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Guide pratiche
14/05/2026
13 min
SRLOnline

Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 per SRL: guida completa

Tutto sul Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 per SRL: cos'è, come funziona, quanto si risparmia, quando conviene aderire e quando no. Guida pratica per imprenditori.

Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 per SRL: guida completa
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14/05/2026
13 min
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In breve

  • il Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 è un accordo col Fisco: si stabilisce in anticipo quante tasse pagare per due anni, e se la SRL guadagna di più il surplus non viene tassato;
  • la scadenza legale per aderire è il 30 settembre 2026; è in corso di perfezionamento una proroga al 31 ottobre (con slittamento al 3 novembre per il sabato), ma al momento della pubblicazione non è ancora norma definitiva;
  • il rischio principale è l'inverso: se la SRL guadagna meno del previsto, le tasse si pagano comunque sull'importo concordato.

Il Concordato Preventivo Biennale è uno di quegli strumenti fiscali che sulla carta sembrano complicati ma nascondono un'idea semplice: puoi accordarti con il Fisco su quanto pagare di tasse per i prossimi due anni, prima ancora di sapere quanto guadagnerai. Se poi guadagni di più, tieni il surplus senza pagare un euro in più. Se guadagni di meno, le tasse concordate le paghi lo stesso.

Per il biennio 2026-2027 possono aderire le SRL che ogni anno compilano gli ISA — gli indici con cui l'Agenzia delle Entrate misura l'affidabilità fiscale delle imprese. La scadenza legale è il 30 settembre 2026, anche se è in corso di approvazione una proroga al 31 ottobre. È uno strumento che può far risparmiare migliaia di euro, ma solo se si aderisce con le previsioni giuste sulla propria attività.

Cos'è il Concordato Preventivo Biennale in parole semplici

Ogni anno le SRL dichiarano al Fisco quanto hanno guadagnato e pagano le tasse su quella cifra. Con il CPB il meccanismo si capovolge: è il Fisco a proporre una cifra di reddito su cui pagare le tasse per i prossimi due anni, calcolata in base ai dati degli anni passati e all'andamento del settore.

Se si accetta la proposta, ci si impegna a pagare le tasse su quella cifra — né di più, né di meno — indipendentemente da quanto la SRL guadagnerà davvero nel 2026 e nel 2027. Il vantaggio è immediato se si prevede una crescita: tutto il reddito che supera la soglia concordata resta in tasca, senza ulteriori imposte. Lo svantaggio è altrettanto immediato se il business va male: si pagano comunque le tasse sulla cifra concordata, anche se l'utile reale è inferiore.

Il CPB non è una sanatoria né un condono. È semplicemente un patto fiscale con orizzonte biennale, pensato per dare certezza fiscale alle imprese che hanno un andamento prevedibile e voglia di pianificare.

Chi può aderire e chi è escluso

Possono aderire al CPB 2026-2027 le SRL soggette agli ISA: in pratica quasi tutte le SRL operative che svolgono attività d'impresa e compilano ogni anno gli indici sintetici di affidabilità fiscale. Non serve aver ottenuto un punteggio ISA alto negli anni scorsi: anche chi ha avuto risultati bassi può presentare domanda.

Sono invece escluse dal concordato le SRL in liquidazione, quelle con debiti col Fisco o con l'INPS scaduti e non pagati superiori a 5.000 euro, quelle che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in almeno uno degli ultimi tre anni e quelle i cui titolari o amministratori abbiano subito condanne definitive per reati fiscali gravi. Dal 2025 sono esclusi anche i titolari di partita IVA forfettaria, salvo chi nel 2024 ha superato i 100.000 euro di incassi uscendo dal regime agevolato.

Come il Fisco calcola la proposta

La cifra che il Fisco propone come reddito concordato non è casuale. Viene calcolata da un software dell'Agenzia delle Entrate — chiamato "Il tuo ISA 2026 CPB" — a partire dai dati dell'ultimo anno (ricavi, costi, dipendenti, settore di attività) e da quattro elementi: il punteggio ISA ottenuto nel 2025, l'andamento economico degli ultimi tre anni, i valori medi del settore e le previsioni macroeconomiche per il 2026-2027.

Il risultato è una proposta di reddito elaborata dal software applicando riduzioni percentuali alla proposta "teorica" calcolata dall'Agenzia, in base al punteggio ISA: chi ha un ISA alto ottiene uno sconto maggiore sulla proposta, perché è già considerato affidabile. Chi ha un ISA basso riceve invece una proposta più vicina al valore teorico massimo. Le riduzioni garantite dalla norma sono:

Punteggio ISA 2025 Riduzione sulla proposta teorica
ISA = 10 −25%
tra 8 e 10 −15%
tra 6 e 8 −10%
sotto 6 tetto in iter legislativo (verificare con il commercialista)

Nel 2026 l'adeguamento è solo parziale — circa la metà dello scarto tra il reddito attuale e quello "ideale" — mentre nel 2027 l'adeguamento sarà completo. In ogni caso la proposta non può scendere sotto i 2.000 euro di reddito.

Quanto si risparmia davvero

Il risparmio concreto del CPB ha due facce. La prima riguarda il reddito in eccesso: tutto ciò che la SRL guadagna oltre la soglia concordata non viene tassato. Con un'aliquota IRES del 24% più IRAP, ogni 10.000 euro di reddito non tassato vale circa 2.800 euro di imposte risparmiate.

La seconda riguarda l'imposta sostitutiva agevolata sul reddito in crescita rispetto all'anno precedente. In pratica, la parte di reddito concordato che supera quello del 2025 viene tassata con aliquote ridotte invece dell'IRES ordinaria al 24%: il 10% per chi ha ISA 8 o superiore, il 12% tra 6 e 8, il 15% sotto il 6. Questo beneficio si applica però solo fino a un massimo di 85.000 euro di incremento; oltre quella soglia torna l'aliquota ordinaria.

Punteggio ISA Aliquota agevolata Fino a
ISA ≥ 8 10% €85.000 di incremento
6 ≤ ISA < 8 12% €85.000 di incremento
ISA < 6 15% €85.000 di incremento

Per una SRL con ISA 8 o superiore che concorda un incremento di reddito di 50.000 euro rispetto al 2025, il risparmio rispetto all'IRES ordinaria è di circa 7.000 euro (14 punti percentuali su 50.000 euro).

I vantaggi oltre al risparmio fiscale

Chi aderisce al CPB ottiene un beneficio che vale quasi quanto il risparmio fiscale: per il biennio 2026-2027 la SRL è esclusa dai controlli fiscali ordinari. L'Agenzia delle Entrate non può aprire accertamenti sul reddito di quei due anni, salvo che non si verifichino gravi irregolarità. Per molti imprenditori, non dover più temere verifiche o cartelle a sorpresa per due anni è un valore concreto, anche in termini di serenità operativa.

C'è anche un vantaggio pratico immediato: chi ha il CPB è esentato dall'obbligo di far vistare alcune pratiche fiscali da un professionista. Le compensazioni IVA fino a 70.000 euro e i crediti fiscali fino a 50.000 euro non richiedono il visto di conformità, con un risparmio diretto sulle spese del commercialista.

Sul piano della gestione aziendale, sapere in anticipo quanto si pagherà di tasse per due anni rende più semplice pianificare investimenti, richiedere finanziamenti e gestire la liquidità. È un elemento che alcune banche e finanziatori considerano positivamente nella valutazione del merito creditizio.

I rischi concreti da non sottovalutare

Il primo rischio è quello già citato: se il business va peggio del previsto, le tasse concordate si pagano comunque. Una SRL che ha concordato 150.000 euro di reddito e chiude il 2026 con 90.000 euro paga comunque le tasse su 150.000 euro — un aggravio di circa 14.000 euro rispetto a quanto avrebbe pagato in regime normale.

Il secondo rischio riguarda le agevolazioni per investimenti. Se la SRL ha in programma di acquistare macchinari o software con Transizione 5.0 o l'iperammortamento, quegli investimenti in regime ordinario avrebbero ridotto le tasse da pagare. Con il CPB il reddito è già fissato e queste riduzioni non abbattono ulteriormente il concordato. Chi ha investimenti importanti pianificati per il biennio deve valutare con attenzione se il CPB non vanifichi parte di questi benefici.

Il terzo elemento da tenere sotto controllo è la decadenza: se emergono irregolarità gravi — dichiarazioni false, omissioni, reati fiscali — il concordato decade e l'Agenzia delle Entrate può riaprire i controlli su tutti i periodi coperti, con sanzioni aggiuntive. La decadenza non scatta per un semplice errore contabile, ma è un rischio da considerare per chi ha situazioni fiscali complesse.

Il concordato può invece cessare senza conseguenze — senza pagare tasse extra e senza sanzioni — se i ricavi dichiarati calano in modo rilevante per cause straordinarie: catastrofi naturali, danni gravi ai locali, perdita improvvisa del cliente principale. La soglia di calo che giustifica la cessazione è il 30% dei ricavi concordati secondo la norma generale; la metodologia specifica 2026-2027 prevede invece una soglia del 50%, quindi va verificato con il proprio commercialista quale soglia si applica al caso concreto. In ogni caso la causa straordinaria va documentata con cura.

La cessazione automatica scatta invece se i ricavi superano 7.746.853 euro (pari a 1,5 volte il limite ISA di 5.164.569 euro): oltre questa soglia il concordato si interrompe indipendentemente dalla volontà del contribuente.

Quando conviene aderire e quando no

Il CPB conviene quando la SRL ha previsioni di crescita solide per il 2026-2027: nuovi contratti già firmati, espansione in nuovi mercati, aumento della domanda nel settore. In questi casi il reddito effettivo supererà quello concordato e il surplus resterà esentasse. Conviene anche a chi ha un buon punteggio ISA e vuole consolidare i benefici premiali, o a chi vuole semplicemente due anni senza il pensiero dei controlli fiscali.

Non conviene quando il business è volatile o difficile da prevedere: attività stagionali, settori in difficoltà, mercati instabili. Non conviene nemmeno a chi ha in programma investimenti significativi che ridurrebbero il reddito imponibile ordinario. E non conviene alle SRL di recente costituzione, per cui i dati storici sono pochi e la proposta del software potrebbe non riflettere l'andamento reale dell'attività.

La regola pratica è semplice: se si stima di guadagnare almeno il 15-20% in più rispetto alla proposta del Fisco, l'adesione ha senso. Se le previsioni sono incerte o al ribasso, è meglio restare nel regime ordinario.

Come funziona la procedura in pratica

La procedura non richiede di fare nulla di speciale: è il commercialista che, nella preparazione della dichiarazione annuale dei redditi, utilizza il software dell'Agenzia delle Entrate per calcolare la proposta e — se si decide di aderire — la include nella dichiarazione. Non ci sono domande separate da presentare, non ci sono pratiche aggiuntive da avviare.

Il passaggio chiave, prima della scadenza del 2 novembre 2026, è sedersi con il proprio commercialista, guardare i numeri attesi per i prossimi due anni e confrontarli con la proposta calcolata dal software. Se la proposta è conveniente, si accetta. Se non lo è, si continua con il regime normale senza nessuna penalità.

Una volta aderito, è utile tenere monitorato l'andamento dei ricavi durante l'anno: se qualcosa di straordinario dovesse far crollare i ricavi in modo significativo (soglia del 30% per la norma generale, 50% per la metodologia 2026-2027), è importante saperlo in tempo per valutare la cessazione del concordato con il proprio commercialista.


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SRLOnline consiglia: confronta prima di decidere

La scelta di aderire al concordato va fatta confrontando la proposta del Fisco con una stima concreta dell'andamento atteso della tua SRL nel biennio. Non è una decisione che si prende in autonomia: serve l'analisi del commercialista e, se hai investimenti pianificati, anche una valutazione del loro impatto fiscale.

Per approfondire

Domande frequenti

Il Concordato Preventivo Biennale vale per tutte le SRL?

No. Possono aderire le SRL che compilano ogni anno gli ISA (indici sintetici di affidabilità fiscale). Sono escluse le SRL in liquidazione, quelle con debiti col Fisco superiori a 5.000 euro non pagati e quelle che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi negli ultimi tre anni.

Se guadagno di più del previsto, pago tasse extra?

No, è il principale vantaggio del CPB. Se la SRL guadagna più del reddito concordato, la parte in eccesso non viene tassata. Le tasse si pagano solo sulla cifra che si è concordata all'inizio.

Se guadagno di meno del previsto, posso pagare meno tasse?

In linea generale no: le tasse si pagano comunque sulla cifra concordata. Esiste però un'eccezione per eventi straordinari e documentati (catastrofi, danni gravi ai locali, perdita improvvisa del principale cliente): in quel caso il concordato può cessare senza sanzioni se i ricavi calano in modo rilevante. La soglia è il 30% dei ricavi concordati secondo la norma generale, ma la metodologia specifica 2026-2027 prevede il 50%: è un punto da chiarire col proprio commercialista.

Chi si occupa concretamente della procedura?

Il commercialista gestisce tutto nell'ambito della normale dichiarazione annuale dei redditi, compilando il Quadro P del modello CPB (diverso dal Quadro CP, che riguarda invece chi era già in concordato nel biennio precedente). Non ci sono pratiche separate da avviare. Il passaggio chiave è la valutazione preventiva della convenienza, da fare insieme prima della scadenza del 30 settembre 2026 (o della proroga, se confermata).

Il CPB è compatibile con i bonus per gli investimenti?

Tecnicamente sì, ma con un'importante limitazione: gli investimenti che in regime ordinario avrebbero ridotto le tasse (come Transizione 5.0 o l'iperammortamento) non abbattono il reddito già concordato. Chi ha investimenti importanti pianificati nel biennio deve valutare attentamente se convenga di più aderire al CPB o sfruttare appieno le agevolazioni per gli investimenti.

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Membro del team SRLonline, specializzato in consulenza aziendale e servizi per SRL.

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