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Bando Attivo 2024-2029

Spese Ammesse Resto al Sud 2.0: Guida Completa 2026

Scopri tutte le spese ammesse da Resto al Sud 2.0: investimenti, macchinari, strumentazione, locali, beni intangibili. Cosa puoi finanziare, cosa è escluso, come rendicontare correttamente.

Spese Ammesse Resto al Sud 2.0: Guida Completa 2026
Guide pratiche28/12/202519 minTeam SRLonline

Il bando Resto al Sud è gestito da Invitalia

Fondo Perduto Garantito
Agevolazione Nazionale
Finanziamento fino al 90%
Guide pratiche
28/12/2025
19 min
Team SRLonline

In breve

  • Resto al Sud 2.0 offre due strumenti alternativi: voucher a fondo perduto fino a 40.000€ (50.000€ con innovazione) oppure contributo al 70-75% per programmi fino a 200.000€
  • le spese ammesse includono: macchinari, attrezzature, impianti, opere edili (solo con contributo, max 50%), beni intangibili (software, brevetti), consulenze tecnico-specialistiche
  • sono esplicitamente escluse: spese di funzionamento ordinario, autovetture, beni usati, leasing, acquisto terreni/fabbricati, canoni di locazione e affitti
  • la rendicontazione richiede fatture elettroniche, quietanze di pagamento e documentazione probante: ogni errore formale può portare alla revoca del contributo.

Hai ricevuto l'approvazione per Resto al Sud 2.0? Congratulazioni! Ora inizia la parte più importante: realizzare il tuo progetto aziendale e sostenere le spese che verranno effettivamente rimborsate da Invitalia. Ma attenzione: non tutte le spese sono ammesse, e l'errore più comune che porta alla revoca del finanziamento è proprio sostenere costi che non rientrano nella platea delle spese agevolabili.

In questa guida analizziamo in dettaglio tutte le spese ammesse da Resto al Sud 2.0, divise per categoria, con esempi concreti e soglie limite. Vedremo cosa puoi finanziare davvero, cosa è esplicitamente escluso dal bando, come distinguere tra spese ammissibili e non ammissibili, e come preparare la documentazione per la rendicontazione senza errori. Ti forniremo inoltre una checklist pratica per verificare che ogni spesa sia recuperabile prima di sostenerla.

Struttura del finanziamento: come funziona l'agevolazione

Prima di analizzare le singole voci di spesa, è fondamentale comprendere come si articola il finanziamento Resto al Sud 2.0. Il bando prevede due diverse forme di agevolazione tra cui scegliere: un voucher a fondo perduto oppure un contributo percentuale per programmi di investimento. È importante sottolineare che i due strumenti sono alternativi e non cumulabili: devi scegliere uno dei due al momento della domanda, non puoi richiedere entrambi.

Il voucher a fondo perduto è una quota fissa che copre il 100% delle spese ammissibili fino a un massimale di 40.000€. Questo importo base può essere elevato a 50.000€ se il tuo progetto prevede l'acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici, digitali o orientati alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico. Il voucher è particolarmente indicato per progetti con investimenti contenuti che richiedono un avvio rapido: le spese devono essere sostenute entro 9 mesi dall'ammissione (prorogabili a 12) e non è richiesto alcun cofinanziamento da parte tua.

Il contributo percentuale per programmi di investimento copre una percentuale delle spese ammissibili effettivamente sostenute e rendicontate. Per programmi di investimento fino a 120.000€, il contributo è pari al 75% delle spese; per investimenti superiori a 120.000€ e fino al massimale di 200.000€, la percentuale scende al 70%. Questo significa che se sostieni una spesa ammissibile di 10.000€ per un macchinario, Invitalia ti rimborsa 7.500€ (o 7.000€ se il tuo progetto supera i 120.000€). La quota restante (25% o 30%) deve essere coperta con capitali propri o altre fonti di finanziamento. I tempi di realizzazione sono più estesi: 16 mesi dalla data di ammissione, prorogabili a 20.

La scelta tra i due strumenti dipende dalle caratteristiche del tuo progetto. Scegli il voucher se hai investimenti contenuti (sotto i 40-50.000€), vuoi partire velocemente e non disponi di capitale proprio per il cofinanziamento. Opta per il contributo percentuale se hai un progetto più strutturato che prevede opere edili, macchinari importanti e puoi mettere una quota propria (25-30% dell'investimento totale).

Spese per immobili, locali e sedi operative

Una delle voci più importanti dell'investimento iniziale riguarda i locali dove svolgere l'attività. Resto al Sud 2.0 ammette diverse tipologie di spese immobiliari, ma con distinzioni precise che è fondamentale conoscere per evitare errori.

Murature e opere edili

Sono ammesse le spese per murature e opere edili strettamente necessarie all'attività imprenditoriale, ma con una limitazione importante: questa voce è ammessa solo per il contributo per programmi di investimento, non per il voucher. All'interno del programma di investimento, le opere edili sono inoltre limitate a un massimo del 50% del totale delle spese ammesse. Questa voce include: costruzione ex novo di immobili, ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, adeguamento normativo (impianti, accessibilità, sicurezza), opere di completamento finiture interne. Ad esempio, se apri un laboratorio di produzione artigianale, puoi sostenere spese per la realizzazione di tramezzi, pavimentazioni, impianti elettrici e idraulici, sistemi di ventilazione, controsoffitti.

Attenzione però: le opere di manutenzione ordinaria non sono ammesse. Non puoi quindi finanziare la semplice tinteggiatura, la sostituzione di infissi senza alcun miglioramento prestazionale, o piccoli interventi di riparazione che non modificano la struttura o la funzionalità dell'immobile. La distinzione tra manutenzione ordinaria e straordinaria è definita dal Testo Unico Edilizia (DPR 380/2001): la manutenzione ordinaria riguarda gli interventi che non alterano la struttura edilizia e non modificano la destinazione d'uso, mentre la straordinaria comprende le opere che modificano la struttura o la destinazione d'uso.

Canoni di locazione e affitto

Attenzione: secondo la documentazione ufficiale del bando, le spese di locazione degli immobili (canoni di affitto) sono esplicitamente escluse dalle agevolazioni. Questo è un aspetto fondamentale da considerare nella pianificazione finanziaria: non puoi includere nel piano finanziario i canoni di affitto, nemmeno per i primi mesi di attività.

Questo significa che se non sei già proprietario di un immobile dove svolgere l'attività, dovrai

  • Utilizzare un immobile già di tua proprietà (anche solo come parte di un'abitazione, se le normative locali lo consentono)
  • Accedere ad altri finanziamenti per coprire i costi di locazione
  • Valutare forme contrattuali alternative (es. comodato d'uso gratuito da parenti)

L'unica voce immobiliare ammessa riguarda le spese per opere edili, murature e ristrutturazioni (solo per il contributo programmi di investimento e nel limite del 50%), ma non i canoni di locazione periodici.

Acquisto immobili: cosa è escluso

Una delle limitazioni più importanti di Resto al Sud 2.0 riguarda l'acquisto di immobili. Il bando prevede esplicitamente che non sono ammesse le spese per l'acquisto di terreni e fabbricati, neppure se destinati interamente all'attività imprenditoriale. Questa è una differenza fondamentale rispetto ad altri bandi di finanza agevolata (es. Smart&Start) che invece permettono l'acquisto di immobili entro determinate soglie.

L'esclusione vale sia per l'acquisto diretto di immobili che per l'acquisto tramite leasing finanziario. Non puoi quindi stipulare un contratto di leasing con riscatto finale su un immobile e includerlo nel piano delle spese ammesse. L'unica eccezione riguarda le spese per la proprietà industriale su immobili già di proprietà del beneficiario: se sei già proprietario di un immobile e lo utilizzi per l'attività, puoi sostenere spese per adeguarlo e ristrutturarlo, ma non puoi recuperare alcun costo "opportunità" legato al fatto di non pagare un affitto.

Per quanto riguarda le pertinenze esterne (parcheggi, aree di carico/scarico, spazi esterni attrezzati), queste sono ammesse nella misura in cui sono funzionali all'attività e debitamente motivate nel business plan. Ad esempio, se apri un'attività di vendita al dettaglio, puoi includere nel finanziamento la realizzazione di un parcheggio clienti, purché ne dimostri la necessità operativa.

Macchinari, attrezzature e impianti produttivi

Il cuore dell'investimento per la maggior parte delle imprese riguarda i beni materiali produttivi: macchinari, attrezzature, impianti, strumenti di lavoro. Questa voce rappresenta spesso la quota più significativa del piano finanziario e Resto al Sud 2.0 la ammette senza particolari limitazioni, purché i beni siano nuovi, funzionali all'attività e coerenti con il progetto.

Macchinari e attrezzature

Sono ammessi tutti i macchinari e le attrezzature necessarie allo svolgimento dell'attività produttiva. Questa categoria è molto ampia e include: linee di produzione, macchine utensili, attrezzature per la trasformazione, impianti di assemblaggio, strumenti di misura e controllo, apparecchiature per la vendita (espositori, banchi refrigerati), arredi specifici (sedute professionali, letti per centri estetici, attrezzature per ristorazione). L'importante è che ogni bene sia motivato nel business plan e coerente con l'attività dichiarata.

Per essere ammissibile, il macchinario deve essere nuovo. Non puoi acquistare beni usati o rigenerati e includerli nel finanziamento. Il requisito della novità vale anche per le parti di ricambio e gli accessori: se acquisti un macchinario nuovo ma includi componenti usate o rigenerate, solo la parte nuova è ammissibile. Questa è una distinzione importante perché molti fornitori propongono macchinari "rigenerati come nuovi" che non rientrano nel bando.

Le attrezzature informatiche (computer, server, stampanti, scanner) sono ammesse ma con un limiti intrinseci: devono essere strettamente necessarie all'attività e proporzionate alle esigenze operative. Non puoi finanziare una postazione informatica di ultima generazione con costi esosi per un'attività che non richiede particolari prestazioni tecniche. Il principio di ragionevolezza e proporzionalità deve guidare ogni scelta di investimento.

Impianti tecnologici

Sono ammessi gli impianti tecnologici necessari all'attività, anche se non direttamente produttivi. Questo include: impianti elettrici, idraulici, termici, di condizionamento, antincendio, di sorveglianza e sicurezza, impianti specifici di settore (es. impianti di aspirazione per falegnamerie, impianti di refrigerazione per alimentari). Tutti questi impianti sono interamente finanziabili, a condizione che siano installati nei locali utilizzati per l'attività e documentati da fattura intestata al beneficiario.

Un aspetto spesso trascurato riguarda gli impianti di produzione energia da fonti rinnovabili. Se prevedi di installare pannelli fotovoltaici, impianti geotermici o altri sistemi di generazione energia pulita, queste spese sono ammesse nella misura in cui servono a coprire i fabbisogni energetici dell'attività. Tuttavia, non puoi includere la parte di impianto che produce energia in eccesso rispetto ai consumi aziendali: il finanziamento copre solo l'impianto dimensionato sulle necessità operative, non eventuali surplus che cedi alla rete.

Veicoli e automezzi

Una delle exclusion più esplicite del bando riguarda le autovetture. Resto al Sud 2.0 prevede che non sono ammesse le spese per l'acquisto di autovetture, neppure se strumentali all'attività (agenti di commercio, commercialisti, ecc.). Questa esclusione è tassativa e non ammette eccezioni.

Tuttavia, il bando distingue tra autovetture e veicoli commerciali. Sono ammessi i veicoli commerciali (furgoni, camion, mezzi d'opera) necessari all'attività, purché:

  • Siano classificabili come veicoli commerciali nella carta di circolazione
  • Siano utilizzati esclusivamente per l'attività aziendale
  • Siano dotati di apposita insegna o marchio aziendale
  • Non siano utilizzati per trasporto persone

Ad esempio, se apri un'attività di traslochi, puoi finanziare l'acquisto di un camion con gru. Se avvii un servizio di consegne a domicilio, puoi includere un furgone per le consegne. Ma non puoi finanziare un'utilitaria anche se la usi per recarti dai clienti. La distinzione è nella classificazione del veicolo e nell'uso effettivo che ne fai.

Beni immateriali e proprietà industriale

Oltre ai beni materiali, Resto al Sud 2.0 ammette anche alcune categorie di beni immateriali: software, brevetti, licenze, marchi. Queste spese sono spesso sottovalutate ma possono rappresentare una quota significativa dell'investimento iniziale, soprattutto per le imprese tecnologiche e le startup digitali.

Software e sistemi IT

Sono ammesse le spese per l'acquisto di software e licenze strettamente necessarie all'attività. Questa categoria include:

  • Software gestionale (ERP, CRM, contabilità)
  • Software specifico di settore (CAD per progettisti, POS per commercianti)
  • Licenze per l'utilizzo di piattaforme e servizi cloud
  • Sistemi di sicurezza informatica (antivirus, firewall)
  • Siti web e e-commerce, nella misura in cui rappresentano canali di vendita o promozione dell'attività

Il software deve essere acquistato, non sviluppato internamente. Non puoi quindi finanziare lo sviluppo di un software personalizzato con costi di programmazione, ma solo l'acquisto di licenze di software già esistente. Questa è una distinzione importante per le startup tecnologiche che spesso sviluppano propri prodotti digitali: i costi di sviluppo interno non sono ammissibili, ma possono essere coperti dal fondo perduto nella voce "spese per la gestione d'impresa" (vedi oltre).

Le spese per dominio, hosting e manutenzione sito web sono ammesse per un massimo di 24 mesi, analogamente ai canoni di locazione. Puoi includere nel piano finanziario i costi di registrazione del dominio, hosting server, SSL, manutenzione e aggiornamenti, ma solo per i primi due anni di attività. Questa limitazione serve a incentivare l'autosufficienza finanziaria dell'impresa nel medio periodo.

Brevetti, marchi e proprietà industriale

Sono ammesse le spese per l'acquisto di brevetti, licenze, marchi e altri diritti di proprietà industriale necessari all'attività. Questo include:

  • Brevetti per invenzioni industriali
  • Modelli di utilità
  • Marchi d'impresa
  • Licenze d'uso di brevetti altrui
  • Know-how e know-what formalmente trasferito

Per essere ammissibile, la spesa deve riguardare l'acquisto di diritti esistenti, non lo sviluppo interno di nuove proprietà intellettuali. Non puoi finanziare quindi i costi di deposito di un brevetto tuo o di registrazione di un marchio originale, ma solo l'acquisto di diritti già titolati da terzi. Ad esempio, se produci un prodotto innovativo, non puoi recuperare i costi per brevettarlo; ma se acquisti la licenza per produrre un brevetto esistente, questa spesa è ammissibile.

Le spese per consulenze e studi di fattibilità legati alla proprietà industriale (es. ricerca anteriorità, valutazioni di brevettabilità) non sono ammesse. Come per lo sviluppo software, questi costi rientrano nelle spese di gestione (vedi oltre) ma non nella voce beni immateriali.

Spese per la gestione d'impresa

Una voce spesso fraintesa riguarda le spese per la gestione d'impresa. Resto al Sud 2.0 prevede una quota specifica per sostenere i costi di avviamento e gestione della società, ma con limitazioni precise che è fondamentale conoscere.

Spese ammesse

Il bando include esplicitamente tra le spese ammissibili

  • Compensi per prestazioni professionali (notai, commercialisti, consulenti del lavoro, architetti, ingegneri)
  • Spese di costituzione societaria (onorari notaio, tasse, diritti, imposte)
  • Spese di registrazione marchi e brevetti originali
  • Costi di sviluppo software e siti web se realizzati da terzi
  • Spese per studi di fattibilità e business plan
  • Costi per la formazione del personale dipendente

Tutte queste spese sono ammesse nella misura in cui sono strettamente necessarie all'avvio dell'attività e documentate da regolare fattura intestata al beneficiario. Non ci sono limiti di importo specifici per ogni voce, ma la somma totale delle spese di gestione deve essere coerente e proporzionata alla dimensione del progetto. Una regola empirica è che queste spese non dovrebbero superare il 15-20% dell'investimento complessivo, oltre il quale Invitalia potrebbe richiedere giustificazioni aggiuntive.

Spese non ammesse

Al contrario, non sono ammesse le spese di funzionamento ordinario dell'impresa. Questo include:

  • Stipendi e salari del personale dipendente
  • Contributi previdenziali e assistenziali
  • Uscite per materie prime, semilavorati e materiali di consumo
  • Spese per utenze (luce, gas, acqua, telefono, internet)
  • Spese di marketing e pubblicità (flyer, campagne ADV, social media)
  • Spese di rappresentanza (viaggi, cene, eventi)
  • Tributi e imposte (IMU, TASI, tassa rifiuti, ecc.)

La distinzione tra spese ammesse e non ammesse non è sempre intuitiva. Ad esempio, le spese per la costituzione della SRL sono ammesse (onorari notaio, tasse, imposte di registro), ma le spese per la tenuta della contabilità nei primi anni non lo sono. Le spese per lo sviluppo del sito web sono ammesse se realizzate da un'agenzia esterna, ma le spese per l'aggiornamento continuativo del sito non lo sono.

Per orientarsi, una regola generale è: sono ammesse le spese di investimento una tantum necessarie per avviare l'attività; non sono ammesse le spese di funzionamento ricorrente necessarie per mantenerla in operatività.

Tabella riepilogativa spese ammesse/escluse

La tabella seguente offre una panoramica sintetica delle principali categorie di spese con indicazione della ammissibilità:

Categoria di spesa Ammissibilità Limitazioni/Note
Murature e opere edili ✅ Ammessa Solo contributo programmi investimento, max 50% delle spese
Canoni di locazione ❌ Esclusa Locazioni e affitti non ammessi in nessun caso
Acquisto immobili ❌ Esclusa Comprende leasing finanziario su immobili
Macchinari nuovi ✅ Ammessa Devono essere nuovi e funzionali all'attività
Attrezzature usate ❌ Esclusa Valgono anche beni rigenerati
Impianti tecnologici ✅ Ammessa Elettrici, idraulici, termici, antincendio, ecc.
Autovetture ❌ Esclusa Nessuna eccezione, anche se strumentali
Veicoli commerciali ✅ Ammessa Solo se classificati commerciali e usati per attività
Software licenze ✅ Ammessa Solo acquisto, non sviluppo interno
Sviluppo software proprio ❌ Esclusa Costi di programmazione interna
Brevetti/marchi acquistati ✅ Ammessa Solo diritti già esistenti, titolati da terzi
Registrazione brevetto proprio ❌ Esclusa Costi di deposito nuovi brevetti/marchi
Compensi professionisti avvio ✅ Ammessa Notai, commercialisti, consulenti, ecc.
Stipendi dipendenti ❌ Esclusa Costi del personale in generale
Materie prime/semilavorati ❌ Esclusa Spese di funzionamento ordinario
Utenze (luce, gas, telefono) ❌ Esclusa Spese di funzionamento ricorrente
Marketing e pubblicità ❌ Esclusa Comprese campagne ADV, social media
Formazione personale ✅ Ammessa Solo corsi strettamente funzionali all'attività

Rendicontazione delle spese: come documentare correttamente

Una volta sostenute le spese ammesse, il passo successivo è la rendicontazione a Invitalia per ottenere il rimborso effettivo. Questa fase è critica: errori formali nella documentazione sono la causa più frequente di revoca parziale o totale del contributo. Vediamo quindi come preparare una rendicontazione corretta.

Documentazione necessaria

Per ogni spesa ammessa devi produrre

  1. Fattura elettronica intestata al beneficiario con data posteriore all'approvazione del progetto
  2. Quietanza di pagamento (ricevuta bonifico, estratto conto bancario) che dimostri l'avvenuto pagamento
  3. Documentazione probante aggiuntiva per alcune voci (es. visura camerale per spese notarili, contratto di locazione per canoni di affitto)

Tutti i documenti devono essere in formato elettronico (PDF) e caricati sulla piattaforma Invitalia entro i termini previsti. Il mancato inserimento anche di un solo documento comporta la non ammissibilità della relativa spesa, con conseguente riduzione del contributo.

Tempi e modalità di rendicontazione

La rendicontazione avviene in due fasi:

  1. Rendicontazione intermedia (opzionale): a metà dell'opera, per richiedere un anticipo sulle spese già sostenute
  2. Rendicontazione finale: entro 90 giorni dal completamento del progetto, per la chiusura del finanziamento

Per la rendicontazione intermedia devi aver sostenuto almeno il 30% delle spese previste e caricato la relativa documentazione. Invitalia verifica la coerenza delle spese e può erogare un anticipo fino al 50% del contributo concessa. Questa opzione è utile per migliorare la liquidità durante la fase di realizzazione del progetto.

La rendicontazione finale deve includere tutte le spese sostenute, inclusa la eventuale quota già rendicontata a titolo di anticipo. A questo punto Invitalia effettua un controllo formale e sostanziale: verifica che ogni spesa sia ammissibile, coerente con il progetto approvato e documentata correttamente. Entro 90 giorni dalla chiusura della rendicontazione, Invitalia comunica l'esito e eroga il saldo del contributo.

Errori comuni da evitare

Gli errori più frequenti che portano all'esclusione delle spese sono

  • Fatture non intestate al beneficiario: ricevere fattura intestata al socio o al fornitore invece che alla società beneficiaria
  • Fatture con data antecedente all'approvazione: sostenere spese prima di ricevere la comunicazione di concessione da Invitalia
  • Pagamenti tracciati non coerenti: pagare con contante, assegno o bonifico non tracciabile
  • Mancanza di quietanze di pagamento: caricare la fattura ma non dimostrare l'avvenuto pagamento
  • Spese extracampo: includere voci non previste nel progetto approvato senza autorizzazione
  • Doppia rendicontazione: includere la stessa spesa in rendicontazioni diverse

Per evitare questi errori, è fondamentale pianificare con attenzione i tempi delle spese e delle fatturazioni. Ogni acquisto deve essere concordato con il fornitore in modo da ricevere la fattura dopo l'approvazione del progetto. Ogni pagamento deve essere effettuato con bonifico bancario tracciabile che riporti in causale il numero di pratica Invitalia e la descrizione della spesa.

Checklist pratica: come verificare l'ammissibilità di una spesa

Prima di sostenere qualsiasi spesa, usa questa checklist per verificare che sia effettivamente ammissibile

1. Coerenza con il progetto

  • La spesa è prevista nel business plan approvato da Invitalia?
  • È necessaria per realizzare l'attività descritta nel progetto?
  • L'importo è coerente con quanto dichiarato nel preventivo?

2. Requisiti formali

  • Posso ottenere una fattura elettronica intestata alla società beneficiaria?
  • Il bene/servizio è nuovo (non usato o rigenerato)?
  • Il fornitore è terzo rispetto al beneficiario (no soci o parenti)?

3. Tempistica

  • La fattura può essere emessa dopo la data di approvazione del progetto?
  • Il pagamento può essere tracciato e documentato con quietanza?
  • La spesa rientra nei 24 mesi dall'inizio attività (per canoni e spese ricorrenti)?

4. Esclusioni esplicite

  • Non è un'autovettura?
  • Non è un acquisto di terreno o fabbricato esistente?
  • Non è una spesa di funzionamento ordinario (utenze, stipendi, marketing)?
  • Non è un leasing finanziario su beni esclusi (immobili, autovetture)?

Se hai risposto negativamente a uno qualsiasi dei punti precedenti, la spesa potrebbe non essere ammissibile. In caso di dubbio, consultare un commercialista specializzato in finanza agevolata prima di procedere con l'acquisto.

Conclusioni: pianifica con attenzione, rendiconta senza errori

Le spese ammesse da Resto al Sud 2.0 coprono una gamma molto ampia di investimenti, dalle opere edili ai macchinari, dai beni immateriali alle spese di gestione. La chiave per massimizzare il contributo è pianificare con attenzione ogni spesa, verificando preventivamente l'ammissibilità e assicurandosi di poter documentare correttamente ogni costo.

L'errore più comune è sostenere spese senza verificare se rientrano nel bando, scoprendo troppo tardi che non sono rimborsabili. Al contrario, un'approccio metodico basato su preventivi dettagliati, fatture tempestive e documentazione impeccabile ti permette di recuperare l'intera quota agevolabile e massimizzare il valore del finanziamento.

Ricorda che Resto al Sud 2.0 è un'opportunità unica per avviare un'attività nel Mezzogiorno con costi notevolmente ridotti. Approfittarne appieno significa non solo ottenere l'approvazione iniziale, ma anche gestire con competenza la fase di rendicontazione per trasformare il potenziale del progetto in risorse reali per la tua impresa.

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I nostri commercialisti specializzati in finanza agevolata ti assistono nella pianificazione delle spese ammissibili, nella preparazione della rendicontazione e nella gestione di ogni aspetto burocratico del finanziamento. Contattaci per una consulenza personalizzata.


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