In breve
- i dividendi SRL 2026 sono tassati con imposta sostitutiva al 26% per i soci persone fisiche; per le società (holding) l'aliquota effettiva è dell'1,2% grazie alla Participation Exemption (95% esenzione);
- la distribuzione degli utili deve avvenire dopo l'approvazione del bilancio e il versamento delle imposte, con tempistiche che variano da 3 a 6 mesi dalla chiusura dell'esercizio;
- la strategia ottimale combina un equilibrato mix tra stipendio (tassato IRPEF ma deducibile per la SRL) e dividendi (tassati al 26% per persone fisiche o all'1,2% per holding), considerando anche i contributi previdenziali e le esigenze di liquidità personali.
La distribuzione dei dividendi è uno degli aspetti più attrattivi della Società a Responsabilità Limitata per imprenditori e professionisti che vogliono ottimizzare il carico fiscale rispetto alla ditta individuale o al regime forfettario. Quando costituisci una SRL, hai la possibilità di prelevare gli utili generati dall'attività in due modi principali: tramite stipendio da amministratore o tramite distribuzione di dividendi ai soci. La differenza fiscale è sostanziale: lo stipendio è tassato come reddito da lavoro dipendente con aliquote IRPEF progressive dal 23% al 43% più contributi INPS, mentre i dividendi per le persone fisiche sono soggetti a un'imposta sostitutiva piatta del 26%. Per le società (holding) che percepiscono dividendi da altre società, l'aliquota effettiva è solo dell'1,2% grazie alla Participation Exemption (95% di esenzione). Il risparmio fiscale può arrivare a 10-15mila euro annui per un imprenditore con utili medi di 80-100mila euro, senza considerare i vantaggi della patrimonializzazione e della protezione del patrimonio personale.
Immagina il caso di Giulia, titolare di un'agenzia di comunicazione che fattura 150.000 euro l'anno. Come ditta individuale nel regime forfettario, paga circa il 41% di tasse sui 150.000 euro di fatturato, pari a 61.500 euro tra imposta sostitutiva e contributi. Se costituisce una SRL, può distribuirsi 60.000 euro come stipendio (tassato IRPEF al 35% circa più contributi) e 40.000 euro come dividendi ordinari (tassati al 26%). In alternativa, se Giulia costituisce una holding che detiene almeno il 5% della SRL operativa, può beneficiare della Participation Exemption con aliquota effettiva dell'1,2% sui dividendi ricevuti. Con la strategia holding, il risparmio fiscale totale supera i 15mila euro annui rispetto alla ditta individuale, e Giulia può anche accedere alle agevolazioni fiscali per le SRL come Transizione 5.0 e il credito per investimenti 4.0. Inoltre, con la SRL separa il patrimonio personale da quello aziendale, protegge i beni familiari dai rischi d'impresa e costruisce una struttura societaria che può crescere nel tempo.
Come funzionano i dividendi nella SRL
I dividendi nella SRL rappresentano la distribuzione agli soci degli utili generati dall'attività societaria in un determinato periodo d'esercizio. A differenza delle ditte individuali, dove tutto il reddito è attribuito direttamente al titolare, nella SRL esiste una distinzione giuridica e fiscale tra la società (che produce gli utili) e i soci (che li ricevono). La SRL deve prima produrre utili, poi approvare il bilancio, versare le imposte societarie (IRES e IRAP), e solo successivamente può distribuire i dividendi ai soci proporzionalmente alla quota di partecipazione. Questo meccanismo crea una doppia tassazione: prima sull'utile societario (24% IRES) e poi sui dividendi distribuiti (26% imposta sostitutiva per le persone fisiche), ma il risultato complessivo è comunque più conveniente della tassazione progressiva IRPEF sugli stipendi più elevati.
La distribuzione dei dividendi non è automatica e richiede un processo formale che deve essere rispettato rigorosamente. Prima di tutto, il Consiglio di Amministrazione (o l'amministratore unico) deve redigere il bilancio d'esercizio entro 4 mesi dalla chiusura dell'anno sociale (di solito il 31 dicembre). Il bilancio deve essere approvato dai soci entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio tramite assemblea o scritto privato, e solo dopo l'approvazione si procede alla distribuzione degli utili disponibili. È fondamentale che la SRL abbia effivamente utili distribuibili: non si possono distribuire dividendi se non ci sono utili accertati nel bilancio approvato, se il patrimonio netto scende sotto il limite legale, o se ci sono perdite da recuperare. La violazione di questi vincoli comporta responsabilità per gli amministratori e obbligo di restituzione dei dividendi illecitamente distribuiti.
Un aspetto importante da considerare è che i dividendi non generano contributi previdenziali, a differenza degli stipendi che sono soggetti a contributi INPS obbligatori. Questo significa che se distribuisci 50.000 euro di dividendi, non devi versare contributi previdenziali su questa somma, ma allo stesso tempo non maturi diritti pensionistici. È una scelta che va ponderata attentamente: i contributi versati sullo stipendio contribuiscono alla tua pensione futura, mentre i dividendi no. Se sei giovane e vuoi costruire una posizione previdenziale solida, potresti preferire uno stipendio più elevato e dividendi più bassi. Se invece sei vicino alla pensione o hai già accumulato contributi sufficienti, potresti optare per una distribuzione più ampia in dividendi per massimizzare il risparmio fiscale immediato.
Tassazione dividendi SRL 2026: aliquote e calcolo
Per il 2026, la tassazione dei dividendi SRL segue regole ben precise che dipendono dalla tipologia di socio e dalla natura dei dividendi. Per i soci persone fisiche (la maggior parte dei casi), i dividendi ordinari sono soggetti a un'imposta sostitutiva del 26%, che sostituisce l'IRPEF e le addizionali regionali e comunali. L'imposta va versata entro il termine di versamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche (solitamente il 30 giugno per l'acconto e il 30 novembre per il saldo). La SRL agisce come sostituto d'imposta: deve trattenere il 26% al momento della distribuzione e versarlo all'Erario entro il 16 del mese successivo a quello in cui è avvenuta la distribuzione, compilando il modello F24 con i codici tributo specifici per le ritenute sui dividendi (codice 1030 per il versamento a saldo, 1039 per l'acconto).
Per i soci persone giuridiche (ad esempio un'altra società, una holding o una società di capitali), la tassazione è completamente diversa e generalmente più vantaggiosa. Se la società ricevente possiede almeno il 20% dei diritti di voto della società che distribuisce i dividendi da almeno 12 mesi, può beneficiare della Participation Exemption (PEX): il 95% del dividendo è esente da tassazione, mentre solo il 5% è tassato con IRES al 24%. Questo significa che l'aliquota effettiva sul dividendo qualificato è solo del 1,2% (5% × 24%), contro il 26% delle persone fisiche. È per questo motivo che molte strutture societarie complesse prevedono l'utilizzo di una holding che riceve i dividendi dalle società operative, pagando un'aliquota irrisoria e potendo quindi reinvestire quasi l'intero importo.
Per il 2026, una importante novità introdotta dalla Legge di Bilancio riguarda l'estensione delle soglie di accesso alla Participation Exemption per le società. Dal 1° gennaio 2026, la PEX (che esenta il 95% del dividendo dalla tassazione, lasciando tassabile solo il 5%) si applica solo se la società ricevente detiene una partecipazione diretta o indiretta di almeno il 5% del capitale sociale della società che distribuisce i dividendi, OPPURE se la partecipazione ha un valore fiscale di almeno 500.000 euro. Questo nuovo requisito si applica sia alle persone giuridiche (società, holding) che alle persone fisiche in regime di impresa, riducendo quindi l'accesso al regime agevolato per le partecipazioni minoritarie. È un cambiamento significativo che impatta soprattutto le strutture societarie complesse e le holding con partecipazioni piccole in molteplici società.
| Tipo di socio | Aliquota dividendi ordinari | Requisiti 2026 | Esempio su €100.000 |
|---|---|---|---|
| Persona fisica | 26% | Nessun requisito specifico | €26.000 di tasse |
| Persona fisica (regime impresa) | 58,14% imponibile IRPEF | Partecipazione ≥5% o valore ≥€500k | €41% circa di tasse effettive |
| Persona giuridica (holding) | 1,2% (5% × 24% IRES) | Partecipazione ≥5% o valore ≥€500k | €1.200 di tasse effettive |
| Associazione sportiva | 26% | Nessun requisito specifico | €26.000 di tasse |
| Fondi pensione/assicurazioni | 12,5% | Regime agevolato | €12.500 di tasse |
Participation Exemption (PEX) 2026: requisiti e vantaggi
La Participation Exemption (PEX) è uno dei regimi fiscali più vantaggiosi per le società che ricevono dividendi, principalmente holding e altre persone giuridiche. Il regime prevede che il 95% del dividendo sia esente da tassazione, con solo il 5% tassato con IRES al 24%, determinando un'aliquota effettiva dell'1,2%. Per il 2026, la Legge di Bilancio ha introdotto nuovi requisiti di accesso: la PEX si applica solo se la società ricevente detiene una partecipazione diretta o indiretta di almeno il 5% del capitale sociale della società che distribuisce i dividendi, OPPURE se la partecipazione ha un valore fiscale di almeno 500.000 euro. Queste nuove soglie sono molto più restrittive rispetto al passato e impattano principalmente le strutture societarie che detengono partecipazioni minoritarie in molteplici società.
È importante precisare che la Participation Exemption non si applica alle persone fisiche che percepiscono dividendi direttamente dalla SRL. Le persone fisiche (soci di SRL) continuano a tassare i dividendi con l'aliquota fissa del 26% (imposta sostitutiva), senza possibilità di accedere al regime PEX con aliquota ridotta. La PEX è riservata alle persone giuridiche (società di capitali, holding, enti commerciali) che ricevono dividendi da altre società. Per le persone fisiche in regime di impresa (titolari di partita IVA), i dividendi concorrono alla formazione del reddito per il 58,14% del loro ammontare (esenzione del 41,86%), con applicazione delle aliquote IRPEF progressive. In pratica, se sei un imprenditore individuale e ricevi dividendi dalla tua SRL, pagherai le tasse IRPEF su poco più della metà dell'importo ricevuto.
Per le società che intendono beneficiare della PEX, la documentazione da conservare è fondamentale. Devi mantenere nei libri sociali il verbale di assemblea o la scrittura privata di approvazione del bilancio e distribuzione degli utili, con l'indicazione esplicita della partecipazione detenuta (almeno 5% del capitale o valore di almeno 500.000 euro) e dell'applicazione del regime PEX. In caso di verifica fiscale, l'Agenzia delle Entrate può richiedere di dimostrare il possesso della partecipazione e il rispetto delle soglie di accesso. La mancanza di documentazione adeguata può comportare la tassazione dei dividendi con l'aliquota ordinaria, più sanzioni e interessi. È fondamentale che la contabilità della società sia tenuta in modo da separare chiaramente le partecipazioni che soddisfano i requisiti PEX da quelle che non li soddisfano, e che tutti i documenti siano conservati per almeno 10 anni.
Dividendi vs stipendio: strategie di ottimizzazione
La scelta tra distribuire dividendi o percepire uno stipendio è una delle decisioni più importanti che deve affrontare chi possiede una SRL, e non esiste una risposta univoca valida per tutti. La strategia ottimale dipende da molteplici fattori: età del socio, obiettivi previdenziali, esigenze di liquidità, composizione del reddito familiare, livello di utili prodotti dalla SRL. In generale, lo stipendio è tassato con aliquote IRPEF progressive più elevate per i redditi più alti, ma è interamente deducibile per la SRL e genera contributi previdenziali che accumuli per la pensione. I dividendi per le persone fisiche sono tassati con aliquota fissa del 26%, non generano contributi previdenziali, ma non sono deducibili per la SRL: se distribuisci dividendi, la SRL paga prima le tasse sugli utili (24% IRES) e poi tu paghi le tasse sui dividendi ricevuti.
Una strategia comune è il mix stipendio-dividendi: fissare uno stipendio base ragionevole (ad esempio 30-50mila euro lordi annui) che garantisce copertura previdenziale e deducibilità per la SRL, e distribuire il resto degli utili come dividendi per beneficiare dell'aliquota più bassa. Questo approccio è particolarmente vantaggioso quando la SRL produce utili elevati (oltre 100mila euro): tassare tutto come stipendio comporterebbe aliquote IRPEF molto elevate, mentre distribuire la parte eccedente come dividendi tassati al 26% riduce il carico fiscale complessivo. Per le strutture più complesse che utilizzano una holding, i dividendi distribuiti alla holding possono beneficiare della PEX con aliquota effettiva dell'1,2%, rendendo ancora più conveniente la strategia di reinvestire gli utili nella società operativa. L'equilibrio ottimale va calcolato caso per caso: un commercialista può simulare diversi scenari e identificare il mix che massimizza il risparmio fiscale complessivo considerando tutte le variabili (redditi familiari, deduzioni, detrazioni, agevolazioni specifiche).
Un aspetto spesso trascurato è l'impatto della gestione contabile della SRL sulle strategie di remunerazione. I costi della SRL (stipendi, affitti, beni strumentali, servizi) riducono l'utile societario tassato con IRES al 24%, quindi se prevedi di distribuire molti dividendi potrebbe convenire aumentare i costi deducibili per ridurre la base imponibile IRES. Al contrario, se prevedi di distribuire pochi dividendi e reinvestire gli utili nella crescita aziendale, potrebbe convenire mantenere costi più bassi e utili più elevati per finanziare investimenti con risorse proprie. Ogni scelta ha conseguenze fiscali che si riflettono sia sul carico fiscale della SRL che su quello personale del socio, e la pianificazione anticipata è fondamentale per evitare di pagare più tasse del necessario.
Per i soci multipli (SRL con più soci), la distribuzione dei dividendi deve essere proporzionale alla quota di partecipazione di ciascuno, ma le strategie di tassazione possono variare in base alla situazione personale di ogni socio. Se due soci possiedono rispettivamente il 60% e il 40% di una SRL che distribuisce 100mila euro di dividendi, il primo riceverà 60mila euro e il secondo 40mila euro, entrambi tassati al 26% (essendo persone fisiche). Le tasse effettive che ciascuno pagherà dipenderà dalla sua situazione fiscale complessiva: un socio con altri redditi elevati potrebbe pagare aliquote IRPEF più alte, mentre un socio con redditi più bassi potrebbe pagare aliquote inferiori. La flessibilità nella distribuzione degli utili (tramite il mix stipendio-dividendi) permette di personalizzare la strategia per ciascun socio, ottimizzando il risparmio fiscale complessivo della famiglia o del gruppo societario.
| Strategia | Vantaggi | Svantaggi | Ideale per |
|---|---|---|---|
| Solo stipendio | Copertura previdenziale, deducibilità SRL | Aliquote IRPEF elevate (43% oltre €50K) | Giovani sotto 35 anni, redditi medi |
| Solo dividendi (holding) | Aliquota 1,2% (PEX), no contributi | Nessuna copertura previdenziale | Strutture con holding che riceve dividendi |
| Mix stipendio + dividendi | Equilibrio tasse/previdenza, flessibilità | Richiede pianificazione complessa | Imprenditori con utili elevati |
| Dividendi ordinari (26%) | Semplicità, nessun requisito PEX | Aliquota fissa 26% | Tutti i soci persone fisiche di SRL |
Tempistiche e adempimenti per distribuire dividendi
La distribuzione dei dividendi SRL richiede il rispetto di tempistiche precise e l'adempimento di diverse formalità che non possono essere trascurate. Il primo passo è la chiusura dell'esercizio sociale, che per la maggior parte delle SRL avviene il 31 dicembre di ogni anno. Entro 120 giorni dalla chiusura (quindi entro il 30 aprile), il Consiglio di Amministrazione o l'amministratore unico devono redigere il bilancio d'esercizio annuale, che comprende lo stato patrimoniale, il conto economico e la nota integrativa. Il bilancio deve essere depositato nel Registro delle Imprese entro 30 giorni dall'approvazione, e il mancato deposito comporta sanzioni che partono da 250 euro fino a oltre 2.000 euro a seconda del ritardo. È fondamentale rispettare queste scadenze non solo per evitare sanzioni, ma anche perché non è possibile distribuire dividendi senza un bilancio regolarmente approvato che dimostri l'esistenza di utili distribuibili.
Una volta redatto il bilancio, questo deve essere approvato dai soci entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (quindi entro il 30 giugno). L'approvazione avviene tramite assemblea dei soci (verbale) o, per le SRL che prevedono questa facoltà nello statuto, tramite consultazione scritta o consenso per iscritto. Nell'atto di approvazione devono essere indicati gli utili da distribuire e le modalità di distribuzione (data, importo, quota per ciascun socio). Non è sufficiente una comunicazione informale tra i soci: la distribuzione dei dividendi deve essere formalizzata con atto scritto che conservi evidenza della decisione. Questo documento è fondamentale in caso di verifica fiscale per dimostrare che la distribuzione è avvenuta nel rispetto delle norme e che gli utili erano effettivamente distribuibili.
Dopo l'approvazione, la SRL deve versare le imposte sugli utili prima di procedere alla distribuzione. Sugli utili prodotti dalla SRL è dovuta l'IRES al 24% (più eventuali addizionali regionali e comunali) e l'IRAP (generalmente al 3,9% per le attività commerciali). Solo dopo aver versato queste imposte, l'utile netto diventa disponibile per la distribuzione ai soci. Al momento della distribuzione, la SRL deve operare la ritenuta alla fonte sui dividendi: 26% per i dividendi distribuiti a persone fisiche. La ritenuta deve essere versata all'Erario entro il 16 del mese successivo a quello della distribuzione, utilizzando il modello F24 con i codici tributo specifici. La SRL deve inoltre rilasciare al socio la certificazione delle ritenute subite, che il socio utilizzerà per compilare la propria dichiarazione dei redditi.
La tempestività della distribuzione è un altro aspetto da considerare. Non esiste un termine legale entro cui i dividendi devono essere distribuiti dopo l'approvazione del bilancio, ma una distribuzione troppo ritardata (ad esempio oltre 6-12 mesi) potrebbe essere considerata abusiva dall'Agenzia delle Entrate, specialmente se nel frattempo sono stati prodotti nuovi utili o se la situazione patrimoniale della società è cambiata. La prassi più comune è distribuire i dividendi entro 2-3 mesi dall'approvazione del bilancio, tra maggio e luglio per gli esercizi chiusi al 31 dicembre. Questo consente di chiudere l'intero ciclo (bilancio → approvazione → versamento imposte → distribuzione dividendi) entro il primo semestre dell'anno successivo, permettendo ai soci di pianificare le proprie finanze personali con chiarezza e tempistiche certe.
Un adempimento spesso dimenticato è l'aggiornamento del libro soci e del registro dei pegni. Ogni volta che vengono distribuiti dividendi, la SRL dovrebbe registrare l'operazione nei libri sociali per mantenere traccia della cronologia delle distribuzioni e delle quote di pertinenza di ciascun socio. Questa documentazione è importante non solo per fini fiscali, ma anche per la trasparenza societaria: in caso di controversie tra i soci o di trasferimento di quote, avere una documentazione completa delle distribuzioni effettuate può evitare conflitti e chiarire la situazione patrimoniale della società. La tenuta accurata dei libri sociali è un obbligo di legge per le SRL, e la mancata o irregolare tenuta può comportare sanzioni e responsabilità per gli amministratori.
Errori comuni nella distribuzione dei dividendi
Uno degli errori più frequenti è distribuire dividendi in assenza di utili effettivi, confondendo la liquidità di cassa con la disponibilità di utili distribuibili. Molte SRL, specialmente nelle fasi iniziali dell'attività, hanno una buona liquidità operativa (incassi regolari dai clienti) ma non hanno ancora prodotto utili reali dopo la deduzione di tutti i costi, le ammortizzamenti e le imposte. Distribuire dividendi in questa situazione è illecito e comporta gravi conseguenze: gli amministratori sono personalmente responsabili della restituzione dei dividendi illecitamente distribuiti, e la società può subire accertamenti fiscali con sanzioni pesanti. È fondamentale che il bilancio sia redatto con correttezza e che gli utili siano effettivi e non solo figurativi: una riserva da ripristino del valore, ad esempio, non costituisce un utile distribuibile.
Altro errore comune è sottovalutare le conseguenze previdenziali della distribuzione di dividendi. I dividendi non generano contributi INPS, il che è un vantaggio immediato in termini di risparmio, ma può diventare un problema a lungo termine se non hai accumulato contributi sufficienti per il diritto alla pensione. Molti imprenditori distribuiscono dividendi per anni senza pensare alla pensione, e quando arrivano all'età del ritiro scoprono di non aver maturato contributi sufficienti per una pensione dignitosa. La strategia corretta è equilibrare stipendio e dividendi nel tempo: mantieni sempre uno stipendio minimo che garantisca la contribuzione previdenziale, e distribuisci dividendi solo sulla parte eccedente. Se sei giovane (sotto i 35 anni), puoi essere più flessibile perché hai tempo per accumulare contributi. Se sei vicino all'età pensionabile (oltre 50 anni), devi essere più attento a non ridurre troppo gli stipendi a favore dei dividendi.
Il terzo errore è non pianificare in anticipo la distribuzione dei dividendi. La tassazione dei dividendi dipende dalla tua situazione fiscale complessiva e dalle scelte tra stipendio e dividendi. Ad esempio, se hai redditi familiari elevati che ti portano in aliquota IRPEF al 43%, potresti preferire mantenere dividendi più bassi e stipendio più alto per beneficiare della deducibilità fiscale degli stipendi per la SRL. Al contrario, se sei in aliquota bassa, potrebbe convenire distribuire più dividendi tassati al 26% invece di aumentare lo stipendio. La pianificazione fiscale è uno strumento potente: un commercialista specializzato può aiutarti a identificare il momento migliore per distribuire i dividendi e il mix ottimale tra stipendio e dividendi, considerando tutta la tua situazione personale e familiare. Allo stesso modo, se hai redditi familiari elevati che ti portano in aliquota IRPEF al 43%, potresti preferire mantenere dividendi più bassi e stipendio più alto per beneficiare della deducibilità fiscale degli stipendi per la SRL. La pianificazione fiscale è uno strumento potente: un commercialista specializzato può aiutarti a identificare il momento migliore per distribuire i dividendi e l'aliquota più conveniente caso per caso.
In quarto luogo, molti soci confondono la possibilità di prelevare denaro dalla SRL con i dividendi. La SRL non è un bancomat personale: non puoi prelevare denaro quando vuoi senza conseguenze fiscali. Ogni prelevamento che non corrisponde a uno stipendio, a un rimborso spese documentato o a un dividendo regolarmente distribuito è considerato un prestito soci e viene tassato come reddito d'impresa (aliquota 38% per le persone fisiche) a meno che non venga restituito entro la fine dell'esercizio. Se prelevi denaro senza giustificativo e non lo restituisci, l'Agenzia delle Entrate può accertare il prelevamento come reddito tassabile, con sanzioni e interessi. L'unico modo legale per prelevare denaro dalla SRL per uso personale è attraverso stipendio (con contratto di lavoro o amministratore) o dividendi (dopo approvazione del bilancio e versamento delle imposte). Tutti gli altri prelevamenti devono essere giustificati da fatture, ricevute o documenti che dimostrano che si tratta di spese aziendali rimborsabili.
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Domande frequenti
I dividendi SRL sono tassati al 26% o al 5%?
I dividendi SRL distribuiti a persone fisiche sono tassati con imposta sostitutiva al 26%. Non esiste un'aliquota al 5% per le persone fisiche: questa aliquota si applica solo alle persone giuridiche (società, holding) che beneficiano della Participation Exemption, con aliquota effettiva dell'1,2% (5% × 24% IRES). La differenza è sostanziale: se sei una persona fisica e ricevi 100.000 euro di dividendi dalla tua SRL, pagherai 26.000 euro di tasse. Se invece possiedi una holding che detiene almeno il 5% della SRL e riceve lo stesso dividendo, pagherai solo 1.200 euro di tasse (il 5% tassato al 24% IRES). È per questo motivo che molte strutture societarie complesse prevedono l'utilizzo di una holding intermedia: per ottimizzare il risparmio fiscale, i dividendi vengono fatti confluire nella holding che beneficia della PEX, e solo la distribuisce ai soci persone fisiche quanto necessario (come stipendio o prestito soci).
Qual è la differenza tra dividendi qualificati e ordinari?
La distinzione tra dividendi qualificati e dividendi ordinari riguarda principalmente la Participation Exemption (PEX) per le persone giuridiche. I dividendi qualificati sono quelli percepiti da società (holding, altre persone giuridiche) che soddisfano i requisiti della PEX (partecipazione almeno del 5% del capitale o valore di almeno 500.000 euro) e beneficiano quindi dell'esenzione del 95%, con tassazione solo sul 5% con IRES (aliquota effettiva 1,2%). I dividendi ordinari sono tutti gli altri dividendi che non soddisfano i requisiti PEX e vengono tassati con le aliquote ordinarie. Per le persone fisiche che ricevono dividendi direttamente dalla SRL, non esiste questa distinzione: tutti i dividendi sono tassati con l'aliquota fissa del 26%, indipendentemente dalla durata del possesso delle quote o dalla natura dell'attività della società. La distinzione tra qualificati e ordinari è quindi rilevante solo per le persone giuridiche che ricevono dividendi da più società, mentre per le persone fisiche semplicemente non si applica.
Quando si possono distribuire i dividendi dopo la chiusura dell'esercizio?
I dividendi si possono distribuire dopo l'approvazione del bilancio annuale da parte dei soci, che deve avvenire entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (entro il 30 giugno per gli esercizi chiusi al 31 dicembre). Prima dell'approvazione, il bilancio deve essere redatto dal Consiglio di Amministrazione o dall'amministratore unico entro 120 giorni dalla chiusura (entro il 30 aprile), depositato nel Registro delle Imprese entro 30 giorni dall'approvazione, e devono essere versate le imposte sugli utili (IRES e IRAP). Solo dopo che tutti questi adempimenti sono stati completati, la SRL può distribuire i dividendi ai soci proporzionalmente alla quota di partecipazione. Non esiste un termine legale entro cui distribuire i dividendi dopo l'approvazione, ma la prassi comune è distribuirli entro 2-3 mesi dall'approvazione (tra maggio e luglio per gli esercizi chiusi al 31 dicembre). Una distribuzione troppo ritardata (oltre 6-12 mesi) potrebbe essere considerata abusiva dall'Agenzia delle Entrate, specialmente se nel frattempo sono stati prodotti nuovi utili o se la situazione patrimoniale della società è cambiata.
I dividendi generano contributi INPS?
No, i dividendi non generano contributi previdenziali INPS, a differenza degli stipendi che sono soggetti a contributi obbligatori. Quando distribuisci dividendi, la SRL non versa contributi su di essi e tu non maturi diritti pensionistici su tali importi. È una caratteristica importante da considerare nella pianificazione finanziaria a lungo termine: se distribuisci solo dividendi per anni senza percepire stipendio, potresti trovarti con una posizione previdenziale insufficiente al momento del pensionamento. La strategia corretta è equilibrare stipendio e dividendi nel tempo: mantieni sempre uno stipendio minimo (anche solo 20-30mila euro lordi annui) che garantisce la contribuzione previdenziale e la copertura previdenziale, e distribuisci dividendi solo sulla parte eccedente. Se sei giovane (sotto i 35 anni) e hai già accumulato contributi, puoi essere più flessibile. Se sei vicino all'età pensionabile (oltre 50 anni), devi essere più attento a non ridurre troppo gli stipendi a favore dei dividendi, per non compromettere il diritto alla pensione. Un commercialista può aiutarti a calcolare il mix ottimale tra stipendio e dividendi considerando la tua età, la tua posizione previdenziale attuale, e i tuoi obiettivi di pensionamento.
Posso distribuire dividendi ogni mese o solo una volta l'anno?
Tecnicamente puoi distribuire dividendi anche più volte l'anno (acconto dividendi e saldo dividendi), ma la prassi più comune e consigliata è distribuire una volta l'anno dopo l'approvazione del bilancio annuale. Distribuire dividendi mensili o trimestrali è possibile solo se la SRL ha un bilancio infrannuale che dimostra utili effettivi e distribuibili in quel periodo, ma richiede oneri amministrativi e contabili più elevati (bilanci intermedi, approvazioni ripetute, versamenti di imposte frazionati). La maggior parte delle SRL distribuisce dividendi una volta l'anno, tra maggio e luglio, dopo l'approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre. Questa tempistica è più semplice dal punto di vista amministrativo, permette di avere una visione completa dell'andamento dell'esercizio prima di distribuire gli utili, e riduce il rischio di distribuire dividendi in eccesso rispetto agli utili effettivamente prodotti. Se hai bisogno di liquidità durante l'anno, puoi percepire uno stipendio mensile fisso (che è anche deducibile per la SRL) e distribuire dividendi una sola volta l'anno sugli utili residui, ottimizzando così la gestione della liquidità personale e il carico fiscale complessivo.
La Participation Exemption (PEX) si applica alle persone fisiche?
No, la Participation Exemption (PEX) non si applica alle persone fisiche che ricevono dividendi direttamente dalla SRL. La PEX è un regime riservato alle persone giuridiche (società di capitali, holding, enti commerciali) che ricevono dividendi da altre società. Quando una società ricevente soddisfa i requisiti della PEX (partecipazione almeno del 5% del capitale sociale della società che distribuisce, oppure valore della partecipazione di almeno 500.000 euro), il 95% del dividendo è esente da tassazione e solo il 5% è tassato con IRES al 24%, determinando un'aliquota effettiva dell'1,2%. Questo regime è particolarmente vantaggioso per le holding che ricevono dividendi da più società operative, perché possono accumulare gli utili nella holding pagando pochissime tasse e distribuirli ai soci persone fisiche solo quando necessario (come stipendio o prestito). Per le persone fisiche, invece, i dividendi ricevuti dalla SRL sono sempre tassati al 26%, senza possibilità di accedere a regimi agevolati come la PEX.






