La Legge di Bilancio 2026 ha riaperto una finestra temporale importante per le società che intendono assegnare beni ai propri soci con vantaggi fiscali significativi. Se sei titolare di una SRL e hai immobili o beni registrati non più utilizzati nell'attività, questa opportunità potrebbe farti risparmiare migliaia di euro.
In questo articolo esploreremo come funziona l'assegnazione agevolata dei beni ai soci nel 2026, i requisiti da rispettare, i calcoli per stimare il risparmio fiscale e una checklist operativa completa. Se stai valutando di costituire una SRL con conferimento di beni o vuoi approfondire le agevolazioni fiscali per le SRL, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie.
Cos'è l'Assegnazione Agevolata dei Beni ai Soci 2026
L'assegnazione agevolata dei beni ai soci è un regime fiscale straordinario che consente alle società di trasferire ai propri soci beni non più strumentali all'attività d'impresa pagando un'imposta sostitutiva ridotta rispetto alla tassazione ordinaria. In parole semplici, immagina di avere un immobile nel patrimonio della tua società che non utilizzi più per l'attività. Senza l'agevolazione, venderlo o assegnarlo al socio genererebbe una plusvalenza tassata con aliquote ordinarie. Con il regime agevolato, paghi solo un'imposta sostitutiva dell'8% (o 10,5% per società non operative).
La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199, articoli 1, commi 35-41) ha riproposto questo regime con una nuova finestra temporale, confermandosi come uno degli strumenti più efficaci di pianificazione patrimoniale. L'obiettivo del legislatore è chiaro: aiutare la circolazione dei beni immobiliari e mobiliari registrati, disimpegnando asset che non servono più al perimetro d'impresa e permettendo ai soci di acquisirli con un prelievo fiscale "mite" rispetto al regime ordinario.
🚀 Questo strumento rappresenta un'opportunità unica per le società che intendono ristrutturare il proprio patrimonio aziendale, eliminando beni non più utilizzati dall'attività e permettendo ai soci di acquisirli a un costo fiscale estremamente ridotto. Il risparmio fiscale può raggiungere il 67% o più rispetto alla tassazione ordinaria, rendendo l'operazione particolarmente conveniente per le società con un patrimonio immobiliare significativo.
Novità 2026: Il Nuovo Requisito della Partecipazione del 5%
Una delle novità più significative della Legge di Bilancio 2026 riguarda il requisito di anzianità dei soci, che ora include anche una soglia di partecipazione economica. Per poter beneficiare dell'agevolazione 2026, il socio assegnatario deve soddisfare due condizioni.
⚠️ Il socio deve essere socio alla data del 30 settembre 2025 (o dimostrarlo con titolo certo iscritto entro il 31 gennaio 2026) E deve possedere una partecipazione almeno pari al 5% OPPURE avere un valore fiscale della partecipazione non inferiore a 500.000 euro.
Cosa cambia rispetto al passato? Nelle edizioni precedenti dell'agevolazione bastava essere socio alla data di riferimento. Ora è richiesto anche un impegno economico significativo nella società. Questo nuovo requisito è stato introdotto come presidio anti-elusivo, per prevenire ingressi "strumentali" nel capitale finalizzati unicamente a beneficiare dell'agevolazione senza un reale legame con la società.
La dimostrazione del requisito può avvenire tramite iscrizione nel libro soci entro il 30 settembre 2025, oppure entro il 31 gennaio 2026 se supportata da titolo con data certa anteriore al 1° ottobre 2025. È fondamentale verificare con attenzione il rispetto di questo requisito prima di procedere con l'operazione, pena la perdita dell'agevolazione e l'applicazione della tassazione ordinaria sulla plusvalenza.
| Requisito | Specifiche | Modalità di dimostrazione |
|---|---|---|
| Anzianità | Socio al 30 settembre 2025 | Iscrizione libro soci entro 30/09/2025 o titolo certo entro 31/01/2026 |
| Partecipazione | ≥ 5% delle quote o valore fiscale ≥ 500.000€ | Libro soci o valutazione patrimonio netto |
Chi Può Beneficiare dell'Assegnazione Agevolata
L'agevolazione è accessibile a tutte le società commerciali residenti, comprese le società di capitali come SRL, SPA e SAPA, e le società di persone come SNC (società in nome collettivo) e SAS (società in accomandita semplice). Anche le società di armamento e le società di fatto commerciali possono accedere al regime agevolato, purché siano in possesso dei requisiti soggettivi previsti dalla normativa. La normativa prevede espressamente che anche le società in liquidazione possano beneficiare dell'agevolazione.
📋 Non possono accedere all'agevolazione gli enti non commerciali come associazioni, fondazioni, enti pubblici e le società non residenti con stabile organizzazione in Italia. È importante verificare con attenzione la propria situazione prima di procedere con l'operazione, per evitare problemi o perdite dei benefici fiscali.
Quali Beni Possono Essere Assegnati
L'agevolazione si applica a beni che non sono più strumentali all'attività d'impresa. Per "strumentale" si intende un bene che viene utilizzato direttamente nello svolgimento dell'attività aziendale. Tra i beni agevolabili rientrano gli immobili patrimonio, ovvero beni immobili che non vengono utilizzati nell'attività produttiva; gli immobili merce, ovvero beni immobili in attesa di essere venduti; gli immobili strumentali per natura ma non per destinazione, ad esempio un immobile che per sua natura potrebbe essere strumentale, ma che è concesso in locazione o comodato; i beni mobili registrati come autovetture, natanti, aeromobili non essenziali per l'attività.
💡 La qualificazione del bene come "non strumentale" va verificata al momento dell'assegnazione, indipendentemente dalla data di acquisto del bene. Un bene che era strumentale al momento dell'acquisto può diventare non strumentale successivamente, aprendo la strada all'agevolazione. Questo aspetto è particolarmente importante per le società che hanno un patrimonio immobiliare costituito nel corso degli anni, in quanto permette di ristrutturare il patrimonio aziendale eliminando i beni non più utilizzati dall'attività.
Beni Esclusi
Non rientrano nell'agevolazione i beni strumentali per natura E per destinazione. Se un bene è utilizzato direttamente nell'attività aziendale, ad esempio il negozio dove si svolge l'attività principale di commercio, non può beneficiare del regime agevolato. Anche i beni mobili registrati strumentali all'attività sono esclusi. Esempi tipici sono le flotte aziendali di una società di noleggio auto o gli aeromobili di scuole di volo.
Il Cambio di Destinazione d'Uso
La prassi ammette che un bene possa cambiare destinazione in prossimità dell'operazione per acquisire lo status di "non strumentale". Questo è considerato un legittimo risparmio d'imposta a condizione che il cambio sia effettivo e documentato. Ad esempio, un immobile che era utilizzato come ufficio della società può essere concesso in locazione a terzi. Dal momento in cui avviene la locazione, l'immobile diventa non strumentale per destinazione e può essere assegnato con il regime agevolato.
📌 È fondamentale che il cambio di destinazione sia effettivo e documentato, per evitare problemi con l'Agenzia delle Entrate in caso di accertamento. La documentazione deve dimostrare in modo inequivocabile che il bene non è più utilizzato nell'attività aziendale, tramite contratti di locazione, dichiarazioni dei dirigenti, registrazioni contabili e altri elementi probatori.
Quanto Costa l'Assegnazione Agevolata 2026
Le aliquote dell'imposta sostitutiva per il 2026 confermano la struttura delle precedenti edizioni dell'agevolazione, con alcune conferme importanti per le società che intendono avvalersi del regime agevolato.
Aliquote dell'Imposta Sostitutiva
| Tipologia società | Aliquota imposta sostitutiva | Quando si applica |
|---|---|---|
| Società operative | 8% | Sulla plusvalenza (differenza tra valore normale e costo fiscale) |
| Società non operative | 10,5% | Se la società è risultata non operativa in almeno 2 dei 3 periodi d'imposta precedenti |
Per "società non operative" si intendono le società che non hanno svolto attività d'impresa in modo continuativo o che hanno ricavi minimi. È importante verificare lo status di operatività della società prima di procedere con l'operazione, in quanto l'aliquota applicabile può variare in modo significativo.
Vantaggi sulle Imposte Indirette
Oltre all'imposta sostitutiva sulle imposte dirette (IRPEF, IRES, IRAP), l'agevolazione prevede vantaggi anche sulle imposte d'atto. L'imposta di registro ha aliquote ridotte alla metà dove applicabili. Le imposte ipotecaria e catastale sono in misura fissa, riducendo ulteriormente i costi dell'operazione.
⚠️ Attenzione all'IVA: per gli immobili con storia IVA complessa, è necessario verificare le rettifiche IVA nel periodo di monitoraggio decennale ex art. 19-bis2 DPR 633/1972. Spesso la convenienza dell'operazione si decide proprio sul fronte IVA e imposte indirette, quindi è fondamentale valutare attentamente questo aspetto prima di procedere.
Esempio Pratico: Calcolo Completo del Risparmio
Per comprendere il reale vantaggio dell'agevolazione, è utile analizzare un esempio numerico completo che permetta di quantificare il risparmio fiscale derivante dall'operazione.
Caso 1: Assegnazione Immobile Patrimonio
Una SRL possiede un appartamento non utilizzato nell'attività e lo assegna a un socio che detiene il 10% delle quote (requisito 5% soddisfatto). La situazione patrimoniale è la seguente: valore immobile (valore normale di mercato) di €300.000, valore catastale (alternativa agevolata) di €200.000, costo fiscale iniziale (valore contabile) di €150.000.
| Voce | Assegnazione agevolata | Cessione ordinaria |
|---|---|---|
| Base imponibile | €50.000 (valore catastale - costo fiscale) | €150.000 (valore normale - costo fiscale) |
| Aliquota fiscale | 8% imposta sostitutiva | 24% IRES ordinaria |
| Imposta da pagare | €4.000 | €36.000 |
| Risparmio fiscale | €32.000 (89% in meno) | — |
In questo caso, l'utilizzo del valore catastale riduce drasticamente la base imponibile, generando un risparmio significativo. Il vantaggio è ancora più evidente se si considera che l'imposta sostitutiva sostituisce integralmente l'IRES, l'IRPEF e l'IRAP sulla plusvalenza, evitando quindi il cumulo di imposte ordinarie.
Caso 2: Assegnazione con Riserve in Sospensione
Se la società ha riserve in sospensione d'imposta che vengono "liberate" per l'assegnazione, è prevista un'imposta sostitutiva separata del 13%. Esempio di scenario completo:
| Elemento | Importo | Aliquota | Imposta |
|---|---|---|---|
| Plusvalenza agevolata | €50.000 | 8% | €4.000 |
| Riserve in sospensione | €20.000 | 13% | €2.600 |
| Imposta di registro (dimezzata) | — | 1% | €500 |
| Imposte fisse | — | — | €200 |
| TOTALE | — | — | €7.300 |
Confrontato con la tassazione ordinaria che potrebbe superare i €40.000, il risparmio è notevole. Questo esempio mostra come il regime agevolato, anche nella sua forma più complessa con riserve in sospensione, possa generare vantaggi fiscali significativi per la società e i soci assegnatari.
Scadenze e Rateizzazione
Termine di Perfezionamento
Le operazioni agevolate devono essere perfezionate entro il 30 settembre 2026. Per "perfezionamento" si intende che l'operazione deve essere approvata con delibera assembleare, formalizzata con atto notarile (per immobili o beni mobili registrati), e registrata agli uffici fiscali.
🚀 È importante pianificare con sufficiente anticipo le delibere assembleari e gli eventuali atti notarili, considerando che i tempi per l'approvazione e la formalizzazione possono variare in base alla complessità dell'operazione e al numero di soci coinvolti. Una pianificazione accurata permette di evitare problemi di ultimo minuto e di garantire il rispetto della scadenza prevista dalla normativa.
Rateizzazione dell'Imposta Sostitutiva
L'imposta sostitutiva può essere versata in due rate: la prima rata del 60% deve essere versata entro il 30 settembre 2026, mentre la seconda rata del 40% deve essere versata entro il 30 novembre 2026. È possibile accedere al ravvedimento operoso in caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento, permettendo di regolarizzare la posizione riducendo le sanzioni applicabili.
| Rata | Scadenza | Importo |
|---|---|---|
| Prima rata | 30 settembre 2026 | 60% dell'imposta dovuta |
| Seconda rata | 30 novembre 2026 | 40% dell'imposta dovuta |
💡 La possibilità di rateizzare l'imposta sostitutiva rappresenta un vantaggio significativo per la liquidità della società, permettendo di dilazionare l'onere fiscale nel tempo. È importante pianificare i flussi di cassa per garantire il tempestivo versamento delle rate, evitando sanzioni e interessi.
Checklist Operativa Completa
Fase 1: Preliminare
È necessario censire i beni potenzialmente agevolabili, verificando la non strumentalità dei beni al momento dell'assegnazione. Bisogna controllare che i soci assegnatari siano stati soci al 30 settembre 2025 con almeno il 5% di partecipazione o un valore fiscale della partecipazione non inferiore a 500.000€. Devono essere recuperate le iscrizioni nel libro soci o i titoli che dimostrano l'anzianità dei soci alla data di riferimento.
Fase 2: Calcolo e Valutazione
È necessario scegliere il valore di riferimento tra valore normale e valore catastale, determinare il costo fiscale dal bilancio, calcolare la base imponibile, verificare se la società è operativa (8%) o non operativa (10,5%), quantificare le riserve in sospensione, e valutare l'impatto IVA e delle imposte indirette.
Fase 3: Perfezionamento
Deve essere pianificata la costituzione formale con delibere e atti notarili per il 30 settembre 2026. L'assemblea deve essere convocata per approvare l'operazione, l'atto notarile deve essere stipulato se richiesto, l'atto deve essere registrato agli uffici fiscali, la prima rata (60%) deve essere versata entro il 30 settembre 2026 tramite F24, e la seconda rata (40%) deve essere versata entro il 30 novembre 2026 tramite F24.
Fase 4: Post-operazione
È necessario aggiornare la contabilità, modificare la situazione patrimoniale nel bilancio, comunicare ai soci i dettagli dell'operazione, e conservare la documentazione per almeno 10 anni in caso di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate.
| Fase | Attività principali | Scadenze |
|---|---|---|
| 1. Preliminare | Censimento beni, verifica requisiti soci | Entro giugno 2026 |
| 2. Calcolo | Valutazione patrimoniale, calcolo imposta | Entro luglio 2026 |
| 3. Perfezionamento | Delibere, atto notarile, registrazione | Entro 30 settembre 2026 |
| 4. Post-operazione | Aggiornamento contabile, conservazione | Entro dicembre 2026 |
Domande Frequenti
Quanto costa l'assegnazione agevolata dei beni ai soci?
L'imposta sostitutiva è pari all'8% sulla plusvalenza per le società operative, o al 10,5% per le società non operative. Aggiungi le imposte di registro dimezzate e le imposte fisse. Il costo totale dipende dal valore del bene, dal costo fiscale e dall'aliquota applicabile, ma può generare un risparmio fino al 67% o più rispetto alla tassazione ordinaria.
Come dimostrare l'anzianità dei soci con il nuovo requisito 2026?
Devi dimostrare che il socio era socio al 30 settembre 2025 con almeno il 5% di partecipazione o un valore fiscale della partecipazione non inferiore a 500.000€. Puoi farlo tramite iscrizione nel libro soci entro il 30 settembre 2025, oppure entro il 31 gennaio 2026 se supportata da titolo con data certa anteriore al 1° ottobre 2025.
È possibile assegnare beni strumentali per natura e destinazione?
No. Tuttavia, è possibile cambiare la destinazione d'uso del bene in prossimità dell'operazione per acquisire lo status di "non strumentale", purché il cambio sia effettivo e documentato. La documentazione deve dimostrare in modo inequivocabile che il bene non è più utilizzato nell'attività aziendale.
L'imposta sostitutiva è deducibile ai fini IRES?
No, ma sostituisce interamente l'imposta ordinaria (IRES/IRPEF + IRAP) sulla plusvalenza, con un risparmio netto che può superare il 60%. L'imposta sostitutiva deve essere versata nei termini previsti e non può essere dedotta dal reddito imponibile IRES, ma rappresenta comunque un vantaggio significativo rispetto alla tassazione ordinaria.
Posso assegnare solo parte di un immobile?
No, l'assegnazione agevolata riguarda l'intero bene. Non rientrano i "singoli diritti reali parziali" come usufrutto o nuda proprietà. Se intendi assegnare solo una parte del bene, dovrai procedere secondo il regime ordinario, con conseguente applicazione della tassazione ordinaria sulla plusvalenza.
Cosa succede se vendo il bene subito dopo l'assegnazione?
Se il socio vende il bene ricevuto entro 5 anni dall'assegnazione, potrebbe generare una plusvalenza tassata in capo al socio. È importante valutare attentamente i tempi di detenzione del bene per evitare problemi fiscali o sanzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2026 Fonte: Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025)





