Il trattamento di fine rapporto (TFR) rappresenta una delle voci di costo più significative per qualsiasi società che abbia dipendenti. Per le SRL, la gestione del TFR implica obblighi precisi di accantonamento, rivalutazione e, in molti casi, versamento al Fondo di Tesoreria dell'INPS. La legge di Bilancio 2026 ha introdotto novità importanti sulle soglie dimensionali che determinano l'obbligo di versamento.
In breve
- il TFR si accantona ogni anno in misura pari alla retribuzione annua dividendo 13,5;
- dal 2026, l'obbligo di versamento al Fondo di Tesoreria INPS si applica con soglie progressive legate alla media annua dei dipendenti;
- il TFR accantonato rivalutato si四大ni al 12% annuo più il tasso di inflazione;
- la SRL può scegliere di gestire il TFR internamente o versarlo a fondi pensione.
Come si calcola l'accantonamento TFR
L'accantonamento del TFR per ogni dipendente si determina dividendo la retribuzione annua per 13,5. Questa frazione rappresenta l'importo che la società deve accantonare ogni anno per garantire la liquidazione del trattamento di fine rapporto al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
Ad esempio, un dipendente con retribuzione annua di 45.000 euro genera un accantonamento TFR di 3.333 euro (45.000 / 13,5). Questo importo viene accantonato nel bilancio della SRL come debito verso i dipendenti.
L'accantonamento è deducibile dal reddito d'impresa ai fini IRES, il che significa che riduce la base imponibile della società. Tuttavia, il TFR accantonato non è immediatamente disponibile: resta nella disponibilità della SRL fino alla cessazione del rapporto di lavoro.
La rivalutazione del TFR accantonato
Il TFR accantonato negli esercizi precedenti deve essere rivalutato ogni anno secondo un meccanismo legato all'inflazione. La rivalutazione si applica:
- al TFR già accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente;
- al TFR versato ai fondi pensione (quota maturata nell'anno).
La formula di rivalutazione prevede un tasso fisso dell'1,5% (pari al 75% del tasso annuo di inflazione) più il tasso di inflazione effettivo. Per il 2025, la rivalutazione è stata circa del 2-3%, depending dall'indice IPCA.
La rivalutazione è soggetta a un'imposta sostitutiva del 17%, che viene trattenuta e versata all'erario dalla SRL.
Le novità 2026: Fondo di Tesoreria INPS
Una delle novità più rilevanti per le SRL con dipendenti riguarda l'obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS. La legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 203) ha modificato le soglie dimensionali, introducendo un sistema progressivo.
Le vecchie regole
Fino al 2025, l'obbligo di versamento al Fondo di Tesoreria scattava quando l'azienda superava la soglia di 50 dipendenti nel primo anno di attività. Superata questa soglia, l'azienda era obbligata a versare tutto il TFR maturando all'INPS.
Le nuove regole dal 2026
Dal 1° gennaio 2026, l'obbligo si applica secondo le seguenti soglie progressive, calcolate sulla media annua dei dipendenti:
| Dipendenti medi | Obbligo versamento TFR |
|---|---|
| Meno di 50 | Nessun obbligo (gestione interna) |
| Da 50 a 59 | Obbligo per dipendenti con almeno 6 mesi di anzianità |
| Da 60 a 199 | Obbligo totale |
| 200 e oltre | Obbligo totale |
Il superamento della soglia va calcolato anno per anno sulla media dei dipendenti occupati nell'anno. Questo significa che una SRL che aveva 52 dipendenti nel 2025 potrebbe non essere più obbligata nel 2026 se la media scende sotto i 50.
Gestire il TFR: opzioni per la SRL
La SRL ha tre modalità per gestire il TFR dei propri dipendenti
1. Gestione interna (aziende sotto soglia)
La SRL accantona il TFR nel proprio bilancio, mantenendo la liquidità all'interno dell'azienda. Questa opzione è conveniente se la società ha bisogno di disponibilità finanziarie, ma comporta l'onere di dover liquidare il TFR in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
2. Versamento al Fondo di Tesoreria INPS
Per le aziende che superano le soglie, il versamento all'INPS è obbligatorio. Il TFR viene trasferito al Fondo, che gestisce la liquidazione al momento della cessazione. L'azienda versa il TFR maturato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di maturazione.
3. Versamento a fondi pensione
La SRL può scegliere di versare il TFR a fondi pensione complementari. In questo caso, la quota viene divisa: una parte va al fondo pensione (e beneficia di vantaggi fiscali), una parte resta al Fondo di Tesoreria INPS per la quota che supera i limiti di deducibilità.
Obblighi dichiarativi e contabili
La gestione del TFR comporta precisi obblighi per la SRL
- Prospetto TFR: entro il 16 febbraio di ogni anno, la SRL deve inviare all'INPS il prospetto informativo contenente i dati sui dipendenti e il TFR maturato;
- Versamenti: il TFR va versato entro il giorno 16 del mese successivo alla maturazione (per il Fondo di Tesoreria) o secondo le scadenze previste dal fondo pensione;
- Contabilità: l'accantonamento TFR deve essere registrato nei conti bilancistici, con rivalutazione annuale e rilevazione dell'imposta sostitutiva;
- Certificazione Unica: i dati TFR devono essere inclusi nella CU annuale del dipendente.
FAQ sul TFR nella SRL
Una SRL con 3 dipendenti deve versare il TFR all'INPS?
No, se la media annua dei dipendenti è inferiore a 50, la SRL può gestire il TFR internamente, accantonandolo nel bilancio.
Cosa succede se la SRL non accantona il TFR?
L'omesso accantonamento comporta sanzioni amministrative e può configurare una violazione degli obblighi contributivi. In caso di controlli, l'INPS può richiedere il versamento del TFR maturato plus interessi.
Il TFR accantonato è deducibile?
Sì, l'accantonamento TFR è interamente deducibile dal reddito d'impresa ai fini IRES.
Come si calcola la media dei dipendenti per le soglie 2026?
La media si calcola sommando il numero di dipendenti presenti in ciascun giorno dell'anno e dividendo per 365 (o per il numero di giorni di attività se inferiore).
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La gestione del TFR richiede attenzione sia sotto il profilo contabile che quello degli adempimenti amministrativi. Con le nuove soglie 2026, molte SRL che precedentemente erano obbligate al versamento INPS potrebbero ora rientrare nella gestione interna, ma solo se la media dei dipendenti è inferiore a 50. È importante monitorare costantemente l'organico e pianificare eventuali assunzioni o cessazioni tenendo conto dell'impatto sul TFR.
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