Hai venduto un macchinario, un immobile strumentale o una partecipazione dalla tua SRL? Dal 2026 non puoi più diluire il carico fiscale su più anni. La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025, art. 1, commi 42-43) ha modificato l'art. 86, comma 4 del TUIR, abolendo la storica facoltà di rateizzare le plusvalenze su beni strumentali, beni patrimoniali e partecipazioni non PEx in cinque quote annuali. Dal periodo d'imposta 2026, queste plusvalenze concorrono a formare il reddito per l'intero ammontare nell'esercizio in cui sono realizzate. È una modifica che impatta direttamente la liquidità, l'acconto IRES e la pianificazione fiscale di migliaia di SRL italiane. In questa guida vediamo nel dettaglio cosa cambia, chi è colpito, cosa resta della vecchia regola e come adattare la strategia operativa.
In breve
- dal 2026 le plusvalenze su beni strumentali, patrimoniali e partecipazioni non PEx sono tassate integralmente nell'anno di realizzo, senza più la possibilità di rateizzazione su 5 anni;
- l'unica eccezione riguarda le cessioni d'azienda o ramo d'azienda detenuto per almeno 3 anni, dove resta la rateizzazione fino a 5 esercizi;
- per il calcolo dell'acconto IRES/IRPEF 2026 è necessario ricalcolare l'imposta del 2025 come se la nuova regola fosse già stata applicata;
- per le SRL che prevedono vendite di cespiti o dismissioni, la pianificazione dell'anno di cessione diventa decisiva per evitare picchi impositivi improvvisti.
Che cos'era la rateizzazione delle plusvalenze
Prima del 2026, l'art. 86, comma 4 del TUIR consentiva alle imprese — incluse le SRL — di diluire la tassazione delle plusvalenze su beni strumentali e patrimoniali in un massimo di cinque quote annuali di pari importo, a partire dall'esercizio di realizzo. Questo meccanismo permetteva di "spalmare" il reddito aggiuntivo generato dalla vendita su più anni, riducendo l'impatto impositivo sull'esercizio in cui avveniva la cessione e alleggerendo il peso sull'acconto dell'anno successivo.
La plusvalenza si calcola come differenza tra il corrispettivo di vendita (o l'indennizzo per danneggiamento/perdita) e il costo fiscalmente riconosciuto del bene, che a sua volta è pari al costo di acquisto al netto degli ammortamenti fiscalmente dedotti. Per una SRL che acquistava un macchinario per 100.000 euro, lo ammortizzava per 70.000 euro e lo vendeva a 80.000 euro, la plusvalenza era di 50.000 euro. Fino al 2025, poteva tassare questa plusvalenza in 5 quote da 10.000 euro ciascuna. Dal 2026, l'intero ammontare di 50.000 euro concorre al reddito dell'esercizio di realizzo.
La nuova regola dal 2026: cosa cambia concretamente
L'art. 1, commi 42 e 43 della Legge di Bilancio 2026 ha riscritto il comma 4 dell'art. 86 del TUIR. Il principio introdotto è semplice ma dirompente:
Le plusvalenze realizzate su beni strumentali, beni patrimoniali e partecipazioni diverse da quelle esenti ai sensi dell'art. 87 del TUIR (Participation Exemption) concorrono a formare il reddito per l'intero ammontare nell'esercizio in cui sono state realizzate.
Le partecipazioni che beneficiano della PEx (esclusione del 95% dalla base imponibile) restano esclasse dall'impatto della modifica, perché seguono una disciplina autonoma. Il problema riguarda invece le partecipazioni che non soddisfano i requisiti PEx — ad esempio, partecipazioni detenute da meno di 12 mesi, non iscritte tra le immobilizzazioni, o con partecipata in paesi a fiscalità privilegiata — che ora sono tassate per il 100% nel momento della cessione.
La regola si applica a decorrere dalle plusvalenze realizzate dal periodo d'imposta 2026 (per i soggetti con esercizio coincidente con l'anno solare). Non sono previste norme transitorie: se la tua SRL vende un cespite nel 2026, la plusvalenza intera va nel reddito 2026.
L'unica eccezione: cessione d'azienda e ramo d'azienda
La Legge di Bilancio 2026 mantiene la possibilità di rateizzare la plusvalenza fino a cinque esercizi in un solo caso specifico: la cessione d'azienda o di ramo d'azienda, a condizione che l'azienda o il ramo siano stati detenuti per un periodo non inferiore a tre anni.
Questa eccezione ha una ratio precisa: la cessione d'azienda è un'operazione straordinaria che genera plusvalenze spesso molto elevate (composte da avviamento, immobili, marchi, attrezzature, clientela). L'obbligo di tassazione integrale in un unico esercizio avrebbe effetti devastanti sulla liquidità dell'impresa cedente.
Per le SRL che prevedono una riorganizzazione o un'uscita dal mercato tramite cessione dell'intera azienda, questa eccezione resta quindi uno strumento operativo cruciale. È fondamentale però verificare il rispetto del requisito del triennio di possesso: se l'azienda è stata costituita o acquisita da meno di tre anni, la plusvalenza da cessione è comunque tassata integralmente.
Impatto sull'acconto IRES e IRAP 2026
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il calcolo dell'acconto per il periodo d'imposta 2026. Il comma 43 della Legge di Bilancio 2026 stabilisce che, ai fini della determinazione dell'acconto dovuto, occorre assumere quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata applicando le nuove disposizioni.
In pratica: se la tua SRL ha realizzato una plusvalenza rateizzata nel 2025, per calcolare l'acconto 2026 devi ricalcolare l'imposta 205 come se la plusvalenza intera fosse stata tassata nell'anno di realizzo anziché in cinque quote. Questo può comportare un aumento significativo dell'acconto, perché la base imponibile 2025 "virtuale" risulta più elevata.
Le SRL che nel 2025 hanno ancora plusvalenze in corso di rateizzazione devono quindi richiedere al proprio commercialista una simulazione del ricalcolo dell'acconto per valutare l'impatto sulla tesoreria aziendale.
Esempio pratico: impatto sulla SRL di Marco
Per capire l'effetto concreto della nuova regola, facciamo un esempio numerico concreto.
Marco gestisce una SRL nel settore metalmeccanico. Nel 2026 la società vende un tornio CNC acquistato nel 2020 per 150.000 euro, con ammortamenti dedotti per 110.000 euro. Il costo fiscalmente residuo è quindi di 40.000 euro. La vendita avviene a 120.000 euro, generando una plusvalenza di 80.000 euro.
Sotto la vecchia regola (fino al 2025):
La plusvalenza di 80.000 euro si divideva in 5 quote da 16.000 euro. Su ogni quota la SRL pagava
- IRES al 24%: 3.840 euro
- IRAP al 3,9%: 624 euro
- Totale per quota: 4.464 euro
- Totale annuo per 5 anni: 4.464 euro
Sotto la nuova regola (dal 2026):
L'intera plusvalenza di 80.000 euro concorre al reddito 2026. La SRL paga
- IRES al 24%: 19.200 euro
- IRAP al 3,9%: 3.120 euro
- Totale imposta 2026: 22.320 euro
La differenza è enorme: stessi 80.000 euro di plusvalenza, ma il carico fiscale passa da 4.464 euro/anno (diluiti su 5 anni) a 22.320 euro in un colpo solo. L'impatto sulla liquidità è di circa 17.856 euro aggiuntivi nell'anno di vendita. E si somma all'utile operativo ordinario, aumentando la base imponibile complessiva dell'esercizio.
| Voce | Vecchia regola (5 anni) | Nuova regola (2026) |
|---|---|---|
| Plusvalenza imponibile | €80.000 (in 5 quote da €16.000) | €80.000 (intera) |
| IRES annuale sulla plusvalenza | €3.840 | €19.200 |
| IRAP annuale sulla plusvalenza | €624 | €3.120 |
| Imposta totale | €4.464/anno × 5 | €22.320 |
| Impatto liquidità nel 2026 | €4.464 | €22.320 |
Chi è più colpito dalla riforma
L'abolizione della rateizzazione non colpisce tutte le SRL allo stesso modo. I soggetti più esposti sono
Le SRL con patrimonio strumentale elevato.
Imprese manifatturiere, costruzioni, trasporti, agricoltura — tutte le attività dove i beni strumentali costituiscono una quota significativa dell'attivo — sono quelle che più frequentemente generano plusvalenze da vendita di cespiti. Ogni dismissione di un macchinario, un veicolo o un impianto comporta ora un'imposta immediata sull'intero gain.
Le SRL con partecipazioni non PEx.
Chi detiene partecipazioni minoritarie in altre società, oppure partecipazioni acquisite da meno di 12 mesi, o iscrizioni non in immobilizzazioni, perderà la possibilità di diluire la tassazione della plusvalenza da cessione. Le holding di minoranza e i veicoli di investimento sono particolarmente colpiti.
Le SRL immobiliari.
La vendita di immobili strumentali (capannoni, uffici, negozi) genera spesso plusvalenze rilevanti. Anche in questo caso, la tassazione integrale nell'anno di vendita può rappresentare un costo imprevisto che compromette la pianificazione finanziaria.
Strategie operative per le SRL nel 2026
La nuova regola non rende le plusvalenze più costose in termini assoluti — il totale delle imposte pagate rimane lo stesso. Cambia la tempistica: tutto il carico si concentra in un unico anno. Per gestire questo impatto, le SRL possono adottare diverse strategie.
1. Pianificare l'anno di vendita dei cespiti.
Se prevedi di vendere un bene strumentale, valuta il contesto reddituale dell'anno. In un anno con utili operativi elevati, aggiungere una plusvalenza tassata integralmente può portare la base imponibile a livelli che aumentano il rischio di perdere agevolazioni o incentivi condizionati a soglie di reddito. Meglio concentrare le vendite in anni con utile operativo più contenuto.
2. Abbinare la vendita a nuovi investimenti.
La vendita di un cespite genera una plusvalenza, ma l'acquisto di un nuovo bene strumentale genera ammortamenti deducibili. Se la tua SRL investe nel 2026 in beni 4.0 o beni strumentali nuovi, può beneficiare dell'iper-ammortamento fino al 180% previsto dalla Legge di Bilancio 2026. Ipotizzando un acquisto di 100.000 euro, la maggiorazione al 180% consente di ammortizzare 280.000 euro, con quote deducibili che compensano almeno in parte l'impatto della plusvalenza.
3. Considerare la cessione d'azienda anziché il singolo cespite.
Se stai valutando la dismissione di più beni, la vendita dell'intera azienda (o di un ramo d'azienda) consente ancora la rateizzazione fino a 5 anni, purché il ramo sia stato detenuto per almeno 3 anni. Può essere più efficiente dal punto di vista fiscale cedere un ramo d'azienda comprensivo dei beni piuttosto che vendere i singoli cespiti separatamente.
4. Valutare l'affrancamento delle riserve.
La Legge di Bilancio 2026 consente l'affrancamento delle riserve in sospensione d'imposta con un'imposta sostitutiva del 10% (commi 44-45). Se la tua SRL ha riserve accumulate che prima o poi distribuirai ai soci, affrancarle nel 2026 — quando il reddito potrebbe essere già elevato per effetto della plusvalenza — potrebbe comunque essere conveniente rispetto alla distribuzione futura con tassazione al 26%.
SRLOnline consiglia
L'abolizione della rateizzazione delle plusvalenze rende ancora più importante avere un commercialista dedicato che conosca la tua SRL e pianifichi con anticipo ogni operazione straordinaria. Su SRLOnline, il team di commercialisti specializzati nella fiscalità delle SRL analizza caso per caso l'impatto delle dismissioni, simula il ricalcolo degli acconti e ti aiuta a scegliere il momento e la struttura più efficienti per ogni vendita di cespite o partecipazione.
Se stai pensando di vendere un bene strumentale nel 2026 o se hai plusvalenze in corso di rateizzazione dal 2025, non aspettare la dichiarazione dei redditi per scoprire l'impatto. Prenota una consulenza gratuita con un nostro esperto: analizzeremo la tua situazione specifica e ti forniremo un piano operativo per gestire il carico fiscale senza sorprese.
Domande Frequenti
Posso ancora rateizzare le plusvalenze generate nel 2025?
Sì. Le plusvalenze realizzate fino al 31 dicembre 2025 continuano a seguire la vecchia regola e possono essere rateizzate in cinque esercizi. La nuova norma si applica solo alle plusvalenze realizzate dal periodo d'imposta 2026 in poi. Se nel 2025 hai venduto un cespite e hai optato per la rateizzazione, puoi proseguire il piano di diluizione anche negli anni successivi.
La cessione di quote di SRL rientra nell'abolizione della rateizzazione?
Dipende. Se il socio cedente è una persona fisica e le quote non beneficiano della PEx, la plusvalenza era già tassata con imposta sostitutiva del 26% e non era rateizzabile neanche prima. Se il socio è una società (holding) e le quote non soddisfano i requisiti PEx, la plusvalenza concorre al reddito IRES: in questo caso, la nuova regola impedisce la rateizzazione che prima era possibile. Per le partecipazioni PEx (esclusione 95%), la riforma non ha impatto.
Come si calcola l'acconto IRES 2026 se ho plusvalenze rateizzate nel 2025?
Devi ricalcolare l'imposta 2025 come se la plusvalenza fosse stata tassata integralmente nell'anno di realizzo, anziché in cinque quote. Il commercialista deve effettuare una simulazione dell'imposta "virtuale" e calcolare l'acconto 2026 su questa base maggiorata. Se il ricalcolo porta a un acconto significativamente più alto, valuta con il tuo consulente se è opportuno richiedere una rateazione dell'acconto stesso.
Se vendo un immobile strumentale, posso ancora rateizzare?
No, a meno che la vendita non avvenga nell'ambito di una cessione d'azienda o ramo d'azienda detenuto per almeno 3 anni. La vendita singola di un immobile strumentale genera una plusvalenza che dal 2026 è tassata integralmente nell'anno di realizzo. L'unica eccezione residua è la cessione d'azienda.
Cosa succede se vendo un bene a rate nel 2026?
La nuova regola si applica alla plusvalenza "realizzata", che coincide con il momento del trasferimento della proprietà (o dell'incasso, se anteriore). Se la vendita è a rate con riserva di proprietà, la plusvalenza si realizza comunque nel momento della consegna del bene, indipendentemente dal piano di pagamento. La dilazione dei pagamenti non comporta più la diluzione della tassazione.
Vuoi capire l'impatto della riforma sulla tua SRL? Richiedi una consulenza gratuita con il team SRLOnline: analizzeremo le tue plusvalenze potenziali, calcoleremo l'acconto 2026 e ti aiuteremo a pianificare le dismissioni nel modo più efficiente dal punto di vista fiscale.






