratore)35,03% · 2/3 SRL, 1/3 socio — Circ. INPS 8/2026, codice rapporto 1A
Forfettario15% (5% nuova attività) · soglia 85.000 € · coefficienti da 40% a 86% — L. 190/2014
SRLIRES 24% · IRAP 3,9% · dividendi 26% — TUIR art. 77; DPR 600/1973 art. 27
Neutralità dell’operazioneConferimento: art. 176 TUIR · Trasformazione: art. 170 TUIR, art. 2500 c.c.

I tre motori del risparmio

1. Contributi

L’artigiano e il commerciante pagano i minimi fissi di gestione (4.521,36 € e 4.611,64 € nel 2026) qualunque sia il reddito, e la contribuzione sale al 24-25%. Il socio di SRL che non percepisce retribuzione non paga contributi; l’amministratore paga il 35,03% solo sul compenso.

2. Trattenere l’utile

Nella DI tutto l’utile è tassato in capo al titolare (IRPEF fino al 43%). Nella SRL puoi lasciare l’utile in società: paga solo l’IRES del 24% e distribuirai quando ti serve. Se reinvesti, la differenza si accumula.

3. Costi di gestione

La SRL richiede contabilità ordinaria e adempimenti societari: è il costo che pesa sui redditi bassi. Nel forfettario questo peso sparisce, ma appunto il forfettario non è compatibile con la SRL.

La via fiscale dell’operazione

Ditta individuale → SRL: conferimento dell’azienda. L’art. 176, comma 1, TUIR esclude il realizzo: nessuna plusvalenza tassata al momento. Il comma 2-bis disciplina il caso dell’unica azienda: il costo fiscale delle partecipazioni ricevute è l’ultimo valore fiscale dell’azienda conferita. Se poi vendi le quote, quella plusvalenza segue gli artt. 67 e 68 (26% per la persona fisica, o PEX se la cessione avviene per tramite di holding).

SNC/SRLS → SRL: trasformazione soggettiva. Art. 2500 c.c. e art. 170 TUIR: «la trasformazione della società non costituisce realizzo né distribuzione delle plusvalenze e minusvalenze dei beni». Continuano i valori fiscali, senza passaggi di proprietà.

Riallineamento facoltativo: la SRL ricevente può pagare l’imposta sostitutiva (18% imposte + 3% IRAP) sui maggiori valori per ammortizzarli. Conveniente solo con beni ammortizzabili importanti e prospettiva di utili alti; realizzare i beni entro il terzo periodo successivo annulla il beneficio.

Domande frequenti

Conviene trasformare la ditta individuale in SRL?

Dipende da tre numeri: quanto vale il tuo reddito d’impresa, quanto ti costerebbe la SRL ogni anno (compenso da amministratore, contabilità ordinaria) e quanto costi l’operazione una tantum. La regola generale: sotto i 30-40.000 € di reddito la ditta individuale (soprattutto in forfettario) resta quasi sempre più conveniente; sopra i 50-60.000 € la SRL inizia a vincere perché puoi trattenere l’utile in società pagando l’IRES del 24% invece dell’IRPEF fino al 43% e smetti di pagare i contributi minimi fissi di gestione artigiani/commercianti. Il simulatore calcola il tuo punto di pareggio esatto.

La trasformazione DI in SRL è una trasformazione?

No, in senso civilistico no: la ditta individuale non è una società, quindi non si applica l’art. 2500 c.c. L’operazione si realizza con il conferimento dell’azienda in una SRL (di nuova costituzione o già esistente). Fiscalmente è neutrale: l’art. 176, comma 1, TUIR esclude il realizzo di plusvalenze e il comma 2-bis disciplina il caso specifico del conferimento dell’unica azienda dell’imprenditore individuale, assumendo come costo delle partecipazioni ricevute l’ultimo valore fiscale dell’azienda conferita.

E per la SNC o la SRLS?

Lì è una vera trasformazione soggetiva (art. 2500 c.c.): la società cambia tipo senza estinguersi, con continuità della situazione patrimoniale e dei rapporti. Fiscalmente l’art. 170 TUIR stabilisce che «la trasformazione della società non costituisce realizzo né distribuzione delle plusvalenze e minusvalenze dei beni». In entrambi i casi l’operazione non genera tasse immediate sui valori non realizzati.

Quanto costa trasformarsi?

Dipende dalla complessità. I range indicativi di mercato: DI→SRL da circa 1.500-3.500 € (situazioni semplici) fino a 5.500-11.500 € con perizia di stima e azienda complessa; SNC→SRL 4.500-7.000 € (più soci, piùdelibere); SRLS→SRL 1.200-1.800 € solo per gli atti notarili. Vanno aggiunti i costi di perizia giurata (2.000-5.000 € se richiesta) e l’imposta di registro fissa di 200 € sul conferimento (art. 4, Tariffa Parte I, DPR 131/1986).

Cosa succede ai miei contributi INPS dopo la trasformazione?

La tua posizione in Gestione Artigiani o Commercianti cessa con la chiusura dell’attività individuale (ComUnica al Registro Imprese entro 30 giorni: la comunicazione aggiorna INPS e INAIL). Da quel momento, se sei socio unico amministratore, il compenso per la carica va in Gestione Separata al 35,03% (2026), con ripartizione 2/3 a carico della SRL e 1/3 a carico tuo. Se invece lavori materialmente nell’impresa con abitualità e prevalenza puoi rimanere iscritto alla gestione commerciale/artigiana come socio lavoratore. Il socio di puro capitale, senza lavoro abituale, non è iscritto a nessuna gestione.

Devo pagarmi uno stipendio come amministratore?

Non c’è un obbligo di legge di un importo minimo, ma ci sono due vincoli pratici. Primo: l’INPS può disconoscere compensi manifestamente insufficienti rispetto all’attività e rideterminare la base contributiva Gestione Separata, con rettifiche fino a cinque anni e sanzioni. Secondo: il fisco può contestare la deducibilità di compensi privi di congruità. La prassi suggerisce un rapporto stipendio/dividendi non oltre 1:2 o 1:3, con delibera assembleare antecedente al pagamento e compenso certo e determinato (art. 95, comma 5, TUIR: deducibile per cassa).

Perdo il forfettario se trasformo in SRL?

Sì, sempre. Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche (L. 190/2014, art. 1, comma 54): nessuna società può applicarlo, nemmeno ereditandolo con la trasformazione. L’aliquota al 5% per le nuove attività si interrompe. Nota: mantenere la ditta individuale accanto a una SRL che svolge attività riconducibile ti escluderebbe comunque dal forfettario (art. 1, comma 57, lettera d).

La trasformazione genera tasse sui beni dell’azienda?

No, se si usa il regime di neutralità: conferimento ex art. 176 TUIR per la DI, trasformazione ex art. 170 TUIR per SNC/SRLS. I valori fiscali dei beni e l’avviamento continuano per il conferitario. Esiste però un’opzione: la SRL ricevente può «riallineare» i maggiori valori iscritti in bilancio pagando un’imposta sostitutiva del 18% sulle imposte sui redditi più il 3% di IRAP (art. 176, comma 2-ter), per ammortizzare di più. Attenzione: se i beni riallineati vengono realizzati entro il terzo periodo d’imposta successivo, il beneficio si restituisce.

Cambia qualcosa dal 2027 con il nuovo TUIR?

I numeri degli articoli sulla neutralità restano stabili: art. 170 (trasformazione) e art. 176 (conferimento) mantengono il numero nel nuovo TUIR (D.Lgs. 117/2026, applicabile dal 1° gennaio 2027). I parametri contributivi INPS vengono ridefiniti ogni anno con circolare (quella 2027 non era ancora pubblicata al 17 settembre 2026): i valori del simulatore sono quelli 2026.

Fonti e limiti del calcolo

Parametri 2026 verificati su fonte primaria il 16-17 settembre 2026: Circolare INPS n. 14 del 9/2/2026 (Gestioni artigiani e commercianti) e n. 8 del 3/2/2026 (Gestione Separata), entrambe lette integralmente; L. 190/2014 e Allegato 4 (forfettario); TUIR artt. 77, 95, 170, 176; c.c. art. 2500. I valori INPS vengono ridefiniti ogni anno per circolare: la circolare 2027 non era ancora pubblicata alla data di verifica.

Il calcolo è indicativo: non considera plusvalenze o perdite pregresse, beni ammortizzabili con riallineamento, crediti e debiti fiscali dell’azienda, il passaggio di partita IVA e i vincoli contrattuali in corso. L’IPAP della SRL è stimata al 3,9% ordinario senza differenze regionali. Non sostituisce una consulenza.