In breve
- SIMEST ha riaperto dal 25 maggio 2026 la linea Transizione Digitale ed Ecologica con nuove condizioni per le imprese energivore e per quelle colpite dal conflitto nell'area del Golfo Persico, con un plafond dedicato di 800 milioni di euro.
- La linea offre un finanziamento agevolato al tasso fisso dello 0,319% di durata fino a otto anni (sei anni ordinari, otto per energivore, USA e Golfo), con quota a fondo perduto fino al 10% per le PMI italiane e fino al 20% per le imprese energivore o con efficientamento energetico certificato.
- Per le PMI del Mezzogiorno il fondo perduto sale automaticamente al 20% e fino al 30% per le PMI colpite dal conflitto nel Golfo Persico, con esenzione dalle garanzie per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026.
- L'importo massimo finanziabile è di 500.000 euro per le micro imprese, 2,5 milioni per le PMI e PMI innovative, e 5 milioni per le altre imprese, con durata fino a otto anni di cui due di pre-ammortamento.
- La misura è cumulabile con la Nuova Sabatini, l'Iperammortamento 2026 e la ZES Unica purché non si superino i massimali di intensità previsti dalla normativa UE sugli aiuti di Stato.
Lo scenario che nessuna PMI esportatrice considera — finché non è troppo tardi
Una SRL di macchine utensili con sede in provincia di Brescia, ventitré dipendenti e un fatturato export pari al 35% del totale, sta valutando un investimento da ottocentomila euro per introdurre una piattaforma di industrial automation con monitoraggio IoT e dashboard di analytics predittiva. Il piano è solido, i fornitori sono stati selezionati, il ROI è evidente in trenta mesi. Quello che manca è la consapevolezza che esiste un finanziamento pubblico a tasso vicino allo zero, con una quota a fondo perduto fino al 30% per le PMI che operano in settori ad alta intensità energetica.
Questo non è uno scenario raro.
Secondo i dati SIMEST, dall'avvio della linea Transizione Digitale ed Ecologica nel 2023 sono state ammesse migliaia di PMI, e la domanda è cresciuta stabilmente fino alla riapertura del 25 maggio 2026. Il plafond dedicato di 800 milioni per il 2026 è il segnale più chiaro dell'orientamento del legislatore verso la doppia transizione, e va letto insieme al piano Transizione 5.0 e ai bandi PR FESR regionali.
La buona notizia?
La riapertura del 25 maggio ha introdotto condizioni significativamente più vantaggiose per le imprese energivore e per quelle del Mezzogiorno, con quote a fondo perduto che in alcuni casi raggiungono il 30% del finanziamento, e con l'esenzione dalle garanzie per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026.
La realtà?
La procedura richiede l'apertura di un conto corrente dedicato, la trasmissione telematica della domanda con documentazione firmata digitalmente, e un'istruttoria del Comitato Agevolazioni che può richiedere diverse settimane. Un errore nella documentazione o nella scelta del regime di aiuto può determinare la revoca del contributo a fondo perduto con restituzione delle somme.
Se gestisci una PMI manifatturiera, digitale o di servizi alle imprese con un programma di investimento in digitalizzazione, sostenibilità o rafforzamento patrimoniale, questa guida ti spiega come accedere al finanziamento SIMEST, quanto costa concretamente e come posizionarti per ottenere la quota a fondo perduto più alta possibile.
Cos'è la linea SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica 2026
La linea SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica è uno strumento agevolativo gestito da SIMEST per conto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, operativo dal 2023 e rafforzato dalla Legge di Bilancio 2024 (art. 1, L. 207/2024) e dalle successive modifiche introdotte dal decreto ministeriale che ha dato attuazione al rifinanziamento per il biennio 2025-2026.
La misura è destinata a tutte le imprese italiane con vocazione internazionale, e in particolare alle micro, piccole e medie imprese, con priorità di fatto per le PMI che presentano i requisiti dimensionali e territoriali previsti dai regolamenti UE sugli aiuti di Stato. La riapertura del 25 maggio 2026 ha introdotto tre platee specifiche che beneficiano di condizioni dedicate: le imprese energivore o che hanno intrapreso percorsi di efficientamento energetico certificato, le imprese colpite dal conflitto nell'area del Golfo Persico con riduzione di fatturato o incremento dei costi energetici, e le imprese con interessi negli Stati Uniti che intendono rafforzare la propria presenza commerciale o produttiva.
La linea si articola in due componenti integrate: il finanziamento agevolato a tasso fisso calmierato, e la quota a fondo perduto riconosciuta come incentivazione al ricorso allo strumento. La quota a fondo perduto non è automatica, ma richiede il possesso di specifici requisiti soggettivi che variano in funzione della dimensione d'impresa, della localizzazione, del settore di appartenenza e della tipologia di investimento.
L'importo massimo finanziabile è determinato dal minore tra tre parametri: il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci (voce A1 del conto economico), il massimale previsto per la classe dimensionale di appartenenza (500.000 euro per le micro imprese, 2,5 milioni per le PMI e PMI innovative, 5 milioni per le altre imprese), e l'importo minimo di 10.000 euro.
Quanto si ottiene: tasso, durata e quota a fondo perduto
Il finanziamento SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica offre condizioni significativamente più vantaggiose rispetto al credito bancario ordinario, con tassi e durate calibrate sul tipo di impresa e sulla tipologia di investimento.
Per le imprese che non rientrano nelle categorie dedicate (energivore, Golfo Persico, USA), il tasso fisso è dello 0,319% annuo, calcolato sul piano di ammortamento con durata di sei anni, di cui due di pre-ammortamento. La quota a fondo perduto è fino al 10% dell'importo del finanziamento agevolativo richiesto, e comunque fino a un massimo di 100.000 euro, riconosciuta in presenza dei requisiti previsti dalla circolare operativa 4/394/2023 e successive modifiche.
Per le imprese energivore o che hanno intrapreso un percorso di efficientamento energetico certificato (con diagnosi energetica in corso di validità, certificazione ISO 50001, ISO 14064-1 o -2, ISO 14068), la durata del finanziamento è estesa a otto anni, di cui due di pre-ammortamento, e la quota a fondo perduto è raddoppiata al 20%, fino a un massimo di 200.000 euro. Per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026, è inoltre prevista l'esenzione dalla prestazione delle garanzie e l'aumento della quota di rafforzamento patrimoniale fino al 90% dell'importo deliberato.
Per le imprese colpite dal conflitto nell'area del Golfo Persico con riduzione di fatturato o incremento dei costi energetici, il trattamento è ancora più favorevole: la quota a fondo perduto per le PMI arriva al 30%, fino a un massimo di 300.000 euro, con durata del finanziamento estesa a otto anni e quota di rafforzamento patrimoniale fino al 90%.
Per le imprese con interessi negli USA, la quota del finanziamento destinabile al rafforzamento patrimoniale della controllata statunitense è elevata all'80%, con durata estesa a otto anni e anticipi del 50% sulla prima tranche di erogazione.
| Tipologia impresa | Tasso | Durata | Fondo perduto | Massimale fondo perduto | Garanzie |
|---|---|---|---|---|---|
| PMI standard | 0,319% | 6 anni (2 pre-amm.) | 10% | 100.000€ | Sì (secondo scoring) |
| PMI energivora / efficientamento | 0,319% | 8 anni (2 pre-amm.) | 20% | 200.000€ | Esenzione fino 31/12/2026 |
| PMI colpita da conflitto Golfo | 0,319% | 8 anni (2 pre-amm.) | 30% (PMI) | 300.000€ (PMI) | Esenzione fino 31/12/2026 |
| Impresa con interessi USA | 0,319% | 8 anni (2 pre-amm.) | 10% | 100.000€ | Secondo scoring |
| PMI del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) | 0,319% | 6 anni (2 pre-amm.) | 20% | 200.000€ | Esenzione se con sede operativa |
Cosa si può finanziare: le tre aree di investimento
Il finanziamento SIMEST 2026 può essere utilizzato per tre aree di investimento, ciascuna con un proprio perimetro di spese ammissibili. La scelta dell'area o della combinazione di aree dipende dal piano industriale dell'impresa, ed è opportuno che sia coerente con il fabbisogno finanziario e con la strategia di medio-lungo termine.
L'area Transizione Digitale finanzia l'integrazione e lo sviluppo digitale dei processi aziendali, l'ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale, gli investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali, le consulenze in ambito digitale (incluso il digital manager), la disaster recovery e business continuity, e l'adozione di tecnologie Industria 4.0 come cyber security, big data e analytics, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e aumentata, robotica avanzata e collaborativa, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine. L'area ammette anche investimenti in blockchain, ma esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali.
L'area Transizione Ecologica finanzia gli investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, l'efficientamento energetico, idrico e la mitigazione degli impatti climatici, nonché le spese per l'ottenimento e il mantenimento delle certificazioni ambientali connesse agli investimenti oggetto del finanziamento. Le spese ammissibili sono tipicamente relative a impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, interventi di isolamento termico, sostituzione di caldaie e impianti ad alto consumo, e tecnologie per il riciclo e il riuso delle risorse.
L'area Rafforzamento Patrimoniale finanzia gli investimenti volti a rafforzare la solidità patrimoniale dell'impresa, iscrivibili nell'attivo patrimoniale, e può essere destinata ad aumenti di capitale sociale, finanziamenti soci, e investimenti in partecipazioni. La quota destinabile a questa area è fino al 50% dell'importo complessivo deliberato, elevabile al 70% per le imprese con incremento dei costi energetici pari al 100% o con fatturato export almeno pari al 20%, all'80% per le imprese con interessi nei Balcani Occidentali o negli USA, e fino al 90% per le imprese energivore, per le imprese localizzate nei territori colpiti dagli eventi alluvionali del 2023, e per le imprese colpite dal conflitto nell'area del Golfo Persico.
Una quota residuale fino al 5% dell'importo deliberato può essere destinata a spese di consulenza per la verifica di conformità alla normativa ambientale nazionale e per la presentazione e gestione della richiesta di agevolazione.
La procedura operativa: dal portale SIMEST all'erogazione
La domanda di finanziamento SIMEST 2026 si presenta esclusivamente per via telematica attraverso il Portale SIMEST, accessibile con credenziali SPID, CIE o CNS del legale rappresentante. Il portale prevede una procedura guidata che accompagna l'impresa nella compilazione della domanda e nel caricamento della documentazione richiesta.
La documentazione da predisporre in anticipo è la seguente: visura camerale aggiornata, bilanci degli ultimi due esercizi depositati, business plan dettagliato del programma di investimento, preventivi dei fornitori per le spese di importo superiore a 10.000 euro, documentazione attestante il possesso dei requisiti per la quota a fondo perduto (certificazioni ambientali, iscrizione al Registro delle PMI innovative, attestazione della quota export), statuto dell'impresa, dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà sui requisiti soggettivi, e contratto di apertura del conto corrente dedicato.
L'iter procedurale si articola in quattro fasi. La prima fase è la compilazione e l'invio della domanda sul portale, con attribuzione di un protocollo elettronico. La seconda fase è l'istruttoria tecnica ed economico-finanziaria condotta dagli uffici SIMEST, che verificano la completezza della documentazione e la sussistenza dei requisiti di accesso. La terza fase è la delibera del Comitato Agevolazioni, che può essere positiva, negativa, o positiva con condizioni. La quarta fase è la stipula del contratto di finanziamento e l'erogazione delle tre tranche previste: un anticipo fino al 25% del finanziamento deliberato, una seconda tranche del 25% entro un anno dalla stipula e a seguito della prima rendicontazione obbligatoria, e una terza tranche a saldo dell'importo rendicontato.
Giovanni Emmi, Dottore Commercialista:
"L'apertura del conto corrente dedicato è una delle fasi più frequentemente sottovalutate. In Proclama SPA abbiamo visto imprese che hanno perduto settimane di tempo per l'attivazione del conto, slittando di fatto la stipula del contratto e l'inizio del piano di ammortamento. È opportuno avviare la procedura bancaria con largo anticipo rispetto all'invio della domanda SIMEST, idealmente tre-quattro settimane prima."
Cumulabilità con altre agevolazioni: come costruire il piano ottimale
Il finanziamento SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica è cumulabile con altre misure di incentivazione nazionali e regionali, nel rispetto dei massimali di intensità di aiuto previsti dalla normativa europea (Regolamento UE 651/2014 GBER e Regolamento UE 2023/2831 de minimis).
La cumulabilità con la Nuova Sabatini è piena per le spese relative ai beni strumentali, fermo restando che il cumulo non deve determinare il superamento del costo di acquisizione del bene. La cumulabilità con l'Iperammortamento 2026-2028 è ammessa per le spese relative ai beni 4.0, e con il credito d'imposta Transizione 5.0 per i programmi di investimento che rispettano i requisiti tecnici e le soglie di risparmio energetico previste dalla relativa disciplina.
La cumulabilità con la ZES Unica è ammessa per le spese sostenute in unità produttive localizzate nelle regioni del Mezzogiorno. Il credito d'imposta ZES Unica è calcolato come percentuale del costo dei beni strumentali acquistati, con aliquote differenziate per dimensione d'impresa. Il cumulo tra SIMEST e ZES Unica è ammesso a condizione che il valore complessivo delle agevolazioni non superi il costo del bene, e nel rispetto dei massimali previsti dalla Carta degli aiuti a finalità regionale.
Una strategia di cumulo particolarmente efficace riguarda le imprese energivore con sede operativa nel Mezzogiorno: il finanziamento SIMEST al tasso dello 0,319% con quota a fondo perduto del 20% può essere combinato con la Nuova Sabatini green al 3,575%, con l'Iperammortamento e con la ZES Unica, consentendo risparmi complessivi superiori al 60% del costo del programma di investimento.
Le novità del 25 maggio 2026: le tre platee dedicate
La riapertura del 25 maggio 2026 ha introdotto tre platee dedicate con condizioni significativamente più vantaggiose rispetto alla disciplina ordinaria, in risposta al quadro macroeconomico caratterizzato da tensioni geopolitiche e da incrementi dei costi energetici.
La prima platea è quella delle imprese energivore, come definite dalla normativa vigente in materia di accise e di agevolazioni energetiche, nonché delle imprese che hanno intrapreso un percorso di efficientamento energetico certificato. L'ampliamento della nozione di efficientamento è significativo: non è richiesta la certificazione ISO 50001, che resta la più strutturata, ma è sufficiente una diagnosi energetica in corso di validità rilasciata da un auditor di parte terza, oppure una certificazione ISO 14064-1 o -2 (carbon footprint) o ISO 14068 (carbon neutrality). La quota a fondo perduto del 20% e l'esenzione dalle garanzie sono condizioni che rendono il finanziamento SIMEST 2026 estremamente competitivo per le imprese che hanno investito o stanno investendo in efficienza.
La seconda platea è quella delle imprese colpite dal conflitto nell'area del Golfo Persico, con riduzione di fatturato o con incremento dei costi energetici legato alle dinamiche di mercato post-2023. La quota a fondo perduto per le PMI arriva al 30%, con un plafond dedicato di 800 milioni di euro che testimonia l'attenzione del legislatore alle ricadute economiche del conflitto sul tessuto produttivo italiano.
La terza platea è quella delle imprese con interessi negli USA, che possono beneficiare di una quota di rafforzamento patrimoniale dell'80% destinabile alla controllata statunitense, e di anticipi del 50% sulla prima tranche di erogazione. La misura intende sostenere la presenza delle imprese italiane nel mercato nordamericano, in un contesto di rafforzamento dei rapporti commerciali bilaterali.
Pro Tip:
Prima di presentare la domanda, verifica se la tua impresa rientra in una delle tre platee dedicate. La differenza tra il 10% e il 30% di fondo perduto su un finanziamento da un milione di euro è di 200.000 euro, una cifra che sposta radicalmente la convenienza dell'operazione.
Domande frequenti sul SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica 2026
La mia impresa non è esportatrice: può accedere alla misura?
Sì. La misura è aperta anche alle imprese non esportatrici, purché appartenenti a una filiera produttiva di un'impresa esportatrice, oppure localizzate nei territori colpiti dagli eventi alluvionali del 2023, oppure con interessi nei Balcani Occidentali, oppure con riduzione di fatturato a causa del conflitto nell'area del Golfo Persico. La verifica dei requisiti di accesso è opportuno che sia condotta con il supporto di un commercialista esperto di finanza agevolata.
Quanto tempo richiede l'istruttoria?
L'istruttoria SIMEST dura mediamente dai due ai quattro mesi dalla data di presentazione della domanda completa, con tempi che possono variare in funzione della complessità del programma di investimento e della completezza della documentazione. La stipula del contratto di finanziamento segue la delibera positiva del Comitato Agevolazioni, e l'erogazione della prima tranche avviene entro 30-60 giorni dalla stipula.
Come si calcola il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci?
Il calcolo prende a riferimento la voce A1 del conto economico degli ultimi due esercizi (Ricavi delle vendite e delle prestazioni), ne calcola la media aritmetica, e applica il 35% al valore medio. L'importo massimo finanziabile è il minore tra il 35% della media dei ricavi, il massimale per classe dimensionale (500.000 euro per micro, 2,5 milioni per PMI e PMI innovative, 5 milioni per altre imprese), e l'importo minimo di 10.000 euro.
Posso presentare domanda per investimenti già avviati?
No. La data di avvio degli investimenti deve essere successiva alla data di stipula del contratto di finanziamento, e comunque successiva alla data di comunicazione del CUP. Gli investimenti avviati in data anteriore non sono ammissibili, anche se sostenuti successivamente alla presentazione della domanda. Le spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di agevolazione sono l'unica eccezione, e sono ammissibili anche se sostenute in data anteriore alla domanda.
L'aumento di capitale sociale è obbligatorio?
No. L'aumento di capitale sociale è richiesto solo se si intende utilizzare una quota significativa del finanziamento per il rafforzamento patrimoniale (fino al 90% per le imprese energivore, ad esempio). Se l'investimento è integralmente destinato alla transizione digitale o ecologica, non è richiesto alcun aumento di capitale. La scelta della quota di rafforzamento patrimoniale è libera, ma deve essere coerente con il business plan presentato.
Cosa succede se il Comitato Agevolazioni delibera negativamente?
La delibera negativa del Comitato Agevolazioni non preclude la possibilità di presentare una nuova domanda in una sessione successiva, purché siano superate le criticità che hanno determinato la delibera negativa. È opportuno richiedere a SIMEST un riscontro scritto sulle motivazioni della delibera, e condurre una revisione del business plan e della documentazione prima di ripresentare la domanda.
Il finanziamento SIMEST è compatibile con il credito d'imposta Transizione 5.0?
Sì, il finanziamento SIMEST è cumulabile con il credito d'imposta Transizione 5.0 per i programmi di investimento che rispettano i requisiti tecnici e le soglie di risparmio energetico previste dalla disciplina Transizione 5.0. Il cumulo è soggetto al rispetto dei massimali di intensità di aiuto previsti dalla normativa UE, ed è opportuno un check preventivo del piano di cumulo.
Hai un piano di investimento in digitalizzazione o sostenibilità?
Il finanziamento SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica 2026 è una delle misure più interessanti della finanza agevolata italiana per le PMI, ma la complessità procedurale e la concorrenza tra le imprese per l'accesso ai plafond richiedono un approccio strutturato.
In Proclama SPA affianchiamo le PMI nella valutazione dell'idoneità al finanziamento SIMEST, nella scelta della combinazione ottimale tra le tre aree di investimento (digitale, ecologica, rafforzamento patrimoniale), nella predisposizione della documentazione e nell'interlocuzione con SIMEST durante l'istruttoria.
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