In breve
- La Nuova Sabatini 2026 è stata rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026 con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027 ed è aperta a sportello presso le banche convenzionate MIMIT.
- Il contributo è calcolato sugli interessi di un finanziamento quinquennale al tasso convenzionale del 2,75% (beni ordinari) o 3,575% (Industria 4.0 e green), e va ad aggiungersi alla linea Capitalizzazione con tasso del 5% per micro e piccole imprese che aumentano il capitale sociale.
- L'investimento minimo resta di 20.000 euro, il massimo di 4 milioni per impresa, con obbligo di CUP in fattura dal 1° gennaio 2026.
- La Nuova Sabatini è cumulabile con Iperammortamento 2026-2028, ZES Unica e credito d'imposta R&S, purché non si superi il costo di acquisizione del bene.
- Per uno stesso investimento da 500.000 euro in beni 4.0 il risparmio combinato Nuova Sabatini + Iperammortamento può superare i 265.000 euro, oltre la metà del costo netto.
Lo scenario che nessuna PMI industriale considera — finché non è troppo tardi
Una SRL di lavorazioni meccaniche con quattordici dipendenti e un fatturato stabile attorno ai due milioni di euro sta valutando l'acquisto di un centro di lavoro CNC da trecentomila euro. Il fornitore è già stato selezionato, il leasing è stato offerto dalla banca al 5,8% annuo, il ROI è evidente in diciotto mesi. Quello che manca è la consapevolezza che, nel 2026, esiste una combinazione di strumenti pubblici — Nuova Sabatini, Iperammortamento e, se l'unità produttiva è nel Mezzogiorno, ZES Unica — che può abbattere il costo netto dell'investimento di oltre la metà.
Questo non è uno scenario raro.
Secondo l'ultimo rapporto del Mediocredito Centrale, dall'avvio della misura al 2023 sono state presentate oltre 125.000 domande per 4 miliardi di contributi impegnati, e nel 2025 i fondi si sono esauriti prima della chiusura formale dell'anno. La pianificazione precoce è la strategia che separa le PMI che ottengono il contributo da quelle che restano fuori.
La buona notizia?
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha rifinanziato la misura con 650 milioni per il biennio 2026-2027, e lo sportello è già riaperto. Il contributo copre fino al 3,575% degli interessi di un finanziamento standard, e per la linea Capitalizzazione arriva al 5% per micro e piccole imprese che rafforzano il capitale sociale.
La realtà?
La procedura richiede 4-6 settimane di preparazione, una banca convenzionata MIMIT, il Codice Unico di Progetto (CUP) obbligatorio in fattura dal 1° gennaio 2026, e una certificazione ambientale di processo o di prodotto per ottenere la maggiorazione green. Un errore nella documentazione blocca l'iter per settimane.
Se gestisci una SRL manifatturiera, metalmeccanica, alimentare o di servizi alle imprese con un programma di investimento tra ventimila e quattro milioni di euro, questa guida ti spiega esattamente come ottenere il contributo, quanto risparmiare concretamente e come non perdere il posto in graduatoria.
Cos'è la Nuova Sabatini 2026 e come funziona
La Nuova Sabatini è l'agevolazione storica del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) che sostiene gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese in beni strumentali nuovi di fabbrica, attraverso un contributo in conto impianti calcolato sugli interessi di un finanziamento bancario o di un'operazione di leasing.
Il meccanismo operativo si articola in tre passaggi, ed è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al passato. L'impresa richiede un finanziamento a una banca convenzionata MIMIT per acquistare il bene strumentale; il MIMIT eroga un contributo che abbatte gli interessi del finanziamento, calcolato su un tasso convenzionale del 2,75% per i beni ordinari e del 3,575% per i beni Industria 4.0 o green; il finanziamento bancario reale viene rimborsato secondo il piano di ammortamento ordinario, ma l'effetto pratico è una riduzione significativa del tasso effettivo, che in molti casi si avvicina allo zero.
La misura è disciplinata dall'articolo 2 del Decreto-Legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in Legge 98/2013) e successive modifiche, e trova la sua attuazione operativa nel Decreto interministeriale 22 aprile 2022. La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la dotazione con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027, dopo che i 96 milioni stanziati per il 2025 si erano esauriti nei primi mesi dell'anno.
Una novità rilevante del 2026 riguarda l'obbligo del Codice Unico di Progetto (CUP), che deve essere riportato su tutte le fatture di acquisto e sui bonifici di pagamento relativi al programma di investimento. L'omessa indicazione del CUP comporta l'inammissibilità della spesa, quindi è un dettaglio da presidiare con attenzione prima di emettere il primo ordine.
Le quattro linee di intervento: ordinario, 4.0, green e Capitalizzazione
La Nuova Sabatini 2026 si articola in quattro linee distinte, ciascuna con tassi e condizioni specifiche. Comprendere la differenza è il primo passo per massimizzare il risparmio.
La linea ordinaria è dedicata all'acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e hardware/software non classificabili come Industria 4.0. Il contributo è calcolato al tasso convenzionale del 2,75% annuo, che su un finanziamento quinquennale genera un risparmio interessante ma non trascurabile. Per un investimento di centomila euro, il contributo MIMIT è stimato in circa 7.720 euro, erogato in quote annuali.
La linea Industria 4.0 è riservata ai beni ad alto contenuto digitale riconducibili alle categorie dell'Allegato 6 della Legge 232/2016. Il tasso convenzionale sale al 3,575%, e per lo stesso investimento da centomila euro il contributo sale a circa 10.030 euro. La differenza del 30% sull'importo del contributo è il segnale più chiaro dell'orientamento del legislatore verso la trasformazione digitale.
La linea green, operativa dal 1° gennaio 2023, finanzia l'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature a basso impatto ambientale, con tasso convenzionale anch'esso al 3,575%. Per accedervi è necessaria un'idonea certificazione ambientale di processo o di prodotto, rilasciata secondo le modalità previste dal decreto interministeriale 22 aprile 2022. La certificazione va ottenuta prima della presentazione della domanda, perché il suo possesso è condizione di accesso alla maggiorazione.
La linea Capitalizzazione, attiva dal 1° ottobre 2024, è dedicata alle PMI costituite in forma di società di capitali che realizzano un programma di investimento collegato a un aumento del capitale sociale. Il tasso convenzionale è del 5% per le micro e piccole imprese e del 3,575% per le medie imprese. La delibera di aumento di capitale deve essere effettuata esclusivamente nella forma del conferimento in denaro e deve risultare adottata come versamento in conto aumento del capitale.
Giovanni Emmi, Dottore Commercialista:
"La scelta della linea non è quasi mai scontata. In Proclama SPA abbiamo seguito PMI che hanno spostato l'intero investimento da ordinario a 4.0 semplicemente rivedendo la classificazione tecnica di un macchinario, con un incremento del contributo del 30% senza modificare di un euro l'ammontare dell'investimento. Prima di presentare la domanda è sempre opportuno un confronto tecnico con il fornitore del bene."
Quanto vale il contributo: cinque esempi reali per dimensione di investimento
I numeri che seguono sono calcolati sul foglio di calcolo pubblicato dal MIMIT nella sezione dedicata alla Nuova Sabatini, applicato a scenari tipici di PMI italiane.
Esempio 1: investimento da 100.000 euro in beni ordinari.
Finanziamento bancario di pari importo al tasso convenzionale del 2,75% per cinque anni. Il contributo MIMIT è stimato in circa 7.720 euro, erogato in cinque quote annuali post-collaudo. L'effetto pratico è ridurre il tasso effettivo del finanziamento di circa due punti percentuali, portandolo in un range compreso tra il 3,5% e il 4% a seconda delle condizioni bancarie reali.
Esempio 2: investimento da 100.000 euro in beni 4.0.
Il tasso convenzionale sale al 3,575% e il contributo sale a circa 10.030 euro. La maggiorazione del 30% sull'importo del contributo si traduce in circa 2.300 euro di risparmio aggiuntivo a parità di investimento.
Esempio 3: investimento da 500.000 euro in beni 4.0.
Il contributo MIMIT stimato è di circa 50.150 euro. Cumulato con l'Iperammortamento 2026-2028 al 180%, genera un risparmio fiscale aggiuntivo di circa 215.000 euro (500.000 × 180% × 24% IRES). Il beneficio combinato supera i 265.000 euro, oltre la metà del costo netto.
Esempio 4: investimento da 1 milione di euro in beni green con certificazione ambientale.
Tasso convenzionale al 3,575%, contributo MIMIT stimato in circa 100.300 euro. La certificazione ambientale richiede un investimento di per sé (mediamente tra 5.000 e 15.000 euro per la prima certificazione) che è ammortizzato dal beneficio fiscale già nei primi due anni.
Esempio 5: linea Capitalizzazione per microimpresa con aumento di capitale da 200.000 euro.
Tasso convenzionale al 5%, contributo MIMIT stimato in circa 28.140 euro, a fronte di un investimento complessivo di 200.000 euro e di un aumento di capitale di pari importo deliberato e versato secondo le modalità previste dal decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43.
| Tipologia investimento | Contributo standard | Contributo maggiorato | Esempio su 100.000€ |
|---|---|---|---|
| Macchinari, attrezzature, impianti | 2,75% | — | 2.750€ (contributo indicativo base) |
| Investimenti 4.0 (Industria 4.0) | — | 3,575% (+30%) | 3.575€ (contributo indicativo base) |
| Investimenti green / efficienza energetica | — | 3,575% (+30%) | 3.575€ (contributo indicativo base) |
| Software gestionali (no 4.0) | 2,75% | — | 2.750€ (contributo indicativo base) |
| Beni immateriali 4.0 | — | 3,575% | 3.575€ (contributo indicativo base) |
| Capitalizzazione micro/piccole (con aumento capitale) | — | 5,00% | 5.000€ (contributo indicativo base) |
| Capitalizzazione medie (con aumento capitale) | — | 3,575% | 3.575€ (contributo indicativo base) |
I valori della tabella si riferiscono al contributo lordo annuo convenzionale, calcolato come percentuale sull'importo del finanziamento. Il contributo effettivo erogato dal MIMIT è pari al valore attuale degli interessi sul piano di ammortamento quinquennale, ed è quindi inferiore alla semplice moltiplicazione della percentuale per l'importo del finanziamento.
Beni finanziabili: cosa rientra e cosa resta escluso
La Nuova Sabatini 2026 finanzia esclusivamente beni strumentali nuovi di fabbrica destinati a strutture produttive. Rientrano nell'agevolazione macchinari, impianti di produzione, attrezzature industriali, hardware, software gestionali, sistemi di automazione e tecnologie digitali, mentre sono esclusi i beni usati o rigenerati, le immobilizzazioni in corso e gli acconti, e i beni che costituiscono mera sostituzione di beni già presenti in azienda.
L'importo minimo per ciascun bene è fissato in 516,46 euro al netto dell'IVA. Se una singola fattura include più beni strumentali di valore inferiore, l'intera fattura è ammissibile purché il totale superi la soglia. I beni acquisiti tramite leasing finanziario sono ammissibili alle stesse condizioni dell'acquisto diretto.
Per i beni 4.0, l'elenco delle tecnologie finanziabili è dettagliato nell'Allegato 6 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017) e successive integrazioni. Il bene deve essere autonomamente funzionale, ossia non può essere un componente o un accessorio di un macchinario già esistente, salvo il caso in cui il nuovo modulo introduca una funzionalità aggiuntiva nel ciclo produttivo.
Per la linea green, il bene deve essere accompagnato da una certificazione ambientale di processo o di prodotto rilasciata da un organismo di valutazione della conformità accreditato. Le certificazioni più diffuse sono ISO 14001 (sistema di gestione ambientale), EMAS (registrazione europea), e le certificazioni di prodotto specifiche del settore di appartenenza. La certificazione va acquisita prima della presentazione della domanda, anche se il decreto interministeriale prevede la possibilità di ottenerla in una fase successiva, purché prima dell'erogazione del contributo.
I beni oggetto del programma di investimento non possono essere alienati, ceduti o distratti dall'uso produttivo previsto nei tre anni successivi alla data di ultimazione del programma. La violazione di questo vincolo comporta la revoca del contributo e la restituzione delle somme già erogate, maggiorate degli interessi legali.
Requisiti soggettivi: chi può accedere alla misura
La Nuova Sabatini 2026 è riservata alle micro, piccole e medie imprese come definite dall'Allegato I del Regolamento (UE) n. 651/2014. La qualifica di PMI dipende dal numero dei dipendenti, dal fatturato annuo e dal totale di bilancio, ed è calcolata tenendo conto delle eventuali imprese collegate e associate. La verifica è spesso sottovalutata e genera frequenti cause di esclusione per mancata considerazione dei rapporti partecipativi all'interno di gruppi societari.
Alla data di presentazione della domanda, l'impresa deve essere regolarmente costituita e iscritta nel Registro delle Imprese, nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposta a procedure concorsuali con finalità liquidatoria. Non deve rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e non rimborsato aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea, e non deve trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà secondo la definizione comunitaria.
Per la linea Capitalizzazione sono richiesti due requisiti aggiuntivi: l'impresa deve essere costituita in forma di società di capitali (SRL, SRLS o SPA), e tra gli amministratori o i soci non devono figurare persone condannate con sentenza definitiva per il reato di falso in revisione (art. 2632 del codice civile).
Tutti i settori produttivi sono ammessi, con l'unica esclusione delle attività finanziarie e assicurative. Le imprese agricole e della pesca possono accedere alla misura purché siano iscritte al Registro delle Imprese.
La procedura operativa: come presentare la domanda nel 2026
La procedura operativa della Nuova Sabatini 2026 si articola in una fase preparatoria della durata di 4-6 settimane e in una fase istruttoria della durata di 60-90 giorni dalla data di trasmissione completa della domanda.
La fase preparatoria richiede la raccolta dei preventivi dei beni da acquistare, con dichiarazione di conformità 4.0 se applicabile, e l'individuazione di una banca convenzionata MIMIT. L'elenco aggiornato delle banche aderenti è pubblicato sul portale MIMIT e sul sito del Mediocredito Centrale. La verifica del plafond de minimis residuo dell'impresa sul Registro Nazionale Aiuti di Stato è un passaggio spesso trascurato ma determinante: l'esaurimento del plafond è causa frequente di esclusione nelle fasi finali dell'istruttoria.
L'impresa presenta la domanda sulla piattaforma digitale MIMIT (benistrumentali.dgiai.gov.it), accedendo con SPID, CIE o CNS del legale rappresentante. La domanda va poi trasmessa via PEC alla banca convenzionata prescelta, completa di tutta la documentazione richiesta: visura camerale aggiornata, bilanci degli ultimi due esercizi depositati, preventivi dei fornitori, eventuale dichiarazione di conformità 4.0, autocertificazione dei requisiti soggettivi e del regime de minimis.
La banca valuta il merito creditizio secondo le proprie metriche standard e, se positivo, trasmette la pratica al MIMIT che adotta il provvedimento di concessione entro 60 giorni dalla ricezione della documentazione completa. Solo dopo l'adozione del decreto di concessione l'impresa può procedere all'acquisto dei beni. L'acquisto preventivo, anche se effettuato in buona fede, invalida l'ammissibilità della spesa e non dà diritto al contributo.
L'erogazione del contributo avviene in quote annuali secondo il piano di ammortamento quinquennale. La prima quota è erogata entro 90 giorni dalla richiesta di erogazione, che l'impresa presenta sulla piattaforma MIMIT dopo il pagamento a saldo dei beni e la trasmissione della documentazione di rendicontazione. Per le domande presentate dal 1° gennaio 2022 con finanziamento di importo non superiore a 200.000 euro, il contributo è erogato in un'unica soluzione.
Cumulabilità: come combinare Nuova Sabatini con Iperammortamento e ZES Unica
Uno dei vantaggi più rilevanti della Nuova Sabatini 2026 è la sua ampia cumulabilità con altre misure di incentivazione, nel rispetto dei massimali previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.
La cumulabilità con l'Iperammortamento 2026-2028 è piena. L'Iperammortamento, disciplinato dalla Legge di Bilancio 2026, maggiorava del 180% il costo di acquisizione dei beni 4.0 ai fini IRES e IRAP, generando un risparmio fiscale calcolabile come 180% del valore del bene moltiplicato per l'aliquota IRES del 24%. Il cumulo con il contributo in conto interessi della Nuova Sabatini non costituisce aiuto di Stato e pertanto non è soggetto ai limiti di intensità, purché il cumulo non determini il superamento del costo di acquisizione del bene.
La cumulabilità con la ZES Unica è ammessa per le spese ammissibili riconducibili alla ZES, ossia per gli investimenti realizzati in unità produttive localizzate nelle regioni del Mezzogiorno. Il credito d'imposta ZES Unica è calcolato come percentuale del costo dei beni strumentali acquistati, con aliquote differenziate per dimensione d'impresa (fino al 50% per le piccole imprese, 40% per le medie, 30% per le grandi). Anche in questo caso il cumulo è ammesso purché il valore complessivo delle agevolazioni non superi il costo del bene.
La cumulabilità con il credito d'imposta Ricerca & Sviluppo è ammessa per le spese di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, mentre non è ammessa la cumulabilità con altri contributi in conto impianti sui medesimi beni, salvo che il diverso strumento preveda espressamente la compatibilità.
Pro Tip:
Prima di presentare la domanda sulla Nuova Sabatini, è opportuno simulare il piano di cumulo su tutti gli strumenti disponibili per il bene che si intende acquistare. Un investimento in beni 4.0 in unità produttiva localizzata nel Mezzogiorno con un programma di ricerca collegato può beneficiare di tre o quattro incentivi diversi, e il risparmio complessivo può superare abbondantemente il 50% del costo del bene.
La certificazione ambientale per la linea green: come ottenerla
La linea green della Nuova Sabatini 2026 richiede il possesso di una certificazione ambientale di processo o di prodotto, rilasciata da organismi accreditati secondo le norme tecniche vigenti. La certificazione più diffusa è la ISO 14001, che attesta l'adozione di un sistema di gestione ambientale conforme allo standard internazionale.
L'iter di ottenimento della certificazione ISO 14001 richiede mediamente dai tre ai sei mesi e un investimento compreso tra 5.000 e 15.000 euro per le PMI di piccole dimensioni, con costi che salgono per le imprese di maggiori dimensioni. L'iter si articola in quattro fasi: analisi ambientale iniziale, definizione della politica ambientale e degli obiettivi di miglioramento, implementazione del sistema di gestione, verifica di terza parte da parte dell'ente certificatore.
Per le imprese che hanno già ottenuto la certificazione EMAS (Eco-Management and Audit Scheme), l'iter è notevolmente più rapido, poiché EMAS è considerata equivalente alla ISO 14001 ai fini dell'accesso alla linea green. Le certificazioni di prodotto, come la EPD (Environmental Product Declaration) o le certificazioni di settore (FSC per il legno, GOTS per il tessile biologico, ecc.), sono ammesse purché rilasciate da organismi accreditati e relative al prodotto o alla linea di prodotto per cui si richiede il contributo.
Una precisazione operativa: la certificazione deve essere posseduta al momento della presentazione della domanda di accesso al contributo, oppure al momento della presentazione della richiesta di erogazione, secondo quanto previsto dal decreto interministeriale 22 aprile 2022. Possedere la certificazione solo in una fase intermedia, senza averla al momento della domanda iniziale, può determinare la riduzione del contributo al tasso ordinario del 2,75%, con la perdita della maggiorazione green del 30%.
Vincoli post-concessione e revoca del contributo
L'accettazione del contributo Nuova Sabatini 2026 comporta l'assunzione di una serie di obblighi vincolanti la cui violazione può determinare la revoca del contributo e la restituzione delle somme erogate.
Il vincolo principale è quello di stabilità dell'investimento: i beni oggetto del programma di investimento non possono essere alienati, ceduti o distratti dall'uso produttivo previsto nei tre anni successivi alla data di ultimazione del programma. La cessione a qualsiasi titolo, anche a società del gruppo, la vendita, la permuta, il comodato e il trasferimento all'estero configurano ipotesi di distrazione e comportano la revoca del contributo.
Un secondo vincolo riguarda la tracciabilità dei pagamenti: tutte le spese devono essere pagate esclusivamente tramite bonifici bancari, SEPA Credit Transfer o ricevute bancarie (RI.BA.), in modo da consentire la piena tracciabilità delle operazioni. Non sono ammesse compensazioni di crediti verso i fornitori né pagamenti in contanti, anche se di importo inferiore alle soglie antiriciclaggio.
Il CUP deve essere riportato obbligatoriamente su tutte le fatture di acquisto e sui bonifici di pagamento, pena l'inammissibilità della spesa. L'omessa o errata indicazione del CUP è la causa più frequente di revoca parziale del contributo, e genera lunghe istruttorie di recupero. È opportuno richiedere il CUP al MIMIT prima di emettere il primo ordine, e verificarlo con attenzione su ciascun documento di spesa.
Per la linea Capitalizzazione, l'impresa è tenuta a sottoscrivere l'aumento di capitale entro trenta giorni dal provvedimento di concessione, e a versare le quote deliberate nei termini e nelle modalità previste dal decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43. Il mancato versamento comporta la decadenza dal beneficio della Capitalizzazione, con conversione automatica al tasso del 2,75% o 3,575% secondo la natura dei beni, previa presentazione di una nuova domanda.
Cosa cambia nel 2026: le novità rispetto al 2025
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune novità rilevanti rispetto al 2025, che è opportuno conoscere per pianificare al meglio il proprio investimento.
La prima novità è il rifinanziamento della dotazione da 96 milioni (2025) a 650 milioni per il biennio 2026-2027, con una dotazione annua effettiva di circa 325 milioni. Si tratta di un incremento significativo, che dovrebbe evitare l'esaurimento anticipato dei fondi che ha caratterizzato gli ultimi anni.
La seconda novità è l'obbligo del CUP in fattura dal 1° gennaio 2026, con effetto immediato sulle domande presentate successivamente a tale data. Il CUP va richiesto al MIMIT in fase di presentazione della domanda, e va indicato dal fornitore in fattura. L'omessa indicazione non è sanabile e comporta l'inammissibilità della spesa, quindi è un dettaglio da gestire con il fornitore prima dell'emissione della fattura.
Una terza novità riguarda l'obbligo di copertura assicurativa per i danni catastrofali, introdotto dal decreto ministeriale 18 giugno 2025, che ha esteso a tutti gli incentivi MIMIT l'obbligo di stipula di polizze assicurative a copertura dei danni direttamente cagionati da calamità naturali ed eventi catastrofali. La disciplina della Nuova Sabatini sarà adeguata mediante un decreto interministeriale attualmente in fase di finalizzazione, e i dettagli operativi saranno pubblicati sul portale MIMIT non appena disponibile.
Domande frequenti sulla Nuova Sabatini 2026
Quanto tempo passa dalla domanda all'erogazione del contributo?
Indicativamente dai dodici ai diciotto mesi complessivi. Le prime quattro-sei settimane sono dedicate alla preparazione della documentazione, seguite da tre-quattro settimane di istruttoria bancaria e fino a sessanta giorni per l'adozione del decreto di concessione MIMIT. L'investimento va poi completato entro dodici mesi dalla stipula del finanziamento, e la prima quota di contributo viene erogata entro tre-sei mesi dalla rendicontazione finale.
La mia SRL è collegata ad altre società del gruppo: come incide sulla qualifica PMI?
La qualifica di PMI si calcola tenendo conto dei dati di bilancio e dei dipendenti di tutte le imprese collegate e associate, come definito nell'Allegato I del Regolamento UE 651/2014. Una SRL partecipata al 51% da una holding che controlla altre cinque società può facilmente superare le soglie di fatturato o dipendenti previste per le PMI, perdendo l'accesso alla misura. È opportuno effettuare la verifica della dimensione di impresa con il proprio commercialista prima di presentare la domanda.
Il contributo Nuova Sabatini è compatibile con il credito d'imposta Transizione 5.0?
Sì. La Nuova Sabatini non è considerata aiuto di Stato e pertanto non si applicano i limiti di cumulo previsti dalla disciplina europea. Il cumulo tra Nuova Sabatini, Transizione 5.0 e credito d'imposta ZES Unica è ammesso a condizione che la somma delle agevolazioni non superi il costo di acquisizione dei beni. Una verifica preventiva del piano di cumulo è sempre raccomandata.
Posso presentare domanda per un bene acquistato in leasing?
Sì. La Nuova Sabatini ammette sia l'acquisto diretto sia l'acquisizione tramite leasing finanziario, purché il bene sia nuovo di fabbrica e venga utilizzato nell'unità produttiva dell'impresa richiedente. In caso di leasing, il contributo è calcolato sul valore del bene e viene erogato secondo le stesse modalità previste per l'acquisto diretto, con l'unica differenza che il piano di ammortamento convenzionale decorre dalla data di consegna del bene.
Cosa succede se rinuncio al contributo dopo averlo ricevuto?
La rinuncia al contributo dopo l'erogazione comporta la restituzione delle somme percepite, maggiorate degli interessi legali e delle eventuali sanzioni amministrative. La rinuncia prima dell'adozione del decreto di concessione è sempre possibile senza oneri, ma pregiudica la possibilità di presentare una nuova domanda per lo stesso investimento nell'anno in corso.
La mia impresa ha già ottenuto un contributo Nuova Sabatini nel 2024: posso presentarne un'altra nel 2026?
Sì, non esiste alcun limite al numero di domande presentabili dalla stessa impresa nel tempo, purché ciascuna domanda si riferisca a un programma di investimento distinto e autonomo. È necessario verificare che il plafond de minimis dell'impresa sia sufficiente ad assorbire il nuovo contributo, considerando i tre anni precedenti.
Quali sono gli errori più comuni che bloccano la domanda?
Gli errori più frequenti sono la mancata verifica della dimensione di impresa in presenza di gruppi societari, l'omessa indicazione del CUP in fattura, l'acquisto di beni usati o rigenerati spacciati per nuovi, e la mancata corrispondenza tra la descrizione del bene in domanda e la fattura. Un check-up preliminare della documentazione con il proprio commercialista è l'unica forma efficace di prevenzione.
Hai un investimento in beni strumentali da finanziare?
La Nuova Sabatini 2026 è una delle poche misure strutturali della finanza agevolata italiana, ma la complessità procedurale richiede un approccio strutturato per non perdere il contributo o ritrovarsi con una revoca dopo l'erogazione.
In Proclama SPA affianchiamo le PMI in tutte le fasi della Nuova Sabatini, dalla verifica della dimensione d'impresa alla scelta della linea più vantaggiosa, dalla raccolta della documentazione alla presentazione della domanda, fino alla rendicontazione e all'incasso delle quote annuali.
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