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Resto al Sud vs Smart&Start Italia 2026: quale incentivo scegliere?

Resto al Sud o Smart&Start? Confronta requisiti, importi, percentuali. Scopri quale incentivo scegliere per la tua startup al Sud nel 2026.

Resto al Sud vs Smart&Start Italia 2026: quale incentivo scegliere?
Bandi e incentivi07/01/202625 minRedazione SRLOnline

Il bando Resto al Sud è gestito da Invitalia

Fondo Perduto Garantito
Agevolazione Nazionale
Finanziamento fino al 90%
Bandi e incentivi
07/01/2026
25 min
Redazione SRLOnline

Scegliere tra Resto al Sud 2.0 e Smart&Start Italia è una delle decisioni più critiche per un giovane imprenditore del Mezzogiorno. Da un lato c'è il Resto al Sud 2.0, con i suoi 50.000 euro a fondo perduto e procedure semplificate, riservato agli under 35. Dall'altro c'è Smart&Start Italia, che permette di accedere fino a 1,5 milioni di euro con un finanziamento a tasso zero, aperto a tutti senza limiti di età, ma riservato alle startup innovative. Due strumenti profondamente diversi, che rispondono a esigenze imprenditoriali altrettanto diverse: il primo è più adatto alle attività tradizionali o a chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale, il secondo a chi ha un progetto ad alto contenuto tecnologico e ambizioni di crescita rapida.

La differenza principale non sta solo negli importi, ma nella logica dei due incentivi. Il Resto al Sud 2.0 è una misura di politica attiva del lavoro: sostiene la nascita di nuove imprese per contrastare la disoccupazione giovanile e lo spopolamento del Mezzogiorno. Smart&Start Italia, invece, è una misura di politica industriale: favorisce la nascita e la crescita di startup innovative ad alto contenuto tecnologico, indipendentemente dall'età del fondatore, con un focus particolare sulla scalabilità e sull'accesso ai mercati internazionali. Comprendere questa differenza è essenziale per fare la scelta giusta e evitare di presentare una domanda destinata all'esclusione.

In breve

  • il Resto al Sud 2.0 è ideale per under 35 che avviano attività tradizionali con investimenti fino a 200.000 euro;
  • Smart&Start Italia finanzia fino a 1,5 milioni di euro le startup innovative, senza limiti di età;
  • la scelta dipende dal tipo di attività, dall'importo necessario e dal piano di sviluppo dell'impresa.

Tabella comparativa veloce

Prima di entrare nel dettaglio dei due incentivi, è utile avere una visione d'insieme delle loro caratteristiche principali. La tabella seguente mette a confronto gli aspetti più rilevanti, dai requisiti di accesso agli importi massimi finanziabili, passando per le percentuali di fondo perduto e le tempistiche di valutazione. Questa panoramica permette di identificare subito quale strumento potrebbe essere più adatto al proprio progetto imprenditoriale.

Caratteristica Resto al Sud 2.0 Smart&Start Italia
Età 18-35 anni (under 35) Nessun limite
Territorio 8 regioni Sud + cratere sismico Tutta Italia
Forma societaria Tutte (anche ditta individuale) Solo startup innovative
Importo massimo 200.000 € 1.500.000 €
Fondo perduto 75% (≤120k), 70% (120-200k) 30% (solo Sud)
Tasso zero No 80-90% (8-10 anni)
Scadenza A esaurimento fondi (356,4M€) Sportello aperto
Valutazione Cronologica (90 giorni) Merito tecnico

Cos'è Resto al Sud 2.0 in sintesi

Il Resto al Sud 2.0 è l'evoluzione del vecchio Resto al Sud, lo strumento che ha permesso di finanziare oltre 19.000 progetti dal 2018 al 2025. La nuova versione, operativa dal 15 ottobre 2025 con una dotazione di 356,4 milioni di euro, introduce alcune novità importanti rispetto al passato. La platea dei beneficiari è stata ampliata: non solo under 35 disoccupati o inattivi, ma anche i disoccupati iscritti al programma GOL e i working poor (lavoratori con reddito inferiore a 6.000 euro annui). Le agevolazioni sono strutturate in due forme alternative: un voucher a fondo perduto fino a 50.000 euro o un contributo più elevato per progetti strutturati.

Il voucher è la forma più semplice e immediata: copre al 100% le spese ammissibili fino a 40.000 euro, elevabili a 50.000 in caso di progetti innovativi, digitali o sostenibili. Non è richiesto alcun cofinanziamento e l'importo viene erogato in due tranche: un anticipo del 50% e il saldo a realizzazione delle spese. Il voucher è particolarmente adatto a progetti di dimensioni ridotte, che non richiedono investimenti significativi in ristrutturazioni o attrezzature pesanti. Le tempistiche sono contenute: l'investimento deve essere realizzato entro 9 mesi (estendibili a 12) dall'ammissione.

Per progetti più ambiziosi è possibile accedere al contributo per programmi strutturati. In questo caso il fondo perduto è del 75% per programmi di investimento fino a 120.000 euro e del 70% per importi tra 120.000 e 200.000 euro. Il cofinanziamento a carico del richiedente (rispettivamente il 25% e il 30%) può essere coperto con finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Le tempistiche sono più lunghe: l'investimento deve essere realizzato entro 16 mesi (estendibili a 20) dall'ammissione. È la forma più adatta a chi intende avviare un'attività che richiede investimenti significativi in immobili, macchinari o attrezzature.

Vantaggi principali del Resto al Sud 2.0

Il Resto al Sud 2.0 presenta vantaggi significativi che lo rendono particolarmente attraente per i giovani imprenditori del Mezzogiorno. Il primo è senza dubbio la velocità di valutazione: le domande vengono esaminate entro 90 giorni in base all'ordine cronologico di presentazione, senza graduatorie né valutazioni basate sul merito tecnico del progetto. Questo significa che il primo che presenta una domanda completa e coerente ha ottime possibilità di ottenere il finanziamento, indipendentemente dalla qualità del business plan. È un sistema che premia la tempestività e l'organizzazione.

Un secondo vantaggio riguarda l'elevata percentuale di fondo perduto. Fino al 75% delle spese ammissibili può essere coperto da contributi a fondo perduto, una delle percentuali più elevate tra gli incentivi nazionali. Questo riduce in modo significativo l'esborso iniziale richiesto all'imprenditore e limita il ricorso al credito bancario. È un aspetto particolarmente importante per chi non ha garanzie o non vuole accollarsi mutui nei primi anni di attività.

Il terzo vantaggio è la semplificazione della procedura. Non è richiesta un'iscrizione preventiva come startup innovativa né il possesso di requisiti tecnologici specifici. Basta possedere i requisiti anagrafici (under 35) e professionali (nessuna partita IVA attiva negli ultimi 24-36 mesi nello stesso settore) e presentare un business plan che dimostri la fattibilità del progetto. È un approccio accessibile anche a chi non ha esperienza imprenditoriale pregressa.

Limitazioni principali del Resto al Sud 2.0

Tuttavia, il Resto al Sud 2.0 presenta anche limitazioni che è conoscere prima di orientarsi verso questo strumento. La prima è ovviamente il limite di età: under 35 significa che chi ha compiuto 36 anni non può accedervi. È una condizione tassativa, senza eccezioni o deroghe, che ha creato non poche difficoltà a potenziali imprenditori che si sono trovati a pochi giorni dal compimento del trentacinquesimo anno con il progetto quasi pronto.

La seconda limitazione riguarda l'importo massimo finanziabile: 200.000 euro di programma di spesa, con un fondo perduto massimo di circa 150.000 euro. Per molte attività tradizionali questo importo è sufficiente, ma per progetti che richiedono investimenti più significativi (ad esempio un laboratorio di analisi, una fabbrica di trasformazione alimentare, un centro di elaborazione dati) il Resto al Sud 2.0 potrebbe non bastare. In questi casi è necessario cercare altre fonti di finanziamento o integrare il contributo con risorse proprie.

La terza limitazione riguarda i settori esclusi: l'agricoltura, la pesca e l'acquacoltura non sono ammessi. È una limitazione significativa in un'area come il Mezzogiorno, dove questi settori rappresentano una parte importante dell'economia. Tuttavia, esistono altri incentivi specifici per questi settori (come il PSRN per l'agricoltura), cui i potenziali imprenditori possono indirizzarsi.

Cos'è Smart&Start Italia in sintesi

Smart&Start Italia

è lo strumento di riferimento per le startup innovative ad alto contenuto tecnologico. Gestito da Invitalia e promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, finanzia l'avvio e lo sviluppo di startup innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi, iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese. A differenza del Resto al Sud 2.0, non prevede limiti di età e non è geograficamente limitato al Mezzogiorno, anche se per le startup con sede nel Centro-Sud è previsto un contributo a fondo perduto aggiuntivo del 30%.

Le agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso zero dell'80% delle spese ammissibili. La percentuale può salire al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se è presente un dottore di ricerca impegnato all'estero. Il finanziamento deve essere restituito in 10 anni, di cui i primi due di pre-ammortamento: in pratica, per i primi due anni non si restituisce nulla, poi si restituisce l'importo residuo in 8 rate annuali. Non è richiesta alcuna garanzia, né interessi, rendendo questo strumento particolarmente vantaggioso.

Per le startup con sede nel Centro-Sud Italia è previsto un contributo a fondo perduto aggiuntivo del 30% delle spese ammissibili. In pratica, se una startup con sede in Campania presenta un progetto di investimento di 100.000 euro, otterrà un finanziamento a tasso zero di 80.000 euro e un contributo a fondo perduto di 30.000 euro. L'importo massimo finanziabile è di 1,5 milioni di euro, rendendo Smart&Start Italia lo strumento più importante per le startup innovative che puntano su progetti di dimensioni significative.

Vantaggi principali di Smart&Start Italia

Smart&Start Italia offre vantaggi significativi per chi ha un progetto innovativo e ambizioni di crescita. Il primo è l'assenza di limiti di età: a differenza del Resto al Sud 2.0, non ci sono vincoli anagrafici. Questo significa che un imprenditore di 40 o 50 anni può accedere alle agevolazioni, a condizione che costituisca una startup innovativa. È una caratteristica importante in un contesto come quello italiano, dove l'età media degli imprenditori è spesso superiore ai 35 anni.

Il secondo vantaggio riguarda l'importo massimo finanziabile: fino a 1,5 milioni di euro, una cifra decisamente superiore ai 200.000 euro del Resto al Sud 2.0. Questo permette di finanziare progetti che richiedono investimenti significativi in ricerca e sviluppo, infrastrutture tecnologiche, espansione sui mercati internazionali. È lo strumento ideale per startup che puntano a una crescita rapida e che necessitano di risorse consistenti per scalare il proprio modello di business.

Il terzo vantaggio è la flessibilità delle spese ammissibili: rientrano nell'elenco il personale dipendente o collaboratori, le quote di ammortamento per beni materiali e immateriali, i canoni di locazione, le utenze, le spese di marketing, i servizi di consulenza e formazione. È un elenco molto più ampio rispetto al Resto al Sud 2.0, che esclude il personale dipendente e pone limiti precisi ad alcune categorie di spesa. Questa flessibilità rende Smart&Start Italia adatto a startup con modelli di business basati principalmente sui servizi e sul capitale umano.

Limitazioni principali di Smart&Start Italia

Tuttavia, Smart&Start Italia presenta anche limitazioni che è conoscere. La prima riguarda i requisiti di accesso: non è sufficiente voler costituire una startup, ma è necessario iscriversi alla sezione speciale del Registro delle imprese come startup innovativa. L'iscrizione richiede il rispetto di almeno una delle seguenti condizioni: almeno due terzi del fatturato deriva dalla vendita di prodotti o servizi ad alto contenuto innovativo; oppure almeno il 15% dei costi totali è costituito da spese per personale altamente qualificato; oppure l'impresa è titolare o depositaria di almeno un brevetto registrato.

La seconda limitazione riguarda la valutazione basata sul merito tecnico: a differenza del Resto al Sud 2.0, le domande non sono esaminate in ordine cronologico, ma valutate in base alla qualità del progetto imprenditoriale. Questo significa che anche presentando la domanda per prima, non c'è garanzia di ottenere il finanziamento se il progetto non è giudicato innovativo o fattibile. La valutazione considera l'originalità dell'idea, le competenze del team, il potenziale di mercato, la solidità del piano economico-finanziario.

La terza limitazione riguarda la complessità della procedura: l'iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese come startup innovativa richiede il rispetto di requisiti specifici e l'ottenimento di un parere favorevole da parte della Camera di Commercio. Inoltre, la valutazione della domanda richiede un business plan molto dettagliato, con un'analisi di mercato approfondita, proiezioni finanziarie a 5 anni e una descrizione accurata del modello di business. È una procedura più complessa rispetto a quella del Resto al Sud 2.0, che richiede tempi e competenze specifiche.

Quando scegliere Resto al Sud 2.0

Il Resto al Sud 2.0 è la scelta ideale per chi ha un'età compresa tra i 18 e i 35 anni e vuole avviare un'attività tradizionale: un bar, un ristorante, un negozio, un laboratorio artigianale, uno studio professionale. È lo strumento giusto anche per chi non ha esperienza imprenditoriale pregressa e vuole affacciarsi al mondo del lavoro autonomo per la prima volta. La procedura semplificata e la valutazione cronologica riducono il rischio di esclusione e permettono di ottenere il finanziamento in tempi relativamente brevi (90 giorni).

Un altro caso in cui il Resto al Sud 2.0 è la scelta migliore riguarda i progetti con investimenti limitati, fino a 200.000 euro. Se il piano di investimento prevede spese per 50.000-100.000 euro, il Resto al Sud 2.0 offre una copertura a fondo perduto molto elevata (fino al 75%) con una procedura più semplice rispetto a Smart&Start Italia. Inoltre, non è richiesta l'iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese come startup innovativa, un requisito che può essere difficile da soddisfare per alcune attività.

Il Resto al Sud 2.0 è inoltre la scelta obbligata per chi vuole avviare un'attività nei settori tradizionali che non rientrano nella definizione di startup innovativa: commercio al dettaglio, ristorazione, artigianato tradizionale, servizi alla persona. Queste attività non possono accedere a Smart&Start Italia, anche se innovano in qualche aspetto (ad esempio un bar che utilizza sistemi di pagamento digitali o un ristorante che offre servizi di delivery tramite app).

Esempio pratico: apertura di un bar in Sicilia

Per comprendere meglio quando il Resto al Sud 2.0 è la scelta migliore, consideriamo il caso di Marco, un 30enne di Palermo che vuole aprire un bar nel centro storico della città. Marco ha elaborato un business plan che prevede un investimento iniziale di 80.000 euro per l'acquisto di arredi, attrezzature, sistemi di cassa, impianto audio e piccoli lavori di ristrutturazione del locale. Marco è disoccupato da più di 12 mesi e ha identificato nel Resto al Sud 2.0 lo strumento più adatto al suo progetto.

Per il bar di Marco, le spese ammissibili sarebbero: arredi e attrezzature (bancone, tavoli, sedie, scaffalature) per circa 30.000 euro; impianto audio e luci per 10.000 euro; sistemi di cassa e software gestionale per 5.000 euro; piccoli lavori di ristrutturazione per 15.000 euro; capitale circolante iniziale per l'acquisto di materie prime per 20.000 euro. Il totale è di 80.000 euro, perfettamente in linea con il massimale del voucher elevabile a 50.000 euro per progetti innovativi o sostenibili.

Marco sceglie il voucher perché il suo progetto non richiede investimenti significativi in ristrutturazioni e attrezzature pesanti. Presenta domanda online attraverso la piattaforma di Invitalia, allegando il business plan, i preventivi dettagliati per le spese previste e la documentazione che attesta il possesso dei requisiti. La valutazione avviene entro 90 giorni e, essendo il primo in ordine cronologico con un progetto coerente e ben strutturato, Marco ottiene il voucher di 50.000 euro, che gli permette di avviare l'attività con un cofinanziamento limitato a 30.000 euro.

Se Marco avesse scelto Smart&Start Italia, non avrebbe potuto accedervi perché il bar non rientra nella definizione di startup innovativa (non ha un prodotto o servizio ad alto contenuto tecnologico, non impiega personale altamente qualificato per oltre il 15% dei costi). Inoltre, anche se ipoteticamente fosse stato ammesso, Smart&Start Italia avrebbe richiesto un'iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese come startup innovativa, una procedura complessa e burocraticamente pesante per un'attività tradizionale come un bar.

Quando scegliere Smart&Start Italia

Smart&Start Italia è la scelta ideale per chi ha un'idea imprenditoriale ad alto contenuto innovativo: una piattaforma digitale basata su intelligenza artificiale, un software per la gestione di energie rinnovabili, una soluzione di blockchain per la tracciabilità dei prodotti alimentari, un dispositivo medico innovativo. Il requisito fondamentale è l'iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese come startup innovativa, che richiede il rispetto di almeno una delle condizioni specifiche previste dalla normativa.

Un altro caso in cui Smart&Start Italia è la scelta migliore riguarda i progetti che richiedono investimenti significativi, superiori a 200.000 euro. Se il piano di investimento prevede spese per 500.000 euro o 1 milione di euro, il Resto al Sud 2.0 non è sufficiente e bisogna rivolgersi a strumenti che permettano importi più elevati. Smart&Start Italia, con i suoi 1,5 milioni di euro massimi, è una delle poche opzioni disponibili per le startup innovative del Mezzogiorno.

Smart&Start Italia è inoltre la scelta obbligata per chi ha più di 35 anni e vuole comunque accedere a incentivi nazionali. A differenza del Resto al Sud 2.0, non ci sono limiti di età, quindi un imprenditore di 40 o 50 anni può accedere alle agevolazioni a condizione che costituisca una startup innovativa. È una caratteristica importante in un contesto come quello italiano, dove l'età media degli imprenditori è spesso superiore ai 35 anni.

Esempio pratico: startup AI in Campania

Per comprendere meglio quando Smart&Start Italia è la scelta migliore, consideriamo il caso di Giulia, una 32enne di Napoli che ha sviluppato un algoritmo di intelligenza artificiale per l'ottimizzazione dei consumi energetici nelle piccole e medie imprese. Giulia ha lavorato come ricercatrice presso un centro di ricerca europeo per 5 anni e ha deciso di trasformare la sua esperienza in un'impresa, costituendo una startup innovativa. Il progetto prevede un investimento iniziale di 800.000 euro per lo sviluppo dell'algoritmo, l'acquisizione di server, l'assunzione di personale tecnico (ingegneri del software, data scientist) e il lancio sul mercato.

Per la startup di Giulia, le spese ammissibili sarebbero: spese per il personale dipendente e collaboratori (ingegneri, data scientist, sviluppatori) per circa 400.000 euro all'anno; acquisto di server e infrastrutture cloud per 200.000 euro; canoni di locazione per gli uffici per 50.000 euro; spese di marketing e promozione per 100.000 euro; spese per servizi di consulenza e formazione per 50.000 euro. Il totale del primo anno è di 800.000 euro, perfettamente in linea con l'importo massimo di Smart&Start Italia.

Giulia sceglie Smart&Start Italia per diversi motivi. In primo luogo, il progetto ha un elevato contenuto innovativo: si basa su un algoritmo di intelligenza artificiale brevettato e ha un potenziale di scalabilità molto elevato. In secondo luogo, l'investimento necessario è di 800.000 euro, ben superiore ai 200.000 euro massimi del Resto al Sud 2.0. Infine, Giulia vuole puntare su una crescita rapida e l'accesso ai mercati internazionali, caratteristiche che sono ben viste dalla valutazione basata sul merito tecnico di Smart&Start Italia.

Giulia costituisce una SRL ordinaria (non una SRL semplificata, perché prevede un numero di soci superiore a tre e un capitale sociale di 50.000 euro) e procede all'iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese come startup innovativa. L'iscrizione viene concessa perché l'impresa è titolare di un brevetto e impiega personale altamente qualificato per oltre il 30% dei costi. Successivamente, presenta domanda per Smart&Start Italia attraverso la piattaforma di Invitalia, allegando un business plan molto dettagliato con analisi di mercato, proiezioni finanziarie a 5 anni e piano di sviluppo del prodotto.

La valutazione richiede circa 4 mesi, durante i quali Giulia integra la documentazione e fornisce chiarimenti richiesti dalla commissione di valutazione. Alla fine, ottiene un finanziamento a tasso zero dell'80% (640.000 euro) e un contributo a fondo perduto del 30% (240.000 euro), per un totale di 880.000 euro di agevolazioni su 800.000 euro di spese ammissibili. Il finanziamento a tasso zero deve essere restituito in 10 anni, di cui i primi due di pre-ammortamento.

Il cumulo degli incentivi

Una domanda che spesso viene posta è se sia possibile cumulare il Resto al Sud 2.0 con Smart&Start Italia o con altri incentivi. La risposta breve è: dipende. Non è possibile cumulare il Resto al Sud 2.0 con Smart&Start Italia per le stesse spese ammissibili, ovvero non si può finanziare la stessa spesa con entrambi gli incentivi. Tuttavia, è possibile cumulare incentivi diversi per progetti diversi, sempre nel rispetto del regime de minimis e delle regole di cumulo stabilite dall'Unione Europea.

Il regime de minimis disciplina le agevolazioni concese dalle Amministrazioni Pubbliche e prevede che un'unica impresa non possa ricevere aiuti pubblici superiori a 300.000 euro nell'arco di tre esercizi finanziari. Il massimale riguarda tutte le agevolazioni concesse in regime de minimis, indipendentemente dalla fonte (Stato, Regione, Unione Europea). Per il Resto al Sud 2.0 e per Smart&Start Italia (nella sua componente de minimis), è fondamentale verificare la propria posizione prima di presentare la domanda, consultando il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA).

È possibile cumulare il Resto al Sud 2.0 con altri incentivi nazionali o regionali compatibili, ma non per le stesse spese. Ad esempio, un imprenditore che ottiene il Resto al Sud 2.0 per l'avvio di un'attività di ristorazione potrebbe successivamente accedere a un bando regionale per l'acquisto di nuove attrezzature, purché le spese finanziate dal bando regionale siano diverse da quelle già coperte dal Resto al Sud 2.0. È una forma di cumulo orizzontale (incentivi diversi per spese diverse) piuttosto che verticale (più incentivi per le stesse spese).

Un caso particolare è rappresentato dal cumulo sequenziale: un imprenditore che prima accede al Resto al Sud 2.0 per l'avvio dell'attività e successivamente, una volta che l'impresa sia cresciuta e si sia trasformata in startup innovativa, accede a Smart&Start Italia per finanziare la fase di espansione. È un percorso possibile, ma richiede un'attenta pianificazione e il rispetto di specifiche condizioni: l'impresa deve avere un'età inferiore ai 60 mesi alla data della domanda di Smart&Start Italia e deve soddisfare i requisiti per l'iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese come startup innovativa.

Come SRLOnline ti aiuta a scegliere

Scegliere tra Resto al Sud 2.0 e Smart&Start Italia non è sempre immediato. Le due misure hanno caratteristiche profondamente diverse e si rivolgono a tipologie di imprenditori e progetti altrettanto diversi. SRLOnline offre un servizio di consulenza personalizzata per supportarti nella scelta dello strumento più adatto alle tue esigenze e nella preparazione della domanda. Con un team di esperti in finanza agevolata e una profonda conoscenza del territorio e delle opportunità di finanziamento, SRLOnline ti accompagna in tutte le fasi: dalla verifica preliminare dei requisiti alla presentazione della domanda.

Il servizio di consulenza preliminare permette di valutare la compatibilità del tuo progetto con i diversi incentivi disponibili. Analizziamo insieme le caratteristiche della tua attività (settore merceologico, importo dell'investimento, localizzazione, caratteristiche del team) e identifichiamo lo strumento più adatto tra Resto al Sud 2.0, Smart&Start Italia, Cultura Cresce, ZES Unica e gli incentivi regionali. La consulenza preliminare riduce il rischio di presentare una domanda destinata all'esclusione e ti permette di ottimizzare le risorse temporali ed economiche.

Una volta identificato lo strumento più adatto, SRLOnline ti supporta nella preparazione del business plan professionale, documento fondamentale per accedere agli incentivi. Il business plan viene elaborato sulla base delle caratteristiche specifiche del tuo progetto, con un'attenzione particolare alla coerenza tra descrizione dell'attività, piano degli investimenti e proiezioni finanziarie. Per Smart&Start Italia, in particolare, prepariamo un documento dettagliato che dimostri la fattibilità tecnica, economica e finanziaria del progetto imprenditoriale, con un'analisi di mercato approfondita, la descrizione del modello di business e le strategie di crescita.

Se il tuo progetto richiede la costituzione di una SRL o di una startup innovativa, SRLOnline offre un servizio completo di consulenza per la costituzione societaria. La costituzione della società tramite notaio è un prerequisito per l'accesso a molti incentivi e deve essere effettuata entro 60 giorni dalla comunicazione di esito positivo della valutazione (120 giorni se uno dei soci risiede all'estero). Il team di SRLOnline ti affianca in tutte le fasi precedenti all'atto costitutivo: preparazione della documentazione necessaria, guida nella definizione dello statuto, supporto per l'iscrizione al Registro delle imprese, assistenza per l'acquisizione del codice fiscale e della partita IVA, apertura delle posizioni INPS e INAIL.

Anche dopo l'ammissione a finanziamento, SRLOnline continua a supportarti nella gestione delle fasi successive: rendicontazione delle spese, richiesta dei SAL (Stato Avanzamento Lavori), comunicazione delle variazioni alla compagine sociale, adempimenti obbligatori. Il supporto continuo riduce il rischio di revoca del contributo per errori nella gestione delle spese o nel mancato rispetto degli obblighi contrattuali. La trasparenza è un valore fondamentale: non ci sono costi nascosti o sorprese e ogni fase del progetto viene concordata preventivamente con il cliente.

Domande frequenti

È possibile presentare domanda sia per Resto al Sud 2.0 che per Smart&Start Italia?

Non è possibile presentare domanda sia per Resto al Sud 2.0 che per Smart&Start Italia per lo stesso progetto o per le stesse spese. Gli due incentivi sono alternativi e l'accesso all'uno preclude l'accesso all'altro per le medesime spese ammissibili. Tuttavia, è possibile accedere al Resto al Sud 2.0 per l'avvio dell'attività e successivamente, una volta che l'impresa sia cresciuta e si sia trasformata in startup innovativa, accedere a Smart&Start Italia per finanziare una fase di espansione. In questo caso le spese finanziate devono essere diverse e l'impresa deve avere un'età inferiore ai 60 mesi alla data della domanda di Smart&Start Italia.

Serve essere under 35 per accedere a Smart&Start Italia?

No, Smart&Start Italia non prevede limiti di età. A differenza del Resto al Sud 2.0, che è riservato agli under 35, Smart&Start Italia è accessibile a tutti indipendentemente dall'età, a condizione che si costituisca una startup innovativa iscritta alla sezione speciale del Registro delle imprese. Questa caratteristica rende Smart&Start Italia una delle poche opzioni disponibili per imprenditori over 35 che vogliono accedere a incentivi nazionali per startup innovative. Tuttavia, è necessario soddisfare almeno una delle condizioni per l'iscrizione alla sezione speciale: due terzi del fatturato da prodotti/servizi innovativi, almeno il 15% dei costi in personale qualificato, oppure titolarità di un brevetto.

Cosa succede se la domanda viene respinta?

Se la domanda viene respinta, è possibile presentare controdeduzioni entro 10 giorni dalla comunicazione di esito negativo. Le controdeduzioni devono essere focalizzate sui motivi ostativi segnalati nella comunicazione: se l'esclusione è dovuta a mancanza di requisiti, non è possibile rimediare; se è dovuta a incoerenze nel business plan o a documentazione incompleta, è possibile integrare e chiarire gli aspetti controversi. In caso di definitiva esclusione, è possibile ripresentare domanda per lo stesso progetto, ma solo se sono intervenute modifiche sostanziali che risolvono i motivi ostativi. È fondamentale analizzare con attenzione i motivi dell'esclusione prima di ripresentare domanda, per evitare una nuova esclusione per gli stessi motivi.

Redazione SRLOnline

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Membro del team SRLonline, specializzato in consulenza aziendale e servizi per SRL.

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