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Resto al Sud 2.0 e lavoro dipendente: posso lavorare mentre apro l'attività?

Scopri se puoi mantenere il tuo lavoro dipendente mentre accedi a Resto al Sud 2.0. Guida aggiornata 2026 sui requisiti occupazionali, vincoli e opportunità per giovani imprenditori del Mezzogiorno.

Resto al Sud 2.0 e lavoro dipendente: posso lavorare mentre apro l'attività?
Guide pratiche08/01/202615 minTeam SRLonline

Il bando Resto al Sud è gestito da Invitalia

Fondo Perduto Garantito
Agevolazione Nazionale
Finanziamento fino al 90%
Guide pratiche
08/01/2026
15 min
Team SRLonline

La tua attività imprenditoriale è ancora un progetto, ma nel frattempo hai bisogno di mantenere il tuo posto di lavoro. È una situazione comprensibilissima: non tutti possono permettersi di lasciare tutto senza alcuna certezza. Resto al Sud 2.0, l'incentivo che mette a disposizione fino a 50.000 euro a fondo perduto (fino a 200.000 per le società con quattro soci under 35), ha regole precise sullo stato lavorativo dei beneficiari. Capire subito se il tuo lavoro attuale è compatibile con il bando ti farà risparmiare tempo ed evitare delusioni.

  • non puoi avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato attivo quando presenti la domanda, perché non rientreresti nelle categorie di disoccupato/inoccupato/inattivo richieste dal bando;
  • sono ammessi i working poor (lavoratori con reddito molto basso) e i disoccupati iscritti al programma GOL;
  • se sei un lavoratore autonomo o hai partita IVA attiva, devi verificare il requisito dei 6 mesi: non puoi essere stato titolare di un'attività con codice ATECO identico (prime 3 cifre) nei 6 mesi precedenti la domanda.

Cosa succede davvero se hai un lavoro dipendente con Resto al Sud 2.0

Molte persone confondono Resto al Sud 2.0 con il vecchio Resto al Sud, o peggio con il programma Smart & Start Italia. Qui le regole sono diverse e bisogna fare chiarezza subito, perché un errore nella valutazione dei requisiti occupazionali può costarti l'esclusione dal bando. La prima distinzione da fare è tra la tua situazione al momento della presentazione della domanda e ciò che potrà succedere durante il finanziamento.

I beneficiari di Resto al Sud 2.0 sono individuati in base alla loro condizione occupazionale al momento della domanda. Il bando, gestito da Invitalia, è riservato a giovani tra i 18 e 35 anni non compiuti che si trovino in una di queste condizioni: inoccupati, inattivi o disoccupati. Ma c'è una novità importante rispetto al passato: sono stati inclusi anche i lavoratori "working poor", ovvero quelle persone che hanno un lavoro dipendente o autonomo ma con un reddito lordo annuo particolarmente basso, inferiore o uguale alle deduzioni fiscali. In pratica, se guadagni molto poco, comunque rientri nel target.

Il vincolo sul contratto a tempo indeterminato

Qui arriva la parte che crea più confusione. Se hai un contratto di lavoro a tempo indeterminato attivo al momento della presentazione della domanda, non rientri nei requisiti di Resto al Sud 2.0. Il bando, infatti, è riservato a giovani che si trovano in una di queste condizioni: disoccupati, inoccupati, inattivi, working poor o iscritti al programma GOL. Chi ha un contratto a tempo indeterminato con reddito superiore alle soglie diPovertà lavorativa non rientra in nessuna di queste categorie e quindi non può accedere all'incentivo.

Il motivo è semplice: Resto al Sud 2.0 è un incentivo per l'autoimprenditoria, pensato per chi si mette in proprio creando una nuova attività economica partendo da una condizione di bisogno o di precarietà lavorativa. La logica è che il finanziamento deve servire a sostenerti mentre ti dedici alla tua impresa, non a integrare lo stipendio di un lavoro che già ti garantisce un reddito stabile.

Le tipologie di lavoro ammesse

Non è detto che tu debba essere completamente disoccupato per accedere a Resto al Sud 2.0. Il bando ammette diverse situazioni lavorative che non rientrano nel contratto a tempo indeterminato classico. I working poor, ad esempio, sono espressamente citati nel decreto come categoria di beneficiari. Stiamo parlando di lavoratori dipendenti o autonomi con un reddito lordo annuo che non supera le deduzioni fiscali: in pratica, persone che guadagnano molto poco e che per questo vengono considerate a rischio di povertà lavorativa.

Sono ammessi anche i disoccupati iscritti al programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori). Questo è il piano nazionale di politiche attive del lavoro, nato per riqualificare le persone senza occupazione. Se stai seguendo un percorso GOL e percepisci la NASpI, puoi accedere a Resto al Sud 2.0. Anzi, in certi casi la compatibilità è ancora più forte: se sei beneficiario del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), puoi mantenere l'indennità anche durante l'avvio dell'attività finanziata dal bando.

Condizione lavorativa Ammissione a Resto al Sud 2.0 Note
Contratto a tempo indeterminato ❌ NO Non rientra nelle categorie ammesse
Working poor (reddito basso) ✅ SÌ Imposta lorda ≤ detrazioni art. 13 TUIR
Disoccupato iscritto GOL ✅ SÌ Compatibile con NASpI e SFL
Partita IVA stesso settore ATECO (ultimi 6 mesi) ❌ NO Codice ATECO identico fino alla 3ª cifra
Lavoro autonomo occasionale ⚠️ VALUTARE CASO PER CASO Dipende dal reddito e dal settore

Cosa succede se trovi lavoro dopo la domanda

Una domanda che emerge spesso è: e se dopo aver presentato la candidatura mi cambia la situazione lavorativa? Può capitare: magari sei disoccupato quando presenti la domanda, ma dopo qualche mese ricevi un'offerta di lavoro. O magari stai seguendo un percorso GOL e durante l'iter di valutazione ti propongono un contratto a tempo determinato. Come devi comportarti?

La regola generale è che i requisiti occupazionali devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda. Questo è il momento in cui Invitalia verifica se rientri nelle categorie ammesse. Ciò non significa che tu debba rimanere disoccupato per sempre: se durante i 90 giorni di valutazione della tua domanda ti cambia la situazione, è importante informare tempestivamente Invitalia di qualsiasi variazione nella tua situazione occupazionale, perché le modifiche potrebbero incidere sulla tua ammissione o sulle modalità di erogazione del contributo.

Una volta che il finanziamento ti è stato concesso, devi completare il programma di investimenti entro circa 24 mesi. Durante questa fase, Invitalia effettua verifiche post-erogazione per assicurarsi che i beni agevolati siano installati e funzionanti, e che l'attività sia stata effettivamente avviata. È fondamentale mantenere la documentazione contabile delle spese e collaborare con il servizio di tutoring previsto dal bando.

Le alternative se non rientri nei requisiti

Se dopo questa analisi ti rendi conto di non avere i requisiti occupazionali per Resto al Sud 2.0, non demordere. Esistono altri incentivi nazionali e regionali che non hanno lo stesso vincolo sul lavoro dipendente, oppure che si rivolgono a fasce di età differenti. Un esempio è Smart & Start Italia, il bando di Invitalia che finanzia le startup innovative: questo strumento ammette anche i lavoratori dipendenti, a condizione che mantengano lo status di soci di minoranza nella startup costituita. Non è la stessa cosa, ma può rappresentare un'alternativa valida se il tuo obiettivo è avviare un'attività innovativa.

Per chi ha oltre 35 anni ci sono poi le misure di autoimpiego Centro Nord, che finanziano l'avvio di nuove imprese nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2009 e 2016. Anche in questo caso i requisiti occupazionali sono diversi: non c'è il limite under 35 e le condizioni lavorative sono meno stringenti. Ogni regione del Mezzogiorno poi dispone di bandi specifici per la creazione d'impresa, spesso dedicati a settori particolari come il turismo, il commercio o l'artigianato.

La chiave è non fermarsi alla prima delusione. Se Resto al Sud 2.0 non fa al caso tuo perché hai un lavoro dipendente a tempo indeterminato, valuta le alternative. Un commercialista esperto in finanza agevolata può aiutarti a orientarti tra le diverse opportunità disponibili e a scegliere lo strumento più adatto alla tua situazione. L'importante è agire con cognizione di causa, evitando di presentare domande destinate all'esclusione per carenza dei requisiti occupazionali.

Altri incentivi da considerare

  • Smart & Start Italia per startup innovative, che ammette lavoratori dipendenti come soci di minoranza;
  • Autoimpiego Centro Nord per over 35 nelle aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016;
  • Bandi regionali per nuove imprese, spesso dedicati a settori specifici come turismo e artigianato;
  • ZES Unica nel Mezzogiorno, con agevolazioni fiscali per nuove imprese.

Come verifica Invitalia la tua condizione lavorativa

La verifica dei requisiti occupazionali non è lasciata al caso. Quando presenti domanda per Resto al Sud 2.0, dichiari la tua condizione lavorativa nel modulo online e sottoscrivi specifici impegni. Invitalia effettua controlli incrociando i dati che fornisci con le banche dati ufficiali: la Guardia di Finanza per i redditi, l'INPS per la posizione assicurativa, il Registro delle Imprese per eventuali attività già costituite. È inutile pensare di poter dichiarare il falso: le verifiche sono accurate e le sanzioni per le dichiarazioni mendaci sono pesanti, oltre al rischio penale.

Se sei un lavoratore dipendente a tempo determinato, la tua posizione è verificabile attraverso i contributi INPS. Se sei un lavoratore autonomo con partita IVA, il tuo reddito è tracciabile through la dichiarazione dei redditi. Se sei disoccupato, la tua iscrizione alle liste di collocamento deve essere attiva e comprovabile. Insomma, non c'è spazio per ambiguità: o rientri nei requisiti oppure no. E questa è una buona notizia, perché ti evita di sperperare tempo ed energie in una domanda che non ha successo.

I documenti da preparare

Per dimostrare il tuo stato occupazionale non servono documenti particolari da allegare alla domanda: tutto avviene attraverso autocertificazione e dichiarazioni sostitutive. Tuttavia, è bene avere a portata di mano alcuni documenti che potrebbero essere richiesti in caso di controllo o approfondimento. Se sei disoccupato, tieni pronto il certificato di iscrizione alle liste di collocamento dell'agenzia per il lavoro. Se sei un working poor, prepara le tue ultime buste paga o la certificazione unica (CU) che attesta il reddito annuo. Se sei iscritto al programma GOL, tieni a disposizione la documentazione che attesta la tua partecipazione al percorso.

Non serve allegare nulla alla domanda online, ma avere questi documenti pronti ti aiuta a compilare correttamente il modulo e a essere pronto in caso di verifica. Ricorda che le false dichiarazioni comportano l'esclusione dal bando e, se il finanziamento ti è già stato erogato in tutto o in parte, la revoca con restituzione di quanto ricevuto. Meglio spendere mezz'ora a verificare la propria posizione che rischiare una sanzione pesante.

I passaggi per verificare la tua posizione

  • Consulta le banche dati ufficiali (INPS, Registro Imprese, Guardia di Finanza);
  • Raccogli la documentazione che attesta il tuo stato occupazionale;
  • Verifica la compatibilità con eventuali altre misure di sostegno al reddito;
  • Valuta con un commercialista se la tua attività rientra nei settori ammessi.

La compatibilità con altre misure di sostegno al reddito

Un aspetto spesso trascurato è la compatibilità tra Resto al Sud 2.0 e altre misure di sostegno al reddito. Se percepisci la NASpI (l'indennità di disoccupazione), puoi presentare domanda per Resto al Sud 2.0 e, se sei beneficiario del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), puoi mantenere l'indennità anche durante l'avvio dell'attività finanziata. Questo è un punto importante: il bando riconosce che l'indennità di disoccupazione può rappresentare un capitale d'avvio per la tua impresa.

Discorso diverso per il Reddito di Cittadinanza (RdC) o, più recentemente, per l'Assegno di Inclusione (AdI): queste misure prevedono che il beneficiario si impegni a attivarsi per la ricerca di lavoro o per percorsi di formazione. L'avvio di un'attività imprenditoriale rientra nell'attivazione, ma la compatibilità non è automatica e va verificata caso per caso. In generale, la creazione di una nuova impresa non è incompatibile con la percezione dell'AdI, ma variazioni nel reddito derivanti dall'attività vanno comunicate all'INPS e possono incidere sull'importo del sussidio.

Se sei un percettore di NASpI, hai anche un'opportunità in più: puoi richiedere l'erogazione dell'indennità in un'unica soluzione anticipata, anziché in rate mensili. Questa anticipazione ti può fornire la liquidità iniziale necessaria per affrontare le prime spese legate all'avvio dell'attività: l'acquisto di beni strumentali, le spese di costituzione della società, gli investimenti iniziali. È una possibilità che pochi conoscono, ma che può fare la differenza tra un'inizio in salita e una partenza in affanno.

I working poor e la soglia di accesso

La categoria dei working poor merita un approfondimento a parte, perché è una delle novità più interessanti di Resto al Sud 2.0 rispetto al passato. Secondo il Decreto Attuativo dell'11 luglio 2025, per working poor si intende un lavoratore il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'art. 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986).

In pratica, si tratta di una condizione fiscale: il tuo reddito da lavoro deve essere talmente basso che l'imposta lorda che generi non supera le detrazioni fiscali. Le detrazioni per lavoro dipendente previste dall'art. 13 TUIR ammontano a 1.880-1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro, con un minimo garantito di 690 euro. La condizione "imposta lorda ≤ detrazioni" si verifica quindi per redditi da lavoro particolarmente contenuti.

Questo significa che se hai un lavoro part-time o un contratto a tempo determinato che ti garantisce un reddito contenuto, puoi comunque accedere a Resto al Sud 2.0 come working poor. Non è una situazione frequente, ma esiste: pensiamo ai giovani che lavorano poche ore a settimana in commercio o nella ristorazione, o ai collaboratori occasionali che hanno redditi irregolari e bassi. In questi casi, pur avendo un'attività lavorativa, rientri nella platea dei beneficiari perché il tuo reddito è tale da non poterti garantire autonomia economica sufficiente per avviare un'impresa senza supporto pubblico.

SRLOnline consiglia

Valutare la compatibilità tra la tua attuale situazione lavorativa e i requisiti di Resto al Sud 2.0 è il primo passo per evitare delusioni. Molte domande vengono escluse già in fase istruttoria proprio perché i richiedenti non possiedono i requisiti occupazionali corretti al momento della presentazione. Un controllo preliminare con un commercialista esperto in finanza agevolata ti permette di capire subito se hai i requisiti per accedere al bando o se è meglio orientarsi verso altre opportunità.

SRLOnline offre un servizio di consulenza preliminare che analizza la tua posizione lavorativa, reddituale e patrimoniale per verificare il possesso dei requisiti. Insieme valutiamo anche gli incentivi alternativi a cui puoi accedere se Resto al Sud 2.0 non fa al caso tuo: Smart & Start Italia per le startup innovative, Autoimpiego Centro Nord per le aree colpite dai terremoti, i bandi regionali per nuove imprese, le misure specifiche per determinati settori. L'obiettivo è orientarti verso lo strumento più adatto alla tua situazione, evitando di sprecare tempo in domande destinate all'esclusione.

Una volta verificato che possiedi i requisiti occupazionali, SRLOnline ti supporta nella preparazione del business plan professionale, documento fondamentale per accedere al finanziamento. Il business plan viene elaborato sulla base delle caratteristiche specifiche del tuo progetto imprenditoriale, con un'attenzione particolare alla coerenza tra descrizione dell'attività, piano degli investimenti e proiezioni finanziarie. Un business plan ben strutturato aumenta significativamente le possibilità di successo della tua domanda e riduce il rischio di esclusione per carenze formali o sostanziali.

Domande frequenti su Resto al Sud 2.0 e lavoro dipendente

Posso presentare domanda se ho un contratto di lavoro a tempo determinato?

Sì, se il tuo reddito da lavoro dipendente rientra nella definizione di working poor, ovvero se la tua imposta lorda è pari o inferiore alle detrazioni fiscali previste dall'art. 13 TUIR (circa 1.880-1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro). Se il tuo contratto a tempo determinato ti garantisce un reddito superiore, tali da generare un'imposta lorda maggiore delle detrazioni, non rientri nei requisiti occupazionali di Resto al Sud 2.0. In pratica, devi essere in condizione di povertà lavorativa per accedere al bando.

Se trovo lavoro dopo essere stato ammesso al finanziamento, perdo il contributo?

I requisiti occupazionali sono verificati alla data di presentazione della domanda. Una volta ammesso al finanziamento, devi completare il programma di investimenti entro circa 24 mesi. È comunque importante informare tempestivamente Invitalia di qualsiasi variazione significativa nella tua situazione occupazionale o nell'attività finanziata, poiché potrebbero esserci implicazioni sulla gestione del contributo e sul rispetto degli obblighi previsti dal bando.

Sono un libero professionista con partita IVA: posso accedere a Resto al Sud 2.0?

Dipende dal settore in cui operi. Il requisito principale riguarda il codice ATECO: non puoi essere stato, nei 6 mesi precedenti la presentazione della domanda, titolare di un'attività con codice ATECO identico fino alla terza cifra a quella dell'attività che vuoi avviare. Ad esempio, se già operi come commercialista (ATECO 69.20.1) e vuoi aprire una società di consulenza fiscale, non rientri nei requisiti perché i codici coincidono nelle prime tre cifre (69.2). Se invece la tua attività attuale è in un settore completamente diverso, potresti rientrare. Valuta caso per caso la tua posizione e tieni pronto il calcolo dei redditi professionali dell'anno precedente.

Team SRLonline

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