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Guide pratiche
10/04/2026
8 min
Rosario EmmiRosario Emmi

Commissioni POS 2026: quanto costano davvero al commerciante e come ridurle

Scopri quanto paghi davvero di commissioni POS nel 2026: costi reali per banca, confronto fornitori, bonus POS 30% e 4 modi per tagliare le spese.

Commissioni POS 2026: quanto costano davvero al commerciante e come ridurle
Guide pratiche
10/04/2026
8 min
Rosario EmmiRosario Emmi

Le commissioni POS variano dallo 0,9% al 3% a seconda del fornitore e del circuito, con picchi dell'11% sulle microtransazioni

Esiste un credito d'imposta del 30% per gli esercenti con ricavi sotto i 400.000 euro

Cambiare fornitore e usare il SoftPOS sono i modi più veloci per ridurre i costi

Ogni volta che un cliente paga con la carta, una fetta dell'incasso finisce alla banca. Ma quanto esattamente? Se hai una partita IVA o gestisci un'attività commerciale, le commissioni POS pesano sul tuo margine ogni giorno. E con il nuovo obbligo di collegamento tra POS e registratore telematico entrato in vigore dal 1° gennaio 2026, avere un POS non è più una scelta: è una necessità.

In questa guida trovi i numeri reali delle commissioni, il confronto tra i principali fornitori e quattro strategie concrete per ridurre i costi.

Come funzionano le commissioni POS

Quando il cliente passa la carta, il pagamento attraversa diversi soggetti prima di arrivare sul tuo conto. Ognuno prende la sua parte: la banca del cliente, il circuito (Visa, Mastercard, Bancomat), l'acquirer (chi ti fornisce il POS) e la tua banca.

Il risultato? Una commissione composta da tre voci

La percentuale sulla transazione

È il costo principale. Varia in base al circuito della carta usata dal cliente. Le carte di debito costano meno, quelle di credito di più. Le carte extra-UE (come American Express) hanno aliquote ancora superiori.

Il costo fisso per transazione

Alcuni fornitori aggiungono un importo fisso, spesso pochi centesimi, su ogni operazione. Sulle transazioni di piccolo importo questo costo pesa in percentuale molto più che su quelle grandi.

Il canone mensile o annuale

Non tutti i POS prevedono un canone fisso. Le soluzioni senza canone esistono e spesso convengono alle attività con volumi ridotti di pagamenti elettronici.

Quanto costano davvero: i numeri per banca

I dati dell'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, in collaborazione con Confcommercio, fotografano una situazione chiara: il costo varia dallo 0,9% per i negozi con scontrino medio di 5 euro fino a superare l'1,20% per le attività senza microtransazioni.

Le rilevazioni di Altroconsumo permettono di scendere nel dettaglio. Ecco cosa paga realmente un esercente su tre importi tipici:

Colazione al bar (4,50 euro)

Le commissioni sulle carte di credito arrivano fino a 0,50 euro con Intesa Sanpaolo. Significa l'11% dell'incasso. Con il Pagobancomat si scende a 0,04-0,16 euro, ma il cliente non sempre ha quel circuito.

Conto al pub (25 euro)

Le commissioni sulle carte di credito vanno da 0,65 euro (Intesa) a 1,13 euro (Unicredit). Sul debito la forchetta è 0,63-1,00 euro.

Spesa in gastronomia (90 euro)

Qui le commissioni salgono: da 1,62 euro (Pagobancomat con Intesa) fino a 4,05 euro con carta di credito Unicredit. Su un incasso di 90 euro, parliamo del 4,5%.

Questi numeri spiegano perché molti piccoli commercianti temono il POS. E perché il dibattito online è così acceso: su Reddit, un thread recente su r/italy ha raccolto 115 upvote e oltre 60 commenti da commercianti e consumatori che discutevano proprio del peso di queste commissioni sulle piccole attività.

Il confronto tra i principali fornitori POS

La buona notizia è che il mercato si è aperto e non sei più costretto a usare il POS della tua banca. Ecco i costi dei principali fornitori alternativi disponibili in Italia nel 2026:

SumUp

Il lettore SumUp Lite costa 34 euro una tantum. La commissione standard è dell'1,95% per transazione. Con il piano Pagamenti Plus (19 euro al mese) la commissione scende allo 0,95%. Nessun canone nascosto, nessun costo di attivazione. Ideale per chi incassa fino a 2.000 euro al mese con il POS.

Nexi Mobile POS

Costo di attivazione: 29 euro una tantum. Nexi applica una commissione unica dell'1,89% su tutti i pagamenti con carte europee (Visa, Mastercard, Maestro, VPAY e PagoBANCOMAT). Canone mensile zero, accredito in un giorno lavorativo. Fino al 31 dicembre 2025 era attiva la promozione Micropagamenti, che azzerava le commissioni sulle transazioni sotto i 10 euro.

SoftPOS (smartphone come POS)

Con app come quelle di SumUp o Nexi, puoi trasformare il tuo telefono Android in un terminale di pagamento. Zero hardware aggiuntivo, commissioni simili al POS tradizionale. Perfetto per artigiani, liberi professionisti e chi ha appena aperto una SRL e vuole contenere le spese iniziali.

POS tradizionale bancario

Le soluzioni offerte direttamente dalle banche restano le più costose. Canoni mensili da 15 a 40 euro, commissioni variabili per circuito, costi di attivazione. Conviene solo per attività con volumi elevati che possono negoziare condizioni personalizzate.

Il bonus POS al 30%

Esiste un'agevolazione specifica per chi subisce il peso delle commissioni: il credito d'imposta del 30% sulle spese sostenute per accettare pagamenti digitali, introdotto dal DL 124/2019.

Il bonus si applica a

Tutte le commissioni POS

Sia quelle sulle singole transazioni, sia i costi fissi come il canone mensile e la locazione del dispositivo.

Anche i pagamenti alternativi

Satispay, PayPal, Apple Pay e simili rientrano nell'agevolazione.

Chi ha ricavi sotto i 400.000 euro

Il bonus è riservato a esercenti, artigiani e professionisti con ricavi o compensi inferiori a 400.000 euro nell'anno precedente.

Attenzione: il credito d'imposta funziona in compensazione. Riduce le tasse da pagare, ma se le tue imposte sono già basse (ad esempio in regime forfettario), il beneficio effettivo si riduce.

Quattro modi per ridurre le commissioni POS

Conoscere i costi è il primo passo. Ecco cosa puoi fare concretamente per abbatterli.

1. Cambia fornitore

Se hai ancora il POS della tua banca, stai quasi certamente pagando troppo. SumUp, Nexi e altri acquirer indipendenti offrono condizioni migliori senza costi fissi.

2. Scegli il piano giusto per il tuo volume

Se incassi meno di 1.500 euro al mese con il POS, un piano senza canone con commissione al 1,95% costa circa 29 euro al mese. Se incassi più di 2.000 euro, il piano Pagamenti Plus a 19 euro fissi + 0,95% ti fa risparmiare. Fai i conti con il tuo volume reale.

3. Usa il SoftPOS per transazioni occasionali

Se sei un professionista che riceve pochi pagamenti con carta, il SoftPOS sul telefono elimina il costo dell'hardware. Paghi solo la commissione sulla transazione. Zero ingombro, zero costi fissi.

4. Non dimenticare il credito d'imposta

Segnati tutte le spese POS sostenute durante l'anno: commissioni, canoni, costi di attivazione. Il 30% torna come credito d'imposta. Parlane con il tuo commercialista per inserirlo correttamente nella dichiarazione dei redditi.

Il nuovo obbligo 2026: POS collegato al registratore di cassa

Dal 1° gennaio 2026 è scattato l'obbligo di collegare il POS al registratore telematico. Non si tratta di un collegamento fisico, ma di un abbinamento virtuale tramite il portale "Fatture e corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate.

La prima scadenza è il 20 aprile 2026: entro questa data devi collegare i POS già in uso al 1° gennaio. I nuovi POS hanno tempistiche diverse, con 45 giorni di tempo dal sesto giorno del secondo mese successivo all'attivazione.

Le sanzioni per chi non si adegua vanno da 1.000 a 4.000 euro, con possibile sospensione dell'attività da 15 giorni a due mesi. Per le recidive, lo stop sale fino a sei mesi.

Se gestisci un'attività nel settore HORECA, abbiamo preparato una guida specifica per ristoranti, bar e pizzerie con tutti i dettagli operativi.

FAQ: le domande più frequenti sulle commissioni POS

Un commerciante può rifiutare il POS sotto i 5 euro?

No. Il limite minimo per accettare pagamenti con carta non è consentito dalla legge. Se un esercente ha un POS, deve accettare pagamenti di qualsiasi importo. Rifiutare una transazione da 1 euro è illegale tanto quanto non avere il POS.

Quanto spende in media un piccolo esercente per il POS?

Dipende dal volume e dal fornitore. Per un'attività con 80.000 euro di incassi annuali POS, le commissioni variano da circa 760 euro (con piano SumUp allo 0,95% + 228 euro di canone annuo) a 1.512 euro (con Nexi all'1,89%). Aggiungi i costi hardware (34-79 euro una tantum con SumUp, 29 euro con Nexi) e il registratore telematico (che può costare tra 600 e 1.200 euro all'anno).

Il bonus POS è cumulabile con altre agevolazioni?

Sì, il credito d'imposta del 30% si cumula con altre agevolazioni fiscali, ma l'importo complessivo non può superare il costo effettivamente sostenuto.

Posso usare il telefono come POS?

Sì, con la tecnologia SoftPOS. App come quelle di SumUp e Nexi trasformano qualsiasi smartphone Android in un terminale di pagamento contactless. Le commissioni sono le stesse del POS fisico.

Vuoi ridurre i costi della tua attività?

La gestione dei pagamenti è solo uno dei tanti costi che pesano su chi ha una società o una partita IVA. Se vuoi ottimizzare le spese della tua attività, ti aiutiamo a fare chiarezza.

Compila il form sul nostro sito o scrivi a amministrazione@proclama.co per una consulenza gratuita. Il nostro team ti guiderà nella scelta delle soluzioni più convenienti per il tuo business.

Rosario Emmi

Rosario Emmi

Autore

Dottore Commercialista e Founder di Proclama SPA tra professionisti. Specializzato in startup e PMI innovative, equity crowdfunding, e-commerce e digitalizzazione dei processi aziendali. Autore per Partitaiva.it su temi di intelligenza artificiale applicata alla professione contabile e innovazione digitale.

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