PNRR Giugno 2026: Ultimo Chilometro per le Imprese Italiane
Manca poco più di un semestre alla scadenza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma da 194 miliardi di euro che l'Unione Europea ha messo a disposizione dell'Italia per rilanciare l'economia dopo la pandemia. A giugno 2026 si chiude ufficialmente la fase di spesa, ma molte imprese si stanno chiedendo: cosa resta davvero disponibile? E cosa succede ai fondi che non verranno utilizzati in tempo?
Il punto della situazione
A fine 2025 l'Italia ha incassato 153,2 miliardi di euro, pari al 78,8% della dotazione complessiva del Piano. I target e le milestone raggiunti sono stati 366 su un totale di 575, corrispondenti al 63,7% degli obiettivi previsti. Sul fronte dei progetti concreti, i dati di novembre 2025 parlano di 416.320 progetti completati o in chiusura, che rappresentano il 75,6% del totale, più altri 120.193 progetti ancora in fase di esecuzione.
| Indicatore | Valore | Percentuale |
|---|---|---|
| Fondi ricevuti dall'UE | 153,2 miliardi € | 78,8% del totale |
| Milestone/target raggiunti | 366 su 575 | 63,7% |
| Progetti completati/in chiusura | 416.320 | 75,6% |
| Progetti in esecuzione | 120.193 | 21,8% |
| Dotazione totale PNRR | 194,4 miliardi € | - |
La macchina ha accelerato rispetto agli anni precedenti. Il governo ha presentato sei revisioni del Piano originario, tutte approvate dalla Commissione Europea, che hanno permesso di ricalibrare obiettivi e tempi rispetto alle condizioni reali del paese. Le ultime due rate, quella di fine 2025 e quella finale del primo semestre 2026, sono state alleggerite con l'introduzione di facilities finanziarie che trasferiscono risorse a gestori specializzati, consentendo di posticipare l'effettiva spesa oltre la scadenza ufficiale del PNRR.
Cosa cambia per le imprese
Una delle tendenze più evidenti delle revisioni è lo spostamento di risorse dalla realizzazione di opere pubbliche verso la concessione di contributi e incentivi a imprese e famiglie. Le ragioni sono pratiche: erogare un contributo a un'azienda richiede meno tempo che costruire un'infrastruttura. Questo significa che buona parte dei fondi ancora disponibili è destinata proprio al mondo delle imprese, sotto forma di agevolazioni dirette, crediti d'imposta e bandi a sportello.
Complessivamente sono stati riallocati circa 13,5 miliardi di euro tra le diverse missioni del Piano, pari a oltre il 7% del totale. Le risorse sono state trasferite dalle missioni legate alla transizione ecologica e all'inclusione sociale verso quelle dedicate alla digitalizzazione, all'innovazione e alle infrastrutture per la mobilità sostenibile. Un segnale che indica dove si concentrano le opportunità residue per le imprese.
I fondi non utilizzati
La domanda che molti si pongono è semplice: se a giugno 2026 non tutti i fondi saranno stati spesi, cosa succede? La risposta non è univoca. L'Italia sta trattando con l'Unione Europea per ottenere la proroga di alcuni fondi non utilizzati oltre il 2026, creando una sorta di riserva per finanziare nuovi progetti. Le facilities finanziarie già introdotte con le ultime revisioni vanno proprio in questa direzione, consentendo di trasferire risorse a gestori che possono erogarle successivamente.
Tuttavia, non è detto che tutti i fondi residui possano essere conservati. Parte delle risorse non spese potrebbe tornare nei bilanci europei, mentre un'altra parte potrebbe essere rimodulata verso interventi più facili da realizzare nei tempi stretti che rimangono. Per le imprese, questo significa che la finestra per accedere ai finanziamenti è ancora aperta, ma si sta restringendo rapidamente.
Le misure ancora accessibili
Per capire dove conviene puntare, vale la pena distinguere le misure per stato di avanzamento. Alcune hanno ancora risorse disponibili e scadenze compatibili con i tempi del PNRR. Altre hanno esaurito i fondi ma potrebbero riaprire in caso di rinunce. Altre ancora hanno finestre temporali chiuse.
Tra le misure ancora accessibili rientrano i bandi per la digitalizzazione che erogano contributi per l'acquisto di software, hardware e servizi cloud. Il credito d'imposta Transizione 5.0 per investimenti in efficienza energetica, anche se le risorse originarie si sono esaurite, accetta ancora domande in lista d'attesa. I contratti di filiera per l'agricoltura, con una dotazione aumentata a 4 miliardi di euro. I fondi per le startup innovative e le PMI che sviluppano progetti di ricerca industriale.
Più complessa la situazione per gli incentivi legati alla transizione ecologica, dove molte misure hanno già chiuso le domande o hanno liste d'attesa molto lunghe.
Quali bandi chiudono prima di giugno
Non tutte le misure PNRR rispettano la scadenza generale del 30 giugno 2026. Alcune hanno termini anticipati che le imprese devono monitorare con attenzione. I bandi con scadenza febbraio 2026 includono contributi per la cybersicurezza, accordi per l'innovazione del MIMIT, housing universitario e programmi di accelerazione per startup femminili.
Altri bandi chiudono a marzo, aprile o maggio, con finestre temporali che si restringono progressivamente. Chi vuole accedere a una misura specifica deve verificare non solo la disponibilità residua, ma anche la data di chiusura dello sportello. Presentare domanda il 15 giugno per un bando che chiude il 31 maggio significa perdere l'opportunità, indipendentemente dalla qualità del progetto.
Come verificare le opportunità
Il portale di riferimento è Italia Domani, dove sono pubblicate tutte le misure attive con i relativi bandi, requisiti e scadenze. Il sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ospita le misure gestite direttamente dall'amministrazione centrale, inclusi gli incentivi per la ricerca, l'innovazione e l'internazionalizzazione.
Per chi cerca agevolazioni regionali o locali, ogni regione ha un proprio sportello per la finanza agevolata, spesso collegato al PNRR attraverso fondi complementari. Anche le Camere di Commercio, come dimostra il bando fiere della Romagna, offrono opportunità che possono cumularsi con i fondi europei.
Le ultime opportunità
Per un'impresa che vuole ancora accedere ai fondi del PNRR, il primo passo è verificare quali bandi sono ancora aperti e quali scadenze si avvicinano. Tra le misure più rilevanti per il mondo aziendale ci sono quelle legate alla transizione digitale ed ecologica, ai contratti di filiera per l'agricoltura, agli incentivi per la ricerca e l'innovazione, ai fondi per le startup e le PMI innovative.
Il tempo stringe. I progetti devono essere avviati, realizzati e rendicontati entro la scadenza del Piano, il che significa che le domande vanno presentate con sufficiente anticipo. Chi aspetta l'ultimo minuto rischia di trovarsi con la porta chiusa, sia per l'esaurimento dei fondi che per l'impossibilità materiale di completare gli adempimenti in tempo.
Domande frequenti
Cosa succede dopo giugno 2026?
Il PNRR si chiude ufficialmente, ma le facilities finanziarie già attivate consentiranno di continuare a erogare alcuni fondi anche oltre quella data. Non è ancora chiaro quali misure potranno essere estese e quali invece termineranno definitivamente.
Posso ancora presentare domande?
Sì, per le misure che hanno sportelli ancora aperti. Bisogna verificare caso per caso, perché ogni bando ha la propria scadenza e i propri limiti di risorse.
Quanto tempo serve per completare un progetto PNRR?
Dipende dalla complessità dell'intervento. Un acquisto di beni strumentali può essere completato in pochi mesi, mentre un progetto di ricerca industriale richiede tempi più lunghi. Bisogna calcolare con anticipo se il progetto può realisticmente concludersi entro giugno 2026.
I fondi non spesi tornano all'Europa?
In parte sì, ma l'Italia sta negoziando proroghe e rimodulazioni per conservare quante più risorse possibili. Il meccanismo delle facilities finanziarie è stato pensato proprio per evitare la restituzione automatica dei fondi.
Come faccio a sapere se un bando è ancora aperto?
Consultando il portale Italia Domani e i siti dei ministeri competenti. Ogni bando ha una sezione dedicata con lo stato dello sportello e le risorse residue.
Un consiglio pratico
Se la tua impresa ha in cantiere un progetto che potrebbe rientrare tra quelli finanziabili dal PNRR, non aspettare. Verifica subito le opportunità disponibili sul portale Italia Domani, consulta il sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per i bandi aperti, e valuta con un consulente se il tuo progetto rispetta i requisiti e le tempistiche. L'ultimo chilometro è spesso il più difficile, ma è anche quello in cui si gioca la partita finale.
Articoli Correlati
- Bando Fiere 2026 Camera Romagna: Contributi a Fondo Perduto Fino a 4.000 Euro
- Transizione 5.0: Credito d'Imposta per Investimenti Green e Digital
- Bandi Digitalizzazione 2026: Quale Bando Conviene alla Tua SRL?
- 5 Bandi Febbraio 2026: Scadenze a Fondo Perduto da Non Perdere
- Reti d'Impresa 2026-2028: Sospensione Tasse Utili Reinvestiti
Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2026
Fonti: VII Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR, Italia Domani, Affarinternazionali, Corte dei Conti





