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Rosario Emmi

PER I SOCI ESISTONO DELLA ALTERNATIVE ALLA DISTRIBUZIONE DEGLI UTILI IN UNA SRL?

Un tema molto sentito dai soci di società a responsabilità limitata è quello della distribuzione degli utili, soprattutto per quanto attiene la loro tassazione e le eventuali modalità per ridurre il carico fiscale.
Premesso che il livello della tassazione IRES delle s.r.l. in Italia è del 24%, poco più alta rispetto alla media dei paesi economicamente più sviluppati, il vero problema si pone al momento della tassazione sulla persona fisica e, quindi, della distribuzione dell’utile ai soci.
In caso di distribuzione dell’utile di esercizio ai soci, con la tassazione al 26%, sommando IRES, IRAP e imposta sostitutiva sull’utile da capitale, raggiungeremo circa il 50% dall’utile di partenza.
Una valida alternativa potrebbe essere la assunzione del socio che presta la propria attività lavorativa all’interno della società.

LA ASSUNZIONE DEL SOCIO IN UNA SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA SI PUO’ FARE?

Perché vi sia un rapporto di dipendenza sono necessarie alcune condizioni che il contratto deve rispettare: orario di lavoro, corrispettivo determinato, subordinazione e organizzazione del lavoro da parte dell’imprenditore.
Se il contratto tra socio e società rispetta queste condizioni è possibile procedere alla assunzione del socio da parte della società.
Una alternativa alla assunzione come dipendente, per gli amministratori, è l’inquadramento come collaboratori ed iscrizione alla gestione separata. Anche in questo caso è necessario che vi siano alcune condizioni, tra cui una delibera dell’assemblea che stabilisce il compenso a favore dell’amministratore della società.

REMUNERARE IL SOCIO CON UNO STIPENDIO

Il caso di assunzione come dipendente o come amministratore della società sono sostanzialmente simili da un punto di vista fiscale, la differenza è nell’inquadramento lavorativo e previdenziale.
Le tutele del contratto di lavoro con dei minimi sono diverse da quelle di un amministratore, che non ha invece questi vincoli.
La percentuale dei contributi da versare è diversa e, nel caso di un lavoratore dipendente, è possibile usufruire di un azzeramento dei contributi previdenziali a carico dell’azienda se ci sono specifici requisiti e condizioni.

QUANDO E’ CONVENIENTE ASSUMERE INVECE DI DISTRIBUIRE UTILI?

Il maggiore vantaggio fiscale nella assunzione, rispetto alla distribuzione di utili, è con contratti che hanno una RAL più bassa. Al crescere della RAL decresce il vantaggio di questa forma implicita di distribuzione di utili.
Ad esempio per un contratto da 6 mila euro l’anno sarà conveniente l’inquadramento del socio come dipendente rispetto ad una eguale distribuzione di utili, soprattutto per l’azzeramento delle imposte da versare. Allo stesso modo un contratto da 120 mila euro l’anno sarà meno conveniente di una distribuzione di utili. In mezzo ci sta tutto con una ovvia, preventiva, valutazione personalizzata, per la quale si consiglia di rivolgersi ad una società di commercialisti specializzata in pianificazione fiscale.

NON POSSO SCEGLIERE LIBERAMENTE TRA DISTRIBUZIONE UTILI E ASSUNZIONE DEL SOCIO, SIA CHiARO

La scelta tra le due forme remunerazione del socio non è una libera scelta della società. Il funzionamento della s.r.l. è quello di una impresa che ha degli obblighi verso la legge e verso i soci, oltre che tutti gli stakeholders, quali banche, creditori e fornitori.
Se un socio lavora in società si dovrà assumere riconoscendogli i diritti scaturenti dalla sua mansione e dal Contratto collettivo nazionale di lavoro siglato dai sindacati dei lavoratori.
Se un socio è amministratore della società, probabilmente non si potrà assumere come dipendente e si dovrà inquadrare come collaboratore in gestione separata inps.
Se un socio è di solo capitale, se si vuole remunerare si potrà solamente distribuire l’utile.
Se la maggioranza dei soci della società a responsabilità limitata decide di reinvestire l’utile, e accantonarlo a riserva, non ci sarà alcuna distribuzione né tassazione in capo ai soci.

NON ESISTE UNA REGOLA E LA REMUNERAZIONE DEL SOCIO E’ UN ARGOMENTO CHE DEVE ESSERE PIANIFICATO

La pianificazione della remunerazione societaria più che da scelte dettate dal risparmio fiscale, prende avvio da una logica economico-aziendale che parte dalla classificazione dei fattori della produzione.
  • LAVORO
  • CAPITALE
  • ORGANIZZAZIONE
  • TERRENI/IMMOBILI
La scelta di un modello di comunicazione prende sempre spunto dalle logiche economiche e aziendali che devono essere il parametro di riferimento di ogni imprenditore.
In tal caso ogni fattore della produzione avrà un beneficio specifico, che discende da una valutazione dell’imprenditore finalizzata a mantenere la stabilità e la continuità dell’azienda nel tempo.
In tal modo il lavoro viene remunerato con una busta paga da lavoratore dipendente, l’organizzazione con lo stipendio direzionale o da amministratore, il capitale con la distribuzione degli utili e il terreno o fabbricato con la locazione.
Ogni valore deve essere congruo per giustificare, anche di fronte al fisco, ogni scelta effettuata dai soci e la aderenza ai principi economici e aziendali di tale scelta.
Si parte sempre da un principio di corretta e sana gestione aziendale, all’interno di tale principio le scelte dei soci possono essere autonome, “cum grano salis”.
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