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Fiscalità e adempimenti
19/01/2026
33 min
SRLOnline

Liberi professionisti e SRL 2026: quando conviente costituire una società

Guida completa 2026 per liberi professionisti: quando conviente costituire una SRL rispetto alla Partita IVA, vantaggi fiscali, costi di gestione, requisiti e differenze con il regime forfettario.

Liberi professionisti e SRL 2026: quando conviente costituire una società
Fiscalità e adempimenti
19/01/2026
33 min
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In breve

  • per liberi professionisti e Partita IVA, la SRL conviene generalmente quando i compensi annui superano una certa soglia, perché oltre questa soglia il carico fiscale combinato (IRPEF + INPS) diventa troppo elevato rispetto alla tassazione della SRL (IRES 24% + dividendi 26%);
  • la SRL offre la protezione del patrimonio personale separando beni familiari da quelli aziendali, permette di pianificare dividendi e stipendio per ottimizzare le tasse, e rende più facile accedere a agevolazioni come Transizione 5.0 e credito d'imposta per investimenti 4.0;
  • Il regime forfettario rimane generalmente conveniente fino a circa 65-85 mila euro di compensi annui, a seconda del codice ATECO e della struttura dei costi. Non prevede più limiti agli investimenti in beni strumentali. I contributi INPS sono dovuti e generano diritti pensionistici, anche se per artigiani e commercianti è possibile optare per una riduzione contributiva che comporta una minore anzianità previdenziale. La SRL, invece, presenta costi di gestione fissi (circa 4-6 mila euro annui), ma consente maggiore flessibilità operativa e fiscale, soprattutto in presenza di costi elevati, investimenti, crescita del reddito o pianificazione societaria.

Quando inizi un'attività come libero professionista, la prima decisione da affrontare è quale forma giuridica adottare per la tua attività. La Partita IVA individuale è la scelta più comune e semplice: apri la partita IVA, emetti fatture, paghi le tasse sui tuoi compensi e versi i contributi previdenziali alla gestione separata o alla cassa di categoria. Tuttavia, quando i compensi iniziano a crescere e l'attività si consolida, molti professionisti iniziano a chiedersi se non sia il momento di fare il salto verso la Società a Responsabilità Limitata. La decisione non è banale, perché implica valutazioni fiscali complesse, costi di gestione diversi, e conseguenze sul piano previdenziale e patrimoniale che ti accompagnano per anni.

Immagina il caso di Elena, architetto che dopo cinque anni di Partita IVA individuale nel regime forfettario fattura 75mila euro all'anno. Attualmente paga l'imposta sostitutiva al 15% più i contributi INPS alla Gestione Separata (circa 7.150 euro). Elena considera l'ipotesi di costituire una SRL per ottimizzare il carico fiscale, potendo così distribuirsi uno stipendio di 30-35mila euro e dividendi per il resto degli utili (tassati al 26%). Inoltre, con la SRL potrebbe accedere alle agevolazioni per investimenti in beni strumentali 4.0 e separare il patrimonio personale dai rischi d'impresa.

Quando la SRL conviene davvero: le soglie di fatturato

La regola generale è che la SRL diventa conveniente quando i compensi annui del professionista superano una certa soglia, che varia in base al tipo di attività e al regime fiscale di partenza (ordinario o forfettario). Per i professionisti nel regime forfettario, la SRL inizia a essere competitiva quando i compensi superano i 65-85mila euro annui, a seconda del codice ATECO (il regime forfettario prevede un'imposta sostitutiva al 5% per alcune attività e al 15% per altre). La ragione è semplice: nel regime forfettario paghi un'aliquota fissa (5% o 15%) che non aumenta con la crescita dei compensi, ma non puoi dedurre i costi e sei soggetto al contributo integrativo (35% sul reddito minimale se superiore a certi limiti). Con la SRL, invece, paghi l'IRES al 24% sugli utili della società, ma puoi dedurre tutti i costi (compreso lo stipendio dell'amministratore) e distribuirti dividendi al 26%, oppure se sei una holding puoi beneficiare della Participation Exemption (PEX) con aliquota effettiva dell'1,2%.

Per i professionisti nel regime ordinario (la cosiddetta "Partita IVA ordinaria"), la soglia di convenienza della SRL è generalmente più bassa, intorno ai 50-60mila euro di compensi annui. Nel regime ordinario sei tassato con aliquote IRPEF progressive dal 23% al 43% a seconda dello scaglione di reddito, più i contributi previdenziali obbligatori (che variano dal 25% al 30% circa a seconda della cassa di categoria). Il carico fiscale complessivo può arrivare facilmente al 50-60% dei compensi lordi, o anche oltre per redditi più elevati. Con la SRL, invece, ottieni una tassazione piatta più bassa sul reddito d'impresa (IRES 24% più IRAP circa 4%, contro aliquote IRPEF che arrivano al 43%), puoi pianificare la distribuzione degli utili tra stipendio e dividendi per ottimizzare le tasse, e hai maggiore flessibilità nel dedurre i costi. Inoltre, con la SRL puoi anche accedere a regimi agevolati per la Participation Exemption (PEX) se possiedi una holding, che riduce ulteriormente la tassazione sui dividendi.

Un elemento fondamentale da considerare è il tipo di attività e la struttura dei costi. Se sei un professionista con costi operativi limitati (lavori prevalentemente intellettuale, uso del computer, spese di viaggio occasionali), la SRL ti offre la possibilità di dedurre i costi di gestione e abbattere la base imponibile IRES. Se invece hai costi operativi significativi (affitto di uno studio, acquisto di attrezzature, costi di personale dipendente o collaboratori), la SRL diventa ancora più conveniente perché tutti questi costi riducono l'utile tassabile. Nel regime ordinario, molti costi sono solo parzialmente deducibili per via dell'IRAP, che colpisce il valore della produzione netta. Con la SRL, invece, i costi sono pienamente deducibili e l'IRAP ha un'aliquota generalmente più bassa. La pianificazione fiscale diventa quindi un elemento centrale nella decisione: un commercialista specializzato può aiutarti a simulare diversi scenari e identificare il punto di equilibrio ottimale tra Partita IVA e SRL.

Regime fiscale Conviene SRL da compensi Vantaggi principali Svantaggi principali
Forfettario 5% (es. commercio, alberghi) €80.000 - €100.000+ Soglia alta per aliquota molto bassa; PEX holding efficiente Limite spesa beni 20k€, no deduzione costi
Forfettario 15% (es. professionisti) €65.000 - €80.000+ Aliquota media, no studi di settore Contributo integrativo, no deduzioni, no 4.0
Partita IVA ordinario €50.000 - €60.000+ Aliquote IRPEF elevate, deduzione costi completa Contributi pesanti, tassazione progressiva
Compensi >€100.000 Sempre SRL (generalmente) PEX holding (1,2%), flessibilità, agevolazioni Costi fissi gestione, complessità

Vantaggi fiscali della SRL per i liberi professionisti

La SRL offre ai liberi professionisti diversi vantaggi fiscali significativi rispetto alla Partita IVA individuale, specialmente quando i compensi raggiungono certe dimensioni. Il primo vantaggio è la tassazione piatta del reddito d'impresa: l'IRES al 24% (più IRAP circa 4%) sostituisce le aliquote IRPEF progressive che per i redditi più elevati arrivano al 43%. Questo significa che man mano che il tuo reddito cresce, la differenza di tassazione tra Partita IVA e SRL si amplia sempre più a favore della SRL. Se produci 150mila euro di utili con la tua attività professionale, con la Partita IVA ordinaria pagheresti circa 70-80mila euro di tasse tra IRPEF e contributi, mentre con la SRL pagheresti circa 40-45mila euro tra IRES e IRAP, con un risparmio di circa 30-35mila euro annui. Questo risparmio può essere reinvestito nell'attività, utilizzato per assumere collaboratori, o distribuito come dividendi ai soci.

Un secondo vantaggio importante è la flessibilità nella pianificazione retributiva. Con la SRL puoi scegliere il mix ottimale tra stipendio da amministratore (tassato IRPEF, ma deducibile per la SRL e generante contributi previdenziali) e dividendi (tassati al 26% per le persone fisiche o all'1,2% per le holding con PEX). Nel regime ordinario sei obbligato a pagare IRPEF e contributi su tutto il reddito prodotto, senza possibilità di pianificazione. Con la SRL, invece, puoi decidere di corrisponderti uno stipendio base ragionevole (ad esempio 25-30mila euro lordi annui) che garantisce copertura previdenziale e deducibilità per la società, e distribuire il resto degli utili come dividendi con aliquota più bassa. Se strutturi l'attività con una holding familiare, i dividendi distribuiti dalla SRL operativa alla holding possono beneficiare della Participation Exemption (95% di esenzione, 5% tassato al 24% IRES = aliquota effettiva 1,2%), rendendo la tassazione complessiva estremamente efficiente. La holding può poi distribuire i fondi ai soci persone fisiche come stipendio della holding o prestiti, ottimizzando ulteriormente il risparmio fiscale.

Il terzo vantaggio è la possibilità di accedere alle agevolazioni fiscali per le imprese che non sono accessibili alle Partite IVA individuali. La SRL può beneficiare della Transizione 5.0 (credito d'imposta del 20% sugli investimenti in beni strumentali nuovi, fino a 2 milioni di euro di spesa) e del credito d'imposta per investimenti 4.0 (credito d'imposta del 10% sugli investimenti in beni strumentali, fino a 2 milioni di euro di spesa agevolata). Queste agevolazioni permettono di ridurre significativamente l'imposta dovuta e possono generare risparmi fiscali molto elevati per gli investimenti in attrezzature, tecnologia, macchinari, software, e beni immateriali. Nel regime forfettario non puoi accedere a Transizione 5.0 e 4.0, e c'è anche il limite di spesa di 20mila euro per l'acquisto di beni strumentali. Nel regime ordinario puoi accedere a queste agevolazioni, ma spesso il reddito imponibile elevato riduce l'effetto benefico. Con la SRL, invece, puoi combinare la deduzione completa dei costi con le agevolazioni per gli investimenti, massimizzando il risparmio fiscale complessivo.

Costi di gestione e adempimenti della SRL

Nonostante i vantaggi fiscali, è importante considerare anche i costi fissi di gestione che la SRL comporta rispetto alla Partita IVA individuale. La SRL ha costi obbligatori che non esistono (o sono molto inferiori) per la Partita IVA, e questi costi vanno ponderati attentamente prima di decidere di costituire una società. Il primo costo è il commercialista per la tenuta della contabilità, la redazione del bilancio, e gli adempimenti fiscali. Una SRL richiede una contabilità più complessa rispetto alla Partita IVA: libro giornale, libro degli inventari, registri IVA, bilancio annuale con nota integrativa, dichiarazioni fiscali (UNICO, IVA, IRAP), e adempimenti specifici come il deposito del bilancio al Registro delle Imprese. Un commercialista per una SRL mediamente complessa costa mediamente 2.500-4.000 euro lordi all'anno, a seconda del volume di operazioni e della complessità della struttura societaria. Nel regime forfettario, molti professionisti gestiscono la contabilità in modo autonomo o con costi molto contenuti (500-1.000 euro l'anno), quindi il passaggio alla SRL comporta un aumento dei costi di gestione di 1.500-3.000 euro annui.

Un secondo costo fisso importante è la tassa annuale per il diritto annuale di iscrizione al Registro delle Imprese (circa 200-300 euro a seconda della regione) e la tassa di concessione governativa (una tantum di circa 650 euro per la costituzione, poi 200-300 euro annui a seconda del capitale sociale). Questi sono costi obbligatori che tutte le SRL devono sostenere, indipendentemente dal fatturato o dagli utili prodotti. Inoltre, se la SRL ha dipendivi, ci sono ulteriori costi di gestione come l'elaborazione delle buste paga, i contributi INPS a carico della società (circa 32-33% dello stipendio lordo), e gli adempimenti connessi (Uniemens, dichiarazioni REDDIT, certificazioni uniche). Se sei un libero professionista che lavora da solo, non hai dipendivi e non ti stipendi, molti di questi costi non si applicano. Ma se prevedi di assumere collaboratori o dipendenti per far crescere l'attività, la SRL diventa più conveniente perché ti permette di dedurre completamente i costi del personale.

Il terzo costo da considerare sono i costi notarili per la costituzione della SRL, che sono significativamente più elevati rispetto all'apertura di una Partita IVA (che ha costi minimi: solo l'imposta di bollo di 168 euro e i diritti di segreteria). La costituzione di una SRL richiede l'atto pubblico notarile (costo variabile in base al capitale sociale, generalmente 1.000-2.500 euro di onorari notarili più imposte di registro e bollo), l'iscrizione al Registro delle Imprese (circa 200-300 euro), l'eventuale iscrizione alla Camera di Commercio (altra cinquantina di euro), e il marca da bollo virtuale di 200 euro. In totale, la costituzione di una SRL può costare tra 1.500 e 3.000 euro a seconda del caso. Questi costi iniziali sono un investimento che va ammortizzato nel tempo: se prevedi di mantenere la SRL per molti anni e di generare utili significativi, il costo iniziale è ampiamente giustificato dal risparmio fiscale annuo. Ma se hai dubbi sulla sostenibilità dell'attività nel medio-lungo periodo, potresti preferire restare in Partita IVA finché il fatturato non si stabilizza a livelli più elevati.

Requisiti costituzione SRL per liberi professionisti

La costituzione di una SRL da parte di liberi professionisti comporta il rispetto di alcuni requisiti formali e sostanziali che è importante conoscere prima di avviare l'iter. Il primo requisito è la scelta della forma societaria: la SRL ordinaria o la SRL semplificata. Per molti liberi professionisti che non prevedono soci esterni (come family office, investitori, o altri professionisti), la SRL semplificata è generalmente più adatta perché ha costi di costituzione più bassi (atto notarile semplificato senza notai) e requisiti di capitale sociale minimi inferiori (1 euro, contro i 10.000 euro della SRL ordinaria). La SRL semplificata, tuttavia, ha dei limiti: il capitale sociale non può superare i 10.000 euro, non puoi offrire quote al pubblico, e hai qualche restrizione nella conversione in SRL ordinaria. Se prevedi che l'attività crescerà molto rapidamente o che dovrai apportare capitale significativo, potrebbe essere più ragionevole costituire direttamente una SRL ordinaria per evitare i costi di una successiva trasformazione.

Il secondo requisito riguarda la compatibilità dell'attività professionale con la forma societaria. La maggior parte delle libere professioni può essere esercita attraverso una SRL, ma ci sono alcune eccezioni: alcune professioni regolamentate (come avvocati, medici, notai) hanno regole specifiche sulla costituzione di società tra professionisti, e le cosiddette "SRL tra professionisti" (o "STP") hanno discipline particolari che prevedono responsabilità solidale tra i soci per gli errori professionali. In questi casi, la costituzione di una SRL ordinaria o semplificata può essere comunque possibile, ma occorre valutare attentamente le regole deontologiche dell'ordine di appartenenza e le eventuali autorizzazioni richieste. Per la maggior parte dei professionisti (architetti, ingegneri, geometri, commercialisti, consulenti del lavoro, ecc.), la SRL è pienamente compatibile con l'esercizio dell'attività professionale in forma societaria, purché gli eventuali lavoratori dipendenti o collaboratori assunti dalla SRL siano inquadrati come dipendenti della società e non del professionista, e l'attività professionale sia esercitata attraverso la struttura societaria.

Il terzo requisito è la definizione della compagine sociale (chi sono i soci e come sono ripartite le quote). Nella maggior parte dei casi, il libero professionista che costituisce una SRL lo fa in forma unipersonale (solo un socio), ma in alcuni casi può essere conveniente prevedere più soci (ad esempio il coniuge, familiari, o altri professionisti con cui si vuole condividere l'attività). È importante definire fin dall'inizio la ripartizione delle quote di partecipazione e le regole per la distribuzione degli utili, la gestione della società, e le decisioni strategiche. Questo serve a evitare conflitti futuri tra i soci e a stabilire regole chiare per il governo della società. Se costituisci una SRL unipersonale, sei tu solo a decidere, ma se ci sono più soci è necessario prevedere uno statuto (anche semplificato) che disciplina i rapporti tra i soci, le modalità di convocazione dell'assemblea, le regole per la distribuzione degli utili e le decisioni sulla gestione ordinaria.

SRL vs regime forfettario: differenze chiave

La scelta tra SRL e regime forfettario è una delle decisioni più frequenti per i liberi professionisti, perché il regime forfettario è la scelta più comune per le Partite IVA di nuova apertura grazie alla sua semplicità e agli oneri ridotti. Il regime forfettario prevede un'imposta sostitutiva piatta (5% o 15% a seconda del codice ATECO) che sostituisce IRPEF e addizionali, non prevede l'IRAP (salvo casi specifici). Il limite principale del regime forfettario è che non puoi dedurre i costi (il 5% o il 15% si calcola sul ricavo, non sul reddito, quindi se fatturi 100mila euro paghi tasse su 100mila euro anche se hai spese 30mila euro per operare). Inoltre, se compensi annui superi 85mila euro (per gli ex forfettari con compensi elevati) o se il fatturato supera 100mila euro, perdi il diritto al regime forfettario e devi passare al regime ordinario con tassazione molto più pesante.

La SRL, d'altra parte, ha un regime fiscale più complesso ma anche più flessibile. Paghi l'IRES al 24% sugli utili (dopo aver dedotto tutti i costi), l'IRAP circa 4%, e puoi distribuire dividendi ai soci con imposta sostitutiva del 26% (persone fisiche) o beneficiare della PEX con aliquota effettiva dell'1,2% (persone giuridiche). La SRL ti permette di dedurre completamente i costi, compresi i costi del personale, gli affitti, i canoni di locazione, le utenze, i costi di rappresentanza, e le spese generali di gestione. Questo significa che se investi in attrezzature, tecnologia, software, o assumi collaboratori per far crescere l'attività, tutte queste spese riducono l'utile tassabile e quindi l'IRES dovuta. Inoltre, con la SRL puoi accedere alle agevolazioni fiscali per le imprese (Transizione 5.0, credito d'imposta investimenti 4.0, iperammortamento, altre misure) che non sono accessibili o sono limitate nel regime forfettario. La SRL ti permette anche di pianificare la tua posizione previdenziale in modo più flessibile: puoi scegliere il mix ottimale tra stipendio (con contributi) e dividendi (senza contributi), in base alle tue esigenze personali e agli obiettivi di pensionamento.

Un elemento fondamentale da considerare è la prospettiva di crescita dell'attività. Il regime forfettario è ideale per chi inizia un'attività con compensi contenuti (fino a 50-60mila euro annui) e vuole mantenere costi di gestione minimi. È semplice, prevede adempimenti ridotti, e ti permette di concentrarti sull'attività professionale senza preoccuparti troppo della contabilità. Tuttavia, quando i compensi crescono, il regime forfettario può diventare meno conveniente perché l'aliquota fissa si applica su tutto il fatturato, senza possibilità di dedurre i costi. La SRL, invece, scala meglio con la crescita dell'attività: più fatturi e più costi deduci, più efficiente diventa la struttura societaria dal punto di vista fiscale. Inoltre, se prevedi di assumere collaboratori o dipendenti per far crescere l'attività, la SRL è generalmente più conveniente perché puoi dedurre completamente i costi del lavoro, mentre nel regime forfettario i costi del personale non sono deducibili. Anche dal punto di vista previdenziale, la SRL offre maggiore flessibilità: puoi pianificare la tua posizione pensionistica integrando lo stipendio (che genera contributi) con eventuali contributi volontari aggiuntivi, mentre nel regime forfettario sei esonerato dal versamento dei contributi ma questo non genera diritti pensionistici.

Protezione del patrimonio e responsabilità limitata

Un vantaggio fondamentale della SRL rispetto alla Partita IVA individuale è la protezione del patrimonio personale che deriva dalla responsabilità limitata. Quando operi come Partita IVA individuale, il tuo patrimonio personale e quello professionale sono uniti: se la tua attività subisce un contenzioso, un accertamento fiscale, o un fallimento, i tuoi beni personali (casa, auto, risparmi, beni familiari) possono essere aggrediti per soddisfare i creditori. Questa è una situazione molto rischiosa, specialmente per i professionisti che operano in settori ad alto rischio di contenziosi (come l'edilizia, l'ingegneria, la consulenza finanziaria) o che hanno collaboratori e dipendenti. Con la SRL, invece, il patrimonio della società è separato da quello dei soci: in caso di contenziosi o insolvenze, i creditori possono aggredire solo il patrimonio della società, non quello personale dei soci (salvo casi di responsabilità personale diretta per illeciti o obbligazioni specifiche come il mancato versamento dei contributi trattenuti).

La responsabilità limitata è particolarmente importante per i liberi professionisti che lavorano su progetti di significativa complessità e valore, dove il rischio di contenziosi o errori professionali è più elevato. Un architetto che progetta un edificio complesso, un ingegnere che segue la costruzione di un'opera infrastrutturale, un informatico che sviluppa un software critico per un cliente: in tutti questi casi, se qualcosa va storto, il valore del contenzioso può essere molto elevato e superare ampiamente il patrimonio del professionista. Con la Partita IVA individuale, tutto il tuo patrimonio personale è esposto, compresi i beni familiari. Con la SRL, invece, il tuo rischio è limitato al capitale sociale versato e al patrimonio della società. Se costituisce una SRL con il capitale sociale minimo (1 euro per la SRL semplificata, 10.000 euro per la SRL ordinaria), il tuo rischio massimo è teoricamente limitato a questo importo, nella peggiore delle ipotesi. Nella pratica, le banche e i fornitori di credito potrebbero chiedere garanzie personali (come ipoteche o fideiussioni) prima di concedere prestiti alla SRL, ma questa è una scelta volontaria e non una conseguenza automatica della struttura societaria.

La protezione del patrimonio diventa ancora più importante se prevedi di assumere collaboratori o dipendenti per far crescere la tua attività professionale. Quando assumi personale, la tua responsabilità verso i dipendivi e verso terzi aumenta significativamente: sei responsabile dei contributi INPS trattenuti e versati, delle tasse dovute, delle retribuzioni garantite dalla legge, e della sicurezza sul lavoro. Con la Partita IVA individuale, questa responsabilità ricade direttamente su di te e sul tuo patrimonio personale. Con la SRL, invece, la responsabilità verso i dipendivi è in capo alla società, e il tuo patrimonio personale è protetto (sempre nel rispetto delle regole sulla responsabilità diretta degli amministratori). Questo ti permette di far crescere l'attività assumendo collaboratori e dipendenti con minor rischio personale, sapendo che la struttura societaria ti offre una protezione giuridica che la Partita IVA non può garantire. Naturalmente, questa protezione non è assoluta: gli amministratori di SRL hanno responsabilità specifiche e possono essere chiamati a rispondere personalmente per certi obblighi societari (come il versamento dei contributi trattenuti, la presentazione delle dichiarazioni fiscali, l'osservanza delle norme di sicurezza sul lavoro), ma la responsabilità limitata rimane un vantaggio fondamentale della forma societaria.

Errori comuni nella scelta tra Partita IVA e SRL

Uno degli errori più frequenti è costituire una SRL troppo presto, quando l'attività è ancora nella fase iniziale e i compensi sono contenuti o incerti. Molte volte, i professionisti si lasciano affascinare dalla prospettiva di risparmiare tasse con la SRL, senza considerare che i costi fissi di gestione (commercialista, tasse annuali, adempimenti) possono erodere completamente il vantaggio fiscale quando il fatturato è basso. Se il tuo fatturato annuo è di 30-40mila euro, costituire una SRL probabilmente non ti conviene: pagheresti 2.500-4.000 euro di commercialista, 200-300 euro di tasse annuali, avresti costi di apertura più spese notarili, e il risparmio fiscale rispetto al regime forfettario sarebbe nullo o addirittura negativo. È molto più razionale rimanere nel regime forfettario (o ordinario se superi i limiti) finché il fatturato non si stabilizza a livelli più elevati (generalmente sopra i 60-70mila euro) e l'attività diventa più strutturata e consolidata. La costituzione della SRL è un investimento che va fatto quando l'attività ha raggiunto una certa maturità e stabilità, non nella fase di avvio quando c'è ancora incertezza sui compensi futuri.

Un altro errore comune è valutare solo il risparmio fiscale immediato senza considerare altri aspetti fondamentali come la protezione del patrimonio, la flessibilità operativa, e le prospettive di crescita. La SRL non è solo uno strumento di risparmio fiscale: è anche una struttura che ti permette di far crescere l'attività assumendo personale, accedendo a finanziamenti agevolati per le imprese, investendo in beni strumentali con agevolazioni fiscali (Transizione 5.0, credito d'imposta 4.0), e proteggendo il patrimonio personale dai rischi d'impresa. Se valuti solo il carico fiscale annuo, potresti concludere che la Partita IVA nel regime forfettario è più conveniente, ma se consideri anche la protezione patrimoniale, la possibilità di accedere al credito per le imprese, e le agevolazioni per gli investimenti, il bilancio potrebbe cambiare. È importante fare un'analisi olistica che consideri tutti gli aspetti della tua attività professionale, non solo le tasse pagate nell'anno in corso.

Il terzo errore è non considerare le implicazioni previdenziali della scelta tra Partita IVA e SRL. Nel regime forfettario, se sei iscritto alla Gestione Separata INPS, sei esonerato dal versamento dei contributi (salvo il contributivo integrativo se il reddito è superiore al minimale), ma questo significa che non stai accumulando contributi per la pensione. All'età del pensionamento, potresti trovarti con una pensione molto bassa o addirittura inesistente, dovendo integrare con il sistema pubblico che eroga prestazioni minime. Con la SRL, invece, puoi pianificare la tua posizione previdenziale corrispondendoti uno stipendio adeguato che genera contributi, integrando con eventuali contributi volontari aggiuntivi per aumentare la pensione futura. Se sei giovane (sotto i 35 anni), puoi permetterti di rimanere nel regime forfettario più a lungo perché hai tempo per accumulare contributi negli anni successivi quando passerai alla SRL. Se invece sei vicino all'età pensionabile (oltre 50 anni), devi essere molto più attento alla prospettiva pensionistica: rimanere nel forfettario senza versare contributi potrebbe compromettere significativamente la tua pensione futura, mentre la SRL ti permette di continuare a accumulare contributi tramite lo stipendio da amministratore.

Infine, molti professionisti sottovalutano la complessità gestionale della SRL rispetto alla Partita IVA individuale. Con la SRL hai obblighi formali che non esistono (o sono molto limitati) per la Partita IVA: redazione del bilancio annuale con nota integrativa, deposito del bilancio al Registro delle Imprese, tenuta dei libri sociali, convocazione dell'assemblea per l'approvazione del bilancio, adempimenti fiscali più complessi (UNICO societario, dichiarazioni IVA, IRAP, studi di settore), e tenuta della contabilità in parte doppia. Questi obblighi richiedono tempo e attenzione: devi lavorare a stretto contatto con un commercialista specializzato in SRL, fornirgli i documenti necessari periodicamente, e partecipare alle decisioni societarie (approvazione del bilancio, distribuzione degli utili, eventuali variazioni statutarie). Se preferisci concentrarti esclusivamente sulla tua attività professionale senza doverti occupare della gestione societaria, la Partita IVA nel regime forfettario è sicuramente più semplice e richiede meno tempo burocratico. La SRL ha senso quando l'attività ha raggiunto una dimensione tale che i vantaggi fiscali e operativi superano i costi di gestione e la complessità burocratica.

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Domande frequenti

La SRL conviene sempre rispetto al regime forfettario?

No, la SRL non conviene sempre rispetto al regime forfettario. Il regime forfettario è molto vantaggioso per compensi contenuti (fino a circa 60-70mila euro annui, a seconda dell'aliquota 5% o 15%) perché prevede un'imposta sostitutiva piatta molto bassa, adempimenti semplificati, e non prevede l'IRAP. Con la SRL hai costi fissi di gestione (commercialista 2.500-4.000 euro l'anno, tasse annuali 200-300 euro, adempimenti più complessi) che erodono il vantaggio fiscale quando il fatturato è basso. La SRL inizia a essere generalmente più conveniente quando i compensi superano i 65-85mila euro annui per i forfettari al 15% (architetti, ingegneri, geometri, consulenti del lavoro) o gli 80-100mila euro annui per i forfettari al 5% (commercio, alberghi, alcune attività artigiane). Oltre queste soglie, il risparmio fiscale della SRL diventa significativo e giustifica i costi di gestione e la complessità burocratica. Tuttavia, la scelta non deve basarsi solo sul risparmio fiscale immediato: anche la protezione del patrimonio, la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati, e le agevolazioni per gli investimenti (Transizione 5.0, 4.0) sono fattori importanti da considerare.

Quanto costa mantenere una SRL all'anno per un libero professionista?

Il costo di mantenimento di una SRL per un libero professionista varia in base alla complessità della struttura e dei servizi richiesti al commercialista. I costi fissi obbligatori comprendono la tassa annuale per il diritto annuale iscrizione al Registro delle Imprese (circa 200-300 euro a seconda della regione), il commercialista per la tenuta della contabilità e gli adempimenti fiscali (2.500-4.000 euro lordi annui in media per una SRL con un solo socio, senza dipendivi e con volume di operazioni medio-basso), e la tassa di concessione governativa annuale (200-300 euro a seconda del capitale sociale). Se la SRL ha dipendivi, ci sono ulteriori costi per l'elaborazione delle buste paga (500-1.000 euro l'anno a seconda del numero di dipendivi) e i contributi INPS a carico della società (circa 32-33% dello stipendio lordo). Se invece sei un libero professionista che lavora da solo senza dipendivi e non ti stipendi come amministratore, questi costi non si applicano. In totale, i costi fissi di gestione di una SRL unipersonale per un libero professionista sono generalmente compresi tra 3.000 e 5.000 euro lordi all'anno (IVA inclusa), a cui si aggiungono i costi di costituzione iniziali (1.500-3.000 euro una tantum per notaro, imposte di registro, bolli, iscrizione al Registro delle Imprese). Questi costi vanno confrontati con il risparmio fiscale generato dalla SRL: se il risparmio annuo è superiore ai costi di gestione, la SRL conviene; altrimenti, è preferibile rimanere in Partita IVA.

Posso avere contemporaneamente Partita IVA e SRL?

Non puoi avere contemporaneamente Partita IVA individuale e SRL per la stessa attività professionale e usufruire del regime forfettario. Quando costituisci una SRL e trasferisci la tua attività professionale alla società, la Partita IVA individuale diventa ordinaria perché non puoi esercitare contemporaneamente la stessa attività come libero professionista in regime agevolato e come società. La Partita IVA individuale diventa ordinaria o viene chiusa presentando la dichiarazione di cessazione attività all'Agenzia delle Entrate entro i termini previsti (generalmente entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello in cui hai cessato l'attività). Tuttavia, puoi mantenere Partita IVA forfettarie per attività diverse, purché non in concorrenza con l'attività della SRL. Ad esempio, se sei architetto e costituisci una SRL per l'attività di progettazione, puoi mantenere una Partita IVA individuale per un'attività diversa (come consulenza formativa, insegnamento, o produzione di opere d'arte) purché non vi sia sovrapposizione con l'attività della SRL. È importante valutare attentamente con un commercialista le implicazioni fiscali della chiusura della Partita IVA e del passaggio alla SRL, perché è un cambiamento definitivo che va pianificato con attenzione.

Il regime forfettario è meglio della SRL per i professionisti alle prime armi?

Per i professionisti alle prime armi che avviano un'attività con compensi contenuti (generalmente sotto i 30-40mila euro annui), il regime forfettario è generalmente preferibile alla SRL. Le ragioni principali sono la semplicità gestionale e i costi ridotti. Nel regime forfettario hai adempimenti fiscali semplificati (niente bilancio, niente registro imprese, adempimenti IVA ridotti), non paghi l'IRAP, e se sei iscritto alla Gestione Separata INPS sei esonerato dal versamento dei contributi (tranne il contributivo integrativo se il reddito supera il minimale pensionistico). Puoi gestire la contabilità in autonomia o con costi molto contenuti (500-1.000 euro l'anno), e l'imposta sostitutiva al 5% o al 15% è molto bassa rispetto alle aliquote IRPEF progressive che applicheresti nel regime ordinario. La SRL, al contrario, ha costi fissi di gestione significativi (commercialista 2.500-4.000 euro l'anno, tasse annuali 200-300 euro, altri costi burocratici) che erodono il vantaggio fiscale quando il fatturato è basso. Inoltre, nella fase iniziale dell'attività c'è più incertezza sui compensi futuri: non sai se l'attività decollerà, se riuscirai a trovare clienti stabili, se i compensi cresceranno come previsto. È più razionale rimanere nel regime forfettario (che puoi comunque mantenere fino a 65-85mila euro di compensi, a seconda dell'aliquota) finché l'attività non si stabilizza e raggiunge una dimensione più strutturata. Solo quando i compensi si stabilizzano sopra la soglia di convenienza della SRL (generalmente 70-80mila euro per i forfettari al 15%, 90-100mila euro per i forfettari al 5%) ha senso valutare il passaggio alla SRL.

Come faccio a capire se è il momento giusto per passare alla SRL?

Per capire se è il momento giusto per passare dalla Partita IVA alla SRL, devi considerare diversi indicatori. Il primo è il livello dei compensi: se i tuoi compensi annui si sono stabilizzati sopra la soglia di convenienza della SRL (generalmente 65-85mila euro per i forfettari al 15%, 80-100mila euro per i forfettari al 5%, oppure 50-60mila euro per il regime ordinario), è il momento di valutare il passaggio alla SRL. Il secondo indicatore è la struttura dei costi: se hai costi operativi significativi (affitto dello studio, acquisto di attrezzature costose, assunzione di collaboratori o dipendenti) che non riesci a dedurre completamente nella tua attuale forma giuridica, la SRL può permetterti di dedurre integralmente questi costi e ridurre l'imponibile fiscale. Il terzo indicatore è la prospettiva di crescita: se prevedi di far crescere significativamente l'attività nei prossimi anni assumendo personale, investendo in beni strumentali, o accedendo a nuovi mercati, la SRL è una struttura più adatta a supportare questa crescita perché ti permette di accedere a finanziamenti agevolati per le imprese, alle agevolazioni fiscali per gli investimenti (Transizione 5.0, credito d'imposta 4.0), e di proteggere il tuo patrimonio personale dai rischi crescenti di un'attività più grande.

Un altro aspetto da considerare è la tua situazione previdenziale: se sei nel regime forfettario e sei esonerato dal versamento dei contributi INPS, non stai accumulando contributi per la pensione. Se sei giovane (sotto i 35-40 anni), questo può ancora andare bene perché hai tempo per accumulare contributi negli anni successivi quando passerai alla SRL. Se invece sei vicino all'età pensionabile (oltre 50-55 anni), devi valutare attentamente se è il caso di continuare a non versare contributi, perché rischi di ritrovarti con una pensione molto bassa. La SRL ti permette di pianificare la tua posizione previdenziale corrispondendoti uno stipendio che genera contributi, integrando con eventuali contributi volontari aggiuntivi. Infine, considera la protezione del patrimonio: se la tua attività professionale ha rischi significativi di contenziosi (lavori in edilizia, ingegneria, consulenza finanziaria) o se prevedi di assumere personale, la SRL ti offre una protezione patrimoniale che la Partita IVA non può garantire. Un commercialista specializzato può aiutarti a analizzare tutti questi fattori e a identificare il momento migliore per il passaggio alla SRL.

Conviene la SRL se fatturo meno di 50mila euro all'anno?

Generalmente, la SRL non conviene se fatturi meno di 50mila euro all'anno, perché i costi fissi di gestione (commercialista, tasse annuali, adempimenti burocratici) erodono completamente il vantaggio fiscale. Una SRL ha costi obbligatori minimi che non dipendono dal fatturato: il commercialista per la contabilità e gli adempimenti fiscali costa mediamente 2.500-4.000 euro lordi all'anno (IVA inclusa), la tassa annuale per il diritto annuale iscrizione al Registro delle Imprese è di circa 200-300 euro, e ci sono altri costi minori (tassa di concessione governativa, marca da bollo virtuale) per altri 200-300 euro. In totale, i costi fissi di una SRL sono generalmente compresi tra 3.000 e 5.000 euro lordi all'anno. Se fatturi meno di 50mila euro, il risparmio fiscale della SRL rispetto al regime forfettario è nullo o negativo: l'IRES al 24% (più IRAP circa 4%) su utili ridotti (perché hai anche costi di gestione) è superiore o simile all'imposta sostitutiva piatta del 5% o 15% del forfettario. Inoltre, con fatturati così bassi sei anche sotto il limite di spesa di 20mila euro per beni strumentali del forfettario, quindi questo aspetto non è un problema.

Tuttavia, ci sono alcune eccezioni in cui la SRL potrebbe convenire anche con fatturati sotto i 50mila euro. Se hai costi operativi molto elevati (ad esempio affitti significativi, collaboratori stipendiati, acquisto di attrezzature costose) che non riesci a dedurre come Partita IVA individuale, la SRL potrebbe permetterti di dedurre completamente questi costi e generare un utile netto inferiore al fatturato, riducendo l'IRES dovuto. Se operi in un settore ad alto rischio di contenziosi o responsabilità professionale (edilizia, ingegneria, consulenza finanziaria), la protezione del patrimonio offerta dalla SRL potrebbe giustificare i costi di gestione anche con fatturati contenuti, perché ti evita l'esposizione del patrimonio personale ai rischi d'impresa. Infine, se prevedi una crescita rapida dell'attività nei prossimi 1-2 anni (ad esempio perché hai già firmato contratti importanti con nuovi clienti, o prevedi di assumere collaboratori), costituire subito la SRL potrebbe avere senso per non dover fare il cambio in seguito, quando l'attività sarà più complessa e il passaggio dalla Partita IVA alla SRL più burocraticamente oneroso. In generale, comunque, per fatturati sotto i 50mila euro il regime forfettario rimane la scelta più razionale per la maggior parte dei liberi professionisti, perlomeno nella fase iniziale dell'attività.

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