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Agevolazioni 2026 per SRL: guida completa crediti d'imposta e bonus investimenti

Guida completa 2026 alle agevolazioni fiscali per SRL e imprese: crediti d'imposta, Transizione 5.0, incentivi digitalizzazione, green e misure patrimonializzazione.

Agevolazioni 2026 per SRL: guida completa crediti d'imposta e bonus investimenti
Bandi e incentivi19/01/202624 minSRLOnline

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Bandi e incentivi
19/01/2026
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In breve

  • la Legge di Bilancio 2026 conferma crediti d'imposta fino al 70% per investimenti in beni 4.0 e digitale con Transizione 5.0;
  • il bonus assunzioni giovani copre al 100% i contributi INPS fino a 12.000 euro per le assunzioni in SRL con meno di 50 dipendenti;
  • il Premio Produzione 2026 applica un'imposta sostitutiva dell'1% sull'utile incrementale per chi aumenta i ricavi, con 600 milioni di risorsa disponibile.

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e potenziato un sistema di incentivi fiscali che rende la SRL molto più conveniente rispetto alle forme individuali. Se hai una ditta individuale e fatturi più di 65.000 euro l'anno, stai probabilmente pagando tasse superiori al 45% tra IRPEF e contributi. Con una SRL, invece, puoi accedere a crediti d'imposta che arrivano fino al 70% dell'investimento, bonus per assumere personale qualificato, e incentivi per digitalizzare e rendere più sostenibile la tua attività. La differenza nel carico fiscale può arrivare a 10-15mila euro annui per un'attività di medie dimensioni, senza contare i vantaggi della patrimonializzazione.

Immagina la situazione di Marco, titolare di una piccola impresa edile che fattura 150.000 euro l'anno come ditta individuale. Con il regime forfettario ha superato la soglia dei 85.000 euro e ora si trova a pagare circa il 50% di tasse sui 150.000 euro di fatturato, pari a 75.000 euro tra IRPEF e contributi. Se costituisci una SRL, pagherà il 24% di IRES sull'utile societario (circa 20.000 euro) e potrà accedere al credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi (iperammortamento) che riduce il carico fiscale di altri 15.000-20.000 euro. Inoltre, con la SRL può separare il patrimonio personale da quello aziendale, proteggersi dai rischi d'impresa e accedere a incentivi specifici come Transizione 5.0 per la digitalizzazione e il Premio Produzione che premia chi aumenta la produzione o i ricavi.

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Cosa sono le agevolazioni fiscali per SRL e come funzionano

Le agevolazioni fiscali per le SRL rappresentano uno strumento strategico che lo Stato mette a disposizione delle imprese per stimolare investimenti, innovazione e crescita occupazionale. A differenza delle detrazioni fiscali che riducono il reddito imponibile, i crediti d'imposta riducono direttamente l'importo dovuto. Questo significa che se hai un credito d'imposta di 10.000 euro, puoi sottrarlo direttamente dalle tasse dovute invece di ridurre il reddito su cui calcoli le tasse. È una differenza sostanziale: la detrazione riduce la base imponibile, mentre il credito riduce direttamente l'imposta dovuta.

Il meccanismo di funzionamento prevede che l'impresa acquista un bene o servizio che rientra tra gli agevolabili, paga l'importo pieno al fornitore, e poi compensa il credito d'imposta con le imposte dovute (IRES, IRAP, addizionali) tramite modello F24. In molti casi, se il credito supera le imposte dovute, puoi chiedere il rimborso in denaro oppure cederlo il credito a fornitori, banche o altri soggetti. Questa flessibilità rende i crediti d'imposta molto più utilizzabili rispetto al passato, quando erano solo compensabili.

Un aspetto fondamentale da considerare è che molte agevolazioni sono cumulabili tra loro. Puoi beneficiare contemporaneamente del credito per investimenti in beni strumentali 4.0, del bonus per la formazione 4.0, delle agevolazioni per l'assunzione di giovani o donne, e del Premio Produzione per l'aumento dei ricavi. Ogni incentivo ha le proprie regole e i propri limiti, ma un commercialista specializzato può aiutarti a combinare le diverse misure per massimizzare il risparmio fiscale complessivo. La chiave è pianificare gli investimenti e le spese in modo da sfruttare tutte le agevolazioni disponibili per il tuo tipo di attività.

Transizione 5.0 2026: come funziona e quanto si risparmia

Transizione 5.0

è il piano nazionale che sostiene la digitalizzazione e la transizione tecnologica delle imprese. Per il 2026, la misura prevede un credito d'imposta che può arrivare fino al 70% dei costi sostenuti per l'acquisto di beni strumentali nuovi e per l'acquisto di servizi digitali. Si tratta di un incentivo molto potente, pensato specificamente per le micro e piccole imprese che spesso non hanno le risorse per investire in tecnologia e innovazione. Il credito è utilizzabile in compensazione nel modello F24 a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati i pagamenti e può essere ceduto a terzi.

Gli investimenti agevolabili includono hardware avanzato (server, computer, periferiche), software (licenze, SaaS, cloud computing), servizi di connettività (fiber, banda larga), e formazione del personale sull'uso di queste tecnologie. L'obiettivo è accompagnare le imprese verso la trasformazione digitale 4.0, rendendole più competitive sul mercato e più efficienti nei processi produttivi. Per accedere al credito, gli investimenti devono essere riferiti a beni e servizi nuovi, non usati, e devono essere coerenti con l'attività svolta dall'impresa. Inoltre, la spesa totale deve essere di almeno 5.000 euro, ma può arrivare fino a 3 milioni di euro per impresa.

Le aliquote del credito variano in base alla dimensione dell'impresa. Per le micro e piccole imprese con almeno 3 dipendenti, il credito è del 50% per le spese fino a 2.472.940 euro (importo massimo 1.236.470 euro) e del 40% per le spese tra 2.472.940 e 4.945.880 euro (importo massimo 949.175 euro). Per le imprese con meno di 3 dipendenti, le aliquote sono leggermente inferiori (30% e 20%) ma il meccanismo è identico. Se sei una media impresa (fino a 250 dipendenti), puoi accedere al credito con aliquota ridotta del 20% o 10%. L'investimento deve essere mantenuto per almeno 3 anni e la fruizione del credito avviene in 5 quote annuali di pari importo, a partire dall'anno successivo all'investimento.

Credito d'imposta per investimenti in beni strumentali 4.0

Il credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi (il cosiddetto iperammortamento) è una delle agevolazioni più importanti per le SRL che investono in macchinari, attrezzature, impianti e strutture produttive. Per il 2026, la misura prevede un credito d'imposta che sale fino al 70% per gli investimenti fino a 2 milioni di euro effettuati dalle micro e piccole imprese in beni 4.0 materiali e immateriali. Questo significa che se investi 100.000 euro in un macchinario 4.0, il credito d'imposta sarà di 70.000 euro che puoi compensare con le tasse dovute dalla tua SRL.

I beni 4.0 materiali includono macchinari, attrezzature, impianti, e strumenti digitali che sono interconnessi al sistema aziendale o che integrano funzioni di raccolta, elaborazione e archiviazione dei dati. Gli investimenti devono essere effettuati su beni nuovi, non usati, e devono essere strumentali all'attività svolta. Inoltre, i beni devono essere mantenuti nel patrimonio dell'impresa per almeno 3 anni decorrenti dalla data di acquisizione, salvo casi di furto, distruzione o perdita dovuti a cause di forza maggiore. La violazione di questo vincolo comporta la revoca del credito d'imposta.

I beni 4.0 immateriali includono software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione, organizzazione e automazione dei processi produttivi. La condizione essenziale è che questi beni siano interconnessi tra loro e con i macchinari operativi dell'impresa. Questo criterio di interconnessione ha generato alcuni dubbi interpretativi, ma l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che è sufficiente che il bene immateriale si colleghi in modo funzionale al processo produttivo, non necessariamente che tutti i beni siano collegati tra loro in una rete complessa.

Per accedere al credito, devi effettuare l'investimento, pagare il fornitore e poi compensare il credito con le imposte dovute tramite modello F24. Puoi cedere il credito a fornitori, banche o altri soggetti, inclusa la cessione parziale. Se non riesci a compensare il credito entro il periodo d'imposta, puoi richiedere il rimborso in denaro. La fruizione avviene in 3 quote annuali di pari importo a decorrere dagli anni 2023-2025 per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2023. L'efficienza di questo incentivo lo rende uno dei pilastri della politica industriale italiana, con oltre 25 miliardi di euro di investimenti agevolati dal 2019 ad oggi.

Bonus assunzioni e incentivi per il lavoro dipendente

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato diverse agevolazioni per le SRL che assumono personale, con particolare attenzione a giovani e donne. Il bonus assunzioni giovani prevede un contributo a carico dell'INPS per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani con età compresa tra 18 e 34 anni. Il contributo è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un limite massimo di 8.060 euro per le assunzioni effettuate nel 2026, elevato a 12.000 euro per le assunzioni di donne. La misura è riservata alle micro e piccole imprese con meno di 50 dipendenti e non cumulabile con altri incentivi per le stesse assunzioni.

Il contributo è concesso in via automatica e non richiede preventiva autorizzazione da parte dell'INPS: il datore di lavoro assume il lavoratore e, in sede di dichiarazione dei contributi dovuti, indica le assunzioni agevolate ottenendo il risparmio immediato sui contributi da versare. Il bonus è riconosciuto anche per le trasformazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (es. da apprendistato a tempo indeterminato) e per i contratti di lavoro stagionale, purché agevolati con il contributo INPS. Il beneficio è riconosciuto per un periodo massimo di 36 mesi dalla data di assunzione e spetta in relazione alle assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026.

Per le assunzioni di lavoratrici donne nel Mezzogiorno, la Legge di Bilancio 2026 ha potenziato le agevolazioni esistenti. Le datori di lavoro che assumono donne con età non inferiore a 18 anni, disoccupate da almeno 6 mesi, residenti nelle regioni del Mezzogiorno, possono beneficiare di un esonero dal 100% dei contributi previdenziali e assistenziali per un periodo di 12 mesi. L'esonero spetta anche per le trasformazioni a tempo indeterminato di contratti di lavoro dipendente in essere, comprese le proroghe, che diventino rapporti a tempo indeterminato a decorrere dal 1° gennaio 2024. La misura è riservata alle micro e piccole imprese con meno di 50 dipendenti e non è cumulabile con altri incentivi per le stesse assunzioni.

Premio Produzione 2026: come funziona il bonus ricavi

Il Premio Produzione è un incentivo fiscale che premia le imprese che aumentano i ricavi rispetto all'anno precedente, introducendo una imposta sostitutiva ridotta al 1% (invece del 24% IRES) sulla parte incrementale di utile generato dall'incremento dei ricavi. Per il 2026, la misura è stata confermata e potenziata, con una resa disponibile incrementata di 600 milioni di euro (rispetto ai 400 milioni del 2025). Il bonus si applica alle imprese indipendentemente dalla forma giuridica (quindi anche alle SRL) e dai settori merceologici, con esclusione delle imprese in difficoltà al 31 dicembre dell'anno precedente.

Per accedere al Premio Produzione, devi aver conseguito ricavi incrementali almeno del 3% rispetto all'anno precedente. L'incremento dei ricavi può calcolarsi in due modi alternativi: con il metodo contabile (differenza tra i ricavi dell'anno in corso e quelli dell'anno precedente) o con il metodo contrattuale (differenza tra i ricavi dell'anno in corso e il maggior valore tra i ricavi dell'anno precedente e quelli del penultimo anno). Questo secondo metodo è particolarmente utile per le imprese che hanno avuto un anno particolarmente difficile e vogliono confrontarsi con il risultato migliore degli ultimi due anni.

L'imposta sostitutiva del 1% si applica alla parte di utile d'impresa incrementale corrispondente all'incremento dei ricavi, nella misura in cui lo stesso utile incrementale concorre alla formazione del reddito complessivo. L'incentivo è applicabile fino alla concorrenza della risorsa disponibile stanziata per ciascun anno (600 milioni di euro per il 2026). Per accedere al bonus, devi inviare una comunicazione telematica all'Agenzia delle Entrate entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta per il quale è richiesto l'utilizzo dell'agevolazione. La comunicazione deve essere effettuata utilizzando il servizio web "Premio Produzione" disponibile nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate.

Un aspetto importante da considerare è che il Premio Produzione è cumulabile con altre agevolazioni come il credito per investimenti 4.0 e Transizione 5.0. Non esiste un limite generale alla cumulabilità, ma ogni agevolazione ha le proprie regole e i propri limiti. La chiave è pianificare la gestione contabile e fiscale della SRL per massimizzare il beneficio complessivo, considerando che l'incentivo più conveniente dipende dalla tua situazione specifica, dal settore in cui operi e dalla struttura dei costi e ricavi della tua impresa.

Nuove misure 2026: ZES Unica e incentivi patrimonializzazione

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune importanti novità per le SRL, in particolare la ZES Unica (Zona Economica Speciale Unica) e le misure per la patrimonializzazione delle imprese. La ZES Unica è una nuova zona economica speciale che amplia il perimetro delle attuali ZES nel Mezzogiorno, introducendo un regime fiscale agevolato per le imprese che operano in queste aree. Le imprese che operano nelle aree ZES possono beneficiare di esenzioni IRES e IRAP per i primi 10 anni di attività (fino al 100% per le micro e piccole imprese, fino al 70% per le medie imprese), a condizione che creino nuovi posti di lavoro e mantengano quelli esistenti.

Per accedere alle agevolazioni ZES Unica, l'impresa deve costituire o ampliare la struttura produttiva nelle aree ZES, assumere personale dipendente a tempo indeterminato (o mantenere gli esistenti), e raggiungere una soglia minima di spesa per investimenti produttivi. Le misure sono differenziate in base alla dimensione d'impresa: le micro e piccole imprese devono realizzare investimenti per almeno 200.000 euro, le medie imprese per almeno 500.000 euro, e le grandi imprese per almeno 1 milione di euro. Le agevolazioni ZES Unica sono cumulabili con altri incentivi nazionali e regionali, rendendo questo regime uno dei più favorevoli in Europa per chi vuole investire nel Mezzogiorno.

La patrimonializzazione delle imprese è un altro tema centrale della Legge di Bilancio 2026. Il legislatore ha introdotto misure per agevolare il rafforzamento patrimoniale delle imprese tramite la riduzione del peso fiscale sugli utili accantonati. In particolare, è stato introdotto un regime opzionale per le SRL che prevede un'imposta sostitutiva ridotta al 15% (invece del 24% IRES) sugli utili accantonati in riserva legale o in un fondo patrimoniale indivisibile. Questo regime è riservato alle SRL che non distribuiscono dividendi e reinvestiscono gli utili in favore dello sviluppo aziendale.

Il regime opzionale per la patrimonializzazione prevede che gli utili accantonati in riserve indivisibili non possono essere distribuiti ai soci per almeno 5 anni e devono essere utilizzati per finanziare investimenti in immobilizzazioni, spese per ricerca e sviluppo, o altre attività volte allo sviluppo dell'impresa. L'aliquota ridotta al 15% si applica alla parte di utile d'impresa accantonata e portata in riserva indivisibile, mentre la parte di utile distribuita continua a essere tassata con l'aliquota ordinaria del 24%. Questo regime è particolarmente vantaggioso per le SRL che intendono crescere e investire, poiché riduce il carico fiscale sugli utili reinvestiti e incentiva la patrimonializzazione dell'impresa.

Agevolazione Beneficio massimo Aliquota Destinatari Vincoli
Transizione 5.0 €1.236.470 + €949.175 50-70% Tutte le imprese Mantenimento 3 anni, 5 quote annuali
Beni strumentali 4.0 €2 milioni di credito Fino al 70% Micro/piccole imprese Mantenimento 3 anni, beni nuovi
Bonus assunzioni giovani €12.000 (donne) 100% contributi Imprese < 50 dipendenti Età 18-34, contratto a tempo indeterminato
Premio Produzione 600 milioni di risorsa Imposta 1% su utile incrementale Tutte le imprese Incremento ricavi ≥3%
ZES Unica Esenzione IRES/IRAP Fino al 100% per 10 anni Imprese nel Mezzogiorno Investimenti minimi e nuovi posti di lavoro
Patrimonializzazione Aliquota ridotta 15% Risparmio 9% (24%→15%) SRL che reinvestono utili Divieto distribuzione dividendi per 5 anni

Come accedere e fruire delle agevolazioni fiscali

L'accesso alle agevolazioni fiscali per le SRL richiede una pianificazione attenta e il rispetto di precise scadenze e adempimenti formali. La prima regola fondamentale è che l'investimento o la spesa agevolata deve essere effettuata e pagata prima di poter fruire del credito d'imposta. Non è sufficiente un ordine o un preventivo: il bene deve essere consegnato, il servizio deve essere reso, e l'impresa deve avere la fattura o la documentazione che comprova l'avvenuto pagamento. Solo a questo punto puoi calcolare il credito d'imposta e compensarlo con le tasse dovute.

Per molte agevolazioni, come Transizione 5.0 e il credito per investimenti 4.0, è necessario tenere una contabilità separata per i costi agevolati. Questo significa che nella contabilità aziendale devi distinguere chiaramente i costi relativi agli investimenti agevolati da quelli ordinari, documentando tutte le spese sostenute per l'acquisto dei beni o servizi. La documentazione tecnica deve essere conservata e messa a disposizione dell'Agenzia delle Entrate in caso di verifica, insieme alle fatture, ai bonifici e ai contratti che attestano l'avvenuta transazione.

Un aspetto spesso sottovalutato è che molti crediti d'imposta sono cedibili a terzi. Puoi cedere il tuo credito ai fornitori, alle banche o ad altri soggetti, ottenendo in cambio uno sconto sul prezzo o servizi. La cessione deve essere comunicata all'Agenzia delle Entrate tramite apposito modello, ed è revocabile solo in casi molto limitati (frode, bancarotta fraudolenta, ecc.). Questo meccanismo rende i crediti molto più flessibili e utilizzabili, permettendoti di trasformare un credito fiscale in liquidità immediata o in servizi per la tua attività.

Il termine per la compensazione varia in base all'agevolazione. In genere, i crediti d'imposta possono essere compensati a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l'investimento o sostenuta la spesa. Per alcune misure, come il bonus assunzioni giovani, il beneficio è immediato e si concretizza nel risparmio sui contributi da versare all'INPS in occasione della denuncia contributiva. Per altre agevolazioni, come il Premio Produzione, devi inviare una comunicazione preventiva all'Agenzia delle Entrate che attesta il rispetto dei requisiti (incremento dei ricavi, mantenimento dei posti di lavoro, ecc.).

Errori comuni nella gestione delle agevolazioni fiscali

Uno degli errori più frequenti è non documentare correttamente gli investimenti agevolati. L'Agenzia delle Entrate può richiedere la documentazione tecnica e contabile che dimostra l'effettivo acquisto del bene o servizio agevolato, e in caso di verifica o di controllo, la mancanza di documentazione può comportare la revoca del credito d'imposta. È fondamentale conservare fatture, contratti, bonifici, e tutta la documentazione tecnica che attesta la natura 4.0 del bene e la sua interconnessione con altri asset aziendali. La cattiva organizzazione documentale può costarti molto cara in caso di controllo.

Altro errore comune è sottovalutare i vincoli temporali che molte agevolazioni prevedono. Molti crediti d'imposta (es. Transizione 5.0, beni 4.0) sono erogati in più quote annuali di pari importo, a decorrere dall'anno successivo all'investimento. Questo significa che se investi 100.000 euro in beni 4.0 e hai diritto a un credito di 70.000 euro, potrai compensare solo 23.333 euro all'anno per 3 anni (più eventualmente un residuo nel quarto anno). Devi pianificare i flussi di cassa della tua SRL tenendo conto di questa tempistica, oppure considerare la cessione del credito a terzi in cambio di liquidità immediata.

Il terzo errore è non verificare la cumulabilità delle diverse agevolazioni. Molte imprese commettono l'errore di ritenere che determinati incentivi non siano cumulabili tra loro, quando in realtà la normativa prevede la possibilità di combinare diverse misure sullo stesso investimento. Ad esempio, lo stesso macchinario 4.0 può dare diritto sia al credito per investimenti 4.0 che a Transizione 5.0, se soddisfa i requisiti di entrambe. Un commercialista specializzato può aiutarti a identificare tutte le agevolazioni applicabili al tuo caso specifico e a massimizzare il beneficio complessivo.

In quarto luogo, molte imprese ritardano gli investimenti aspettando scadenze o proroghe che potrebbero non arrivare. Le agevolazioni fiscali hanno spesso una dotazione finanziaria limitata (es. 600 milioni di euro per il Premio Produzione 2026), e l'incentivo termina quando la risorsa è esaurita. Rinviare un investimento pensando di accedere al credito d'imposta può significare perdere definitivamente l'agevolazione, soprattutto se la risorsa si esaurisce prima del tuo intervento. È importante monitorare lo stato di esaurimento delle risorse sul sito dell'Agenzia delle Entrate e pianificare gli investimenti con sufficiente anticipo per accedere all'incentivo prima che la dotazione si esaurisca.

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Le agevolazioni fiscali per le SRL rappresentano un'opportunità significativa per ridurre il carico fiscale della tua impresa, ma anche una complessità normativa che richiede competenza specializzata. Ogni incentivo ha regole diverse, scadenze specifiche, documentazione tecnica da conservare, e modalità di fruizione particolare. Con SRLOnline hai un commercialista dedicato che conosce nel dettaglio tutte le agevolazioni 2026 e ti aiuta a identificare quali incentivi sono più adatti alla tua situazione, pianificando gli investimenti e le spese per massimizzare il beneficio fiscale complessivo.

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Domande frequenti

Le agevolazioni fiscali 2026 sono cumulabili tra loro?

Sì, molte agevolazioni fiscali sono cumulabili tra loro, a condizione che ciascun incentivo sia applicato alla parte di spesa o di investimento che non è già stata agevolata con altra misura. Ad esempio, lo stesso macchinario 4.0 può dare diritto sia al credito per investimenti 4.0 che a Transizione 5.0, se soddisfa i requisiti di entrambe (beni interconnessi, investimento digitale, ecc.). Il bonus assunzioni giovani è invece cumulabile con il Premio Produzione, ma non con altri incentivi per le assunzioni. La chiave è pianificare con cura la combinazione degli incentivi, evitando sovrapposizioni che potrebbero comportare la revoca del beneficio.

Come si accede al credito d'imposta Transizione 5.0?

Per accedere al credito d'imposta Transizione 5.0, devi effettuare investimenti in beni 4.0 materiali e immateriali o in servizi digitali che rientrano nell'elenco degli agevolabili, pagare interamente i fornitori, e mantenere i beni per almeno 3 anni. Dal punto di vista contabile, devi tenere una contabilità separata dei costi agevolati e conservare la documentazione tecnica che attesta la natura 4.0 dei beni e la loro interconnessione. Il credito viene utilizzato in compensazione tramite modello F24 a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati i pagamenti, in 5 quote annuali di pari importo. Non è necessaria una preventiva autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate, ma la comunicazione dell'opzione va effettuata nella dichiarazione dei redditi.

Il bonus assunzioni giovani è solo per le nuove assunzioni?

No, il bonus assunzioni giovani si applica anche alle trasformazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, come la conversione da apprendistato a tempo indeterminato o da tempo determinato a tempo indeterminato. Inoltre, è riconosciuto anche per i contratti di lavoro stagionale che vengono agevolati con il contributo INPS, purché il lavoratore abbia le caratteristiche richieste (età 18-34 anni) e il contratto sia a tempo indeterminato o stagionale. Il bonus spetta per un periodo massimo di 36 mesi dalla data di assunzione o trasformazione del rapporto e può richiedersi anche per le assunzioni già effettuate dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026.

Qual è la differenza tra la ZES Unica e le precedenti ZES?

La ZES Unica introdotta nel 2026 è una zona economica speciale che amplia il perimetro delle attuali ZES nel Mezzogiorno, creando un regime fiscale agevolato unificato. Rispetto alle precedenti ZES, la ZES Unica prevede una esenzione IRES e IRAP più elevata per i primi 10 anni di attività (fino al 100% per micro e piccole imprese) e introduce un criterio di accesso automatico basato sulla dimensione d'impresa e sugli investimenti realizzati. Non è necessaria la preventiva autorizzazione, ma è necessario comunicare all'Agenzia delle Entrate l'opzione per il regime fiscale agevolato. Le misure sono cumulabili con altri incentivi nazionali e regionali, rendendo la ZES Unica uno dei regimi più favorevoli in Europa per chi vuole investire nel Mezzogiorno.

Il regime di patrimonializzazione conviene per la mia SRL?

Il regime di patrimonializzazione con aliquota ridotta al 15% sugli utili accantonati conviene se la tua SRL non distribuisce dividendi e reinveste gli utili per finanziare la crescita aziendale. Il regime è particolarmente vantaggioso per le SRL che intendono investire in immobilizzazioni, ricerca e sviluppo, o altre attività volte allo sviluppo dell'impresa, poiché riduce il carico fiscale dagli utili reinvestiti dal 24% al 15%, con un risparmio di 9 punti percentuali. Tuttavia, il regime prevede che gli utili accantonati in riserve indivisibili non possano essere distribuiti ai soci per almeno 5 anni, quindi non è adatto se prevedi di distribuire dividendi regolarmente. La scelta dipende dalla tua strategia aziendale e dalle tue esigenze personali di liquidità.

Quando si esaurisce la risorsa del Premio Produzione?

La risorsa disponibile per il Premio Produzione è di 600 milioni di euro per il 2026 (in aumento rispetto ai 400 milioni del 2025). L'incentivo spetta fino a esaurimento della risorsa stanziata, secondo l'ordine cronologico delle domande di fruizione presentate. L'Agenzia delle Entrate pubblica periodicamente sul proprio sito lo stato di esaurimento della risorsa: quando la risorsa si esaurisce, l'incentivo termina e non è più possibile presentare nuove domande per quell'anno. È importante monitorare lo stato di esaurimento e presentare la domanda per il Premio Produzione con sufficiente anticipo, in quanto l'incentivo è molto richiesto dalle imprese italiane e la risorsa tende a esaurire rapidamente.

Posso cedere il credito d'imposta a terzi?

Sì, la cessione del credito d'imposta a terzi è ammessa per la maggior parte delle agevolazioni fiscali, inclusi Transizione 5.0 e il credito per investimenti 4.0. Puoi cedere il credito totale o parziale a fornitori, banche, o altri soggetti, ottenendo in cambio uno sconto sul prezzo, servizi, o liquidità immediata. La cessione deve essere comunicata all'Agenzia delle Entrate tramite apposito modello ed è revocabile solo in casi molto limitati (frode, bancarotta fraudolenta, ecc.). La possibilità di cedere il credito rende gli incentivi molto più flessibili e utilizzabili, permettendoti di trasformare un credito fiscale in vantaggi concreti per la tua attività.

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