In breve:
- La Regione Lombardia ha approvato con DGR n. XII/6218 del 25 maggio 2026 una nuova misura da 15,6 milioni di euro a fondo perduto per sostenere lo sviluppo tecnologico delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico in fase early stage, a valere sull'azione 1.3.3 del PR FESR 2021-2027.
- Il contributo copre fino all'80% delle spese ammissibili, con un massimale di 1.000.000 di euro per startup (elevabile a 1.500.000 euro per progetti localizzati in zone assistite ex art. 107(3)(c) TFUE). L'investimento complessivo del progetto deve essere compreso tra 150.000 e 1.250.000 euro (1.875.000 nelle zone assistite).
- L'avviso attuativo non è ancora stato pubblicato. La DGR prevede che venga emanato entro 90 giorni dall'approvazione, quindi indicativamente entro fine agosto 2026. Le domande saranno aperte sulla piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia con procedura valutativa a graduatoria.
⚠️ Disclaimer importante: Questo articolo è una guida di preparazione basata sulla DGR n. XII/6218 del 25 maggio 2026 e sulle anticipazioni di Assolombarda e Finlombarda. I dati riportati (importi, percentuali, requisiti, finestre temporali) si riferiscono ai criteri applicativi della misura. La data di apertura dello sportello, le modalità di presentazione della domanda e gli eventuali aggiornamenti dei criteri saranno oggetto di aggiornamento alla pubblicazione dell'Avviso attuativo sul sito di Regione Lombardia e sul BURL.
Lo scenario che molte startup innovative sottovalutano — finché i fondi propri non reggono più
Una startup innovativa deep-tech di Milano, fondata 18 mesi fa, sta sviluppando una piattaforma di sensoristica IoT per il monitoraggio energetico degli edifici industriali. Ha superato la validazione di laboratorio del prototipo (TRL 4), ma per arrivare alla validazione in ambiente operativo (TRL 6) e attrarre un primo round di investitori industriali servono tra 600.000 e 900.000 euro di spese in attrezzature, consulenze tecniche e prototipazione. Il capitale dei soci copre il personale, ma non queste attività di validazione. La banca non concede credito, il venture capital non investe senza TRL più alto. Il rischio concreto è che la startup rimanga ferma al prototipo, senza mai raggiungere il mercato.
Questo non è uno scenario raro.
Le startup innovative early stage si trovano sistematicamente in questo "valle della morte" tecnologica: hanno un prodotto promettente ma non ancora validato, e i capitali privati sono riluttanti a finanziare il salto da TRL 4 a TRL 6. La misura approvata da Regione Lombardia nasce esattamente per colmare questo gap, finanziando le attività che portano dal prototipo iniziale a una validazione industriale documentata.
La buona notizia?
La DGR n. XII/6218/2026 stanzia 15,6 milioni di euro con un'intensità di aiuto fino all'80%, una delle più alte in Italia per questo tipo di intervento. La procedura è a graduatoria con criteri oggettivi, e l'avviso attuativo arriverà entro fine agosto 2026. Le startup che si preparano per tempo, allineando business plan, documentazione tecnica e modello di governance ai criteri della DGR, partono con un vantaggio competitivo concreto.
La realtà?
La misura è a sportello con graduatoria, quindi i fondi si esauriscono in ordine cronologico fino a copertura della dotazione. Una domanda presentata con documentazione incompleta o con progetto debole sul piano tecnico non supera la soglia minima di 65/100 punti e viene esclusa. Aspettare l'apertura dell'avviso per iniziare a prepararsi è l'errore più frequente: la documentazione tecnica sul TRL raggiunto e la pianificazione delle attività di validazione richiedono settimane di lavoro.
Se la tua startup innovativa è in fase early stage, opera in Lombardia e punta a far avanzare il proprio TRL, questa guida ti spiega esattamente cosa prevede la misura, chi può partecipare, quali spese sono finanziabili e cosa fare da subito per arrivare preparata all'apertura dello sportello.
Cosa prevede la misura: struttura dell'agevolazione
L'agevolazione prevista dalla DGR n. XII/6218/2026 è un contributo a fondo perduto con un'intensità di aiuto massima pari all'80% delle spese ammissibili. Il contributo è concesso nel rispetto del Regolamento GBER (Reg. UE 651/2014 e ss.mm.ii.), in regime di esenzione, e non va quindi a cumularsi con altri aiuti de minimis.
L'importo massimo del contributo varia in funzione della localizzazione del progetto: 1.000.000 di euro per le piccole imprese innovative che realizzano il progetto in una qualsiasi sede operativa in Lombardia; 1.500.000 di euro per le piccole imprese la cui sede di realizzazione ricade in una delle zone assistite che soddisfano le condizioni di cui all'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea. Si tratta in sostanza delle aree del territorio lombardo ammesse alla carta degli aiuti di stato a finalità regionale, con intensità di aiuto più alta per compensare i divari di sviluppo.
Per accedere alla misura, il progetto deve prevedere un investimento complessivo compreso tra un minimo di 150.000 euro e un massimo di 1.250.000 euro, elevabile a 1.875.000 euro per i progetti localizzati in zone assistite. Il progetto deve essere coerente con l'obiettivo della misura: far avanzare il livello di maturità tecnologica della soluzione innovativa, dal prototipo iniziale verso una validazione industriale.
L'erogazione del contributo avviene in massimo due tranche: un anticipo fino al 40% del contributo concesso, erogabile dopo l'ammissione a finanziamento, e un saldo finale a fronte della rendicontazione delle spese sostenute. È prevista una rideterminazione del contributo in funzione delle spese effettivamente rendicontate, con un tetto minimo del 40% delle spese approvate: al di sotto di questa soglia il progetto decade.
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Dotazione finanziaria totale | € 15.637.408,95 |
| Forma dell'agevolazione | Contributo a fondo perduto |
| Intensità massima di aiuto | 80% delle spese ammissibili |
| Contributo massimo (zone ordinarie) | € 1.000.000 |
| Contributo massimo (zone assistite 107(3)(c) TFUE) | € 1.500.000 |
| Investimento minimo del progetto | € 150.000 |
| Investimento massimo del progetto | € 1.250.000 (€ 1.875.000 in zone assistite) |
| Anticipo | Fino al 40% del contributo concesso |
| Tranche di erogazione | Massimo 2 |
| Rideterminazione contributo | Minimo 40% delle spese approvate |
| Regime di aiuto | Reg. UE 651/2014 GBER – esenzione |
Chi può partecipare: requisiti soggettivi delle startup beneficiarie
Possono presentare domanda le piccole imprese innovative che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso di tutti i requisiti previsti dalla DGR n. XII/6218/2026.
Il primo requisito è l'iscrizione alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative di cui al D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 e successive modificazioni. Non basta quindi essere una SRL con oggetto sociale innovativo: serve l'iscrizione formale alla sezione speciale, che il Registro delle Imprese tiene presso la Camera di Commercio territorialmente competente. La startup deve inoltre essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle Imprese.
Il secondo requisito è di natura temporale: la startup deve essere iscritta e attiva da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda. Possono partecipare anche le startup iscritte da non oltre 60 mesi, purché dimostrino di trovarsi ancora in fase di sviluppo tecnologico con un livello di maturità tecnologica pari o inferiore a TRL 6 (Technology Readiness Level 6), adeguatamente motivato e documentato in sede di presentazione della domanda. Questa estensione fino a 60 mesi è pensata per le startup che hanno avuto iter autorizzativi o raccolta capitali più lenti del previsto, ma che sono ancora nella fase di sviluppo tecnologico che la misura intende sostenere.
Il terzo requisito è negativo: la startup non deve essere quotata su un mercato regolamentato e non deve aver distribuito utili. Sono due indicatori tipici dell'early stage: una startup quotata non è più una startup, e una startup che distribuisce utili ha già raggiunto una maturità economica che esula dalla mission della misura.
Il quarto requisito riguarda la sede operativa in Lombardia: la startup deve avere una sede operativa presso cui svolgere le attività del progetto, oppure dichiarare l'intenzione di costituirne una entro la data di richiesta di erogazione del contributo. La sede deve essere attiva e localizzata in Lombardia.
La DGR prevede inoltre due requisiti negativi su operazioni societarie: la startup non deve aver rilevato l'attività di un'altra impresa, salvo che il fatturato dell'attività rilevata non rappresenti meno del 10% del fatturato dell'impresa ammissibile nell'esercizio precedente l'acquisizione; e non deve aver acquisito un'altra impresa né essere stata costituita mediante concentrazione, entro le stesse soglie del 10% del fatturato. La finalità è evitare che la misura finanzi operazioni di ristrutturazione societaria mascherate da attività di R&S. Il requisito della dimensione di impresa deve essere mantenuto fino alla data di concessione del contributo.
| Requisito | Condizione |
|---|---|
| Status giuridico | Piccola impresa (All. I Reg. UE 651/2014) |
| Iscrizione | Sezione speciale startup innovative (D.L. 179/2012) |
| Costituzione | Iscritta e attiva da non più di 36 mesi (o fino a 60 mesi con TRL ≤ 6) |
| Quotazione | Non quotata su mercati regolamentati |
| Utili | Non aver distribuito utili |
| Sede operativa | In Lombardia, esistente o da costituire entro la richiesta di erogazione |
| Acquisizioni | No rilevazione/acquisizione di altre imprese (salvo fatturato < 10%) |
Cosa si può finanziare: spese ammissibili e piano progettuale
La misura finanzia le spese direttamente funzionali allo sviluppo tecnologico del progetto, sostenute dopo la presentazione della domanda e coerenti con le attività previste dal piano progettuale. Non sono quindi rimborsabili le spese sostenute prima della domanda: una startup che ha già avviato le attività di validazione prima della pubblicazione dell'avviso attuativo deve pianificare con attenzione il timing della domanda.
Sono ammesse le seguenti categorie di spesa, secondo quanto anticipato da Assolombarda sui criteri della DGR n. XII/6218/2026.
La prima categoria riguarda gli investimenti in macchinari, attrezzature e hardware dedicati alla ricerca e sviluppo: strumentazione di laboratorio, dispositivi di test, attrezzature per la prototipazione, server e infrastruttura di calcolo dedicata al progetto. Sono ricompresi in questa voce anche gli acquisti di componenti e materiali per la prototipazione e il testing.
La seconda categoria riguarda il software e i servizi digitali: licenze software, servizi cloud, piattaforme SaaS specifiche per il progetto, strumenti di simulazione e modellazione, e l'acquisto di brevetti o licenze di proprietà intellettuale di terzi funzionali al progetto.
La terza categoria riguarda le consulenze tecnico-scientifiche: servizi di testing e certificazione, prototipazione avanzata, supporto specialistico per attività di ricerca e sviluppo, e supporto per la gestione della proprietà intellettuale (brevettazione, deposito marchi, ecc.). Sono ammesse anche le consulenze legali, tecniche ed economico-finanziarie, nel limite del 20% delle spese ammissibili: questa voce è particolarmente utile per supportare la rendicontazione e la conformità normativa del progetto.
La quarta e la quinta categoria sono calcolate in misura forfettaria, senza obbligo di rendicontazione analitica: le spese di personale sono riconosciute in misura forfettaria pari al 20% dei costi diretti, e i costi indiretti sono riconosciuti in misura forfettaria pari al 7% dei costi diretti. Questa impostazione è coerente con le semplificazioni previste dal PR FESR 2021-2027 e riduce significativamente il carico amministrativo della rendicontazione.
La DGR prevede che non sono ammesse fatture di importo inferiore a 1.000 euro: la startup deve quindi pianificare gli acquisti in modo da superare questa soglia minima, eventualmente accorpando più forniture in un unico ordine.
Giovanni Emmi, Dottore Commercialista:
"Le spese forfettarie per personale (20%) e costi indiretti (7%) sono una delle semplificazioni più importanti di questa misura. Una startup che spende 800.000 euro in costi diretti può contare su ulteriori 160.000 euro per personale e 56.000 euro per costi indiretti, senza dover rendicontare i singoli costi del personale o delle utenze. Questo permette di concentrare le risorse sull'attività tecnica del progetto, non sulla burocrazia della rendicontazione."
Come si selezionano i progetti: criteri di valutazione e graduatoria
La selezione dei progetti avviene tramite una procedura valutativa a graduatoria, non a sportello cronologico. Questo significa che le domande sono valutate in base alla qualità tecnica e alla strategicità del progetto, e non solo all'ordine di arrivo. La procedura si articola in due fasi.
La prima fase è l'istruttoria di ammissibilità formale: verifica che la startup soddisfi tutti i requisiti soggettivi (iscrizione sezione speciale, anzianità, dimensione, sede operativa, ecc.) e che la domanda contenga tutta la documentazione richiesta. Le domande che non superano l'istruttoria formale vengono escluse prima della valutazione tecnica.
La seconda fase è la valutazione tecnica, condotta da un Nucleo Tecnico di Valutazione sulla base di criteri oggettivi di qualità e innovazione del progetto. Il punteggio complessivo è di 100 punti, con possibilità di ulteriori 4 punti di premialità (per un massimo teorico di 104 punti). Le premialità riconosciute sono quattro: impresa Benefit (Legge 208/2015), coerenza con la Strategia regionale di specializzazione intelligente S3, sostenibilità ambientale documentata, e rilevanza della componente femminile o giovanile (almeno 20% delle quote societarie). Ciascuna premialità vale 2 punti.
I criteri di valutazione tecnica, previsti dalla DGR e approvati dal Comitato di Sorveglianza del PR FESR 2021-2027, sono articolati in quattro macroambiti:
- Qualità dell'operazione (0-30 punti): qualità progettuale in termini di coerenza con gli obiettivi del Programma FESR e risposta al bisogno di mercato (soglia minima 12 punti); replicabilità, scalabilità e trasferibilità del prodotto/servizio (0-20 punti); grado di innovazione rispetto allo stato dell'arte (0-20 punti).
- Qualità dell'organizzazione (0-30 punti, soglia minima 18): qualità tecnico-scientifica del team di progetto e capacità organizzativa e tecnico-gestionale in relazione agli obiettivi e al contenuto del progetto.
- Qualità economico-finanziaria del soggetto proponente (0-10 punti, soglia minima 6): modello revenues, posizionamento competitivo, sostenibilità ed economicità della proposta.
- Premialità (0-4 punti): impresa Benefit, coerenza S3, sostenibilità ambientale, genere/età.
La DGR prevede un punteggio minimo di 65/100 punti per l'ammissibilità: i progetti che non raggiungono questa soglia sono esclusi. Ciascuna startup può presentare una sola domanda.
Il termine massimo di conclusione del procedimento è di 120 giorni decorrenti dalla data di chiusura della finestra per la presentazione delle domande, termine che sarà stabilito nell'Avviso attuativo.
La DGR prevede una riserva specifica di €7.000.000 (pari a circa il 45% della dotazione complessiva) per i progetti che sviluppano soluzioni innovative volte, in via diretta e prevalente, alla resilienza, all'efficienza o all'autosfficienza energetica: una quota della dotazione sarà destinata in via prioritaria a questi progetti, secondo le disposizioni che saranno definite nell'Avviso attuativo. In caso di mancato utilizzo della quota riservata, le risorse torneranno nella disponibilità generale della dotazione per finanziare le altre startup utilmente collocate in graduatoria.
Iter procedurale: dalla DGR alla domanda
L'iter procedurale della misura si articola in più fasi, ciascuna con tempistiche definite.
Fase 1 – Pubblicazione della DGR.
La DGR n. XII/6218/2026 è stata pubblicata il 25 maggio 2026 e ha approvato i criteri applicativi della misura, la dotazione finanziaria di 15,6 milioni di euro, e il soggetto gestore. La DGR ha demandato a un dirigente regionale l'adozione dell'Avviso attuativo entro 90 giorni dall'approvazione.
Fase 2 – Pubblicazione dell'Avviso attuativo.
L'avviso sarà pubblicato sul BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia) e sul portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia, presumibilmente entro fine agosto 2026. Sarà questo il documento che fissa la data di apertura dello sportello, le modalità di presentazione della domanda, la documentazione da allegare, e ogni ulteriore dettaglio operativo.
Fase 3 – Apertura dello sportello.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente sulla piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia, utilizzando SPID, CNS o CIE e firma digitale del legale rappresentante. La piattaforma richiederà la compilazione di un form strutturato e il caricamento della documentazione tecnica e amministrativa.
Fase 4 – Istruttoria e graduatoria.
L'istruttoria di ammissibilità formale è svolta da Finlombarda S.p.A., che verifica la completezza della domanda e il possesso dei requisiti soggettivi. La valutazione tecnica è svolta da una commissione di esperti secondo i criteri della DGR. La graduatoria finale è pubblicata sulla piattaforma Bandi e Servizi e sul sito di Finlombarda.
Fase 5 – Erogazione.
Per i progetti ammessi, l'erogazione avviene in massimo due tranche: anticipo fino al 40% dopo la concessione, e saldo finale dopo la rendicontazione delle spese. Il progetto deve concludersi entro i termini previsti dall'Avviso attuativo e le spese devono essere rendicontate secondo le modalità che saranno specificate nell'avviso stesso.
⚠️ Tempistica critica: Considerando che l'avviso attuativo arriverà entro fine agosto 2026, è ragionevole aspettarsi un'apertura dello sportello tra fine agosto e fine settembre 2026, con una finestra di presentazione di alcuni mesi. Le startup che hanno già pronta la documentazione tecnica sul TRL raggiunto, il piano di sviluppo tecnologico, il business plan e la documentazione societaria aggiornata possono presentare la domanda nei primi giorni utili e massimizzare le probabilità di ammissione.
Come prepararsi da subito: cosa fare in attesa dell'avviso
La fase che precede l'apertura dello sportello è quella in cui le startup possono fare la differenza tra una domanda ammessa e una esclusa. I criteri della DGR n. XII/6218/2026 sono già noti, e su quei criteri è possibile lavorare per arrivare preparati alla pubblicazione dell'avviso attuativo.
Azione 1 – Verifica dei requisiti soggettivi.
La prima cosa da fare è verificare che la startup soddisfi tutti i requisiti soggettivi: iscrizione alla sezione speciale del Registro delle Imprese come startup innovativa, anzianità di costituzione non superiore a 36 mesi (o fino a 60 con TRL ≤ 6), assenza di quotazione, assenza di distribuzione di utili, presenza di sede operativa in Lombardia. Se uno di questi requisiti non è soddisfatto, la domanda verrà esclusa in istruttoria formale.
Azione 2 – Documentazione tecnica sul TRL.
Il cuore della domanda è la documentazione tecnica che descrive il livello di maturità tecnologica raggiunto (TRL) e il percorso di avanzamento previsto dal progetto. È opportuno preparare una descrizione dettagliata dello stato dell'arte della tecnologia, dei risultati già ottenuti, e del piano di sviluppo tecnologico che si intende realizzare con il contributo della misura. Per le startup con TRL superiore a 6 che intendono partecipare nella finestra dei 60 mesi, è essenziale motivare adeguatamente la permanenza in fase di sviluppo tecnologico.
Azione 3 – Business plan e modello di redditività.
La valutazione tecnica considera anche la qualità del modello di business e la sostenibilità economica del progetto nel medio periodo. Un business plan chiaro, con proiezioni di fatturato realistiche e milestones intermedie, è un elemento differenziante.
Azione 4 – Composizione del team.
La qualità del team imprenditoriale è un criterio esplicito di valutazione. È opportuno documentare le competenze tecniche e manageriali del team, le esperienze pregresse, e il coinvolgimento di figure chiave (advisor, mentor, partner tecnologici).
Azione 5 – Preventivi e piano di spesa.
Per ogni categoria di spesa ammissibile è opportuno raccogliere preventivi dettagliati dai fornitori, in modo da avere un piano di spesa realistico e congruente con i massimali previsti dalla DGR. Ricordiamo che l'investimento complessivo deve essere tra 150.000 e 1.250.000 euro (o 1.875.000 in zone assistite).
Azione 6 – Documentazione societaria aggiornata.
Visura camerale aggiornata, atto costitutivo, statuto vigente, composizione societaria, eventuali delibere di aumento di capitale o altri atti societari rilevanti.
Giovanni Emmi, Dottore Commercialista:
"Le startup che si candidano a misure come questa hanno spesso un'ottima preparazione tecnica ma una documentazione economico-amministrativa carente. Il consiglio è di avviare da subito un check-up con il commercialista per allineare la documentazione tecnica, societaria e di rendicontazione. Quando l'avviso attuativo sarà pubblicato, la finestra di presentazione sarà probabilmente breve, e le domande incomplete o carenti verranno escluse prima ancora della valutazione tecnica."
Errori da evitare nella preparazione della domanda
Il primo errore è sottovalutare i requisiti soggettivi. Molte startup ritengono di essere "innovative" senza essere iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. L'iscrizione alla sezione speciale è un requisito formale non derogabile: senza, la domanda viene esclusa in istruttoria.
Il secondo errore è non documentare adeguatamente il TRL. La DGR richiede una descrizione dettagliata del livello di maturità tecnologica raggiunto e del percorso di avanzamento. Una descrizione generica del tipo "la nostra startup è early stage" non è sufficiente: servono evidenze concrete dei risultati ottenuti (prototipi funzionanti, test effettuati, pubblicazioni, brevetti, ecc.) e del piano per arrivare al livello successivo.
Il terzo errore è sovrastimare il piano di spesa. La DGR prevede che il progetto preveda un investimento tra 150.000 e 1.250.000 euro (1.875.000 nelle zone assistite). Un piano di spesa gonfiato non solo riduce la credibilità del progetto, ma espone la startup al rischio di non riuscire a rendicontare le spese e quindi alla decadenza del contributo.
Il quarto errore è presentare la domanda in modo affrettato. La procedura è a graduatoria, non a sportello cronologico: la qualità della domanda conta più della velocità di presentazione. Una domanda presentata con qualche settimana di ritardo ma con documentazione completa e progetto solido ha maggiori probabilità di ammissione rispetto a una domanda affrettata e carente.
Il quinto errore è sottovalutare l'importanza della rendicontazione. La DGR prevede forfettari per personale (20%) e costi indiretti (7%), ma le spese dirette devono essere rendicontate analiticamente. La startup deve dotarsi di un sistema di tracciamento delle spese e di archiviazione della documentazione (fatture, contratti, pagamenti) fin dall'inizio del progetto.
Domande frequenti sul Bando Sviluppo Tecnologico Startup Innovative Lombardia 2026
Quando sarà pubblicato l'avviso attuativo?
La DGR prevede che l'avviso venga pubblicato entro 90 giorni dall'approvazione della DGR, avvenuta il 25 maggio 2026. È quindi ragionevole attendersi la pubblicazione entro fine agosto 2026. La data esatta sarà comunicata sul portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia e sul BURL.
Posso partecipare se la mia startup è iscritta da più di 36 mesi?
Sì, a condizione che sia iscritta da non oltre 60 mesi e che dimostri di trovarsi ancora in fase di sviluppo tecnologico con un livello di maturità tecnologica pari o inferiore a TRL 6, adeguatamente motivato e documentato. Per le startup oltre i 36 mesi il TRL è quindi un criterio sostanziale da documentare con particolare cura.
Cosa succede se la mia startup non ha ancora una sede operativa in Lombardia?
La DGR prevede che la startup possa dichiarare l'intenzione di costituirne una entro la data di richiesta di erogazione del contributo. È quindi possibile presentare la domanda senza sede operativa al momento della presentazione, purché la sede venga costituita prima della richiesta di erogazione.
Il contributo è compatibile con altre agevolazioni pubbliche?
Il contributo è concesso in regime di Regolamento GBER (Reg. UE 651/2014) e si cumula con altre agevolazioni secondo le regole del GBER. Non si applica il regime de minimis per questo contributo. È opportuno verificare caso per caso la compatibilità con altre agevolazioni già ottenute o in corso di ottenimento, anche alla luce dei massimali GBER previsti per il triennio.
Posso presentare domanda per più progetti con la stessa startup?
No. La DGR prevede espressamente che ciascun soggetto richiedente può presentare una sola domanda. Se la startup ha più idee progettuali, deve scegliere il progetto più maturo e meglio documentabile ai fini della valutazione tecnica.
Quali sono i criteri di valutazione tecnica?
La DGR prevede una valutazione basata sulla qualità e innovazione del progetto, sulla qualità del team e sul modello di business. Il punteggio minimo per l'ammissibilità è di 65/100 punti. I criteri specifici e i pesi saranno dettagliati nell'Avviso attuativo.
Cosa si intende per "zone assistite" ai fini del massimale di 1,5 milioni?
Sono le aree del territorio lombardo che, ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE, sono ammesse alla carta degli aiuti di stato a finalità regionale. La mappa delle zone assistite è periodicamente aggiornata dalla Regione e pubblicata sul sito di Regione Lombardia. La startup deve verificare preventivamente che la propria sede operativa (o quella che intende costituire) ricada in una di queste zone per poter beneficiare del massimale più alto.
Il contributo copre anche le spese di personale dipendente della startup?
Sì, in misura forfettaria pari al 20% dei costi diretti, senza obbligo di rendicontazione analitica. Non sono quindi rendicontabili le singole buste paga del personale, ma il forfettario viene calcolato automaticamente come percentuale delle spese dirette rendicontate.
Che differenza c'è tra questa misura e Smart&Start Italia?
Smart&Start Italia è la misura nazionale di Invitalia che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative con un finanziamento a tasso zero fino all'80% delle spese (più contributo a fondo perduto fino al 30% nel Mezzogiorno) su progetti tra 100.000 e 1.500.000 euro. La misura lombarda è complementare: ha una dotazione più contenuta (15,6 milioni vs centinaia di milioni nazionali) ma un'intensità di aiuto più alta (80% fino a 1 milione) ed è specificamente focalizzata sull'avanzamento del TRL. Una startup può valutare di partecipare a entrambe le misure se i progetti sono coerenti con i rispettivi criteri.
Hai bisogno di assistenza per preparare la domanda sul Bando Lombardia Startup Innovative 2026?
La misura è una delle più significative a livello nazionale per il sostegno pubblico alle startup innovative in fase early stage, ma richiede una preparazione accurata della documentazione tecnica, societaria e di rendicontazione. Una domanda incompleta o un piano progettuale debole compromettono l'accesso al contributo anche per progetti con un reale potenziale tecnologico.
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Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026. Dati riferiti alla DGR n. XII/6218 del 25 maggio 2026. La data di apertura dello sportello e gli eventuali aggiornamenti dei criteri saranno oggetto di aggiornamento alla pubblicazione dell'Avviso attuativo sul BURL e sul portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia.







