In breve
- il regime forfettario ha una soglia confermata di 85.000€ per il 2026, con uscita immediata superati i 100.000€;
- costituire una SRL conviene quando il fatturato supera i 60-70.000€ o servono agevolazioni fiscali riservate alle società;
- il passaggio da forfettario a SRL va pianificato per non perdere i vantaggi accumulati e ottimizzare la tassazione.
Il dilemma del professionista in crescita: rimanere forfettario o fare il salto?
Stai nel regime forfettario e le cose vanno bene. Fatturi, emetti fatture elettroniche, versi i contributi previdenziali fissi ogni tre mesi. La vita fiscale è semplice: niente IVA, niente IRAP, un'imposta sostitutiva unica al 15% (o al 5% se hai under 36). Tuttavia, più il tuo business cresce, più una domanda inizia a insidiarti: ne vale davvero la pena restare forfettario? O è arrivato il momento di costituire una SRL?
La risposta non è scontata. Il regime forfettario è stato confermato anche per il 2026 con la soglia di 85.000€, il che lo rende ancora molto attraente per molti professionisti. Ma ci sono situazioni in cui una SRL non solo è più conveniente, ma diventa quasi necessaria: quando superi certi livelli di fatturato, quando hai bisogno di proteggere il tuo patrimonio in modo più robusto, quando vuoi accedere a finanziamenti che le banche difficilmente concedono ai forfettari, oppure quando vuoi sfruttare agevolazioni fiscali che il regime agevolato non ti permette di utilizzare.
L'obiettivo di questa guida è aiutarti a capire quando conviene davvero passare a SRL, evitando il tunnel visivo del "più fatturo, più tasse". Ti mostrerò con numeri reali come la matematica cambia tra i due regimi, quali sono i segnali che indicano che è il momento di cambiare, e come pianificare il passaggio senza trovare brutte sorprese. Perché la vera pianificazione fiscale non è scegliere il regime che paga meno oggi, ma quello che ti permette di crescere domani senza che le tasse mangino i tuoi margini.
Il regime forfettario 2026 in sintesi: requisiti, limiti e conferme
Prima di capire quando conviene uscire, dobbiamo chiarire quali sono le regole del gioco nel 2026. Il regime forfettario è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2026, che ha prorogato la soglia degli 85.000€ di compensi o ricavi. Questo significa che se l'anno scorso hai percepito meno di 85.000€, puoi continuare ad applicare il regime agevolato anche quest'anno. Ma non finisce qui: ci sono regole precise da rispettare, limiti da non superare e agevolazioni che puoi utilizzare.
Per accedere al regime forfettario nel 2026, non devi aver percepito compensi o ricavi superiori a 85.000€ nell'anno precedente.
Per quanto riguarda le agevolazioni, nel 2026 è confermata l'imposta sostitutiva al 15% per la generalità dei professionisti, che scende al 5% per i primi cinque anni di attività, indipendentemente dall'età.
Requisiti e limiti regime forfettario 2026
- Soglia compensi/ricavi: confermata a 85.000€ per il 2026
- Uscita immediata: se superati i 100.000€
- Uscita differita: se superati 85.000€ ma sotto 100.000€, esci l'anno successivo
- Spese personale: massimo 20.000€ per collaboratori
- Redditi di lavoro dipendente: ammessi solo contributi previdenziali figurativi (es. NASPI)
- Regola cliente unico: non più del 50% dei compensi da un unico cliente
- Imposta sostitutiva: 15% (generalità) o 5% (primi cinque anni di attività)
- Esenzione IRAP: prevista per forfettari
- Fatturazione elettronica: dal 2024 sempre obbligatoria
Tassazione a confronto: quanto paga davvero forfettario vs SRL
Arriviamo al cuore del problema: quanto tasse davvero con il regime forfettario rispetto a una SRL? La risposta dipende dal tuo fatturato, dalla tua situazione personale, da come strutturi i compensi e gli utili. Per capire se ne vale la pena di cambiare, dobbiamo fare un confronto onesto, guardando non solo all'aliquota dell'imposta ma anche a tutto il resto: contributi previdenziali, IRAP, tassazione sugli utili distribuiti.
Partiamo da un esempio concreto per rendere l'idea più chiara. Immagina Marco, un graphic designer freelance che fattura 70.000€ l'anno. Con il forfettario, la sua imposta sostitutiva è al 15%. Calcoliamo: 70.000€ moltiplicato per il coefficiente di redditività del 78%, uguale 54.600€ di imponibile lordo. Da questo importo si sottraggono i contributi INPS gestione separata (circa il 26,07% su 54.600€), cioè 14.234€. Sulla cifra rimanente si applica il 15%, che fa 6.055€ di imposta sostitutiva. Totale tasse e contributi: 20.289€. E Marco si tiene 70.000€ meno 20.289€, uguale 49.711€ netti.
Ora immaginiamo lo stesso Marco che svolge la stessa attività tramite una SRL, con identico fatturato di 70.000€, e che si riconosce un compenso da amministratore di 50.000€. Su questo compenso si applica la gestione separata INPS con aliquota complessiva del 26,07%, ripartita tra società e amministratore. I contributi totali sono 13.035€, di cui 8.690€ a carico della società e 4.345€ a carico di Marco. Il costo complessivo dell'amministratore per la SRL diventa quindi 58.690€, con un utile ante imposte pari a 11.310€. Su questo utile la società paga l'IRES al 24%, pari a 2.714€, mentre l'IRAP, calcolata sul valore della produzione di 70.000€, è pari a 2.730€. L'utile netto che resta in società è quindi 8.596€.
Dal lato personale, Marco parte da un compenso lordo di 50.000€, da cui vengono trattenuti i contributi INPS a suo carico per 4.345€, ottenendo un reddito imponibile IRPEF di 45.655€. Applicando le aliquote ordinarie, l'IRPEF complessiva ammonta a 12.619€, per cui il compenso netto che Marco incassa è 33.036€. A questo importo si aggiunge il valore degli utili che restano nella SRL, pari a 8.596€, che potranno essere distribuiti in un momento successivo.
Il confronto finale è quindi chiaro: nel forfettario Marco ottiene 49.711€ netti immediati, mentre con la SRL il valore economico complessivo è pari a 41.632€, di cui 33.036€ subito disponibili e 8.596€ rinviati sotto forma di utili societari. È esattamente su questa differenza, e soprattutto sulla tempistica e sulla flessibilità del prelievo, che si gioca la vera convenienza tra forfettario e SRL.
Tassazione comparata: forfettario vs SRL (fatturato 70.000€)
| Voce | Forfettario | SRL |
|---|---|---|
| Fatturato | 70.000€ | 70.000€ |
| Imposta sostitutiva | 6.055€ (15%) | - |
| IRPEF | - | 12.619€ |
| IRES | - | 2.714€ (24% su utile) |
| IRAP | esente | 2.730€ (3,9%) |
| Contributi INPS | 14.234€ (26,07%) | 13.035€ (26,07% su stipendio) |
| TOTALE TASSE E CONTRIBUTI | 20.289€ | 31.098€ |
| NETTO IMMEDIATO | 49.711€ | 33.036€ |
| UTILI IN SOCIETÀ | - | 8.596€ |
| VALORE ECONOMICO TOTALE | 49.711€ | 41.632€ |
| VANTAGGIO FORFETTARIO | - | + 8.079€ |
Nota: esempio di SRL con compenso amministratore 50.000€, contribuzione INPS in gestione separata (26,07%), IRES al 24%, IRAP al 3,9%. Gli utili (8.596€) non sono immediatamente disponibili e, se distribuiti, subiscono ulteriore tassazione (26%).
Il punto di pareggio: da quale fatturato conviene la SRL?
L'esempio di Marco ci mostra che con 70.000€ di fatturato, la SRL può essere più conveniente del forfettario. Ma qual è il punto di pareggio esatto? Dipende da come strutturi i compensi nella SRL. Più stipendio paghi all'amministratore, meno utile societario c'è e meno IRES paghi. Ma più stipendio paghi, più contributi INPS versi. C'è un equilibrio da trovare. In generale, si può dire che il punto di pareggio si aggira intorno ai 60-70.000€ di fatturato: sotto questa soglia, il forfettario è quasi sempre più conveniente. Sopra, la SRL inizia a diventare interessante, soprattutto se puoi sfruttare alcune agevolazioni fiscali.
Facciamo un altro esempio, questa volta con una fatturato più alto. Imaginiamo Elena, una consulente marketing che fattura 90.000€ l'anno. Sia nel forfettario che nella SRL, Elena deve pianificare con attenzione. Nel forfettario, con imposta al 15%, pagherebbe 12.750€ di imposta sostitutiva (85.000€ x 15%) più circa 22.500€ di contributi INPS (su 90.000€). Totale tasse: 35.250€, con un netto di 54.750€. Nella SRL, Elena può pagarsi 60.000€ di stipendio e lasciare 30.000€ di utile societario. L'IRES sul 30.000€ è di 7.200€. L'IRAP su 90.000€ è di circa 3.500€. I contributi sullo stipendio sono circa 14.400€. Totale tasse: 25.100€. E si tiene 90.000€ meno 25.100€, uguale 64.900€ netti personali più utili residui nella società.
Ovviamente, questi sono esempi semplificati. Nella realtà, ci sono molte variabili da considerare: il tipo di attività, i costi deducibili, la possibilità di accedere ad agevolazioni fiscali, il patrimonio che vuoi proteggere, la struttura societaria che preferisci. Ma come regola generale, possiamo dire che superati i 70-80.000€ di fatturato, la SRL inizia a essere competitiva con il forfettario. E superati i 100.000€, non è più una scelta: devi uscire dal regime agevolato e la SRL diventa quasi obbligata, a meno di non accettare una tassazione molto più pesante nel regime ordinario.
Punti di pareggio indicativi 2026
| Fatturato annuo | Regime consigliato | Note |
|---|---|---|
| Fino a 50.000€ | Forfettario | Tassazione agevolata sempre conveniente |
| 50.000 - 70.000€ | Forfettario (ma valutare SRL) | Conviene forfettario, ma SRL può essere pari |
| 70.000 - 85.000€ Da valutare caso per caso | SRL spesso più conveniente | Dipende da struttura compensi |
| Oltre 85.000€ | Uscita forfettario necessaria | SRL o regime ordinario obbligatori |
| Oltre 100.000€ | SRL obbligata | Uscita immediata, forfettario non più possibile |
Cosa succede se superi gli 85.000€: uscita immediata o differita
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato le regole sul superamento della soglia degli 85.000€, ed è importante capire bene cosa succede in ciascun caso per non trovarsi impreparato. Se superi gli 85.000€ ma rimani sotto i 100.000€, puoi restare nel regime forfettario per l'anno in corso, ma ne uscirai l'anno successivo. Questo ti dà un anno di tempo per pianificare il passaggio a SRL o valutare se vuoi rientrare nei parametri (riducendo il fatturato, per esempio). Se invece superi i 100.000€, l'uscita dal regime è immediata: dall'anno in corso non puoi più applicare il forfettario e passi al regime ordinario o a una SRL.
Cosa significa questo in pratica? Significa che dall'anno in cui superi i 100.000€, perdi l'imposta sostitutiva al 15% (o al 5%) e inizi a pagare le tasse ordinarie: IRPEF progressiva dal 23% al 43% sul reddito personale, più addizionali regionali e comunali. Inoltre, perdi l'esenzione dall'IRAP e inizi a pagarla (almeno fino al 2025, la Legge di Bilancio 2026 potrebbe introdurre modifiche). E perdi anche l'esenzione dall'obbligo fatture: se fatturi più di 25.000€, devi emettere fattura elettronica. Insomma, la situazione fiscale cambia radicalmente e in peggio.
Per questo motivo, molti professionisti che prevedono di superare gli 85.000€ scelgono di costituire una SRL in anticipo, proprio per evitare di uscire dal forfettario in modo traumatico. Costituendo la SRL quando sono ancora sotto gli 85.000€, possono pianificare il passaggio in modo graduale: continuare ad operare come forfettario per un periodo (sempre che rispettano i parametri), poi fare il salto completo quando arrivano a un fatturato più alto. Oppure possono scegliere di passare direttamente alla tassazione SRL sin da subito, se i calcoli dicono che conviene.
Regole uscita regime forfettario 2026
- Tra 85.000€ e 100.000€: uscita differita l'anno successivo
- Oltre 100.000€: uscita immediata dall'anno in corso
- Conseguenze uscita: perdita imposta sostitutiva 15/5%, obbligo IVA, obbligo IRAP (salvo modifiche 2026), tassazione ordinaria IRPEF
- Pianificazione: costituire SRL prima di superare le soglie permette passaggio graduale
Quando la SRL è necessaria: protezione patrimoniale, finanziamenti e agevolazioni
Non è solo questione di tasse: ci sono situazioni in cui una SRL è praticamente necessaria, indipendentemente dal confronto fiscale con il forfettario. Il primo caso è quando ti serve maggiore protezione del patrimonio. Con la SRL, il tuo patrimonio personale è separato da quello societario: se la società ha debiti, i creditori possono rivalersi solo sul capitale sociale, non sui tuoi beni personali (casa, auto, risparmi). Con il forfettario, invece, la responsabilità è illimitata: se qualcosa va storto, puoi rispondere con tutto il tuo patrimonio personale. Questo rischio diventa più pesante quanto più cresce il fatturato e più complessa diventa l'attività.
Il secondo caso in cui la SRL è quasi necessaria è quando hai bisogno di finanziamenti. Le banche, in generale, guardano con più favore alle SRL rispetto alle partite IVA forfettarie. La ragione è semplice: una SRL è un soggetto giuridico distinto, con un proprio patrimonio, e può offrire garanzie reali (es. ipoteca su beni immobili di proprietà della società). In più, le banche apprezzano la struttura formale della SRL: bilancio, verbali, assemblea, organi di controllo. Tutto questo trasmette affidabilità e riduce il rischio percepito. Non è che un forfettario non possa ottenere finanziamenti, ma è spesso più difficile e con condizioni più sfavorevoli.
Il terzo caso riguarda le agevolazioni fiscali riservate alle società. Alcuni incentivi statali e contributi a fondo perduto sono accessibili solo alle SRL e più in generale alle società di capitali. Ad esempio, gli incentivi per gli investimenti in beni strumentali nuovi (cd. "beni 4.0" o "iperammortamento") o i crediti d'imposta per la ricerca e sviluppo possono essere utilizzati solo da soggetti IRES, come le SRL. Allo stesso modo, alcune detrazioni fiscali (es. per i costi di ricerca e sviluppo) sono utilizzabili solo nell'ambito della tassazione Società e non in quella delle persone fisiche. Se prevedi di voler sfruttare queste agevolazioni, devi avere una SRL.
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Situazioni in cui la SRL è necessaria o fortemente consigliata
- Protezione patrimoniale avanzata: separazione netto tra beni personali e aziendali
- Accesso a finanziamenti: banche più propense a concedere prestiti alle SRL
- Agevolazioni riservate società: crediti d'imposta, beni 4.0, incentivi R&D
- Piani di investimento: immobiliari, macchinari, espansione che richiedono capitale
- Partner societari: hai soci che vogliono entrare nella società
- Credibilità verso clienti grandi: alcune aziende lavorano solo con fornitori SRL
- Uscita forfettario: superamento soglia 85.000€ o 100.000€
Il passaggio da forfettario a SRL: come pianificare senza errori
Hai deciso che è il momento giusto per costituire una SRL. Benissimo. Ma come fai il passaggio senza creare problemi? La prima cosa da considerare è che non puoi "trasferire" il regime forfettario alla SRL: sono due regimi completamente diversi e separati. Quindi il giorno in cui costituisci la SRL, inizi una nuova vita fiscale parallela. Il tuo business come forfettario non sparisce: puoi ancora utilizzarlo, ma devi rispettare i limiti. Ad esempio, se costituisci una SRL mentre sei ancora forfettario, la SRL non potrà fatturare a te (non si può autocostituire). Dovrai trovare altri clienti oppure fatturare a un'altra tua attività (se ne hai una) e pagarti le fatture dalla SRL.
La seconda questione da considerare è quella dei costi di costituzione. Come abbiamo visto, costituire una SRL ha un costo iniziale (tra 2.800 e 3.900€ + IVA per una SRL ordinaria, meno per una SRLS online). Questo costo si recupera con il tempo grazie al risparmio fiscale, ma nei primi anni devi metterlo in conto. In più, ci sono i costi annuali di gestione della SRL: commercialista (2.500-5.000€/anno), tassa vidimazione libri sociali (309,87€), diritto camerale (da 120€ in su), contabilità ordinaria obbligatoria. È un cambiamento importante rispetto alla semplicità del forfettario, dove puoi fare tutto da solo o con un commercialista a partita IVA che costa meno.
Il terzo aspetto da pianificare è la strategia fiscale: come ti paghi dalla SRL? Come strutturi stipendi e utili? Ci sono diverse opzioni: puoi pagarti uno stipendio come amministratore, oppure puoi pagarti solo una parte e distribuire il resto come utili a fine anno (con la doppia tassazione), oppure puoi non pagarti nulla e lasciare tutto nella società (per investimenti futuri). Ogni opzione ha implicazioni fiscali diverse: sul piano previdenziale, sull'IRES, sulla tassazione degli utili. È una scelta che va fatta con un commercialista, perché le implicazioni sono importanti e dipendono dalla tua situazione specifica.
Aspetti chiave del passaggio da forfettario a SRL
- Interruzione attività forfettario: la SRL non può fatturare al socio forfettario
- Ricerca nuovi clienti: la SRL deve acquisire propria clientela
- Costi iniziali costituzione: 2.800-3.900€ + IVA per SRL ordinaria
- Costi gestione annuale: commercialista, adempimenti, tasse fisse
- Struttura compensi: stipendio amministratore vs utili distribuiti vs utili accantonati
- Pianificazione temporale:
- Consulenza commercialista: fondamentale per strutturare al meglio il passaggio
Cosa cambia dopo il passaggio: adempimenti, contabilità e stile di vita
Passare da forfettario a SRL non è solo una questione di tasse: cambia il modo in cui gestisci il tuo business, i tuoi adempimenti, il tuo stile di vita quotidiana. Con il forfettario, sei abituato a una gestione semplice: tieni un registro dei corrispettivi, emetti fatture elettroniche, versi i contributi ogni tre mesi, fai la dichiarazione dei redditi una volta l'anno. Con la SRL, la complessità aumenta: devi tenere la contabilità ordinaria (libro giornale, libro degli inventari, registri IVA), redigere il bilancio annuale, depositarlo al Registro Imprese, versare le ritenute d'acconto IVA e IRES, fare liquidazioni periodiche IVA, comunicare i dati dei dipendenti (se ne hai), e molto altro.
Questa maggiore complessità si traduce in due cose: più tempo da dedicare alla burocrazia (o più delega al commercialista) e più costi fissi. Un commercialista per una SRL costa mediamente 2.500-5.000€ all'anno, a seconda della complessità. Al forfettario, invece, un commercialista costa meno, proprio perché la gestione è più semplice. In più, con la SRL hai tasse fisse che non esistono nel forfettario: tassa vidimazione libri sociali (309,87€), diritto camerale annuale (da 120€ in su), deposito bilancio (circa 130€ di diritti). Sono cifre non enormi, ma da considerare nel budget annuale.
Un altro aspetto che cambia è lo stile di lavoro. Con la SRL, sei un imprenditore, non un professionista autonomo. Questo può influenzare il modo in cui ti presenti ai clienti, il tipo di clienti che puoi attrarre, i prezzi che puoi praticare. Alcune aziende, ad esempio, lavorano solo con fornitori che sono SRL perché richiedono una struttura più formale, garanzie, assicurazioni. Altri clienti potrebbero apprezzare di più il fatto di lavorare con una società, perché percepiscono maggiore affidabilità e stabilità nel tempo. D'altro canto, alcuni clienti potrebbero preferire un libero professionista per ragioni di flessibilità o costo.
Differenze operative tra forfettario e SRL
| Aspetto | Forfettario | SRL |
|---|---|---|
| Contabilità | Semplificata, nessun bilancio | Ordinata, bilancio annuale obbligatorio |
| Adempimenti fiscali | Dichiarazione redditi annuali, versamenti trimestrali | Molteplici: IVA, IRES, IRAP, LIPE, ritenute, bilancio |
| Costo commercialista | 800-1.500€/anno | 2.500-5.000€/anno |
| Tasse fisse | Diritti camerali (120-200€/anno) | Diritti camerali + tassa libri sociali (309,87€) + deposito bilancio |
| Percezione clienti | Professionista autonomo | Società strutturata, più formale |
| Credibilità bancaria | Media, più difficile accedere a prestiti | Alta, più facile ottenere finanziamenti |
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In SRLOnline sappiamo che il passaggio da forfettario a SRL è un momento delicato. Non vuoi perdere i vantaggi che hai costruito nel tempo, ma allo stesso tempo non vuoi rinunciare a una struttura che ti permette di crescere. Per questo ti affianchiamo con un commercialista dedicato che ti segue prima, durante e dopo la costituzione della SRL. Prima ti aiutiamo a capire se e quando conviene davvero fare il salto, facendo simulazioni fiscali personalizzate basate sul tuo fatturato reale, sui costi che hai, sul tipo di attività che fai.
Durante la costituzione, ti guidiamo nella scelta della forma societaria più adatta: SRL ordinaria, SRL semplificata (SRLS), SRL unipersonale, o altre soluzioni più complesse come holding o società di capitali con più soci. Ti aiutiamo a redigere lo statuto su misura, a definire la struttura dei compensi, a pianificare il passaggio dei clienti dal forfettario alla SRL (perché la SRL non può fatturare al socio forfettario, quindi devi trovare nuovi clienti oppure ristrutturare il modo in cui lavori). Dopo la costituzione, restiamo con te: gestiamo la contabilità, ci occupiamo di tutte le scadenze fiscali, ti aiutiamo a pianificare i compensi e la distribuzione degli ottieni in modo da ottimizzare le tasse.
Il nostro approccio è trasparente sui fin dal primo giorno: ti forniamo un preventivo chiaro per la costituzione, un preventivo chiaro per la gestione annuale, senza costi nascosti. E ti offriamo un consulente fiscale dedicato che puoi contattare quando vuoi durante l'anno per fare domande, verificare opportunità, correggere la rotta. Perché il vero vantaggio della SRL non è solo pagare meno tasse, ma avere una struttura solida su cui costruire il futuro della tua attività.
Domande frequenti sul passaggio da forfettario a SRL
È obbligatorio costituire una SRL se supero gli 85.000€?
No, non è obbligatorio costituire una SRL se superi gli 85.000€. Puoi continuare con il regime forfettario fino a 100.000€ (uscita differita) oppure passare al regime ordinario come soggetto fisico (continui a essere partita IVA autonoma). Tuttavia, superati gli 85.000€ perdi l'imposta sostitutiva al 15% (o 5%) e inizi a pagare IRPEF progressiva. Spesso, a questo punto la SRL diventa più conveniente dal punto di vista fiscale, oltre a offrirti una protezione patrimoniale superiore.
Posso essere contemporaneamente forfettario e titolare di SRL?
Sì, tecnicamente puoi essere titolare di una SRL e avere anche una partita IVA forfettaria per un'altra attività. Tuttavia, ci sono delle regole da rispettare: la SRL non può fatturare a te (in quanto socio forfettario), quindi la tua attività come forfettario e quella come SRL devono essere completamente distinte. In più, se i compensi percepiti come forfettario superano gli 85.000€, perdi il regime agevolato per l'anno successivo. È una configurazione che ha senso solo in casi molto specifici (es. hai un lavoro dipendente e un'attività parallela, o hai due attività completamente diverse che vuoi separare), e va valutata attentamente con un commercialista per evitare problemi con il Fisco.
Cosa succede agli amici e clienti miei se costituisco una SRL?
La costituzione della SRL non deve necessariamente cambiare i rapporti con i tuoi amici e clienti. Puoi continuare a lavorare con le stesse persone, cambia solo la forma giuridica del rapporto: invece di emettere una fattura da partita IVA forfettaria, una fattura da SRL. Per i tuoi clienti, sostanzialmente nulla cambia: continuano a ricevere un fattura, a pagarti, a detrarre le spese. L'unica differenza è che la fattura arriva da una SRL invece che da una partita IVA. Per i clienti aziendali, addirittura, può essere un vantaggio: molti preferiscono lavorare con fornitori SRL per motivi di immagine aziendale, per poter scaricare l'IVA a monte.
Per quanto riguarda gli amici, puoi continuare ad avere rapporti personali con loro indipendentemente dalla forma giuridica della tua attività. La SRL è una forma giuridica, non un vincolo personale. Puoi ancora prestare soldi agli amici sotto forma di prestito, ma deve essere un prestito reale con tasso di interesse e piano di rimborso, non un finanziamento mascherato. In generale, la costituzione della SRL può migliorare la tua credibilità professionale: trasmette che hai una struttura, che hai investito nel tuo business, che sei qui per restare. Questo può essere un vantaggio nel acquisire nuovi clienti, soprattutto nel medio-grande.
Ho superato gli 85.000€ nel 2026: quando devo costituire la SRL?
Se hai superato gli 85.000€ nel 2026, sei ancora nel regime forfettario per il 2027 (perché la soglia di uscita differita scatta l'anno successivo). Hai tutto il 2027 per pianificare il passaggio a SRL. Idealmente, dovresti costituire la SRL entro il 2027, così da avere già una struttura pronta per il 2028, quando uscirai dal forfettario. In questo modo, eviti il buco nero dell'anno di transizione: nel 2028, potresti continuare a operare contemporaneamente come forfettario (per la parte di fatturato che rientra negli 85.000€) e come SRL (per la parte eccedente), oppure passare completamente a SRL se decidi di non usare più il forfettario.
Costituire la SRL in anticipo ti dà anche il vantaggio di poterti organizzare per tempo. Puoi trovare i nuovi clienti che fattureranno alla SRL, puoi strutturare i compensi in modo ottimale fin da subito, puoi ammortizzare il costo di costituzione su più anni. Invece, se aspetti l'ultimo momento, rischi di dover fare tutto di corsa, con il rischio di errori, tempi più lunghi, costi più alti. La pianificazione è la chiave: almeno 6-12 mesi prima dell'uscita dal forfettario, valuta con il tuo commercialista se e quando costituire la SRL, quali costi prevedere, come strutturare il passaggio della clientela.
Come strutturo i compensi da SRL per ottimizzare le tasse?
La struttura dei compensi da SRL è un aspetto cruciale che richiede una pianificazione accurata, perché da essa dipende quanto paghi di tasse e quando. In generale, hai tre opzioni principali: stipendio da amministratore, utili distribuiti, utili accantonati (non distribuiti). Lo stipendio da amministratore è tassato come reddito da lavoro dipendente: subisce contributi INPS gestione separata ed è tassato con IRPEF progressiva. Gli utili distribuiti sono tassati due volte: prima con IRES al 24% nella SRL, poi con ritenuta sul dividendo per il socio che li riceve. Gli utili accantonati (non distribuiti) sono tassati solo una volta con IRES al 24%, ma non sono disponibili per il socio fino a quando non vengono distribuiti.
Per ottimizzare le tasse, bisogna trovare l'equilibrio giusto tra queste tre opzioni. Se hai bisogno di liquidità personale per vivere, dovresti pagarti uno stipendio (almeno pari a quanto ti serve per vivere). Il resto puoi lasciarlo come utile accantonato nella società, così da non pagare tasse due volte. Gli utili accantonati possono essere usati per finanziare investimenti della società (acquisto beni, macchinari, espansione) senza dover distribuire e tassare. Quando un giorno vorrai prelevare quegli utili, potrai farlo e pagare la tassa sul dividendo. In questo modo, differisci nel tempo la tassazione e mantieni più liquidità nella società per far crescere il business.
Conviene ancora il forfettario con 85.000€ di fatturato?
Con 85.000€ di fatturato, il forfettario è ancora competitivo dal punto di vista fiscale, ma meno di quanto si potrebbe pensare. Nel forfettario, non hai franchigia deducibile: l'imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditività. Assumendo un coefficiente del 78%, l'imponibile lordo è 66.300€. Su questo si applicano i contributi INPS gestione separata (circa il 26,07%), pari a 17.286€. L'imponibile fiscale scende quindi a 49.014€, su cui si applica l'imposta sostitutiva al 15%, per un totale di 7.352€. Il complesso tra tasse e contributi è quindi 24.638€. Il netto a tua disposizione è 60.362€.
Nella SRL, con lo stesso fatturato di 85.000€, supponendo un compenso da amministratore di 60.000€, si applica la gestione separata INPS con aliquota complessiva del 26,07%, pari a 15.642€, ripartita tra società (10.428€) e amministratore (5.214€). Il costo complessivo dell'amministratore per la SRL diventa quindi 70.428€, con un utile ante imposte pari a 14.572€. Su questo utile la società paga l'IRES al 24%, pari a 3.497€, mentre l'IRAP, calcolata sul valore della produzione, è pari a circa 3.315€. L'utile netto che resta in società è quindi 11.075€.
Dal lato personale, parti da un compenso lordo di 60.000€, da cui vengono trattenuti i contributi INPS a tuo carico per 5.214€, ottenendo un reddito imponibile IRPEF di 54.786€. Applicando le aliquote ordinarie, l'IRPEF ammonta a circa 15.420€, per cui il compenso netto che incassi è 39.366€. A questo importo si aggiunge il valore degli utili che restano nella SRL, pari a 11.075€, che non sono immediatamente disponibili ma rappresentano valore economico differito.
Il punto non è solo quanto paghi di tasse, ma come e quando ricevi il reddito. Con 85.000€ di fatturato, il forfettario garantisce ancora più liquidità immediata, oltre a una gestione molto più semplice, costi amministrativi più bassi e maggiore flessibilità operativa. La SRL, invece, riduce il carico fiscale complessivo ma "parcheggia" una parte del reddito in società, rendendolo meno immediatamente spendibile. Detto questo, a 85.000€ si è ormai molto vicini al limite dei 100.000€. Basta poco per superarlo: un cliente in più, un progetto andato meglio del previsto, un aumento di tariffe. Il rischio è di uscire dal forfettario in modo improvviso e non pianificato. Se l'obiettivo è crescere, la SRL diventa quindi una scelta strategica, non tanto per il risparmio immediato, quanto per la continuità, la pianificazione e la scalabilità. In sintesi, con 85.000€ il forfettario è ancora conveniente, ma è esattamente il momento giusto per iniziare a progettare seriamente il passaggio alla SRL, se la crescita è nel radar.
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