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Bandi e incentivi
12/02/2026
6 min
Team Incentivi SRLonline

Transizione 5.0: Credito d'Imposta per Investimenti Green e Digital

Il Piano Transizione 5.0 offre crediti d'imposta alle imprese che investono in efficienza energetica e digitalizzazione. Scopri requisiti, aliquote e come accedere alle agevolazioni.

Transizione 5.0: Credito d'Imposta per Investimenti Green e Digital
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12/02/2026
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Transizione 5.0: Credito d'Imposta per Investimenti Green e Digital

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta una delle opportunità più rilevanti per le imprese italiane che vogliono modernizzare i propri processi produttivi combinando innovazione digitale ed efficienza energetica. Complementare alle misure del PNRR e ai bandi per la digitalizzazione, questo piano si concentra sulla riduzione dei consumi energetici attraverso investimenti tecnologici. Con una dotazione di 6,3 miliardi di euro, il programma offre un credito d'imposta che può arrivare fino al 45% degli investimenti effettuati, a condizione che i progetti conseguano una riduzione reale dei consumi energetici.

Chi può accedere

La misura si rivolge a tutte le imprese residenti in Italia e alle stabili organizzazioni nel territorio nazionale di soggetti non residenti. Non ci sono vincoli sulla forma giuridica, sul settore economico di appartenenza, sulla dimensione aziendale o sul regime fiscale. Possono accedere sia una ditta individuale che una grande multinazionale, purché l'investimento riguardi una struttura produttiva localizzata in Italia.

In alternativa alle imprese, possono presentare domanda anche le società di servizi energetici certificate, le cosiddette ESCo, per progetti realizzati presso aziende clienti. Questa opzione è particolarmente interessante per chi vuole esternalizzare la gestione dell'intervento di efficienza energetica.

Quali investimenti sono agevolati

Il credito d'imposta riguarda progetti di innovazione avviati dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025. Gli investimenti devono riguardare beni materiali nuovi strumentali all'esercizio d'impresa rientranti negli allegati A e B della Legge 232/2016, quelli che nel linguaggio comune chiamiamo beni 4.0.

Il requisito fondamentale è il raggiungimento di una riduzione dei consumi energetici. Due le alternative possibili: una riduzione complessiva della struttura produttiva non inferiore al 3%, oppure una riduzione dei consumi dei processi interessati dall'investimento non inferiore al 5%. La verifica va fatta confrontando i consumi prima e dopo l'intervento, con metodologie standardizzate definite dal GSE.

Tra i beni ammissibili rientrano non solo i macchinari tradizionali, ma anche software e sistemi per il monitoraggio continuo dei consumi, le cosiddette Energy Dashboard, che raccolgono ed elaborano dati provenienti dalla sensoristica IoT. Sono agevolabili anche gli investimenti in impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinati all'autoconsumo, inclusi i sistemi di accumulo, e le spese per la formazione del personale sulle tecnologie della transizione digitale ed energetica.

Le aliquote del credito d'imposta

La misura del beneficio dipende dalla riduzione dei consumi energetici conseguita e dalla tipologia di investimento. Per le riduzioni fino al 3%, l'aliquota base è del 35%. Se la riduzione supera il 5%, l'aliquota sale al 40%. Per riduzioni superiori al 10%, si raggiunge il 45%. Le percentuali aumentano ulteriormente se l'investimento riguarda il Mezzogiorno.

Riduzione consumi Aliquota base Aliquota Mezzogiorno
3% - 5% 35% 40%
5% - 10% 40% 45%
Oltre 10% 45% 50%

Il credito d'imposta è riconosciuto su tutti i costi sostenuti per il progetto di innovazione, comprensivi dei beni materiali, dei software, degli impianti per l'autoproduzione di energia e delle spese di formazione.

Lo stato delle risorse

A novembre 2025 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato l'esaurimento delle risorse disponibili. Tuttavia, le nuove prenotazioni sono ancora possibili fino al 31 dicembre 2025: verranno gestite in ordine cronologico in caso di disponibilità di nuove risorse, magari derivanti da rinunce o decadenze di progetti precedenti.

Per chi ha già presentato domanda e ha ottenuto la prenotazione, il percorso prosegue con la comunicazione di completamento dell'investimento, da presentare entro i termini stabiliti sul portale del GSE. Le comunicazioni di conferma e completamento per le domande tecnicamente ammissibili sono state abilitate dal 30 gennaio 2026.

Le novità del 2026

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto alcune modifiche significative alla disciplina del Piano Transizione 5.0. La più rilevante riguarda la cumulabilità delle agevolazioni: è stata estesa la possibilità di cumulo con il credito d'imposta ZES, le Zone Economiche Speciali del Sud Italia, ed è stato rimosso il vincolo della cumulabilità con le sole misure basate su risorse nazionali.

È stata inoltre introdotta una procedura semplificata per il passaggio tra diversi stage di investimento, che snellisce gli adempimenti per le imprese che devono sostituire macchinari completamente ammortizzati o gestire situazioni particolari come il riscatto di beni inizialmente acquisiti in leasing.

Come presentare la domanda

La procedura passa interamente attraverso la piattaforma informatica del Gestore dei Servizi Energetici, accessibile tramite SPID. Il primo passo è la comunicazione preventiva per prenotare il credito d'imposta, che va presentata prima di effettuare l'ordine dei beni. Successivamente, entro 60 giorni dall'ordine, va inviata la comunicazione di conferma con la prova del pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione.

Una volta completato l'investimento, l'impresa presenta la comunicazione di completamento allegando la documentazione che attesta i consumi energetici pre e post intervento, la certificazione del fornitore e gli altri documenti previsti dalla circolare operativa del Ministero.

Domande frequenti

Posso accedere se ho già usufruito di Transizione 4.0?

Sì, ma non per gli stessi beni. I crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0 non sono cumulabili per gli stessi investimenti. Bisogna scegliere quale misura utilizzare.

Come si calcola il risparmio energetico?

Attraverso un attestato di conformità redatto da un soggetto certificatore che confronta i consumi prima e dopo l'intervento, seguendo le linee guida del GSE.

Le spese di formazione sono incluse?

Sì, le spese per la formazione del personale sulle tecnologie digitali ed energetiche rientrano tra i costi agevolabili, fino a specifici limiti.

Cosa succede se non raggiungo il risparmio energetico minimo?

Il credito d'imposta non viene concesso. Il requisito del 3% o del 5% di riduzione è condizione essenziale per l'accesso all'agevolazione.

Posso usare il credito in compensazione?

Sì, il credito d'imposta può essere utilizzato in compensazione attraverso il modello F24, a partire dal periodo d'imposta successivo a quello di completamento dell'investimento.

Un consiglio pratico

Se la tua impresa ha effettuato investimenti agevolabili nel corso del 2024 o del 2025 e non hai ancora presentato domanda, verifica subito la disponibilità residua sul portale del GSE. Anche in caso di lista d'attesa, presentare la comunicazione preventiva può riservare un posto in graduatoria in attesa di eventuali nuove risorse. Per chi ha già prenotato il credito, l'attenzione va alla corretta compilazione della documentazione di completamento, che deve dimostrare in modo chiaro il risparmio energetico conseguito.

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Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2026
Fonti: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, GSE Gestore dei Servizi Energetici, Legge di Bilancio 2025, Circolare Operativa Transizione 5.0

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