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Resto al Sud 2.0 2026: Guida Aggiornata per Under 35 nelle Regioni del Mezzogiorno | SRLonline

Resto al Sud 2.0 attivo dal 15 ottobre 2025 per under 35 nel Mezzogiorno: voucher a fondo perduto fino a 50.000 euro e finanziamenti fino a 200.000 euro a tasso zero.

Resto al Sud 2.0 2026: Guida Aggiornata per Under 35 nelle Regioni del Mezzogiorno | SRLonline
Bandi e incentivi22/06/202615 minGiovanni Emmi

Il bando Resto al Sud è gestito da Invitalia

Fondo Perduto Garantito
Agevolazione Nazionale
Finanziamento fino al 90%
Bandi e incentivi
22/06/2026
15 min
Giovanni EmmiGiovanni Emmi

In breve

  • Resto al Sud 2.0 è attivo dal 15 ottobre 2025 ed è destinato a under 35 che vogliono avviare una nuova attività imprenditoriale, professionale o di lavoro autonomo nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia).
  • La misura prevede un voucher a fondo perduto fino a 50.000 euro per le nuove iniziative di autoimpiego e un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato per i programmi di investimento fino a 200.000 euro, con aliquote del 75% per investimenti fino a 120.000 euro e 70% per la fascia tra 120.000 e 200.000 euro.
  • Il 50% a fondo perduto rende Resto al Sud 2.0 una delle misure più generose della finanza agevolata italiana, con coperture fino a 90.000 euro a fondo perduto e 100.000 euro come finanziamento agevolato.
  • Le domande vanno presentate esclusivamente online sul portale Invitalia e vengono esaminate in ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.
  • La dotazione complessiva è di 356,4 milioni di euro (Programma Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027 del Ministero del Lavoro), con procedure a sportello fino a esaurimento dei fondi.

Lo scenario che nessun under 35 del Mezzogiorno considera — finché non è troppo tardi

Una ragazza di ventinove anni, laureata in economia a Bari e con tre anni di esperienza in una SRL di consulenza aziendale, sta valutando l'apertura di uno studio di consulenza per la transizione digitale rivolto alle micro e piccole imprese della Puglia. Il business plan è pronto, i primi clienti sono già stati contattati, le attrezzature sono state selezionate. Quello che manca è la consapevolezza che, con Resto al Sud 2.0, potrebbe ottenere fino a 90.000 euro a fondo perduto più un finanziamento agevolato a tasso zero per altri 100.000 euro, per un totale di copertura fino a 190.000 euro su un investimento complessivo di 200.000.

Questo non è uno scenario raro.

Secondo i dati Invitalia, nei primi mesi di operatività di Resto al Sud 2.0 sono state presentate migliaia di domande, con una concentrazione significativa in Campania, Sicilia e Puglia. La finestra temporale per accedere alla misura è ampia (lo sportello resterà aperto fino a esaurimento dei fondi, previsto indicativamente entro il 2027), ma l'esperienza della versione precedente (Resto al Sud 1.0) insegna che le risorse si esauriscono con largo anticipo rispetto alla chiusura formale.

La buona notizia?

Resto al Sud 2.0 è una delle poche misure italiane che combina una quota a fondo perduto significativa con un finanziamento agevolato, ed è aperta non solo alle SRL ma anche alle ditte individuali, ai liberi professionisti, alle società di persone e alle cooperative. L'età massima di 35 anni non compiuti è un vincolo, ma è sufficientemente ampia da coprire la maggior parte delle traiettorie di avvio di un'attività.

La realtà?

La procedura richiede un business plan dettagliato, la dimostrazione della disponibilità di un'unità locale nel Mezzogiorno, e un'istruttoria che può richiedere diverse settimane. L'inquadramento giuridico e previdenziale del neo-imprenditore va ponderato con attenzione per non perdere i benefici contributivi previsti dalla misura.

Se hai meno di 35 anni e vuoi avviare o hai avviato da meno di dodici mesi un'attività nelle regioni del Mezzogiorno, questa guida ti spiega come accedere a Resto al Sud 2.0, quanto puoi ottenere concretamente e quali sono gli errori più frequenti che bloccano la domanda.

Cos'è Resto al Sud 2.0 e come funziona

Resto al Sud 2.0 è la versione aggiornata dell'incentivo istituito dalla Legge 91/2017 e riformato dal Decreto Coesione (D.L. 60/2024, convertito in Legge 95/2024), con una dotazione di 356,4 milioni di euro (Programma Nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) destinati a under 35 nelle otto regioni del Mezzogiorno. La misura è operativa dal 15 ottobre 2025 e prevede due linee di intervento distinte, calibrate sulla natura dell'iniziativa.

La Linea A — Autoimpiego è dedicata all'avvio di attività di lavoro autonomo, libero-professionale o di micro-impresa individuale, ed è caratterizzata da un voucher a fondo perduto fino a 50.000 euro destinato a coprire le spese di avvio e di primo investimento. Il voucher è erogato in due tranche, di cui la prima fino al 50% all'avvio dell'attività e la seconda a saldo, a seguito della rendicontazione delle spese sostenute.

La Linea B — Investimenti produttivi è dedicata all'avvio e al consolidamento di imprese individuali, società di persone, società di capitali e cooperative, ed è caratterizzata da un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato per programmi di investimento fino a 200.000 euro. L'aliquota di copertura è del 75% per la fascia fino a 120.000 euro (90.000 euro a fondo perduto), e del 70% per la fascia tra 120.000 e 200.000 euro (con ulteriori 56.000 euro, di cui 35.000 a fondo perduto e 21.000 come finanziamento agevolato). Il finanziamento agevolato è a tasso zero, con durata fino a otto anni e pre-ammortamento fino a due anni.

Il contributo a fondo perduto complessivo può arrivare fino a 90.000 euro per i programmi di investimento più strutturati, e 50.000 euro per i voucher della Linea A. Si tratta di importi estremamente significativi nel panorama della finanza agevolata italiana, e rendono Resto al Sud 2.0 una delle misure più generose attualmente disponibili per i giovani che vogliono fare impresa.

Chi può accedere: requisiti soggettivi e territoriali

I requisiti soggettivi di Resto al Sud 2.0 sono definiti dall'articolo 24 del Decreto Coesione e dalla Circolare operativa di Invitalia.

Requisito di età

: il titolare (per le imprese individuali) o la compagine (per le società) deve essere composta per almeno il 51% da under 35 (persone di età compresa tra 18 e 35 anni non compiuti). Per le società, il requisito è verificato sia sotto il profilo numerico sia sotto il profilo delle quote di partecipazione.

Requisito di localizzazione

: l'attività deve essere avviata o essere stata avviata da non più di dodici mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, e deve essere localizzata in una delle otto regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. La sede operativa rilevante è quella in cui si svolge l'attività, e non necessariamente la sede legale, purché la sede operativa sia nel Mezzogiorno.

Forme giuridiche ammesse

: ditte individuali, società di persone (SNC, SAS), società di capitali (SRL, SRLS, SPA), cooperative, e liberi professionisti in possesso di partita IVA. Sono escluse le società di capitali costituite da più di dodici mesi alla data di presentazione della domanda, salvo il caso in cui l'impresa sia stata costituita per subentrare nella gestione di un'attività preesistente del titolare.

Requisiti soggettivi

: i soggetti richiedenti non devono essere titolari di altra attività d'impresa al momento della domanda, e non devono avere in corso procedure concorsuali o di liquidazione volontaria. È richiesta la residenza nel Mezzogiorno oppure l'impegno a trasferire la residenza entro sessanta giorni dalla data di ammissione alle agevolazioni.

Giovanni Emmi, Dottore Commercialista:

"Il requisito di under 35 non compiuti è apparentemente semplice ma genera frequenti esclusioni per errori di calcolo. In Proclama SPA abbiamo visto domande respinte per un solo giorno di sforamento del limite di età, con conseguente perdita dell'intero beneficio. È opportuno verificare la data di nascita con largo anticipo e calcolare il requisito alla data di presentazione della domanda, non alla data di costituzione dell'impresa."

Cosa si può finanziare: spese ammissibili

Le spese ammissibili a Resto al Sud 2.0 sono articolate in due categorie, con regole distinte per la Linea A (voucher) e la Linea B (investimenti).

Per la Linea A — Autoimpiego, le spese ammissibili sono riconducibili a: attrezzature e macchinari nuovi, software e licenze, hardware, opere murarie strettamente funzionali all'installazione delle attrezzature (limitate al 30% del programma), consulenze specialistiche (limitate al 5% del programma), spese di avvio dell'attività (costituzione, iscrizione al Registro Imprese, autorizzazioni), e capitale circolante fino al 20% del programma.

Per la Linea B — Investimenti produttivi, le spese ammissibili sono più articolate: acquisto di beni strumentali nuovi, macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici e servizi ICT, brevetti e licenze d'uso, opere murarie e assimilate (limitate al 30% del programma), consulenze specialistiche (limitate al 5% del programma), e capitale circolante fino al 20% del programma. Per il settore turismo è ammesso l'acquisto di immobili, limitato al 40% del programma di investimento.

Una particolarità di Resto al Sud 2.0 è l'ammissibilità della spesa per la formazione del titolare e dei soci under 35, che può essere finanziata fino a 5.000 euro per il primo anno di attività, a condizione che la formazione sia erogata da soggetti accreditati e sia coerente con il business plan presentato.

Le spese devono essere sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda, oppure, in caso di attività già avviata, successivamente alla data di costituzione dell'impresa. Le spese sostenute in data anteriore alla domanda non sono ammissibili, salvo il caso di spese di costituzione dell'impresa e di iscrizione al Registro Imprese.

La procedura operativa: dal portale Invitalia all'erogazione

La procedura operativa di Resto al Sud 2.0 è integralmente gestita da Invitalia, soggetto attuatore della misura per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri — Dipartimento per le politiche di coesione.

La presentazione della domanda avviene esclusivamente online attraverso l'area riservata del portale Invitalia (invitalia-areariservata-fe.npi.invitalia.it), con accesso tramite SPID, CIE o CNS del richiedente. La domanda deve essere compilata in tutte le sue parti e deve essere accompagnata dalla documentazione richiesta: business plan, preventivi dei beni da acquistare, visura camerale, dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà sui requisiti soggettivi, documentazione attestante l'eventuale possesso di requisiti premiali.

L'istruttoria delle domande è condotta da Invitalia in ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili. La verifica di ricevibilità è effettuata entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, mentre la verifica di merito richiede tipicamente dai 60 ai 90 giorni, con possibili richieste di integrazione documentale che possono allungare i tempi.

L'ammissione alle agevolazioni è disposta con provvedimento del soggetto gestore, e viene comunicata al richiedente tramite posta elettronica certificata. Il provvedimento indica l'importo del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato riconosciuti, le spese ammissibili e il piano di erogazione.

L'erogazione del contributo a fondo perduto avviene in due tranche, di cui la prima fino al 50% all'avvio dell'attività e la seconda a saldo, a seguito della rendicontazione delle spese sostenute. Il finanziamento agevolato è erogato in un'unica soluzione al momento della stipula del contratto di finanziamento, oppure in tranche collegate all'avanzamento del programma di investimento.

Cumulabilità con altre agevolazioni

Resto al Sud 2.0 è cumulabile con altre misure di agevolazione, nel rispetto dei massimali di intensità di aiuto previsti dalla normativa UE e nazionale.

La cumulabilità con la Nuova Sabatini è ammessa per i beni strumentali acquistati con il finanziamento Resto al Sud, fermo restando il rispetto del limite del costo di acquisizione del bene. La cumulabilità con l'Iperammortamento 2026-2028 è ammessa per i beni 4.0 acquistati con il programma di investimento, con applicazione dei criteri generali di cumulo previsti dalla disciplina dell'Iperammortamento.

La cumulabilità con la ZES Unica è ammessa per i programmi di investimento localizzati nelle unità produttive del Mezzogiorno, con applicazione delle regole generali di cumulo tra credito d'imposta ZES e altre agevolazioni regionali e nazionali. Particolarmente vantaggiosa è la combinazione tra Resto al Sud 2.0 e ZES Unica per i programmi di investimento più strutturati, che può portare il risparmio complessivo a superare il 70% del costo del programma.

La cumulabilità con il credito d'imposta Ricerca & Sviluppo è ammessa per le spese di ricerca e sviluppo sostenute nell'ambito del programma di investimento, con applicazione delle regole generali di cumulo.

Pro Tip:

Per massimizzare il risparmio complessivo, è opportuno pianificare il programma di investimento in modo da coordinare le spese ammissibili a Resto al Sud 2.0 con le spese ammissibili alle altre agevolazioni, evitando sovrapposizioni che riducano l'efficacia del cumulo. Un business plan strutturato è lo strumento ideale per questa pianificazione integrata.

Gli errori più frequenti che bloccano la domanda

L'esperienza dei primi mesi di operatività di Resto al Sud 2.0 ha messo in luce alcuni errori ricorrenti che è opportuno conoscere per evitare ritardi o esclusioni.

Il primo errore è la mancata verifica della data di nascita rispetto al limite dei 35 anni non compiuti. La verifica va effettuata alla data di presentazione della domanda, non alla data di costituzione dell'impresa o alla data di avvio dell'attività. Un solo giorno di sforamento determina l'inammissibilità della domanda.

Il secondo errore è la compilazione incompleta del business plan, che deve contenere il piano industriale, il piano degli investimenti, il piano delle fonti e degli impieghi, le previsioni economiche e finanziarie almeno triennali, e l'analisi del mercato di riferimento. Un business plan generico o lacunoso è spesso causa di esclusione per mancata dimostrazione della sostenibilità economico-finanziaria dell'iniziativa.

Il terzo errore è la mancata corrispondenza tra le spese preventivate e le spese rendicontate, che può determinare la revoca parziale del contributo. È opportuno conservare tutta la documentazione di spesa in originale, con fatture elettroniche e bonifici tracciati, e verificare la corrispondenza tra preventivo e consuntivo prima della rendicontazione.

Il quarto errore è la mancata attivazione della partita IVA prima della presentazione della domanda, per le attività che la richiedono. Per i liberi professionisti, la partita IVA va aperta prima della presentazione della domanda; per le imprese, l'iscrizione al Registro Imprese va completata prima della presentazione della domanda.

Domande frequenti su Resto al Sud 2.0

Posso presentare domanda se ho già avviato l'attività?

Sì, purché l'attività sia stata avviata da non più di dodici mesi rispetto alla data di presentazione della domanda. Le spese sostenute dopo l'avvio dell'attività e prima della domanda sono ammissibili, purché coerenti con il programma di investimento presentato. Le spese sostenute prima dell'avvio dell'attività non sono ammissibili.

Cosa succede se la compagine societaria cambia dopo l'ammissione?

Il cambio di compagine è ammesso a condizione che il requisito under 35 sia mantenuto per almeno i cinque anni successivi all'erogazione del contributo. In caso di uscita di un socio under 35, l'impresa è tenuta a comunicare la variazione a Invitalia e a verificare che il requisito di compagine under 35 sia mantenuto. La violazione del vincolo comporta la revoca del contributo e la restituzione delle somme erogate.

Il voucher della Linea A è compatibile con la Linea B?

No. Il voucher della Linea A e il mix di contributo e finanziamento della Linea B sono alternativi, e l'impresa deve scegliere l'una o l'altra in fase di presentazione della domanda. La scelta dipende dalla natura dell'iniziativa: per le micro-imprese individuali e i liberi professionisti è più adatta la Linea A, mentre per le società e le iniziative più strutturate è più adatta la Linea B.

Posso presentare domanda se ho già beneficiato di Resto al Sud 1.0?

No, l'accesso a Resto al Sud 2.0 è precluso a chi ha già beneficiato di Resto al Sud 1.0 per lo stesso territorio e per la stessa attività. La verifica viene effettuata da Invitalia incrociando i database delle due misure.

Quali sono i vincoli di destinazione del contributo a fondo perduto?

Il contributo a fondo perduto deve essere utilizzato esclusivamente per le spese ammissibili previste dal programma di investimento approvato. L'utilizzo per spese diverse comporta la revoca del contributo e la restituzione delle somme erogate. La rendicontazione deve essere effettuata entro dodici mesi dall'erogazione della prima tranche, con proroga motivata di ulteriori sei mesi in caso di circostanze eccezionali.

Resto al Sud 2.0 è cumulabile con Smart&Start Italia?

No. Le due misure sono alternative per i soggetti ammissibili a entrambe, e l'impresa deve scegliere l'una o l'altra in fase di presentazione della domanda. La scelta dipende dalla natura dell'iniziativa: Smart&Start è più adatto per le startup innovative ad alto contenuto tecnologico, mentre Resto al Sud 2.0 è più adatto per le iniziative imprenditoriali tradizionali nelle regioni del Mezzogiorno.

Hai un'idea imprenditoriale under 35 nelle regioni del Mezzogiorno?

Resto al Sud 2.0 è una delle misure più generose della finanza agevolata italiana per under 35, ma la complessità del business plan e della documentazione richiesta rendono opportuno un affiancamento professionale.

In Proclama SPA affianchiamo i giovani imprenditori in tutte le fasi di Resto al Sud 2.0, dalla verifica dei requisiti soggettivi alla redazione del business plan, dalla presentazione della domanda alla rendicontazione delle spese.

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Giovanni Emmi

Giovanni Emmi

Autore

Dottore Commercialista, CEO & founder di Proclama SpA tra professionisti

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