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Guide pratiche
26/01/2026
15 min
Rosario EmmiRosario Emmi

Regime Forfettario e SRL 2026: Perché Ti Escludono Controllando una Società

Sei in regime forfettario e stai valutando di costituire una SRL? Attenzione: controllare una società ti fa perdere il forfettario. Scopri le regole di esclusione 2026, le soglie di controllo e quando conviene davvero fare il salto.

Regime Forfettario e SRL 2026: Perché Ti Escludono Controllando una Società
Guide pratiche
26/01/2026
15 min
Rosario EmmiRosario Emmi

In breve

  • controllare direttamente o indirettamente una SRL ti fa perdere il regime forfettario, anche se fatturi meno di 85.000€;
  • possedere quote di una SRL con lo stesso codice ATECO della tua Partita IVA è causa di esclusione automatica;
  • costituire una SRL conviene quando la perdita del 15% forfettario è compensata da IRES 24% su utili aziendali e protezione del patrimonio.

Ti trovi in regime forfettario e stai valutando di costituire una SRL per proteggere il tuo patrimonio o accedere a nuovi finanziamenti. La tentazione è forte: il 15% di imposta sostitutiva è allettante, ma la SRL offre responsabilità limitata e maggiore credibilità istituzionale. Il problema è che controllare una società ti fa automaticamente perdere il regime forfettario, con conseguenze fiscali significative che devi assolutamente comprendere prima di compiere qualsiasi passo.

Molti professionisti e piccoli imprenditori cadono in trappola per mancanza di informazioni chiare. Costituiscono una SRL pensando di mantenere la Partita IVA forfettaria parallela, per poi scoprire troppo tardi che l'Agenzia delle Entrate li ha esclusi dal regime agevolato. Il danno economico può essere notevole: passare dal 15% forfettario alle aliquote ordinarie IRPEF fino al 43%, più addizionali regionali e comunali, significa vedere le proprie tasse più che raddoppiate. È fondamentale comprendere fin da subito qual è la soglia di controllo che fa scattare l'esclusione, perché le regole del 2026 sono specifiche e lasciano poco spazio all'interpretazione.

Come Funziona l'Esclusione dal Forfettario per Controllo SRL

Le regole sull'accesso e il mantenimento del regime forfettario sono stabilite dalla legge 190/2014 e successive modifiche. Per il 2026, i requisiti di base rimangono confermati: limite di ricavi o compensi a 85.000€ annui e spese per collaboratori fino a 20.000€ se non superano il 20% dei ricavi totali. Tuttavia, accanto a questi limiti numerici esistono cause di esclusione soggettive che non dipendono da quanto guadagni, ma da come è strutturata la tua posizione lavorativa e aziendale.

Il controllo di una società rientra proprio in queste cause di esclusione soggettive. La normativa prevede che non puoi accedere o mantenere il regime forfettario se, nell'anno precedente, controlli direttamente o indirettamente una società a responsabilità limitata o un'associazione in partecipazione che esercita un'attività riconducibile a quella svolta individualmente. È fondamentale sottolineare che entrambe le condizioni devono coesistere: devi controllare la SRL E la sua attività deve essere economicamente riconducibile alla tua. Se manca anche solo uno di questi due requisiti, l'esclusione non scatta. In pratica, se possiedi più del 50% delle quote di una SRL che fa la stessa attività della tua Partita IVA, o comunque hai il controllo della società attraverso accordi con altri soci, non puoi più usufruire della flat tax al 15%.

Il controllo indiretto è una delle insidie più insidiose. Non serve possedere direttamente le quote di maggioranza: se le tue quote, sommate a quelle di tua moglie, dei tuoi figli o di altri familiari, superano la soglia di controllo, l'esclusione scatta comunque. La normativa antielusiva è stata pensata proprio per evitare che gli imprenditori usino il regime forfettario come schermo fiscale per operazioni che in realtà avvengono attraverso società controllate. L'Agenzia delle Entrate dispone di strumenti di controllo incrociato che le permettono di individuare facilmente queste situazioni, e le sanzioni per aver beneficiato indebitamente del regime includono il recupero delle imposte dovute più interessi e sanzioni.

Un esempio concreto chiarisce questo meccanismo: se tu detieni il 20% delle quote di una SRL e tua madre possiede il 60%, l'Agenzia delle Entrate (Interpello 117/2019) considera questa configurazione come controllo indiretto, escludendoti dal regime forfettario. La somma delle quote familiari supera la soglia del 50%, quindi l'esclusione scatta anche senza controllo diretto. Questo è il tipo di situazione che devi assolutamente evitare se vuoi mantenere la flat tax.

Tipo di Controllo Percentuale Quota Esclusione Forfettario
Controllo diretto > 50% quote SRL Sì, automatica
Controllo paritario 50% quote + accordi di controllo Sì, automatica
Controllo indiretto familiare Somma quote familiari > 50% Sì, automatica
Quota minoritaria (< 50%) Senza accordi di controllo No, salva altro
Società con ATECO diverso Qualsiasi percentuale No, salva coincidenza attività

La circostanza che l'esclusione scatti solo se la SRL svolge un'attività riconducibile a quella individuale è un punto cruciale che merita attenzione. Se sei un consulente IT in regime forfettario e possiedi il 60% di una SRL che gestisce un immobile commerciale, non hai problemi: le attività sono diverse e non c'è riconducibilità. Ma se la SRL fornisce gli stessi servizi di consulenza IT della tua Partita IVA individuale, l'esclusione è certa. La valutazione della riconducibilità non dipende dal codice ATECO, ma dalla sostanza economica dell'attività: due imprese che operano nello stesso settore con la medesima clientela sono considerate riconducibili, anche se formalmente hanno codici di classificazione diversi.

Il Caso Critico: Forfettari che Fatturano Predominantemente alla Propria SRL

Esiste una situazione particolare che crea notevole confusione e che merita un approfondimento dedicato. Ti trovi in regime forfettario, costituisci una SRL dove possiedi una quota minoritaria (inferiore al 50%), e inizi a fatturare prevalentemente a questa società. È una configurazione che molti professionisti hanno immaginato come soluzione per mantenere il forfettario mentre si "corporatizza" parte della propria attività. Purtroppo, questa strategia non funziona secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate.

La circolare 28/E/2018 dell'Agenzia delle Entrate ha chiarito che l'accesso al regime forfettario è precluso a chi, nell'anno precedente, ha esercitato prevalentemente attività di lavoro autonomo nei confronti di imprese direttamente o indirettamente controllate dallo stesso soggetto o dai suoi soci. In pratica, se più del 50% dei tuoi ricavi forfettari proviene da fatture emesse verso una SRL che controlli (anche solo parzialmente), perdi il regime agevolato. La normativa è pensata per evitare che i soci di SRL usino la propria Partita IVA forfettaria come "fattorino interno" della società, beneficiando del 15% al posto delle aliquote ordinarie.

Questa disposizione crea un problema reale per molti liberi professionisti che hanno costituito una SRL e contemporaneamente mantengono la Partita IVA individuale. Anche se possiedi solo il 30% o il 40% delle quote, se la maggioranza dei tuoi compensi proviene da quella SRL, l'esclusione scatta. L'unica vera alternativa è ripartire i flussi di fatturazione tra più clienti, in modo che la SRL controllata non rappresenti più della metà dei ricavi totali. Questa operazione, tuttavia, non è sempre semplice o possibile, specialmente per chi ha costruito il proprio business attorno a pochi clienti principali.

L'aspetto più insidioso di questa regola è che l'esclusione avviene per l'anno successivo a quello in cui si verifica la condizione di preminenza. Questo significa che potresti costituire la SRL e continuare a fatturarle nella stessa annualità, accorgendoti solo l'anno successivo, quando ricevi la comunicazione di esclusione dall'Agenzia delle Entrate, di aver perso il regime forfettario. A quel punto non hai alternative: o vari la struttura del tuo business o accetti le aliquote ordinarie IRPEF sui compensi residui.

Quando Conviene Davvero Passare da Forfettario a SRL

La domanda che molti si pongono è: se controllare una SRL mi fa perdere il forfettario, quando conviene davvero costituirla? Non esiste una risposta univoca, perché dipende dalla tua specifica situazione reddituale e aziendale. Tuttavia, ci sono alcuni scenari tipici in cui il passaggio a SRL diventa conveniente nonostante la perdita della flat tax, ed è importante analizzarli con attenzione per evitare decisioni affrettate che potrebbero costarti care a livello fiscale.

Con un fatturato annuo superiore a 50.000-60.000€, la SRL inizia a diventare interessante fiscalmente. Il regime forfettario al 15% è conveniente su aliquote IRPEF più basse (23% fino a 28.000€), ma man mano che cresci negli scaglioni, il vantaggio si riduce. Con utili aziendali sopra gli 80.000€, la combinazione IRES 24% più 26% di imposta sui dividendi può diventare più vantaggiosa dell'IRPEF fino al 43% che pagheresti come individuale. Va tuttavia considerato che con la SRL hai doppia imposizione: prima l'IRES sugli utili societari, poi le tasse sui dividendi quando prelevi i soldi. Questo meccanismo riduce ma non elimina il vantaggio fiscale, che diventa evidente solo su redditività elevate.

La protezione del patrimonio personale è spesso il motivo principale per costituire una SRL. Con la ditta individuale o la Partita IVA forfettaria, rispondi con tutto il tuo patrimonio personale per i debiti aziendali. Se un cliente ti fa causa per un errore professionale e il risarcimento supera la tua copertura assicurativa, possono aggredire la tua casa, i tuoi risparmi, i tuoi beni personali. Con la SRL, la tua responsabilità è limitata al capitale sociale versato: se hai costituito con 10.000€, in caso di insolvenza o contenziosi puoi perdere al massimo quei 10.000€, mentre il resto del tuo patrimonio rimane protetto. Questa garanzia ha un valore che va oltre il puro calcolo fiscale, specialmente per attività con rischio elevato come quelle edili, della ristorazione o della consulenza tecnica.

Un altro elemento da considerare è l'accesso al credito e ai finanziamenti agevolati. Le banche tendono a finanziare più facilmente le SRL rispetto alle ditte individuali, e molti bandi pubblici e incentivi nazionali sono riservati esclusivamente alle società. Programmi come Invitalia Smart & Start o i finanziamenti del Fondo di Garanzia per le PMI richiedono forma societaria. Se il tuo piano di crescita prevede investimenti significativi o ricerca di capitali, la SRL può diventare una necessità strategica più che una scelta fiscale.

Fatturato Annuo Tasse Forfettario Tasse SRL (IRES 24% + dividendo 26%) Conviene SRL
30.000€ utile 4.500€ 6.500€ No
50.000€ utile 7.500€ 10.800€ No
80.000€ utile 12.000€ 17.300€ Solo per protezione patrimonio
120.000€ utile 18.000€ 25.900€ Sì (risparmio ~4.000€ con aliquota reale)
150.000€ utile 22.500€ 32.400€ Sì (risparmio ~6.000€+)

I calcoli non tengono conto di INPS, addizionali IRPEF e possibili detrazioni. La tabella mostra solo il confronto tra imposta sostitutiva forfettario e combinazione IRES+dividendi.

Le Alternative: Come Gestire la Transizione dal Forfettario alla SRL

Se hai deciso che costituire una SRL è la scelta giusta per te, esistono diverse strategie per gestire la transizione dal regime forfettario senza subire un impatto fiscale eccessivo. Una possibilità è la costituzione graduale: mantieni inizialmente la Partita IVA forfettaria e crei una SRL con società di gestione o un trustee che detiene le quote per tuo conto. In questo modo, formalmente non controlli direttamente la SRL e potresti mantenere il forfettario, ma questa configurazione complessa richiede assistenza legale specializzata e presenta rischi di contestazione da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Un approccio più lineare è pianificare il passaggio diretto al regime ordinario o a contabilità semplificata. Quando esci dal forfettario, non sei obbligato ad adottare immediatamente la contabilità ordinaria: puoi passare attraverso il regime di contabilità semplificata, che mantiene una burocrazia ridotta rispetto alla contabilità ordinaria pur applicando le aliquote IRPEF standard. Questa fase intermedia può durare alcuni anni, il tempo di consolidare la struttura societaria e valutare se il passaggio completo alla contabilità ordinaria è necessario o conveniente.

Per chi vuole mantenere il forfettario ma allo stesso tempo proteggere il proprio patrimonio, esistono strumenti alternativi alla costituzione di una SRL. Le polizze assicurative di responsabilità professionale con capitali elevati, la separazione patrimoniale through trust o fondi patrimoniali, o l'utilizzo di società di persone come la SNC con un socio finanziatore possono offrire forme di protezione senza far scattare l'esclusione dal regime agevolato. Naturalmente, nessuna di queste soluzioni offre la stessa efficacia della SRL in termini di limitazione di responsabilità, e presentano vantaggi e svantaggi che vanno valutati caso per caso.

Il passo determinante che devi compiere è una simulazione fiscale dettagliata con un commercialista specializzato in fiscalità societaria. Non affidarti a calcoli approssimativi o a comparazioni online: la tua situazione specifica, inclusi i ricavi attuali, la struttura dei costi, le prospettive di crescita e il settore di attività, richiede un'analisi personalizzata. Un buon commercialista può mostrarti esattamente quanto pagheresti di tasse in ciascuno scenario e aiutarti a identificare il momento ottimale per il passaggio a SRL.

SRLOnline Consiglia

Il passaggio dal regime forfettario alla SRL è una decisione strategica che va oltre il puro calcolo delle aliquote fiscali. Da SRLOnline accompagniamo centinaia di imprenditori e professionisti in questa transizione ogni anno, aiutandoli a valutare non solo l'impatto fiscale immediato ma anche le implicazioni a medio termine per la loro attività.

Il nostro approccio combina la consulenza personalizzata di un commercialista dedicato con la piattaforma online per la costituzione telematica della SRL. Questo ci permette di offrirti un preventivo trasparente su tutti i costi di costituzione e gestione, senza sorprese nascoste, e di pianificare con te la tempistica ottimale per il passaggio dal forfettario al regime ordinario. Possiamo costituire la tua SRL in 5-10 giorni lavorativi con oneri notarili a partire da 1.500€ + IVA, e il nostro team di contabili è sempre disponibile per rispondere ai tuoi dubbi fiscali e gestionali.

Se stai valutando di costituire una SRL ma temi di perdere i vantaggi del forfettario, prenota una call gratuita di 15 minuti con i nostri esperti. Analizzeremo insieme la tua situazione specifica e ti daremo un consiglio onesto su quando e se conviene fare il salto, con numeri reali basati sul tuo caso.


Domande Frequenti

Se ho solo il 20% di una SRL, perdo il forfettario?

Con il 20% delle quote, in linea di principio non perdi il regime forfettario perché non raggiungi la soglia di controllo (50% + 1 quota o parità con accordi di controllo). Tuttavia, devi verificare due circostanze: se fatturi prevalentemente a quella SRL (più del 50% dei tuoi ricavi totali) e se l'attività della SRL è riconducibile alla tua. In entrambi i casi, anche con una quota minoritaria, rischi l'esclusione dal regime agevolato.

Posso costituire una SRL che fa un'attività completamente diversa dalla mia Partita IVA forfettaria?

Sì, puoi costituire e controllare una SRL che svolge un'attività completamente diversa dalla tua senza perdere il forfettario. La causa di esclusione si applica solo quando la società esercita un'attività economicamente riconducibile a quella svolta individualmente. Se sei un commercialista in forfettario e costituisci una SRL che gestisce un bed & breakfast, non ci sono problemi. Attenzione però: l'Agenzia delle Entrate valutano la sostanza economica, non solo il codice ATECO formale.

Cosa succede se mi accorgo di aver perso il forfettario solo a giugno dell'anno successivo?

Se l'Agenzia delle Entrate ti comunica l'esclusione dal regime forfettario per l'anno in corso, hai l'obbligo di versare le imposte dovute secondo le aliquote ordinarie IRPEF, calcolate sulla base dei ricavi dell'anno precedente. Puoi rateizzare l'importo dovuto in sei rate mensili se la comunicazione arriva dopo il 16 maggio, ma non puoi evitare il pagamento. Per gli anni successivi, potrai rientrare nel forfettario solo se vengono meno le cause di esclusione (ad esempio, cedendo le quote della SRL).

La costituzione online di una SRL costa meno di quella tradizionale e ha lo stesso valore legale?

Sì, la costituzione online ha lo stesso valore legale di quella tradizionale. L'atto viene stipulato telematicamente da un notaio abilitato, iscritto al Registro delle Imprese e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale esattamente come una costituzione tradizionale. L'unica differenza è la modalità di firma: riconoscimento via videochiamata e firma digitale invece della presenza fisica in studio. Gli oneri notarili online partono da 1.500€ + IVA per statuto personalizzato, contro i 2.000-2.500€ + IVA della costituzione tradizionale, con un risparmio che può arrivare a 1.500€ o più.

Posso essere amministratore di una SRL e restare in regime forfettario?

Sì, puoi essere amministratore di una SRL e mantenere il regime forfettario a due condizioni fondamentali: non possiedi quote della società e non avere il controllo diretto o indiretto della stessa. In questo caso puoi svolgere il ruolo di amministratore come persona fisica ed esercitare contemporaneamente la tua attività in regime forfettario senza problemi. Tuttavia, se possiedi quote che ti consentono di influenzare le deliberazioni e contemporaneamente fatturi oltre il 50% dei tuoi ricavi alla SRL in qualità di amministratore, l'esclusione scatta. È fondamentale che la tua Partita IVA forfettaria rimanga distinta e che i compensi da amministratore non rappresentino la preminenza dei tuoi ricavi totali.

Esistono casi in cui posso essere in forfettario e aver costituito una SRL senza perderlo?

Ci sono casi limitati in cui è possibile mantenere il forfettario pur avendo costituito o controllando una SRL. Il primo è quando possiedi una quota minoritaria (inferiore al 50%) e non hai accordi di controllo con gli altri soci. Il secondo è quando la SRL svolge un'attività completamente diversa dalla tua, senza alcuna riconducibilità economica. Il terzo caso, più raro e complesso, prevede l'utilizzo di un trustee o una società di gestione che detiene le quote formalmente per tuo conto: questa configurazione richiede assistenza legale specializzata ed è soggetta a valutazione caso per caso da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Rosario Emmi

Rosario Emmi

Autore

Dottore Commercialista e Founder di Proclama SPA tra professionisti. Specializzato in startup e PMI innovative, equity crowdfunding, e-commerce e digitalizzazione dei processi aziendali. Autore per Partitaiva.it su temi di intelligenza artificiale applicata alla professione contabile e innovazione digitale.

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