IRES premiale al 20% nel 2026: Come risparmiare tasse reinvestendo gli utili
In breve
- l'IRES scende dal 24% al 20% per un solo anno (2025) se accantoni l'80% dell'utile 2024 e investi il 30% di quello accantonato in beni 4.0/5.0;
- i beneficiari sono le società di capitali che non usano CIG ordinaria nel 2024 e mantengono o aumentano l'occupazione;
- se distribuiscono l'utile accantonato entro il 2026, perdono il beneficio e devono ricalcolare l'IRES al 24% con interessi.
Immagina che la tua SRL abbia chiuso il 2024 con un utile prima delle imposte di 200.000 euro. Con l'aliquota IRES ordinaria al 24%, pagheresti 48.000 euro di tasse. Ma grazie alla nuova IRES premiale introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, se accantoni almeno 160.000 euro (l'80% dell'utile) e investi almeno 48.000 euro in beni 4.0 entro ottobre 2026, la tua aliquota IRES scenderà al 20%: pagherai solo 40.000 euro, risparmiando 8.000 euro in un colpo solo. Non male per un'operazione che, in buona sostanza, ti staresti facendo per crescere comunque. Il punto chiave è che questa agevolazione è temporanea (vale solo per il 2025) e vincolata a regole rigorose che, se non rispettate, possono trasformare il risparmio in una pesante cartella esattoriale.
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Per comprendere appieno l'opportunità, bisogna tornare al contesto in cui è nata questa misura. Il Legislatore ha voluto premiare le imprese che, invece di distribuire dividendi ai soci, reinvestiscono i profitti per crescere e innovare. È un incentivo selettivo: non spetta a tutte le società, ma solo a quelle che soddisfano simultaneamente tre condizioni — accantonamento degli utili, investimenti qualificati, salvaguardia dell'occupazione — e che non incorrono in cause di esclusione tassative. Il Decreto Attuativo (DM 8 agosto 2025) ha chiarito molti aspetti operativi, ma ha anche introdotto paletti che rendono la pianificazione fiscale cruciale. In questo articolo ti guiderò attraverso le regole pratiche, i rischi da evitare e le strategie per massimizzare il beneficio senza incappare nella decadenza.
Come funziona l'IRES premiale: i tre requisiti fondamentali
L'IRES premiale, spesso chiamata "mini IRES", riduce l'aliquota dell'imposta sul reddito delle società dal 24% al 20% per il solo periodo d'imposta 2025 (che si dichiara nel 2026). Non è una riduzione permanente: nel 2026 tornerai a pagare il 24%, a meno che la normativa non venga prorogata. Per accedervi, la tua società deve soddisfare tre requisiti cumulativi che funzionano come un sistema a incastro: se ne manca anche solo uno, l'intero beneficio è precluso. La buona notizia è che il DM 8 agosto 2025 ha aggiunto dettagli operativi che rendono più agevole la dimostrazione dei requisiti, ma ha anche introdotto clausole di salvaguardia che richiedono attenzione.
Il primo requisito è l'accantonamento dell'utile d'esercizio 2024 in un'apposita riserva in bilancio. L'aliquota agevolata spetta se accantoni almeno l'80% dell'utile dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2024 in una riserva speciale, che deve essere esplicitamente indicata in nota integrativa con la dicitura "Riserva IRES premiale" o equivalente. Questa riserva è "vincolata", nel senso che non puoi distribuirla ai soci sotto forma di dividendi fino al 1° gennaio 2027 (tranne che per coprire perdite, come vedremo). L'accantonamento è un requisito formale: devi deliberarlo in assemblea entro la data di approvazione del bilancio 2024 e iscriverlo nel patrimonio netto. Se il tuo utile 2024 è stato di 100.000 euro, accantonarne 80.000 in riserva IRES premiale ti permette di accedere all'aliquota ridotta, ma quegli 80.000 euro rimangono "bloccati" nella società per tutto il 2025 e il 2026.
Il secondo requisito è il più operativo: devi realizzare investimenti rilevanti per un ammontare pari ad almeno il 30% dell'utile accantonato, oppure al 24% dell'utile dell'esercizio precedente se maggiore. Se hai accantonato 80.000 euro, devi investire almeno 24.000 euro in beni strumentali nuovi (usati no) rientranti negli allegati A e B della Legge 232/2016 (Industria 4.0) o nel perimetro Transizione 5.0. La novità del DM 8 agosto 2025 è che questi investimenti possono essere effettuati dal 1° gennaio 2025 fino alla scadenza della dichiarazione dei redditi relativa all'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024 — quindi in pratica fino a fine ottobre 2026, considerando i termini di presentazione. Hai una finestra temporale di quasi due anni per pianificare gli acquisti, che ti permette di allineare gli investimenti agevolati IRES premiale con quelli di altre misure come Transizione 5.0.
Il terzo requisito riguarda l'occupazione e ha una duplice declinazione. Anzitutto, l'impresa non deve aver fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni ordinaria nel periodo d'imposta 2024 o in quello successivo (il 2025). La CIG straordinaria è consentita, ma quella ordinaria — che è tipica delle crisi di mercato — ti esclude dall'agevolazione. Inoltre, devi mantenere il numero di unità lavorative annue (ULA) pari alla media del triennio precedente e garantire una crescita occupazionale minima dell'1% attraverso nuove assunzioni a tempo indeterminato. Questo ultimo requisito è stato oggetto di un chiarimento importante: il DM specifica che le dinamiche del gruppo a cui appartiene la società sono irrilevanti, quindi valgono solo i dati della singola beneficiaria. Se fai parte di un gruppo e la controllante assume personale, questo non ti aiuta a soddisfare il requisito dell'1%.
La tabella seguente riassume i tre requisiti con i relativi parametri quantitativi e le scadenze da ricordare
| Requisito | Parametro | Scadenza | Documentazione |
|---|---|---|---|
| Accantonamento utile 2024 | Minimo 80% dell'utile | Approvazione bilancio 2024 (entro aprile/maggio 2025) | Nota integrativa con riserva "IRES premiale" |
| Investimenti qualificati | Minimo 30% dell'utile accantonato (o 24% utile 2024 se maggiore) | 1° gen 2025 - fine ottobre 2026 | Fatture beni 4.0/5.0, interconnessione, perizie tecniche |
| Obbligo occupazionale | No CIG ordinaria 2024/2025; crescita ULA ≥1% con assunzioni a tempo indeterminato | Verifica al 31/12/2025 | UNI-Aux, Denuncia Aziendale, prospetto assunzioni |
Chi può beneficiare dell'IRES premiale e chi è escluso
La platea dei beneficiari dell'IRES premiale è definita all'articolo 73 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e comprende le società di capitali (SRL, SPA, SAPA), le cooperative, le mutue assicurative e gli enti commerciali residenti in Italia. Anche gli enti non residenti con stabile organizzazione in Italia possono accedervi, limitatamente al reddito attribuibile alla stabile organizzazione stessa. In sostanza, rientra praticamente qualsiasi soggetto IRES, a condizione che non cada in una delle cause di esclusione tassative previste dalla normativa.
Le cause di esclusione sono tre e non ammettono interpretazioni. Non puoi accedere all'IRES premiale se, nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024 (quindi nel 2025):
- la tua società è in liquidazione ordinaria o è assoggettata a procedure concorsuali di natura liquidatoria (fallimento, concordato preventivo con liquidazione, ecc.);
- determini il tuo reddito imponibile, in tutto o in parte, attraverso regimi forfetari (questo punto è cruciale per le società che applicano il regime forfetario di cui alla Legge 398/1991 o il nuovo forfettario 2024);
- hai applicato il regime di contabilità semplificata nel 2024 (quest'ultima esclusione è stata confermata dal DM 8 agosto 2025).
Vi è un'eccezione importante che il DM ha introdotto: le società che aderiscono al Concordato Preventivo Biennale hanno diritto all'aliquota agevolata sul reddito concordato, perché tale modalità di determinazione del reddito non è assimilabile a un regime forfetario. È un chiarimento significativo, perché il Concordato Biennale è uno strumento che molte imprese stanno valutando nel 2025-2026 per "pattiziare" il reddito con l'erario e ottenere benefici in termini di compliance. Analogamente, per chi beneficia dell'imposta sostitutiva sul reddito incrementale concordato, l'IRES premiale si applica solo alla parte assoggettata ad IRES ordinaria al 24%.
Cosa succede se distribuisci l'utile accantonato troppo presto
Questo è uno dei punti più critici della normativa e anche uno dei più fraintesi. La riserva IRES premiale è vincolata fino al 1° gennaio 2027: fino a quella data non puoi distribuirla ai soci sotto forma di dividendi. Se lo fai, incorri nella decadenza dal beneficio e devi ricalcolare l'IRES 2025 applicando l'aliquota ordinaria del 24%, restituendo la differenza tra 40.000 e 48.000 euro (nell'esempio di 200.000 euro di utile) con gli interessi. Tuttavia, il DM 8 agosto 2025 ha introdotto una clausola di salvaguardia che allevia il rischio: puoi utilizzare la riserva per coprire perdite senza perdere l'agevolazione. Se la tua società chiude il 2025 in perdita, puoi accantonare quella perdita a riduzione della riserva IRES premiale, senza che ciò comporti la decadenza.
Un'altra domanda frequente riguarda cosa succede se nel 2026, dopo il 1° gennaio, decidi di distribuire dividendi attingendo proprio alla riserva IRES premiale. La risposta è che la distribuzione è legittima e non fa decadere dal beneficio, a condizione che:
- la distribuzione avvenga dopo il 1° gennaio 2027 (le risorse devono rimanere vincolate per tutto il 2025 e il 2026);
- se hai più riserve in bilancio, distribuisci per prime quelle non vincolate (presunzione legale che puoi superare con documentazione specifica).
La presunzione di cui parlavo è che, se distribui dividendi nel 2027 senza indicare a quale riserva li attini, l'Agenzia delle Entrate presume che tu stia distribuendo prima le riserve non vincolate. È una regola di favore che evita decadenze involontarie, ma richiede che la contabilità sia tenuta in modo da poter distinguere chiaramente le diverse riserve.
Un aspetto meno noto riguarda i rapporti finanziari tra società. Se la tua SRL ha prestato finanziamenti ai soci (es. prestiti erogati) nel corso del 2025, questi non incidono sulla riserva IRES premiale, perché l'agevolazione riguarda solo gli utili accantonati, non le disponibilità liquide. Tuttavia, se presti ai soci una cifra tale da esporre la società a rischio di insolvenza, l'Agenzia delle Entrate potrebbe contestare l'operazione sotto altri profili (es. responsabilità degli amministratori), anche se non direttamente connessi all'IRES premiale.
La clausola di salvaguardia sugli investimenti sostitutivi
Il DM 8 agosto 2025 ha introdotto una novità importante che era assente nella Legge di Bilancio 2025: la clausola di investimenti sostitutivi. Se cedi, demutti o delocalizzi un bene 4.0/5.0 oggetto di investimento IRES premiale entro cinque anni dal suo acquisto, decade dal beneficio — a meno che non effettui un investimento sostitutivo di pari livello tecnologico e per un costo almeno pari a quello del bene iniziale. È una clausola che crea un "rollover" simile a quello di Transizione 5.0: se sostituisci il bene con uno equivalente o migliore, non perdi l'agevolazione IRES.
Per considerare un bene "delocalizzato all'estero", è sufficiente che venga utilizzato oltre confine per più di 183 giorni all'anno (più della metà del periodo d'imposta). Questo significa che se sposti un macchinario agevolato in un tuo stabilimento in Francia o Germania, anche solo temporaneamente, rischi la decadenza dall'IRES premiale se non effettui un investimento sostitutivo in Italia. La clausola è particolarmente rilevante per le aziende che operano in più paesi dell'Unione Europea e che spostano i macchinari tra gli stabilimenti in base alla domanda.
Altra novità riguarda i requisiti di interconnessione dei beni 4.0, che per IRES premiale devono essere garantiti per più della metà del periodo di sorveglianza quinquennale. Per gli investimenti Transizione 5.0 è necessaria una riduzione dei consumi energetici del 3% (per la struttura produttiva) o del 5% (per il singolo processo) che i beni devono garantire. Questi requisiti, che erano presenti nella disciplina originaria Industria 4.0, sono stati richiamati espressamente dal DM 8 agosto 2025 per IRES premiale, confermando che l'agevolazione è strettamente connessa alla transizione digitale ed ecologica.
L'impatto sugli acconti IRES 2025
Un dettaglio operativo che va menzionato riguarda gli acconti IRES 2025. Poiché l'aliquota agevolata si applica alla dichiarazione dei redditi 2025 (che si presenta entro il 30 novembre 2026 per i soggetti "solari"), gli acconti dovuti per il 2025 vanno calcolati applicando l'aliquota ridotta del 20%. Questo significa che:
- l'acconto del giugno 2025 (40% dell'IRES 2024) va calcolato con l'aliquota del 24%, perché l'IRES premiale non era ancora in vigore;
- l'acconto di novembre 2025 (60% dell'IRES 2025) va calcolato con l'aliquota del 20%, perché l'imposta a debito 2025 sarà determinata con l'aliquota premiale.
È un meccanismo che crea un beneficio di cassa immediato: già dal novembre 2025 pagherai meno acconti, migliorando il tuo flusso di finanze per tutto il 2026. Tuttavia, se successivamente accerti di non aver i requisiti per l'IRES premiale, dovrai ricalcolare gli acunti con l'aliquota ordinaria e versare la differenza con gli interessi.
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L'IRES premiale è un'opportunità temporanea ma potente per ridurre la pressione fiscale delle SRL che reinvestono. La chiave per sfruttarla senza rischi è una pianificazione integrata: valutare l'impatto sugli utili 2024, definire il piano investimenti 2025-2026, verificare i vincoli occupazionali e documentare ogni scelta in modo conforme alle richieste del DM 8 agosto 2025. Il team di esperti SRLOnline ti affianca in tutte le fasi: dalla simulazione d'impatto fiscale, alla predisposizione della nota integrativa con la riserva IRES premiale, fino alla coordinazione con altre agevolazioni (Transizione 5.0, Sabatini, ZES Unica) per evitare sovrapposizioni o incompatibilità. Non lasciare al caso un beneficio che può valere migliaia di euro: prenota una consulenza gratuita con un nostro specialista per verificare se la tua società rientra nei requisiti.
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Domande frequenti
L'IRES premiale spetta anche se ho già usato Transizione 5.0 per gli stessi investimenti?
Sì, non ci sono incompatibilità tra IRES premiale e Transizione 5.0. Puoi cumulare le due agevolazioni sugli stessi investimenti, perché hanno natura diversa: Transizione 5.0 è un credito d'imposta in fattura, mentre IRES premiale è una riduzione d'aliquota che si applica all'intero reddito imponibile 2025. In pratica, investi in beni 5.0, ottieni il credito d'imposta Transizione 5.0, e se soddisfi anche i requisiti IRES premiale (accantonamento 2024, investimenti, occupazione), benefici dell'aliquota ridotta al 20% sul reddito 2025. È una combinazione che rende il 2025 un anno particolarmente favorevole per gli investimenti in beni strumentali, poiché puoi cumulare credito d'imposta e aliquota agevolata.
Posso accedere all'IRES premiale se ho usato la CIG straordinaria nel 2024?
Sì, la causa di esclusione riguarda solo la cassa integrazione guadagni ordinaria. La CIG straordinaria è consentita e non ti preclude dall'agevolazione. Il DM 8 agosto 2025 chiarisce anche che l'utilizzo della CIG ordinaria per eventi transitori e non imputabili all'impresa o ai dipendenti (es. calamità naturali, sospensione imposta da ordinanza pubblica) non fa perdere il diritto all'IRES premiale. In pratica, se hai usato la CIG ordinaria solo per eventi eccezionali non dipendenti dalla tua gestione, puoi comunque accedere all'aliquota ridotta. La prova di questi eventi è a tuo carico, quindi ti consigliamo di documentare accuratamente le circostanze straordinarie che hanno giustificato la CIG.
Cosa succede se non raggiungo la crescita occupazionale dell'1% perché ho assunto ma un dipendente si è dimesso?
Il requisito dell'1% di crescita occupazionale si riferisce alle nuove assunzioni a tempo indeterminato che devi effettuare nel corso del 2025. Se un dipendente si dimessa, questo non riduce le assunzioni già effettuate, purché il numero di ULA alla fine del 2025 sia almeno pari alla media del triennio precedente più l'1%. In pratica, l'obiettivo è un incremento netto delle ULA, non un mero turnover. Il DM 8 agosto 2025 non specifica se le assunzioni a tempo determinato convertibili a indeterminato contano per il requisito dell'1%: l'interpretazione prudenziale è che contano solo le assunzioni dirette a tempo indeterminato, ma suggeriamo di monitorare i chiarimenti ufficiali dell'Agenzia delle Entrate su questo punto.
L'IRES premiale è cumulabile con il regime forfetario 2024 per le nuove start-up?
No, sono incompatibili. Se determini il tuo reddito in tutto o in parte attraverso un regime forfetario (compresi i nuovi regimi forfetari 2024 introdotti dalla Riforma fiscale), non puoi accedere all'IRES premiale. L'unica eccezione è il Concordato Preventivo Biennale, che il DM 8 agosto 2025 ha esplicitamente escluso dall'elenco dei regimi forfetari ostativi. Se hai aderito al Concordato Biennale 2024-2025, puoi beneficiare dell'IRES premiale sul reddito concordato, mentre se applichi un regime forfetario "classico" (es. forfettario 398/1991 o regime forfetario start-up 2024), ne sei escluso. Ti consigliamo di valutare attentamente se conviene rinunciare al regime forfetario (con i suoi benefici di semplificazione) per accedere all'IRES premiale (con il suo beneficio di riduzione d'aliquota): la scelta dipende dal tuo livello di reddito, dalla struttura dei costi e dal piano investimenti.
Posso usare la riserva IRES premiale per coprire perdite pregresse o solo quelle correnti?
La riserva IRES premiale può essere utilizzata per coprire perdite senza decadenza dall'agevolazione, e il DM 8 agosto 2025 non distingue tra perdite correnti (2025) e perdite pregresse. Se la tua società ha perdite pregresse portate a nuovo, puoi utilizzare la riserva IRES premiale per assorbirle, a condizione che l'utilizzo avvenga nel rispetto del vincolo di mantenimento fino al 1° gennaio 2027. In pratica, se chiudi il 2025 in perdita, puoi accantonare questa perdita a riduzione della riserva IRES premiale (e delle altre riserve di utili) senza perdere l'agevolazione, purché non distribuisca dividendi nel frattempo. È una flessibilità importante che la normativa riconosce, evitando che l'obbligo di mantenimento della riserva costringa le imprese a distribuire dividendi pur in perdita.
Se non soddisfaccio i requisiti, devo restituire solo l'IRES risparmiata o anche le sanzioni?
Se accerti di non avere i requisiti per IRES premiale, devi ricalcolare l'IRES 2025 con l'aliquota ordinaria del 24% e versare la differenza con gli interessi legali. Non sono previste sanzioni particolari, oltre agli interessi, perché la decadenza è automatica e non dipende da una condotta fraudolenta del contribuente. Tuttavia, se l'Agenzia delle Entrate accerta la violazione in sede di controllo, potrebbe applicare sanzioni per infedeltà dichiarativa se ritiene che la società abbia consapevolmente indicato i requisiti senza averli. Inoltre, il ricalcolo dell'IRES può innescare una catena di riassunti che riguarda anche l'IRAP e, indirettamente, i contributi previdenziali calcolati sul reddito d'impresa. È il motivo per cui una due diligence preventiva sui requisiti è molto più economica di un contenzioso con l'erario.






